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Impugnazione proposta il 5 gennaio 2017 dalla ANKO A.E. Antiprosopeion, Emporiou kai Viomichanias avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 27 aprile 2016, causa T-155/14, ANKO/Commissione europea

(Causa C-7/17 P)

Lingua processuale: il greco

Parti

Ricorrente: ANKO A.E. Antiprosopeion, Emporiou kai Viomichanias (rappresentante: Stavroula Paliou, avvocato)

Altra parte nel procedimento: Commissione europea

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

annullare la sentenza del Tribunale del 27 aprile 2016, causa T-155/14, e rinviare la causa al Tribunale ai fini del giudizio di merito;

condannare la Commissione alle spese.

Motivi e principali argomenti

La ricorrente asserisce che la sentenza del Tribunale del 27 aprile 2016, causa T-155/14 contiene conclusioni giuridiche che violano norme del diritto dell’Unione e le impugna con il presente ricorso.

Secondo la ricorrente, la sentenza impugnata deve essere annullata:

i.    in primo luogo, con riferimento alle disposizioni applicabili del diritto sostanziale, in quanto contiene errori di diritto e irregolarità procedurali riguardanti la motivazione della medesima.

ii.    in secondo luogo, in quanto contiene errori di diritto con riferimento a norme che disciplinano, con riferimento al ricorso di primo grado, l’oggetto e l’onere della prova e, con riferimento alla domanda riconvenzionale, la ripartizione dell’onere della prova.

In tale contesto, i motivi di impugnazione sono i seguenti:

I. Con riferimento all’errore di diritto e alle irregolarità procedurali:

1)    Primo motivo d’impugnazione: assenza totale di motivazione.

2)    Secondo motivo d’impugnazione: errore di diritto e contraddittorietà della motivazione.

II.    Con riferimento all’errore di diritto e alle norme che disciplinano l’oggetto e l’onere della prova:

3)    Terzo motivo d’impugnazione: errore di diritto con riferimento all’oggetto e all’onere della prova in primo grado.

4)    Quarto motivo d’impugnazione: errore di diritto con riferimento alla ripartizione dell’onere della prova nella domanda riconvenzionale della Commissione.

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