Language of document : ECLI:EU:T:2014:115

SENTENZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)

12 marzo 2014 (*)

«Disegno o modello comunitario – Procedimento di dichiarazione di nullità – Disegno o modello comunitario registrato raffigurante un radiatore per riscaldamento – Disegno o modello anteriore – Motivo di nullità – Assenza di carattere individuale – Assenza di impressione generale diversa – Articolo 6 e articolo 25, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 6/2002 – Affollamento dello stato dell’arte – Obbligo di motivazione»

Nella causa T‑315/12,

Tubes Radiatori Srl, con sede in Resana (Italia), rappresentata da S. Verea, K. Muraro, M. Balestriero e P. Menapace, avvocati,

ricorrente,

contro

Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato inizialmente da F. Mattina, successivamente da P. Bullock, in qualità di agenti,

convenuto,

controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale:

Antrax It Srl, con sede in Resana, rappresentata da L. Gazzola, avvocato,

avente ad oggetto un ricorso proposto contro la decisione della terza commissione di ricorso dell’UAMI del 3 aprile 2012 (procedimento R 953/2011‑3), relativa a un procedimento di nullità tra l’Antrax It Srl e la Tubes Radiatori Srl,

IL TRIBUNALE (Seconda Sezione),

composto da N.J. Forwood, presidente, F. Dehousse (relatore) e J. Schwarcz, giudici,

cancelliere: J. Weychert, amministratore

visto il ricorso depositato presso la cancelleria del Tribunale il 13 luglio 2012,

visto il controricorso dell’UAMI depositato presso la cancelleria del Tribunale il 24 ottobre 2012,

visto il controricorso dell’interveniente depositato presso la cancelleria del Tribunale il 6 novembre 2012,

vista la replica depositata presso la cancelleria del Tribunale il 6 marzo 2013,

vista la controreplica dell’interveniente depositata presso la cancelleria del Tribunale il 31 maggio 2013,

in seguito all’udienza del 22 ottobre 2013,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

 Fatti

1        La Tubes Radiatori Srl, ricorrente, è titolare del disegno o modello comunitario n. 000169370‑0002, depositato il 13 aprile 2004 presso il Deutsches Patent und Markenamt (Ufficio tedesco dei brevetti e dei marchi), in conformità dell’articolo 35, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari (GU 2002, L 3, pag. 1), trasmesso il 26 aprile 2004 all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) e pubblicato nel Bollettino dei disegni e modelli comunitari il 24 agosto 2004.

2        Il disegno o modello contestato si applica, secondo i termini della domanda di disegno o modello, ad un radiatore per riscaldamento ed è rappresentato nel modo seguente:

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3        Il 3 novembre 2009 l’Antrax It Srl, interveniente, ha presentato dinanzi all’UAMI una domanda di nullità del disegno o modello contestato, registrata con il riferimento ICD7050. Detta domanda di nullità era basata sugli articoli 25, paragrafo 1, lettera b), e 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 6/2002.

4        A sostegno della sua domanda di nullità, l’interveniente ha invocato, contro il disegno o modello contestato, due disegni o modelli inclusi nella registrazione multipla tedesca n. DE 40110481.8 effettuata a nome della società THE HEATING COMPANY BVBA («THC») ed estesa alla Francia, all’Italia e al Benelux, come registrazione multipla internazionale recante il riferimento DM/060899, successivamente ad una domanda pubblicata il 30 settembre 2002.

5        L’interveniente ha allegato alla sua domanda di nullità le seguenti prospettive 1.1/1.2 e 4.1/4.2, contenute nella registrazione multipla internazionale DM/060899:

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6        L’interveniente ha altresì allegato alla sua domanda di nullità i seguenti ingrandimenti delle prospettive 1.2 e 4.2 summenzionate:

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7        Con decisione del 7 marzo 2011, la divisione d’annullamento ha dichiarato la nullità del disegno o modello contestato per assenza di carattere individuale ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 6/2002.

8        Tale decisione è stata oggetto di un ricorso proposto dalla ricorrente il 4 maggio 2011.

9        Con decisione del 3 aprile 2012 (in prosieguo: la «decisione impugnata»), la terza commissione di ricorso dell’UAMI ha respinto il ricorso.

10      Per quanto attiene ai disegni o modelli invocati a sostegno della domanda di nullità, la commissione di ricorso ha espressamente deciso di circoscrivere il proprio esame all’anteriorità rappresentata dal disegno o modello della registrazione multipla internazionale DM/060899 presentato sulle prospettive 4.1 e 4.2 (in prosieguo: il «disegno o modello 4.1/4.2 anteriore») (punto 14, in fine, della decisione impugnata).

11      La commissione di ricorso, quindi, non ha fondato la propria valutazione sul disegno o modello della registrazione multipla internazionale DM/060899 presentato sulle prospettive 1.1 e 1.2.

12      La commissione di ricorso ha ritenuto che il margine di libertà dell’autore fosse relativamente elevato (punto 26 della decisione impugnata).

13      In sede di confronto delle impressioni generali suscitate dal disegno o modello contestato e dal disegno o modello 4.1/4.2 anteriore (in prosieguo, considerati insieme: i «disegni o modelli di cui trattasi»), la commissione di ricorso ha rilevato che tali disegni o modelli rappresentavano entrambi radiatori di forma rettangolare verticale e allungata, costituiti da due collettori orizzontali leggermente sporgenti, collegati sul lato anteriore da una fila di elementi verticali (tubi radianti) di sezione quadrangolare, leggermente distanti gli uni dagli altri. Essa ha rilevato che tali caratteristiche determinavano essenzialmente l’impressione generale prodotta dai modelli in questione (punto 27 della decisione impugnata).

14      La commissione di ricorso ha ritenuto che l’aspetto complessivo dei radiatori in esame fosse tale da non produrre un’impressione generale significativamente diversa presso l’utilizzatore informato, indipendentemente dal fatto che questi osservi il radiatore frontalmente, lateralmente o da angolazioni intermedie, come si verifica il più delle volte nel corso del normale utilizzo. Essa ha affermato di condividere il parere della divisione di annullamento sul fatto che la differente sezione dei collettori orizzontali (circolare nel modello contestato e rettangolare nel modello anteriore) non fosse sufficiente ad alterare in modo significativo l’impressione visiva da ciascuna delle angolazioni citate. Infatti, nell’ambito di un utilizzo normale dei radiatori per riscaldamento, tale parte dei radiatori si troverebbe appoggiata alla parete e, pertanto, resterebbe pressoché occulta (punto 28 della decisione impugnata).

15      La commissione di ricorso ha rilevato che le differenze tra i disegni o modelli di cui trattasi evidenziate dalla ricorrente riguardavano, in sostanza, la forma e le dimensioni della sezione degli elementi radianti nonché la loro profondità e, quindi, la visuale della parete retrostante (punto 29 della decisione impugnata).

16      La commissione di ricorso ha menzionato l’argomento della ricorrente secondo cui gli elementi radianti del disegno o modello 4.1/4.2 anteriore presentavano una sezione rettangolare e una maggiore profondità rispetto agli elementi radianti del disegno o modello contestato che, inoltre, presentavano una sezione quadrata. Essa ha altresì citato l’argomento della ricorrente secondo cui le suddette differenze inciderebbero sull’impressione generale dei disegni o modelli di cui trattasi, in particolare per quanto riguarda il diverso margine di visuale obliqua della parete retrostante. Ad avviso della ricorrente, la parete retrostante scomparirebbe, da un’angolazione obliqua, dal campo visivo dell’osservatore, mentre, nel caso del modello contestato, la minore profondità degli elementi consentirebbe di vedere la parete retrostante, per un angolo di visuale maggiore, e ciò comporterebbe che il modello contestato sia caratterizzato da una maggiore leggerezza e ariosità rispetto alla prospettiva suddetta del modello anteriore (punto 30 della decisione impugnata).

17      La commissione di ricorso ha ritenuto che dette differenze invocate dalla ricorrente circa la sezione dei tubi non fossero sufficienti a determinare una significativa alterazione dell’impressione generale prodotta da ciascuno dei disegni o modelli di cui trattasi, tenuto conto delle caratteristiche comuni di tali disegni o modelli (punto 31 della decisione impugnata).

18      Inoltre, la commissione di ricorso ha ritenuto che l’affermazione della ricorrente in merito all’asserita diversa visuale, da un’angolazione obliqua, della parete retrostante nei due disegni o modelli di cui trattasi non trovasse riscontro ad un esame delle prospettive oblique rispettive menzionate per tali disegni o modelli (v., in particolare, la prospettiva 2.3 del disegno o modello contestato e la prospettiva 4.1 del disegno o modello 4.1/4.2 anteriore), che erano molto simili. La commissione di ricorso ha rilevato segnatamente che dalla prospettiva 4.1 del disegno o modello 4.1/4.2 anteriore risultava che la parete retrostante non «scompar[iva]» dalla visuale dell’osservatore, ma restasse in una certa misura visibile da un punto di vista obliquo (punto 31 della decisione impugnata).

19      La commissione di ricorso ha osservato che la ricorrente sembrava trascurare il fatto che, nel disegno o modello 4.1/4.2 anteriore, lo spazio che separava i tubi fosse molto simile allo spazio che separava i tubi del disegno o modello contestato, e ciò comportava, in particolare per la visuale frontale, che aveva il maggiore impatto nel corso di un utilizzo normale di un radiatore per riscaldamento, che il margine di visuale della parete retrostante (e quindi l’impressione di «leggerezza») fosse pressoché identico nei due casi (punto 31 della decisione impugnata).

20      La commissione di ricorso ha concluso che i disegni o modelli di cui trattasi suscitassero la stessa impressione generale nell’utilizzatore informato, che il disegno o modello contestato fosse quindi privo di carattere individuale e che il ricorso dovesse essere respinto (punto 32 della decisione impugnata).

 Conclusioni delle parti

21      La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:

–        annullare la decisione impugnata e, di conseguenza, dichiarare valido il disegno o modello contestato;

–        condannare l’UAMI alle spese.

22      L’UAMI e l’interveniente chiedono che il Tribunale voglia:

–        respingere il ricorso;

–        condannare la ricorrente alle spese.

 In diritto

23      La ricorrente deduce un motivo unico, vertente sulla violazione dell’articolo 6 del regolamento n. 6/2002, in quanto la commissione di ricorso avrebbe compiuto errori nella sua valutazione del carattere individuale del disegno o modello contestato.

24      Prima di esaminare tale motivo, occorre analizzare, in limine, talune obiezioni dell’UAMI e dell’interveniente.

 Esame preliminare di talune obiezioni dell’UAMI e dell’interveniente

–       Sulla ricevibilità di taluni documenti prodotti unicamente dinanzi al Tribunale

25      L’UAMI e l’interveniente contestano la ricevibilità dinanzi al Tribunale della figura 2, inserita al punto 27 dell’atto di ricorso, della figura 6, inserita al punto 47 dell’atto di ricorso, e di tre documenti costituiti da due consulenze tecniche d’ufficio e da una sintesi delle risultanze dell’accertamento peritale, prodotti, rispettivamente, negli allegati da 14 a 16 dell’atto di ricorso. Infatti, tali prospettive e documenti sarebbero stati prodotti solo nella fase del procedimento dinanzi al Tribunale.

26      La ricorrente sostiene che tali elementi sono ricevibili.

27      Va rammentato che il ricorso dinanzi al Tribunale ha ad oggetto il controllo di legittimità delle decisioni delle commissioni di ricorso dell’UAMI ai sensi dell’articolo 61 del regolamento n. 6/2002, ragion per cui la funzione del Tribunale non è quella di riesaminare le circostanze di fatto alla luce di documenti presentati per la prima volta dinanzi ad esso [sentenze del Tribunale del 18 marzo 2010, Grupo Promer Mon Graphic/UAMI – PepsiCo (Rappresentazione di un supporto promozionale circolare), T‑9/07, Racc. pag. II‑981, punto 24, e del 13 novembre 2012, Antrax It/UAMI – THC (Radiatori per riscaldamento), T‑83/11 e T‑84/11, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 28; v. altresì, per analogia, sentenza del Tribunale del 14 maggio 2009, Fiorucci/UAMI – Edwin (ELIO FIORUCCI), T‑165/06, Racc. pag. II‑1375, punti 21 e 22 nonché giurisprudenza ivi citata].

28      Quanto ai documenti prodotti negli allegati da 14 a 16 dell’atto di ricorso, deve rilevarsi che essi costituiscono documenti nuovi di cui l’UAMI non disponeva. La circostanza allegata dalla ricorrente che taluni dei suddetti documenti sarebbero stati disponibili troppo tardi per poter essere prodotti dinanzi alla commissione di ricorso non incide in alcun modo su tale rilievo [v., in tal senso, per quanto riguarda documenti successivi alla decisione impugnata, sentenza del Tribunale del 12 novembre 2008, Lego Juris/UAMI – Mega Brands (Mattoncino Lego rosso), T‑270/06, Racc. pag. II‑3117, punti 15, 17 e da 21 a 23]. Pertanto, i documenti prodotti negli allegati da 14 a 16 dell’atto di ricorso sono irricevibili.

29      Quanto alla figura 6 riprodotta al punto 47 dell’atto di ricorso, la ricorrente afferma di averla già prodotta nell’allegato 1 ai motivi di ricorso dinanzi alla commissione di ricorso. Tuttavia, dal fascicolo emerge che, contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, delle cinque fotografie che compongono la figura 6, soltanto la prima da sinistra, che mostra due radiatori affiancati, figurava nell’allegato 1 a detti motivi di ricorso. Le altre quattro fotografie di tale figura non erano contenute nel fascicolo dell’UAMI e sono quindi irricevibili.

30      Per quanto concerne la figura 2 riprodotta al punto 27 dell’atto di ricorso, è esatto, come rileva la ricorrente nella replica, che tale figura integri la prospettiva 2.3 della domanda di registrazione del disegno o modello contestato. Tuttavia, detta figura 2 completa la prospettiva 2.3 con le dimensioni ed uno schema mai prodotti dinanzi all’UAMI e configura, pertanto, un documento nuovo di cui l’UAMI non disponeva.

31      Dalle considerazioni sopra svolte, relative alle figure 6 e 2 menzionate ai precedenti punti 25, 29 e 30, risulta che queste ultime sono ricevibili dinanzi al Tribunale solo per quanto riguarda quegli elementi che le compongono e che erano a disposizione della commissione di ricorso, vale a dire, per la figura 6, la prima fotografia da sinistra e, per la figura 2, la prospettiva 2.3.

–       Sulla pertinenza degli argomenti della ricorrente fondati su un raffronto tra modelli di radiatori provvisti di tubi radianti a sezione quadrata

32      La ricorrente, in base ad un raffronto di prospettive di radiatori provvisti di tubi radianti a sezione quadrata (modelli di radiatori «Carré» e «KUBIK»), tenta di dimostrare il carattere individuale del disegno o modello contestato.

33      L’UAMI e l’interveniente sottolineano che la ricorrente trascura il fatto che la commissione di ricorso abbia limitato la propria analisi ad un confronto del disegno o modello contestato con il disegno o modello 4.1/4.2 anteriore (con tubi radianti a sezione rettangolare). Gli argomenti della ricorrente fondati sul modello di radiatore «Carré» (con tubi radianti a sezione quadrata) sarebbero quindi scollegati dall’analisi svolta dalla commissione di ricorso, che avrebbe avuto ad oggetto il disegno o modello 4.1/4.2 anteriore.

34      Si deve ricordare che, in effetti, la commissione di ricorso ha espressamente circoscritto il proprio esame del carattere individuale del disegno o modello contestato ad un raffronto tra tale disegno o modello e il disegno o modello 4.1/4.2 anteriore (punto 14 della decisione impugnata) e che ha concluso, al termine di tale raffronto, che il disegno o modello contestato non presentasse carattere individuale.

35      Ne consegue che tutti i suddetti argomenti della ricorrente, con cui quest’ultima tenta, in definitiva, mediante un raffronto tra modelli di radiatori provvisti di tubi radianti a sezione quadrata, di dimostrare il carattere individuale del disegno o modello contestato rispetto al disegno o modello menzionato al precedente punto 10, sono privi di pertinenza.

–       Sulla ricevibilità e sull’efficacia probatoria di fotografie di prodotti reali presentati come risultanti dall’applicazione dei disegni o modelli di cui trattasi

36      La ricorrente ha prodotto fotografie di radiatori che sarebbero l’applicazione dei disegni o modelli di cui trattasi. Si tratta delle fotografie prodotte alla figura 6 al punto 47 dell’atto di ricorso, fotografie rispetto alle quali si è rilevato (v. punti 30 e 31 supra) che solo la prima da sinistra era ricevibile dinanzi al Tribunale.

37      L’interveniente si oppone alla produzione di tali fotografie da parte della ricorrente. Occorre pertanto esaminare tale obiezione relativamente alla fotografia ricevibile. L’interveniente fa valere che la ricorrente non pone a confronto i disegni o modelli di cui trattasi, ma prodotti asseritamente costruiti sulla base dei predetti disegni o modelli, il che sarebbe arbitrario e scorretto.

38      Si deve rilevare che la Corte, nella sua sentenza del 20 ottobre 2011, PepsiCo/Grupo Promer Mon Graphic (C‑281/10 P, Racc. pag. I‑10153), ha analizzato la questione dell’esame ad opera del Tribunale di campioni di prodotti reali, in un caso in cui tali campioni erano già stati sottoposti all’esame della divisione di annullamento e della commissione di ricorso.

39      In tale causa, la ricorrente sosteneva che fosse erroneo basare la valutazione dei disegni o modelli in conflitto su un confronto di campioni di prodotti reali presentati dalle parti nell’esposizione delle loro domande (sentenza PepsiCo/Grupo Promer Mon Graphic, cit. supra al punto 38, punto 70).

40      La Corte ha tuttavia dichiarato che, «poiché, in materia di disegni o modelli, la persona che procede al confronto è un utilizzatore informato che (...) si distingue dal semplice consumatore medio, non [era] erroneo prendere in considerazione, in sede di valutazione dell’impressione generale dei disegni o modelli di cui trattasi, i prodotti effettivamente commercializzati che corrispondono a tali disegni o modelli» (sentenza PepsiCo/Grupo Promer Mon Graphic, cit. supra al punto 38, punto 73).

41      Nel caso di specie, pertanto, a torto l’interveniente tenta di opporsi, per principio, alla possibilità per una parte di avvalersi, oltre che delle prospettive presenti nella registrazione di un disegno o modello, del prodotto reale costruito sulla base di tale disegno o modello.

42      Tuttavia, occorre che tale prodotto reale, indipendentemente dalla circostanza che sia fatto valere in maniera diretta o – come nel caso specifico – tramite una fotografia, corrisponda all’esatta applicazione del disegno o modello. L’onere della prova a tal fine incombe sulla parte che si avvale di detto prodotto reale.

43      Nel caso di specie, l’interveniente ha contestato una simile corrispondenza tra le fotografie prodotte dalla ricorrente e il disegno o modello contestato.

44      Orbene, si deve necessariamente rilevare che, posta di fronte a tale obiezione, la ricorrente non ha provato e nemmeno chiesto di poter provare – nella sua domanda di deposito di una replica – che i radiatori di cui essa produceva fotografie fossero effettivamente costruiti in applicazione dei disegni o modelli di cui trattasi.

45      Ne consegue che l’unica fotografia che, all’interno della figura 6, è stata dichiarata ricevibile dinanzi al Tribunale per essere già stata prodotta nella fase del procedimento dinanzi all’UAMI deve essere respinta in quanto priva di efficacia probatoria.

–       Sulla pertinenza dei riferimenti a dimensioni concrete dei prodotti

46      L’interveniente contesta in quanto arbitrari i riferimenti operati dalla ricorrente a dimensioni concrete di prodotti.

47      Occorre rilevare che la protezione richiesta riguarda un disegno o modello, indipendentemente dalle dimensioni concrete dei prodotti ai quali tale disegno o modello è destinato a essere applicato. Oltretutto, la ricorrente non ha prodotto nessuna prova dell’esistenza di vincoli normativi o tecnici che impongano dimensioni particolari per i collettori o per i tubi radianti dei prodotti che possono essere costruiti in applicazione dei disegni o modelli di cui trattasi. In tale contesto, pertanto, ai fini del confronto delle impressioni generali suscitate dai disegni o modelli di cui trattasi, e a parte altre eventuali considerazioni relative alla scelta delle forme e della disposizione dei tubi radianti e dei collettori, sono pertinenti soltanto le considerazioni relative alle differenze nei rapporti di proporzione interni di tali disegni o modelli (v., in tal senso, sentenza Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punti 67 e 71).

–       Su un errore di fatto commesso dalla divisione di annullamento e ripreso dalla commissione di ricorso

48      Al punto 28 della decisione impugnata (v. punto 14 supra), la commissione di ricorso ha affermato che «condivide[va] l’avviso della divisione di annullamento sul fatto che la diversa sezione dei collettori orizzontali (circolare nel modello contestato e rettangolare nel disegno o modello 4.1/4.2 anteriore) non [fosse] sufficiente a produrre una variazione significativa dell’impressione visiva».

49      L’interveniente obietta che la commissione di ricorso, così facendo, ha fatto proprio un errore di fatto commesso dalla divisione di annullamento nella valutazione della forma della sezione dei collettori del disegno o modello 4.1/4.2 anteriore. In realtà, i collettori del disegno o modello 4.1/4.2 anteriore sarebbero non già rettangolari, come avrebbero ritenuto la divisione di annullamento prima e, poi, la commissione di ricorso, ma circolari, come quelli del disegno o modello contestato.

50      Si deve rilevare che un attento esame del disegno e modello 4.1/4.2 anteriore conferma l’obiezione dell’interveniente e il carattere circolare della sezione dei collettori di detto disegno o modello.

51      A seguito di tale esame preliminare di talune obiezioni dell’interveniente e dell’UAMI, occorre esaminare il motivo unico di annullamento sollevato dalla ricorrente.

 Sul motivo unico, vertente sulla violazione dell’articolo 6 del regolamento n. 6/2002

52      Nell’ambito di tale motivo, la ricorrente sostiene che la commissione di ricorso ha commesso errori nella valutazione del carattere individuale del disegno o modello contestato. Le differenze tra i disegni o modelli di cui trattasi sarebbero tali da produrre nell’utilizzatore informato impressioni generali diverse e, pertanto, il disegno o modello contestato non sarebbe privo di carattere individuale.

53      L’UAMI e l’interveniente contestano gli argomenti della ricorrente.

54      In forza dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 6/2002, un disegno o modello è protetto come disegno o modello comunitario se ed in quanto è nuovo e possiede un carattere individuale.

55      Secondo l’articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 6/2002, si considera che un disegno o modello comunitario registrato presenti un carattere individuale se l’impressione generale che suscita nell’utilizzatore informato differisce dall’impressione generale suscitata in tale utilizzatore da qualsiasi disegno o modello che sia stato divulgato al pubblico anteriormente alla data di deposito della domanda di registrazione ovvero, qualora sia rivendicata una priorità, anteriormente alla data di quest’ultima.

56      L’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento n. 6/2002 precisa che, nell’accertare il carattere individuale, si prende in considerazione il margine di libertà dell’autore nel realizzare il disegno o modello.

57      L’articolo 63 del regolamento n. 6/2002 dispone che «[n]el corso del procedimento l’[UAMI] procede d’ufficio all’esame dei fatti», ma che «nei procedimenti relativi alla dichiarazione di nullità l’esame dell’Ufficio si limita ai fatti, ai mezzi di prova e agli argomenti addotti dalle parti e alle richieste da queste presentate».

58      In primo luogo, per quanto attiene alla definizione di utilizzatore informato, si deve rammentare che, secondo la giurisprudenza, la nozione di «utilizzatore informato» ai sensi dell’articolo 6 del regolamento n. 6/2002 non si riferisce né a un produttore né a un venditore del prodotto nel quale il disegno o modello di cui trattasi è destinato a essere incorporato o al quale esso è destinato ad essere applicato. L’utilizzatore informato è una persona dotata di una particolare vigilanza e che dispone di una certa conoscenza del precedente stato dell’arte, vale a dire dell’insieme dei disegni o modelli relativi al prodotto in questione che sono stati divulgati alla data del deposito del disegno o modello di cui trattasi (sentenza Rappresentazione di un supporto promozionale circolare, cit. supra al punto 27, punto 62).

59      Peraltro, la qualità di «utilizzatore» implica che la persona interessata utilizzi il prodotto nel quale è incorporato il disegno o modello in conformità con la finalità alla quale lo stesso prodotto è destinato [sentenza del Tribunale del 22 giugno 2010, Shenzhen Taiden/UAMI – Bosch Security Systems (Apparecchiature per la comunicazione), T‑153/08, Racc. pag. II‑2517, punto 46].

60      L’aggettivo «informato» suggerisce inoltre che, senza essere un progettista o un esperto tecnico, l’utilizzatore conosca i vari disegni o modelli esistenti nel comparto di riferimento, disponga di un certo grado di conoscenze quanto agli elementi che questi disegni o modelli comportano di regola e, a causa del suo interesse per i prodotti in questione, dia prova di un grado d’attenzione relativamente elevato quando li utilizza (sentenza Apparecchiature per la comunicazione, cit. supra al punto 59, punto 47).

61      Tuttavia, questa circostanza non implica che l’utilizzatore informato sia in grado di distinguere, al di là dell’esperienza che ha accumulato a motivo dell’utilizzo del prodotto in questione, gli elementi dell’aspetto del prodotto che sono dettati dalla funzione tecnica di quest’ultimo da quelli che sono arbitrari (sentenza Apparecchiature per la comunicazione, cit. supra al punto 59, punto 48).

62      Nella sentenza PepsiCo/Grupo Promer Mon Graphic, citata supra al punto 38 (punto 53), la Corte ha dichiarato che la nozione di utilizzatore informato doveva essere intesa come una nozione intermedia tra quella di consumatore medio, applicabile in materia di marchi, al quale non è richiesta alcuna conoscenza specifica e che in generale non effettua un confronto diretto tra i marchi in conflitto, e quella della persona competente in materia, esperto provvisto di competenze tecniche approfondite. Così, la nozione di utilizzatore informato può essere intesa nel senso che indica un utilizzatore dotato non già di un’attenzione media, bensì di una particolare vigilanza, a prescindere dal fatto che quest’ultima sia dovuta alla sua esperienza personale oppure alla sua conoscenza approfondita del settore considerato.

63      Nella fattispecie, la commissione di ricorso ha definito l’utilizzatore informato come colui che acquista radiatori per riscaldamento per installarli nella propria abitazione. La commissione di ricorso ha aggiunto che questi deve essere «informato», nel senso che deve avere avuto la possibilità di visionare e paragonare disegni o modelli di radiatori consultando riviste di design e arredamento, visitando negozi specializzati e navigando in Internet. In altri termini, secondo la commissione di ricorso, questa persona, senza essere esperta in disegno industriale (come lo sarebbe un architetto o un decoratore d’interni), è al corrente di ciò che offre il mercato, delle tendenze della moda e delle caratteristiche basilari del prodotto (punto 21 della decisione impugnata).

64      Si deve osservare che tale definizione, che la ricorrente del resto sottoscrive, è corretta.

65      In secondo luogo, per quanto concerne la valutazione del carattere individuale di un disegno o modello, l’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento n. 6/2002 dispone che occorre prendere in considerazione, per tale valutazione, il margine di libertà dell’autore nel realizzare detto disegno o modello.

66      Il margine di libertà dell’autore del disegno o modello è stabilito a partire, in particolare, dai vincoli relativi alle caratteristiche imposte dalla funzione tecnica del prodotto o di un elemento del prodotto, o ancora dalle prescrizioni legali applicabili al prodotto al quale il disegno o modello è applicato. Tali vincoli portano a una standardizzazione di alcune caratteristiche, che divengono quindi comuni ai disegni o modelli applicati al prodotto interessato [sentenze del Tribunale Rappresentazione di un supporto promozionale circolare, cit. supra al punto 27, punto 67; del 9 settembre 2011, Kwang Yang Motor/UAMI – Honda Giken Kogyo (Motore a combustione interna), T‑11/08, non pubblicata nella Raccolta, punto 32, e Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punto 44].

67      Pertanto, più la libertà dell’autore nel realizzare un disegno o modello è ampia, meno è probabile che piccole differenze tra i disegni o modelli posti a confronto siano sufficienti a produrre un’impressione generale diversa nell’utilizzatore informato. Al contrario, quanto più la libertà dell’autore nel realizzare un disegno o modello è limitata, tanto più basteranno piccole differenze tra i disegni o modelli confrontati per produrre un’impressione generale diversa nell’utilizzatore informato. Un grado elevato di libertà dell’autore nel realizzare un disegno o modello, quindi, rafforza la conclusione secondo la quale i disegni o modelli confrontati che non presentano differenze significative producono la stessa impressione generale nell’utilizzatore informato (sentenza Motore a combustione interna, cit. supra al punto 66, punto 33, e Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punto 45).

68      Nella decisione impugnata, la commissione di ricorso ha ricordato che, dinanzi ad essa, la ricorrente aveva sostenuto che i criteri estetici, ma soprattutto funzionali, ai quali l’autore dovrebbe asseritamente adeguarsi nel concepire il progetto di un nuovo radiatore limiterebbero considerevolmente la sua autonomia, provocando un notevole affollamento del settore corrispondente e, conseguentemente, escludendo la possibilità per un modello di differenziarsi sensibilmente dagli altri modelli presenti sul mercato. La commissione di ricorso ha rilevato che la ricorrente si limitava, tuttavia, a tale affermazione di carattere generale, trascurando di dimostrare quali fossero tali necessari criteri estetici e funzionali (punto 23 della decisione impugnata).

69      La commissione di ricorso ha rilevato, in particolare, che la circostanza che un radiatore debba disporre quantomeno di un fascio di tubi all’interno dei quali circoli un liquido che si raffredda liberando calore nell’aria circostante non incide in modo significativo sulla forma e sull’aspetto generale del radiatore e che, per quanto concerne segnatamente la forma dei tubi radianti, è possibile ipotizzare configurazioni diverse relativamente alla sezione. La commissione ha aggiunto che la ricorrente non ha presentato elementi atti a suffragare la propria affermazione secondo cui le esigenze tecniche o funzionali limiterebbero considerevolmente il margine di libertà dell’autore (punti 24 e 25 della decisione impugnata).

70      La commissione di ricorso, quindi, ha respinto l’affermazione della ricorrente ed ha ritenuto che il margine di libertà dell’autore potesse essere definito come relativamente elevato (punto 26 della decisione impugnata).

71      Dinanzi al Tribunale, la ricorrente non contesta le suddette asserzioni della commissione di ricorso.

72      Essa fa unicamente valere che, in una precedente decisione del 17 aprile 2008 (procedimento R 976/2007‑3) (in prosieguo: la «decisione R 976/2007‑3»), la terza commissione di ricorso dell’UAMI ha affermato che, «in un settore come quello dei radiatori per riscaldamento, notoriamente affollato e nel quale il disegno dei componenti è spesso dettato da imperativi tecnici (l’acqua calda deve entrare nel collettore orizzontale, poi attraversare gli elementi radianti verticali prima di uscire attraverso un altro collettore orizzontale), l’estro del progettista si manifesta necessariamente nel disegno dei particolari, che però sono potenzialmente capaci di influenzare l’aspetto generale dell’oggetto[, e che,] in altre parole, la libertà del disegnatore è abbastanza limitata».

73      Le suddette considerazioni espresse nella decisione R 976/2007‑3 contraddirebbero, a parere della ricorrente, la posizione adottata nel caso di specie dalla commissione di ricorso.

74      Occorre rilevare che, secondo la giurisprudenza in materia di marchio comunitario, applicabile mutatis mutandis in materia di disegni o modelli comunitari, l’UAMI è tenuto ad esercitare le proprie competenze in conformità con i principi generali del diritto dell’Unione europea. Anche se, alla luce dei principi della parità di trattamento e di buona amministrazione, l’UAMI deve prendere in considerazione le decisioni già adottate in merito a domande simili e chiedersi con particolare attenzione se occorra o meno decidere nello stesso senso, l’applicazione di tali principi deve tuttavia conciliarsi con il rispetto del principio di legalità. Del resto, per motivi di certezza del diritto e, per l’appunto, di buona amministrazione, l’esame di ogni domanda di registrazione e di dichiarazione di nullità deve essere rigoroso e completo, per evitare che disegni o modelli siano indebitamente registrati o mantenuti. Pertanto, tale esame deve avvenire in ciascun caso concreto. Infatti, la registrazione o il mantenimento della registrazione di un disegno o modello come disegno o modello comunitario dipende da criteri specifici, applicabili nell’ambito delle circostanze di fatto del caso di specie, destinati a verificare se il disegno o modello di cui trattasi rientri in un impedimento alla registrazione o in una causa di nullità [v., in tal senso e per analogia, sentenza della Corte del 10 marzo 2011, Agencja Wydawnicza Technopol/UAMI, C‑51/10 P, Racc. pag. I‑1541, punti da 73 a 77 nonché giurisprudenza ivi citata; sentenze del Tribunale del 22 novembre 2011, LG Electronics/UAMI (DIRECT DRIVE), T‑561/10, non pubblicata nella Raccolta, punto 31, e dell’8 novembre 2012, Hartmann/UAMI (Nutriskin Protection Complex), T‑415/11, non pubblicata nella Raccolta, punto 36)].

75      Nel caso di specie nessun elemento, e in particolare non la valutazione contenuta nella decisione R 976/2007‑3 invocata dalla ricorrente, impone di concludere che, nella decisione impugnata, la commissione di ricorso abbia commesso un errore ritenendo che il margine di libertà dell’autore fosse relativamente elevato.

76      Infatti, e in primo luogo, si deve ricordare che, nel caso di specie, dinanzi alla commissione di ricorso la ricorrente non ha provato l’esistenza di vincoli tecnici e legali tali da limitare la libertà dell’autore.

77      In secondo luogo, le statuizioni contenute nella decisione R 976/2007‑3 e relative all’esistenza di presunti vincoli tecnici riconducibili al fatto che «l’acqua calda deve entrare nel collettore orizzontale, poi attraversare gli elementi radianti verticali prima di uscire attraverso un altro collettore orizzontale», non solo sono poco convincenti, ma nel caso specifico sono altresì smentite dalla stessa ricorrente.

78      Per quanto riguarda, innanzitutto, il carattere poco convincente di dette statuizioni, occorre rilevare che esse sono efficacemente contraddette dalle considerazioni di cui al punto 24 della decisione impugnata, ove la commissione di ricorso afferma che la circostanza che un radiatore debba disporre di un insieme di tubi radianti all’interno dei quali circoli un fluido calorifero non incide in modo significativo né sulla configurazione di detti tubi né sulla forma e sull’aspetto generale del radiatore.

79      Allo stesso punto della decisione impugnata, la commissione di ricorso aggiunge, senza che ciò sia seriamente contestato dalla ricorrente, che non appare che la forma rettangolare verticale allungata del radiatore e la forma rettangolare dei tubi siano necessarie per garantire una qualche funzionalità dell’apparecchio. Da ultimo, quanto alla forma dei tubi, la commissione di ricorso rileva correttamente che possono ipotizzarsi diverse configurazioni.

80      Per quanto riguarda poi la smentita da parte della stessa ricorrente delle statuizione contenute nella decisione R 976/2007‑3, essa risulta dai termini del punto 40 dell’atto di ricorso, ove la ricorrente ha steso un elenco dei diversi fattori che, a suo avviso, occorrerebbe prendere in considerazione ai fini della determinazione del carattere individuale di un radiatore per riscaldamento.

81      Orbene, i termini stessi – non tassativi – di tale elenco non lasciano assolutamente alcun dubbio quanto alla notevole ampiezza delle possibilità aperte, in termini di design, nel settore dei radiatori per riscaldamento: «[tubi radianti (…)] verticali, orizzontali, inclinati, curvi, ortogonali al collettore etc.; [tubi radianti di forma] quadrata, rettangolare, a D, etc.; densità dei [tubi radianti]; (…) caratteristiche di forma e (…) della sezione [dei collettori]; (...) posizione relativa del collettore rispetto ai tubi [radianti]; (...) dimensione del collettore rispetto alla profondità dei tubi [radianti]».

82      In terzo luogo, si deve rilevare che le affermazioni contenute nella decisione R 976/2007‑3 relativamente ad una libertà asseritamente ridotta dell’autore si fondano anche su considerazioni connesse all’affollamento dello stato dell’arte.

83      Orbene, il Tribunale ha respinto l’affermazione secondo cui la libertà dell’autore potrebbe essere limitata dall’intento di conformarsi a una tendenza generale in materia di design. Infatti, il Tribunale ha indicato che una tendenza generale in materia di design è pertinente, tutt’al più, rispetto alla percezione estetica del disegno o modello interessato e può dunque, eventualmente, esercitare un’influenza sul successo commerciale del prodotto nel quale tale disegno o modello è incorporato [sentenze del Tribunale del 22 giugno 2010, Shenzhen Taiden/UAMI – Bosch Security Systems (Apparecchiature per la comunicazione), T‑153/08, Racc. pag. II‑2517, punto 58, e Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punto 94].

84      Così facendo, il Tribunale ha negato che una tendenza generale in materia di design possa essere considerata alla stregua di un fattore di limitazione della libertà dell’autore, dal momento che è proprio tale libertà che consente all’autore di scoprire nuove forme, nuove tendenze, o, ancora, di innovare nell’ambito di una tendenza esistente (sentenza Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punto 95).

85      Ne consegue che la circostanza che, in una precedente decisione, l’UAMI abbia ritenuto sussistente una situazione di affollamento dello stato dell’arte nel settore dei radiatori per riscaldamento è, anche a prescindere dalla questione della veridicità di una simile asserzione, priva d’incidenza nella determinazione del margine di libertà dell’autore.

86      Dalle considerazioni che precedono risulta che la ricorrente non riesce a confutare la conclusione della commissione di ricorso, nella decisione impugnata, secondo cui il margine di libertà dell’autore del disegno o modello contestato era elevato.

87      Ciò premesso, rimane comunque il fatto che un affollamento dello stato dell’arte, sebbene non possa essere considerato un limite alla libertà dell’autore, può essere tale, ove accertato, da rendere l’utilizzatore informato più sensibile alle differenze di dettaglio dei disegni o modelli di cui trattasi (v., in tal senso, sentenza Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punto 81), con la conseguenza che un disegno o modello può, in ragione di un affollamento dello stato dell’arte, presentare carattere individuale a motivo di caratteristiche che, in mancanza di un siffatto affollamento, non sarebbero atte a suscitare una differenza di impressione generale sull’utilizzatore informato.

88      Ebbene, nel caso di specie deve rilevarsi che la ricorrente ha espressamente sostenuto, sin dal procedimento dinanzi alla divisione di annullamento, l’affollamento del settore.

89      La divisione di annullamento, pur non menzionando in modo esplicito la suddetta affermazione, si è espressa in termini tali da suggerire piuttosto l’ammissione, da parte sua, di un certo affollamento dello stato dell’arte. Essa ha infatti asserito che «l’utilizzatore informato conosce bene tutti i radiatori per riscaldamento del tipo al quale fa riferimento il disegno o modello contestato, è consapevole di tutti i modelli esistenti e sa che tali modelli esistono in una vasta gamma di esemplari che differiscono per il colore, le linee e le forme» (punto 24 della decisione della divisione di annullamento).

90      Tale considerazione non era ignorata dalla commissione di ricorso, che vi ha fatto espresso riferimento al punto 5, secondo trattino, della decisione impugnata.

91      Anche direttamente dinanzi alla commissione di ricorso, inoltre, l’argomentazione relativa ad un affollamento del settore era stata addotta dalla ricorrente (v. punto 7, primo e secondo trattino, rispettiva seconda frase, e punto 23 della decisione impugnata).

92      Orbene, la commissione di ricorso, nella sua valutazione del carattere individuale del disegno o modello contestato (punti da 27 a 32 della decisione impugnata), non ha menzionato tale argomentazione, foss’anche solo per respingerla.

93      Tale omissione ha avuto luogo sebbene esistesse, come segnalato dalla ricorrente dinanzi al Tribunale, una precedente decisione dell’UAMI (la decisione R 976/2007‑3) nella quale, in un analogo contesto fattuale, la terza commissione di ricorso dell’UAMI aveva ritenuto che il settore dei radiatori per riscaldamento fosse «notoriamente affollato».

94      Dinanzi al Tribunale, l’UAMI riconosce che, nel corso del procedimento amministrativo dinanzi ad esso, la ricorrente ha sostenuto che lo stato dell’arte nel campo dei radiatori da parete fosse affollato e che, pertanto, l’utilizzatore informato sarebbe consapevole del fatto che i radiatori da parete verticali potrebbero presentare un certo numero di caratteristiche comuni e, di conseguenza, presterebbe una maggiore attenzione ai dettagli di questi modelli. L’UAMI fa valere tuttavia che la ricorrente non ha dimostrato l’esistenza di altri disegni o modelli dello stesso tipo del disegno o modello contestato.

95      È giocoforza constatare che quest’ultima considerazione costituisce un tentativo di motivazione tardiva della decisione impugnata, irricevibile dinanzi al Tribunale. Infatti, secondo costante giurisprudenza, la motivazione deve, in linea di principio, essere comunicata all’interessato contemporaneamente all’atto che gli arreca pregiudizio, e la sua mancanza non può essere sanata dal fatto che l’interessato venga a conoscenza dei motivi dell’atto nel corso del procedimento dinanzi al giudice dell’Unione [sentenza della Corte del 13 giugno 2013, Versalis (ex Polimeri Europa)/Commissione, C‑511/11 P, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 141; v. sentenza Radiatori per riscaldamento, cit. supra al punto 27, punto 90 e giurisprudenza ivi citata]

96      Va rammentato inoltre che il difetto di motivazione costituisce un motivo di ordine pubblico che va sollevato d’ufficio dal giudice dell’Unione (sentenza della Corte del 2 aprile 1998, Commissione/Sytraval e Brink’s France, C‑367/95 P, Racc. pag. I‑1719, punto 67, e sentenza del Tribunale del 12 luglio 2001, UK Coal/Commissione, T‑12/99 e T‑63/99, Racc. pag. II‑2153, punto 199).

97      Quanto all’argomento dell’interveniente, dedotto in udienza, secondo cui la presente causa si distinguerebbe dalla causa all’origine della sentenza Radiatori per riscaldamento, citata supra al punto 27, in quanto, in quella causa, dinanzi all’UAMI sarebbero state fornite prove dell’affollamento dello stato dell’arte mentre ciò non si sarebbe verificato nel caso di specie, esso deve essere respinto.

98      Infatti, ed indipendentemente dal fatto che tale argomento sia stato invocato solo all’udienza, si deve necessariamente constatare che esso, che si riferisce a presunti elementi di fatto che sarebbero stati presenti, secondo l’interveniente, in un’altra causa rispetto a quella di cui è investito il Tribunale nel caso di specie, non è suffragato da alcun elemento.

99      Orbene, alla luce tanto delle norme in materia di prova quanto dei requisiti derivanti dal principio del contraddittorio, non spetta al Tribunale rimediare alla carenza di una parte nella produzione della prova ad essa incombente, per mezzo della conoscenza che il Tribunale stesso possa avere di presunti elementi fattuali che si asserisce appartengano ad un’altra causa rispetto a quella di cui è investito (v., in tal senso, sentenza della Corte del 10 gennaio 2002, Gerry Plant e a./Commissione e South Wales Small Mines, C‑480/99 P, Racc. pag. I‑265, punto 24), presunti elementi fattuali che non figurano nella presente controversia e di cui, conseguentemente, la ricorrente non è a conoscenza.

100    A conclusione di tutte le precedenti considerazioni, dal momento che, in primo luogo, l’affollamento dello stato dell’arte era stato invocato dalla ricorrente dinanzi alla divisione di annullamento; che, in secondo luogo, la divisione di annullamento aveva svolto alcune considerazioni tali da suggerire che essa convenisse sull’esistenza di un certo affollamento; che, in terzo luogo, l’argomento era stato reiterato dalla ricorrente dinanzi alla commissione di ricorso, e che, in quarto luogo, una precedente decisione della commissione di ricorso aveva invocato il carattere «notoriamente affollato» del settore dei radiatori per riscaldamento, a torto nella decisione impugnata la commissione di ricorso ha concluso per l’assenza di carattere individuale del disegno o modello contestato senza fare alcun riferimento a detta questione, non foss’altro che per dissociarsi dalle valutazioni precedentemente operate.

101    In tale contesto, dal quale emerge che la commissione di ricorso non ha motivato le decisione impugnata su una questione sollevata dinanzi ad essa e pertinente ai fini della valutazione del carattere individuale del disegno o modello contestato, la decisione impugnata deve essere annullata e il ricorso, considerati i motivi di annullamento, deve essere respinto per il resto.

 Sulle spese

102    Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 2, del regolamento di procedura del Tribunale, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. L’UAMI, poiché è rimasto sostanzialmente soccombente, va condannato alle spese, conformemente alle conclusioni della ricorrente.

103    In applicazione dell’articolo 87, paragrafo 4, terzo comma, del regolamento di procedura, l’interveniente a sostegno dell’UAMI sopporta le proprie spese.

Per questi motivi,

IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)

dichiara e statuisce:

1)      La decisione della terza commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) del 3 aprile 2012 (procedimento R 953/2011‑3) è annullata.

2)      Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)      L’UAMI sopporterà, oltre alle proprie spese, anche quelle sostenute dalla Tubes Radiatori Srl.

4)      L’Antrax It Srl sopporterà le proprie spese.

Forwood

Dehousse

Schwarcz

Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 12 marzo 2014.

Firme

Indice


Fatti

Conclusioni delle parti

In diritto

Esame preliminare di talune obiezioni dell’UAMI e dell’interveniente

–  Sulla ricevibilità di taluni documenti prodotti unicamente dinanzi al Tribunale

–  Sulla pertinenza degli argomenti della ricorrente fondati su un raffronto tra modelli di radiatori provvisti di tubi radianti a sezione quadrata

–  Sulla ricevibilità e sull’efficacia probatoria di fotografie di prodotti reali presentati come risultanti dall’applicazione dei disegni o modelli di cui trattasi

–  Sulla pertinenza dei riferimenti a dimensioni concrete dei prodotti

–  Su un errore di fatto commesso dalla divisione di annullamento e ripreso dalla commissione di ricorso

Sul motivo unico, vertente sulla violazione dell’articolo 6 del regolamento n. 6/2002

Sulle spese


* Lingua processuale: l’italiano.