Language of document : ECLI:EU:C:2015:48

ORDINANZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)

28 gennaio 2015 (*)

«Impugnazione – Articolo 181 del regolamento di procedura della Corte – Ricorso di annullamento – Rifiuto della Commissione europea di avviare un procedimento per inadempimento – Irricevibilità – Impugnazione in parte manifestamente infondata e in parte manifestamente irricevibile»

Nella causa C‑411/14 P,

avente ad oggetto l’impugnazione, ai sensi dell’articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, proposta il 29 agosto 2014,

Romano Pisciotti, residente a Port Harcourt (Nigeria), rappresentato da M. Maresca, avvocato,

ricorrente,

procedimento in cui l’altra parte è:

Commissione europea,

convenuta in primo grado,

LA CORTE (Seconda Sezione),

composta da R. Silva de Lapuerta (relatore), presidente di sezione, J.‑C. Bonichot, A. Arabadjiev, J.L. da Cruz Vilaça e C. Lycourgos, giudici,

avvocato generale: N. Wahl

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, ai sensi dell’articolo 181 del regolamento di procedura della Corte,

ha emesso la seguente

Ordinanza

1        Con la sua impugnazione, il sig. Pisciotti chiede l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale dell’Unione europea Pisciotti/Commissione (T‑403/14, EU:T:2014:692; in prosieguo: l’«ordinanza impugnata»), con cui quest’ultimo ha respinto il suo ricorso diretto all’annullamento della decisione della Commissione europea, dell’11 aprile 2014, recante rifiuto di avviare un procedimento per dichiarazione di inadempimento ai sensi dell’articolo 258 TFUE nei confronti della Repubblica federale di Germania (in prosieguo: la «decisione controversa»).

 Procedimento dinanzi al Tribunale e ordinanza impugnata

2        Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 6 giugno 2014, il sig. Pisciotti ha proposto un ricorso inteso all’annullamento della decisione controversa.

3        Con l’ordinanza impugnata, il Tribunale, senza aver notificato il ricorso alla Commissione, lo ha respinto per manifesta irricevibilità.

 Conclusioni del ricorrente

4        Con la sua impugnazione, il sig. Pisciotti chiede che la Corte voglia:

–        annullare l’ordinanza impugnata e

–        valutare concretamente e completamente i comportamenti e gli atti posti in essere dalla Repubblica federale di Germania nei suoi confronti.

 Sull’impugnazione

5        Ai sensi dell’articolo 181 del suo regolamento di procedura, quando l’impugnazione è in tutto o in parte manifestamente irricevibile o manifestamente infondata, la Corte, su proposta del giudice relatore, sentito l’avvocato generale, può respingere in qualsiasi momento, totalmente o parzialmente, l’impugnazione con ordinanza motivata.

6        Tale disposizione deve essere applicata nell’ambito dell’impugnazione in esame.

7        A sostegno della sua impugnazione, il sig. Pisciotti deduce due motivi. Il primo verte su errori di diritto commessi dal Tribunale per aver esso dichiarato manifestamente irricevibile il suo ricorso. Con il secondo motivo, il sig. Pisciotti sostiene che la Commissione è incorsa in un certo numero di errori di diritto in sede di adozione della decisione controversa.

 Sul primo motivo

8        Con il suo primo motivo, il sig. Pisciotti fa valere che il Tribunale, pur avendo tra l’altro motivato l’irricevibilità manifesta del suo ricorso richiamandosi, in particolare, alla propria giurisprudenza, citata ai punti 6 e 9 dell’ordinanza impugnata, non si sarebbe tuttavia conformato alla medesima in un caso che presentava caratteristiche analoghe a quelle della presente causa. Il Tribunale avrebbe infatti dichiarato ricevibile il ricorso, proposto da un’associazione commerciale, volto ad ottenere l’annullamento di una decisione con la quale la Commissione si era rifiutata di avviare un procedimento di infrazione nei confronti della Repubblica italiana (sentenza Aiscat/Commissione, T‑182/10, EU:T:2013:9). In tale sentenza, il Tribunale avrebbe ammesso che altri soggetti di diritto possono essere autorizzati a presentare ricorso di annullamento purché dimostrino che la decisione contestata li concerne a causa di determinate qualità loro personali o di una situazione di fatto che li caratterizza rispetto a chiunque altro e, quindi, li distingue in modo analogo al destinatario di una simile decisione.

9        Il sig. Pisciotti ritiene che se il Tribunale avesse proceduto a un esame più approfondito della sua posizione giuridica, al di là dell’aspetto formale, avrebbe dovuto riconoscere la peculiarità della sua posizione rispetto alla decisione controversa. L’errato approccio del Tribunale emergerebbe, inoltre, dal fatto che esso avrebbe invocato una giurisprudenza che ha trovato applicazione a fatti diversi da quelli della presente causa. Si tratterebbe di precedenti in materia di aiuti di Stato nei quali la Commissione non aveva aperto alcun procedimento per inadempimento. Nel caso in esame, invece, la Commissione avrebbe avviato un procedimento che sarebbe stato concluso con la decisione controversa. Alla luce del contenuto sostanziale di tale decisione, quest’ultima costituirebbe un atto impugnabile.

10      È importante rilevare che la sentenza Aiscat/Commissione (EU:T:2013:9) riguarda i procedimenti della Commissione in materia di aiuti di Stato. Orbene, per quanto attiene, in particolare, alla legittimazione ad agire dei ricorrenti, procedimenti del genere presentano caratteristiche particolari, che non trovano corrispondenza nel procedimento per inadempimento ai sensi dell’articolo 258 TFUE.

11      Con riferimento a quest’ultimo procedimento, da costante giurisprudenza della Corte risulta che i singoli non sono legittimati a impugnare il rifiuto della Commissione di avviare un procedimento per inadempimento nei confronti di uno Stato membro (v., in particolare, ordinanza H‑Holding/Commissione, C‑235/12 P, EU:C:2013:132, punto 11 e giurisprudenza ivi citata).

12      È tenendo conto di tale giurisprudenza che il Tribunale ha ravvisato la manifesta irricevibilità del ricorso dinanzi ad esso proposto.

13      Per il resto, si deve rilevare che il sig. Pisciotti non ha identificato alcun elemento idoneo a dimostrare che il Tribunale, ai suddetti punti dell’ordinanza impugnata, abbia commesso un qualche errore di diritto.

14      Ne consegue che correttamente il Tribunale ha dichiarato manifestamente irricevibile il ricorso del sig. Pisciotti.

15      Il primo motivo deve quindi essere respinto perché manifestamente infondato.

 Sul secondo motivo

16      Con tale motivo, che il ricorrente pur sviluppa nella sezione dell’impugnazione intitolata «Nel merito», egli mette in realtà in discussione il procedimento seguito dalla Commissione nel caso di specie e le motivazioni esposte da quest’ultima nella decisione controversa.

17      Occorre al riguardo rilevare che l’argomentazione in tal modo dedotta dal sig. Pisciotti non è diretta contro alcuna affermazione dell’ordinanza impugnata e si limita esclusivamente a contestare la fondatezza della decisione controversa. Orbene, una simile argomentazione dev’essere respinta perché manifestamente irricevibile.

18      Dall’insieme delle considerazioni sin qui svolte risulta che l’impugnazione deve essere integralmente respinta perché in parte manifestamente infondata e in parte manifestamente irricevibile.

 Sulle spese

19      In applicazione dell’articolo 137 del regolamento di procedura, applicabile al procedimento d’impugnazione ai sensi dell’articolo 184, paragrafo 1, del medesimo regolamento, si provvede sulle spese con l’ordinanza che definisce la causa. Nel caso di specie, poiché la presente ordinanza è stata adottata prima della notifica dell’impugnazione alla convenuta e, quindi, prima che questa abbia sostenuto spese, si deve disporre che il ricorrente si faccia carico delle proprie spese.

Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) così provvede:

1)      L’impugnazione è respinta.

2)      Il sig. Romano Pisciotti si fa carico delle proprie spese.

Firme


* Lingua processuale: l’italiano.