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Ricorso proposto il 10 luglio 2015 – Ja zum Nürburgring / Commissione

(Causa T-373/15)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Ja zum Nürburgring e.V. (Nürburg, Germania) (rappresentanti: D. Frey, M. Rudolph e S. Eggerath, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare parzialmente la decisione C (2014) 3634 final della Commissione, del 1° ottobre 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.31550 (2012/C) (ex 2012/NN) concesso dalla Germania al Nürburgring;

condannare la Commissione alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce nove motivi.

Primo motivo, vertente su un’errata ricostruzione delle circostanze pertinenti

Il ricorrente fa valere che la Commissione ha violato il combinato disposto degli articoli 107 TFUE e 108 TFUE e dell’articolo 17 TUE, in quanto non ha adempiuto il proprio obbligo di controllo in materia di aiuti di Stato e ha basato punti essenziali della propria decisione su circostanze di fatto errate.

Secondo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione dell’asserita conferma di finanziamento

Con questo motivo, il ricorrente sostiene che la Commissione è incorsa in un errore manifesto di valutazione, per aver essa dichiarato che l’acquirente dei beni ceduti a seguito della procedura di gara ha presentato una conferma di finanziamento di un partner finanziatore.

Terzo motivo, vertente su una violazione degli articoli 107 TFUE e 108 TFUE e degli articoli 4, paragrafo 4, e 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 1 nonché su un errore manifesto di valutazione

Nell’ambito del terzo motivo, il ricorrente deduce, tra l’altro, che la cessione ha consolidato le limitazioni della concorrenza lesive del mercato causate dagli aiuti illegittimi. Inoltre, l’obbligo di recupero avrebbe dovuto estendersi, a causa della continuità economica, all’acquirente dei beni ceduti attraverso la procedura di gara. Il ricorrente aggiunge che la cessione costituisce un nuovo aiuto di Stato in favore dell’acquirente.

Quarto motivo, vertente su una violazione degli articoli 107 TFUE e 108 TFUE nonché su un errore manifesto di valutazione

Il ricorrente sostiene essenzialmente, a tale riguardo, che il procedimento di cessione non si è svolto nell’ambito di una procedura di gara trasparente e non discriminatoria e che, di conseguenza, i beni interessati non sono stati trasferiti al prezzo di mercato.

Quinto motivo, vertente su una violazione dell’articolo 108, paragrafo 2, TFUE e dell’articolo 4, paragrafo 4, del regolamento n. 659/1999 a causa della prospettata insussistenza di un aiuto di Stato

Con questo motivo, il ricorrente fa valere che la Commissione ha violato l’articolo 108, paragrafo 2, TFUE e l’articolo 4, paragrafo 4, del regolamento n. 659/1999 in quanto non ha qualificato la cessione sulla base della procedura di gara come nuovo aiuto di Stato e non ha avviato il procedimento di indagine formale. Esso aggiunge che la Commissione avrebbe dovuto nutrire dubbi in ordine alla compatibilità di tale aiuto con il mercato comune.

Sesto motivo, vertente su una violazione dell’obbligo di motivazione

Ad avviso del ricorrente, la Commissione ha violato il proprio obbligo di motivazione sancito dall’articolo 296, paragrafo 2, TFUE e dall’articolo 41, paragrafo 1, lettera c), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, per non aver essa sufficientemente motivato considerazioni essenziali poste alla base della decisione impugnata.

Settimo motivo, vertente su una violazione dei diritti procedurali del ricorrente a causa della mancata valutazione delle sue osservazioni

Con questo motivo, il ricorrente lamenta la violazione dei suoi diritti procedurali da parte della Commissione, in quanto essa non avrebbe valutato le sue deduzioni.

Ottavo motivo, vertente su una violazione dei diritti procedurali del ricorrente a causa della decisione di non qualificare la cessione come nuovo aiuto di Stato

A tale riguardo, il ricorrente deduce che la Commissione ha violato i suoi diritti procedurali o le disposizioni sulle forme sostanziali, poiché, nonostante il reclamo formale del ricorrente, ha deciso di non qualificare come aiuto di Stato la cessione all’acquirente dei beni trasferiti a seguito di procedura di gara. Con tale decisione, essa ha negato implicitamente l’avvio di un procedimento d’indagine formale. Dal momento che il mancato avvio del procedimento d’indagine formale da parte della Commissione è illegittimo, essa ha violato il diritto del ricorrente di presentare osservazioni.

Nono motivo, vertente su una violazione del diritto a una buona amministrazione

Infine, viene censurato il fatto che la Commissione non ha indagato in prima persona tutti gli aspetti rilevanti, né ha tenuto adeguatamente conto di quelli suggeriti dal ricorrente.

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1 Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo [108 TFUE] (GU L 83, pag. 1).