Language of document : ECLI:EU:F:2016:73

SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA DELL’UNIONE EUROPEA
(Seconda Sezione)

11 aprile 2016

Causa F‑94/15

Oren Wolff

contro

Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE)

«Funzione pubblica – Personale del SEAE – Comitato del personale – Elezione dei membri del comitato del personale – Validità – Articolo 1, quinto comma, dell’allegato II dello Statuto – Regolamento elettorale del SEAE – Primo turno di scrutinio – Mancanza di quorum – Proroga del periodo di votazione – Proroga supplementare del periodo di votazione – Mancata indizione di un secondo turno di scrutinio – Illegittimità»

Oggetto:      Ricorso, proposto ai sensi dell’articolo 270 TFUE, applicabile al Trattato CEEA in forza del suo articolo 106 bis, con il quale il sig. Oren Wolff chiede l’annullamento della decisione del 23 aprile 2015 con cui il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha respinto la sua domanda diretta a contestare la validità dei risultati delle elezioni dei membri del comitato del personale.

Decisione:      La decisione del 23 aprile 2015, con cui il Servizio europeo per l’azione esterna ha respinto la domanda del sig. Oren Wolff volta ad ottenere l’annullamento del risultato delle elezioni dei membri del comitato del personale, è annullata. Il Servizio europeo per l’azione esterna sopporterà le proprie spese ed è condannato a sopportare le spese sostenute dal sig. Wolff.

Massime

Funzionari – Rappresentanza – Comitato del personale – Elezioni – Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) – Mancanza del quorum prescritto in esito al primo turno – Obbligo di indire un secondo turno di scrutinio – Proroga supplementare del periodo di votazione del primo turno di scrutinio, senza indizione di un secondo turno – Illegittimità

(Statuto dei funzionari, articolo 9, e allegato II, articolo 1, quinto comma)

Né l’articolo 9 dello Statuto né l’allegato II dello Statuto stabiliscono le modalità di elezione del comitato del personale. Pertanto, le assemblee generali di funzionari godono di un ampio margine di autonomia per quanto riguarda l’adozione delle modalità di elezione del comitato del personale, a condizione che le modalità prescelte non comportino violazioni dei principi di democrazia o di equità. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) è quindi dotato del regolamento elettorale adottato previa consultazione del personale e che contiene norme precise quanto allo svolgimento dei turni di scrutinio e quanto alla durata dei periodi di votazione.

Al riguardo, risulta dall’articolo 17, del regolamento elettorale che l’ufficio elettorale ha l’obbligo di indire un secondo turno di scrutinio nel caso in cui, in esito al primo turno di scrutinio, il quorum prescritto di due terzi degli elettori non sia stato raggiunto.

Discende altresì dagli articoli 14 e 17 del regolamento elettorale che, una volta che la data di inizio del periodo di votazione del primo turno di scrutinio sia stata fissata da parte dell’ufficio elettorale, quest’ultimo non dispone più di alcun margine di azione per determinare la durata di tale periodo e le sue eventuali proroghe. Infatti, l’articolo 14 del regolamento elettorale prevede una sola proroga, peraltro automatica, del periodo di votazione iniziale di dieci giorni nel corso del primo turno di scrutinio. L’articolo 17 del regolamento elettorale, dal canto suo, impone chiaramente l’indizione immediata di un secondo turno di scrutinio qualora il primo turno di scrutinio non abbia permesso di raggiungere il quorum dei due terzi degli elettori e non possa di conseguenza, essere dichiarato valido.

Non spetta quindi all’ufficio elettorale prevedere, in contrasto con l’articolo 14 del regolamento elettorale, una seconda proroga del periodo di votazione nell’ambito del primo turno di scrutinio, salvo privare di ogni ragion d’essere l’articolo 17 del regolamento elettorale.

Una siffatta proroga del primo turno di scrutinio al di là dei periodi previsti dal regolamento elettorale viola altresì l’articolo 1, quinto comma, dell’allegato II dello Statuto, ai sensi del quale, qualora il quorum dei due terzi degli elettori non venga raggiunto in esito al primo turno di scrutinio, viene indetto un secondo turno di scrutinio, per il quale si applica un quorum ridotto, ossia quello della maggioranza semplice degli elettori.

Relativamente al fatto che la prima proroga del periodo di votazione coincideva con un periodo di congedo, l’ufficio elettorale non poteva ignorare, quando ha fissato la data d’inizio del primo turno di scrutinio, che tale periodo di proroga automatica di dieci giorni di calendario avrebbe incluso una settimana di congedo che avrebbe potuto alterare la percentuale di partecipazione degli elettori.

(v. punti 30‑34 e 36)

Riferimento:

Tribunale di primo grado: sentenze 14 luglio 1998, Lebedef/Commissione, T‑192/96, EU:T:1998:162, punto 70, e 22 aprile 2004, Schintgen/Commissione, T‑343/02, EU:T:2004:111, punto 39

Tribunale della funzione pubblica: sentenza 1° ottobre 2013, Loukakis e a./Parlamento, F‑82/11, EU:F:2013:139, punto 63