Language of document : ECLI:EU:C:2015:651

Causa C‑23/14

Post Danmark A/S

contro

Konkurrencerådet

(domanda di pronuncia pregiudiziale

proposta dal Sø- og Handelsretten)

«Rinvio pregiudiziale – Articolo 82 CE – Abuso di posizione dominante – Mercato della distribuzione delle spedizioni postali di massa – Pubblicità diretta per corrispondenza – Sistema retroattivo di sconti – Effetto preclusivo – Criterio del concorrente altrettanto efficiente – Grado di probabilità e carattere serio di un effetto anticoncorrenziale»

Massime – Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 6 ottobre 2015

1.        Posizione dominante – Abuso – Contratti di distribuzione di spedizioni postali di massa che prevedono un sistema di sconti retroattivi e condizionati su un lungo periodo – Carattere abusivo comportante un effetto preclusivo – Criteri di valutazione

(Art. 82 CE)

2.        Posizione dominante – Abuso – Nozione – Nozione oggettiva riguardante i comportamenti atti ad influire sulla struttura del mercato e aventi come effetto di ostacolare la conservazione o lo sviluppo della concorrenza

(Art. 82 CE)

3.        Posizione dominante – Abuso – Sconti per quantitativo – Sconto di fedeltà – Rispettive qualificazioni – Contratti di distribuzione di spedizioni postali di massa che prevedono premi fedeltà – Carattere abusivo – Criteri di valutazione

(Art. 82 CE)

4.        Posizione dominante – Abuso – Sconti non discriminatori – Insussistenza di un’incidenza su un eventuale effetto preclusivo

(Art. 82 CE)

5.        Posizione dominante – Abuso – Giustificazione oggettiva – Presupposti – Portata dell’onere della prova

(Art. 82 CE)

6.        Posizione dominante – Abuso – Capacità di restringere la concorrenza ed effetto preclusivo – Criteri di valutazione – Obbligo ricorrere al criterio del concorrente altrettanto efficiente – Insussistenza

(Art. 82 CE)

7.        Posizione dominante – Abuso – Effetto anticoncorrenziale – Carattere sufficiente di un effetto potenziale – Esclusione effettiva o probabile dei concorrenti – Criteri di valutazione

(Art. 82 CE)

8.        Posizione dominante – Abuso – Effetto anticoncorrenziale – Requisito del carattere grave o notevole – Insussistenza

(Art. 82 CE)

1.        Per determinare se un sistema di sconti stabilito nell’ambito di contratti di distribuzione di spedizioni postali di massa conclusi tra un’impresa in posizione dominante e i suoi clienti, sistema caratterizzato da:

–        una scala che prevede percentuali comprese tra il 6% e il 16%,

–        una condizionalità nel senso che al termine del periodo di riferimento l’impresa in posizione dominante procede ad un adeguamento allorché le quantità spedite non coincidono con quelle stimate all’inizio, e

–        una retroattività nel senso che, allorché la soglia di spedizioni inizialmente fissata viene oltrepassata, la percentuale di sconto stabilita alla fine dell’anno è applicata a tutte le spedizioni effettuate nel corso del periodo interessato e non esclusivamente alle spedizioni eccedenti la soglia inizialmente stimata,

e praticato da un’impresa in posizione dominante, sia idoneo a produrre un effetto preclusivo sul mercato, in violazione dell’articolo 82 CE, occorre esaminare tutte le circostanze del caso di specie, in particolare i criteri e le modalità di concessione degli sconti, la portata della posizione dominante dell’impresa interessata e le specifiche condizioni di concorrenza del mercato di riferimento. La circostanza che detto sistema di sconti sia applicabile alla maggior parte della clientela nel mercato può configurare un’indicazione utile della rilevanza di tale pratica e del suo impatto sul mercato, potendo rendere ancor più verosimile un effetto di preclusione anticoncorrenziale.

Al riguardo, in primo luogo, gli obblighi contrattuali gravanti sulle controparti commerciali dell’impresa in posizione dominante e la pressione esercitata su di esse possono essere particolarmente forti quando uno sconto non si riferisce soltanto all’incremento degli acquisti dei prodotti di detta impresa realizzati da tali controparti commerciali durante il periodo preso in considerazione, ma si estende anche al complesso di detti acquisti. In tal modo, variazioni proporzionalmente modeste delle vendite dei prodotti dell’impresa in posizione dominante producono effetti sproporzionati sulle controparti commerciali. Qualsiasi sistema di sconti concessi in funzione delle quantità vendute nel corso di un periodo di riferimento relativamente lungo esercita necessariamente, alla fine del periodo di riferimento, una maggiore pressione sull’acquirente, che è spinto a realizzare il fatturato necessario per ottenere il vantaggio o per non subire la perdita prevista per l’intero periodo. Di conseguenza, un simile sistema di sconti è atto a consentire all’impresa in posizione dominante di fidelizzare con maggiore facilità i propri clienti nonché di attrarre quelli dei suoi concorrenti e così di aspirare a proprio vantaggio la parte di domanda soggetta a concorrenza nel mercato di riferimento. Tale effetto di aspirazione è ulteriormente rafforzato allorché gli sconti si applicano indistintamente alla quota acquisibile e alla quota non acquisibile della domanda ricadenti in un monopolio legale.

In secondo luogo, il possesso di una quota di mercato estremamente elevata pone l’impresa che la detiene in una situazione di forza che la rende una controparte obbligatoria e che le assicura un’indipendenza di comportamento In un simile contesto, è particolarmente difficile per i concorrenti di detta impresa rilanciare rispetto a sconti fondati sul volume globale delle vendite. A causa della quota di mercato notevolmente più elevata di cui essa dispone, l’impresa in posizione dominante costituisce in generale una controparte commerciale ineludibile sul mercato.

Ciò posto, un sistema di sconti praticato da un’impresa, che, senza vincolare i clienti a quest’ultima mediante un obbligo formale, tende nondimeno a rendere più difficoltoso il rifornimento da parte di tali clienti presso imprese concorrenti, produce un effetto di preclusione anticoncorrenziale.

(v. punti 23‑25, 33‑35, 40, 42, 50, dispositivo 1)

2.        V. il testo della decisione.

(v. punto 26)

3.        In caso di sconti concessi da un’impresa in posizione dominante ai suoi clienti, a differenza di uno sconto quantitativo, che dipende solo dal volume degli acquisti effettuati presso il produttore interessato che, in via di principio, non è tale da violare l’articolo 82 CE, un premio fedeltà, mirante ad impedire, mediante la concessione di vantaggi finanziari, che i clienti si riforniscano presso produttori concorrenti per la totalità o per una parte significativa del loro fabbisogno, configura un abuso ai sensi di detto articolo. In proposito, un sistema di sconti che non è corredato da alcun obbligo o promessa da parte degli acquirenti di rifornirsi esclusivamente o per una determinata quantità del loro fabbisogno presso l’impresa in posizione dominante si distingue da siffatti premi fedeltà.

Un sistema di sconti non può essere considerato alla stregua di un semplice sconto quantitativo, qualora gli sconti in questione siano concessi non per ciascuna ordinazione individuale, e quindi in misura corrispondente ad un risparmio dei costi realizzato dai fornitori, ma in funzione di tutte le ordinazioni effettuate nel corso di un dato periodo. In circostanze del genere, per determinare se l’impresa che occupa una posizione dominante abbia sfruttato in modo abusivo tale posizione applicando un simile sistema di sconti, occorre valutare tutte le circostanze, in particolare i criteri e le modalità della concessione degli sconti, e accertare se questi sconti mirino, mediante un vantaggio che non trova giustificazione in alcuna prestazione economica, a sopprimere o limitare la possibilità di scelta da parte dell’acquirente delle sue fonti di rifornimento, a chiudere l’accesso del mercato ai concorrenti, ad applicare a controparti commerciali condizioni dissimili per prestazioni equivalenti o a rafforzare la posizione dominante mediante una concorrenza falsata.

(v. punti 27‑29, 64)

4.        V. il testo della decisione.

(v. punto 38)

5.        V. il testo della decisione.

(v. punti 47‑49)

6.        Dall’articolo 82 CE non si può evincere alcun obbligo giuridico di fondarsi sistematicamente sul criterio del concorrente altrettanto efficiente per accertare il carattere abusivo di un sistema di sconti praticato da un’impresa in posizione dominante. Tale conclusione non deve però avere l’effetto di escludere a priori il ricorso al criterio del concorrente altrettanto efficiente nelle cause vertenti su un sistema di sconti per esaminarne la conformità con l’articolo 82 CE.

Per contro, in una situazione contraddistinta dal fatto che l’impresa in posizione dominante detiene una quota di mercato assai rilevante e caratterizzata da vantaggi strutturali dovuti in particolare al monopolio legale di tale impresa che si estende ad una parte assai rilevante del mercato di riferimento, l’applicazione del criterio del concorrente altrettanto efficiente è priva di rilevanza, dal momento che la struttura del mercato rende praticamente impossibile la comparsa di un concorrente altrettanto efficiente.

Inoltre, in un mercato in cui l’accesso è protetto da elevate barriere, la presenza di un concorrente meno efficiente potrebbe contribuire ad intensificare la pressione concorrenziale in tale mercato e, in tal modo, ad esercitare una limitazione sul comportamento dell’impresa in posizione dominante.

Il criterio del concorrente altrettanto efficiente deve pertanto essere considerato uno degli strumenti utili a valutare l’esistenza di uno sfruttamento abusivo di una posizione dominante nell’ambito di un sistema di sconti.

(v. punti 57‑62, dispositivo 2)

7.        Ricadono nell’ambito di applicazione dell’articolo 82 CE soltanto le imprese in posizione dominante il cui comportamento sia atto ad avere un effetto anticoncorrenziale sul mercato. A tale riguardo occorre valutare la capacità di un sistema di sconti di restringere la concorrenza tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti, e segnatamente delle modalità e dei criteri secondo cui sono concessi gli sconti, del numero di clienti interessati e delle caratteristiche del mercato in cui opera l’impresa dominante. Una simile valutazione mira a determinare se il comportamento dell’impresa che detiene una posizione dominante porti all’esclusione effettiva o probabile dei concorrenti a danno della concorrenza e, pertanto, degli interessi dei consumatori.

(v. punti 67‑69, 74, dispositivo 3)

8.        Per quanto riguarda il carattere grave o notevole dell’effetto anticoncorrenziale, sebbene sia vero che la constatazione dell’esistenza di una posizione dominante di per sé non comporti alcuna censura nei confronti dell’impresa interessata, il comportamento di una simile impresa, dato che la struttura concorrenziale del mercato è già indebolita, può dar luogo ad uno sfruttamento abusivo della sua posizione dominante. Pertanto, è all’impresa che detiene una posizione dominante che incombe la responsabilità particolare di non pregiudicare, con il suo comportamento, una concorrenza effettiva e non falsata nel mercato interno.

Inoltre, dal momento che il mercato risulta già indebolito nella sua struttura concorrenziale per la presenza dell’impresa in posizione dominante, qualsiasi ulteriore restrizione della suddetta struttura può costituire uno sfruttamento abusivo di posizione dominante.

Ne discende che la fissazione di una soglia di percettibilità (de minimis) allo scopo di stabilire uno sfruttamento abusivo di posizione dominante non trova giustificazione. Infatti, tale pratica anticoncorrenziale è idonea, per sua stessa natura, a provocare restrizioni della concorrenza non trascurabili, o addirittura ad eliminare la concorrenza dal mercato nel quale opera l’impresa interessata.

(v. punti 70‑74, dispositivo 3)