Language of document : ECLI:EU:C:2016:696

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE

JULIANE KOKOTT

presentate il 15 settembre 2016 (1)

Causa C‑503/15

Ramón Margarit Panicello

contro

Pilar Hernández Martínez

[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Secretario Judicial del Juzgado de Violencia sobre la Mujer Único de Terrassa (Cancelliere del Giudice Unico competente in materia di violenza sulle donne, Terrassa, Spagna)]

«Rinvio pregiudiziale – Rinvio alla Corte – Giudice nazionale – Nozione – Cancelliere – Procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari – Onorari di avvocato – Clausole abusive nei contratti con i consumatori – Direttiva 93/13 – Pratiche commerciali sleali nei confronti dei consumatori – Direttiva 2005/29 – Diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale – Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali»





I –    Introduzione

1.        Il presente rinvio pregiudiziale verte, essenzialmente, sulla compatibilità di un procedimento nazionale in materia di recupero semplificato degli onorari di avvocato (in prosieguo: il «procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari») con la direttiva 93/13 concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (2).

2.        La suddetta questione, controversa anche in numerose altre cause pendenti dinanzi alla Corte, assume grande rilevanza in Spagna in quanto, in tale paese, sono stati attualmente sospesi – in attesa di una risposta della Corte – molti procedimenti d’ingiunzione di pagamento degli onorari (3).

3.        Prima di poter affrontare la questione di cui trattasi, la Corte deve tuttavia verificare se il «Secretario Judicial» (figura analoga a quella del cancelliere, Spagna; in prosieguo: il «Secretario Judicial») rimettente, chiamato a svolgere il procedimento in esame, sia una «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE.

4.        Se la Corte dovesse confermarlo, il presente procedimento le fornirebbe l’occasione per sviluppare ulteriormente la sua giurisprudenza sui concreti requisiti della garanzia efficace dei diritti di tutela dei consumatori – come riconosciuti dal diritto dell’Unione – nei procedimenti d’urgenza ed esecutivi nazionali. La Corte è qui chiamata a prendere posizione non soltanto sulla direttiva 93/13, ma anche sulla direttiva 2005/29 relativa alle pratiche commerciali sleali (4) e sull’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»).

II – Contesto normativo

A –    Diritto dell’Unione

1.      Direttiva 93/13

5.        L’articolo 4 della direttiva 93/13 è formulato come segue:

«1.      (…) il carattere abusivo di una clausola contrattuale è valutato (…) facendo riferimento (…) a tutte le circostanze che accompagnano detta conclusione.

2.      La valutazione del carattere abusivo delle clausole non verte né sulla definizione dell’oggetto principale del contratto, né sulla perequazione tra il prezzo e la remunerazione, da un lato, e i servizi (…) che devono essere forniti in cambio, dall’altro, purché tali clausole siano formulate in modo chiaro e comprensibile».

6.        L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13 stabilisce quanto segue:

«1.      Gli Stati membri prevedono che le clausole abusive contenute in un contratto stipulato fra un consumatore ed un professionista non vincolano il consumatore, alle condizioni stabilite dalle loro legislazioni nazionali, e che il contratto resti vincolante per le parti secondo i medesimi termini, sempre che esso possa sussistere senza le clausole abusive».

7.        L’articolo 7, paragrafi 1 e 2, della direttiva 93/13, così dispone:

«1.      Gli Stati membri, nell’interesse dei consumatori e dei concorrenti professionali, provvedono a fornire mezzi adeguati ed efficaci per far cessare l’inserzione di clausole abusive nei contratti stipulati tra un professionista e dei consumatori.

2.      I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che permettano a persone o organizzazioni, che a norma del diritto nazionale abbiano un interesse legittimo a tutelare i consumatori, di adire, a seconda del diritto nazionale, le autorità giudiziarie o gli organi amministrativi competenti affinché stabiliscano se le clausole contrattuali, redatte per un impiego generalizzato, abbiano carattere abusivo ed applichino mezzi adeguati ed efficaci per far cessare l’inserzione di siffatte clausole».

8.        A norma del suo articolo 3, paragrafo 3, la direttiva 93/13 contiene in allegato un elenco indicativo e non esaustivo di clausole che possono essere dichiarate abusive. Il punto 1, lettera q), dell’allegato di cui trattasi indica le

«[c]lausole che hanno per oggetto o per effetto di, sopprimere o limitare l’esercizio di azioni legali o vie di ricorso del consumatore, in particolare obbligando il consumatore a rivolgersi esclusivamente a una giurisdizione di arbitrato non disciplinata da disposizioni giuridiche, limitando indebitamente i mezzi di prova a disposizione del consumatore o imponendogli un onere della prova che, ai sensi della legislazione applicabile, incomberebbe a un’altra parte del contratto».

2.      Direttiva 2005/29

9.        L’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2005/29 dispone quanto segue:

«2.      La presente direttiva non pregiudica l’applicazione del diritto contrattuale, in particolare delle norme sulla formazione, validità o efficacia di un contratto».

10.      L’articolo 6, paragrafo 1, lettera d), della direttiva 2005/29 definisce la nozione di «azioni ingannevoli» come segue:

«1.      È considerata ingannevole una pratica commerciale che contenga informazioni false e sia pertanto non veritiera o in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, inganni o possa ingannare il consumatore medio, anche se l’informazione è di fatto corretta, riguardo a uno o più dei seguenti elementi e in ogni caso lo induca o sia idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:

d)      il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l’esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo».

11.      L’articolo 7, paragrafo 1, definisce la nozione di «omissioni ingannevoli» come segue:

«1.      È considerata ingannevole una pratica commerciale che nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, nonché dei limiti del mezzo di comunicazione impiegato, ometta informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induca o sia idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso».

12.      L’articolo 7, paragrafo 4, lettera c), ha il seguente tenore:

«4.      Nel caso di un invito all’acquisto sono considerate rilevanti le informazioni seguenti, qualora non risultino già evidenti dal contesto:

c)      il prezzo (…)».

13.      L’articolo 11 della direttiva 2005/29 dispone quanto segue:

«1.      Gli Stati membri assicurano che esistano mezzi adeguati ed efficaci per combattere le pratiche commerciali sleali al fine di garantire l’osservanza delle disposizioni della presente direttiva nell’interesse dei consumatori.

Tali mezzi includono disposizioni giuridiche ai sensi delle quali le persone o le organizzazioni che secondo la legislazione nazionale hanno un legittimo interesse a contrastare le pratiche commerciali sleali, inclusi i concorrenti, possono:

a)      promuovere un’azione giudiziaria contro tali pratiche commerciali sleali

e/o

b)      sottoporre tali pratiche commerciali sleali al giudizio di un’autorità amministrativa competente a giudicare in merito ai ricorsi oppure a promuovere un’adeguata azione giudiziaria.

(…)».

14.      L’articolo 12 della direttiva 2005/29 ha il seguente tenore:

«Gli Stati membri attribuiscono agli organi giurisdizionali o amministrativi il potere, in un procedimento civile o amministrativo di cui all’articolo 11:

a)      di esigere che il professionista fornisca prove sull’esattezza delle allegazioni fattuali connesse alla pratica commerciale se, tenuto conto degli interessi legittimi del professionista e di qualsiasi altra parte nel procedimento, tale esigenza risulti giustificata, date le circostanze del caso specifico,

e

b)      di considerare inesatte le allegazioni fattuali, se le prove richieste ai sensi della lettera a) non siano state fornite o siano ritenute insufficienti dall’organo giurisdizionale o amministrativo».

B –    Diritto spagnolo

15.      Posto che sia l’esame della natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial che l’analisi delle questioni pregiudiziali vertenti sulla conformità al diritto dell’Unione della normativa spagnola impongono di analizzare le disposizioni di diritto spagnolo applicabili, si rende necessario riportarle qui di seguito.

1.      Ley Orgánica 6/1985 del Poder Judicial

16.      La Ley Orgánica 6/1985 del Poder Judicial (legge organica sul potere giudiziario; in prosieguo: la «LOPJ») (5) disciplina, nel suo libro V, titolo II (articoli da 440 a 469 bis), denominato «Sulla professione dei Secretarios Judiciales», lo status giuridico e i compiti dei cancellieri di tribunale.

17.      Successivamente alla presentazione della domanda alla base del presente procedimento, la LOPJ è stata modificata dalla legge organica 7/2015 (6) e la denominazione «Secretarios Judiciales» è stata sostituita con «Letrados de la Administración de Justicia». In conformità delle disposizioni transitorie della legge organica 7/2015 e delle argomentazioni svolte dalle parti nel presente procedimento, che presuppongono un’immediata applicabilità delle modifiche introdotte dalla legge in parola, si applicheranno in prosieguo le disposizioni della LOPJ nella sua versione modificata dalla legge organica 7/2015. Ai fini di una migliore comprensione, viene tuttavia mantenuta, per l’organo rimettente, la denominazione «Secretario Judicial» (7).

18.      A norma dell’articolo 440 della LOPJ, i Secretarios Judiciales sono funzionari alle dipendenze del Ministero della giustizia posti al servizio dell’amministrazione della giustizia. In base agli articoli 442 e 450 della LOPJ, i candidati alla posizione di Secretarios Judiciales sono selezionati e nominati nell’ambito di una procedura di selezione. L’articolo 443, paragrafo 2, della LOPJ elenca, in maniera esaustiva, i casi in cui un Secretario Judicial è rimosso dalle sue funzioni. Si tratta, in particolare, di condanne penali o del procedimento disciplinare della destituzione dall’incarico. L’articolo 468 quater, paragrafo 2, secondo comma, in combinato disposto con l’articolo 468 bis, paragrafo 1, della LOPJ, stabilisce inoltre che i Secretarios Judiciales possono essere rimossi dalle loro funzioni solo nelle ipotesi indicate di irregolarità estremamente gravi. L’articolo 446 della LOPJ disciplina, infine, il regime dell’astensione e della ricusazione dei Secretarios Judiciales, che corrisponde in ampia misura a quello dei giudici.

19.      L’articolo 452, paragrafo 1, primo periodo, della LOPJ, dispone inoltre che i Secretarios Judiciales sono tenuti, nell’esercizio delle loro funzioni, a rispettare sempre i principi di legalità e imparzialità, che essi esercitano i loro poteri di certificazione in maniera autonoma e indipendente e che, in linea generale, devono rispettare le istruzioni loro impartite. L’articolo 452, paragrafo 1, secondo periodo, della LOPJ prevede che i compiti dei Secretarios Judiciales – ad eccezione dei poteri di certificazione indicati nell’articolo 451, paragrafo 3, della LOPJ – non possono essere delegati.

20.      L’articolo 465, punto 8, della LOPJ prevede infine che i superiori dei Secretarios Judiciales non possono impartire loro alcuna istruzione rispetto a procedimenti pendenti di loro competenza:

«I Secretarios de Gobierno hanno i seguenti poteri:

8.      (…) Essi non possono neppure impartire istruzioni particolari rispetto a specifiche controversie nell’ambito delle quali un Secretario Judicial interviene come pubblico ufficiale o nell’espletamento dei suoi poteri di organizzazione e direzione del procedimento».

2.      Real Decreto 1608/2005

21.      Il Real Decreto 1608/2005 por el que se aprueba el Reglamento Orgánico del Cuerpo de Secretarios Judiciales (il regio decreto 1608/2005 di approvazione del regolamento organico dei Secretarios Judiciales; in prosieguo: il «Real Decreto 1608/2005») (8) disciplina anch’esso il regime giuridico dei Secretarios Judiciales.

22.      Gli articoli 16, lettera h), e 21, punto 2, del Real Decreto 1608/2005 confermano ancora una volta che i superiori dei Secretarios Judiciales non possono impartire loro istruzioni con riferimento a procedimenti pendenti di loro competenza. L’articolo 16, lettera h), del Real Decreto 1608/2005 ha il seguente tenore letterale:

«I Secretarios de Gobierno hanno, con riferimento – rispettivamente ‑ al loro concreto ambito di attività, le seguenti competenze:

h)      (…) Essi non possono neppure impartire istruzioni particolari rispetto a specifiche controversie nell’ambito delle quali un Secretario Judicial interviene come pubblico ufficiale o nell’espletamento dei suoi poteri di organizzazione e direzione del procedimento».

23.      L’articolo 21, punto 2, del Real Decreto 1608/2005 così recita:

«Il Secretario General della Administración de Justicia dispone dei seguenti poteri:

2) (…)

(…) Esso non può neppure impartire istruzioni particolari rispetto a specifiche controversie nell’ambito delle quali un Secretario Judicial interviene come pubblico ufficiale o nell’espletamento dei suoi poteri di organizzazione e direzione del procedimento».

24.      A norma dell’articolo 81, paragrafo 1, lettera a), del Real Decreto 1608/2005, i Secretarios Judiciales hanno un diritto individuale al mantenimento dello status di funzionario nonché a svolgere effettivamente le funzioni attribuite alla loro figura professionale e possono essere rimossi dal loro ufficio soltanto nei casi previsti dalla legge e alle condizioni ivi fissate.

3.      Ley 1/2000 de Enjuiciamento Civil

25.      Il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari oggetto del procedimento principale è disciplinato nella Ley 1/2000 de Enjuiciamento Civil (codice di procedura civile; in prosieguo: la «LEC») (9). Con le modifiche apportate alla LEC dalla legge 13/2009 (10), la competenza esclusiva per il procedimento in parola, rientrante originariamente nella competenza dell’autorità giudiziaria, è stata trasferita ai Secretarios Judiciales al fine di alleggerire il carico di lavoro dei giudici (11). Le disposizioni sull’iter del procedimento sono rimaste invariate.

26.      Successivamente alla presentazione della domanda alla base del presente procedimento, la LEC è stata modificata dalla legge 42/2015 (12). In base alle disposizioni transitorie della legge 42/2015, le modifiche così apportate non si applicano però ai procedimenti in corso. Sono quindi di seguito indicate le disposizioni della LEC nella loro versione anteriore alla modifica intervenuta con la legge 42/2015, applicabile al procedimento in esame (13).

27.      L’articolo 34 della LEC disciplina il procedimento d’ingiunzione di pagamento delle parcelle dei procuratori e il suo paragrafo 2, secondo e terzo comma, dispone come segue:

«2.      (…)

Se, nel suddetto termine, il committente si oppone, il Secretario Judicial esaminerà la parcella e gli atti processuali, nonché la documentazione depositata ed emetterà, nel termine di dieci giorni, un provvedimento, stabilendo l’importo da corrispondere al procuratore, con l’avvertimento che, in difetto di pagamento entro cinque giorni dalla notifica, si procederà in via esecutiva.

Il provvedimento cui si riferisce il precedente paragrafo non potrà essere impugnato, ma non pregiudicherà, nemmeno parzialmente, la sentenza eventualmente pronunciata in un giudizio ordinario successivo».

28.      L’articolo 35 della LEC disciplina il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari di avvocato e prevede quanto segue:

«1.      Gli avvocati potranno chiedere alla parte che rappresentano il pagamento degli onorari dovuti per la causa, presentando una nota dettagliata e dichiarando formalmente che tali onorari sono loro dovuti e sono insoluti.

2.      Una volta presentata tale richiesta, il Secretario Judicial chiederà al debitore il pagamento di detta somma, oltre le spese, o di impugnare la parcella, nel termine di dieci giorni, con l’avvertimento che, in difetto di pagamento o di impugnazione da parte del debitore, si procederà in via esecutiva.

Se, entro il suddetto termine, gli onorari sono impugnati in quanto non dovuti, si applicherà quanto disposto dal paragrafo 2, commi 2 e 3, dell’articolo che precede.

Se gli onorari sono impugnati in quanto eccessivi, si effettuerà preliminarmente il calcolo degli stessi ai sensi dell’articolo 241 e seguenti, salvo che l’avvocato non provi l’esistenza di un preventivo scritto accettato da colui che propone impugnazione e sarà emesso un provvedimento che stabilisca la somma dovuta, con l’avvertimento che, in difetto di pagamento entro cinque giorni dalla notifica, si procederà in via esecutiva.

Detto provvedimento non potrà essere impugnato, ma non pregiudicherà, nemmeno parzialmente, la sentenza eventualmente pronunciata in un giudizio ordinario successivo.

3.      Nel caso in cui il debitore degli onorari non si opponga nel termine stabilito, si procederà con l’esecuzione per l’importo cui ammonta la nota, oltre le spese».

29.      L’articolo 206 della LEC reca il titolo «Tipologie di decisioni» e il suo paragrafo 2 così dispone:

«2.      Le decisioni dei Secretarios Judiciales sono denominate misure e provvedimenti».

30.      L’articolo 207 della LEC, recante il titolo «Decisioni finali. Decisioni inappellabili. Cosa giudicata formale» ha il seguente tenore:

«1.      Decisioni finali sono i provvedimenti con cui è concluso un procedimento di primo grado e quelle con cui è decisa l’impugnazione contro di esse proposta.

2.      Sono definitive le decisioni non impugnabili, sia perché la legge non lo prevede, sia perché, pur prevedendo la possibilità di ricorso, è decorso il termine stabilito dalla legge senza che nessuna delle parti lo abbia presentato.

3.      Le decisioni definitive acquistano autorità di cosa giudicata e il giudice dinanzi al quale si è svolto il procedimento che ha condotto alla loro emanazione è tenuto in ogni caso alla loro osservanza.

4.      Ove il termine previsto per la presentazione di un’impugnazione avverso una decisione sia decorso senza che detta impugnazione sia stata proposta, la decisione non è più impugnabile e ha efficacia di cosa giudicata e il giudice che l’ha emessa è vincolato, in ogni caso, a quanto in essa disposto».

31.      L’articolo 222 della LEC reca il titolo «Autorità di cosa giudicata sostanziale» e, al suo paragrafo 1, così dispone:

«1.      La cosa giudicata nelle decisioni definitive, siano esse di accoglimento o di rigetto, esclude, conformemente alla legge, qualsiasi nuovo procedimento il cui oggetto sia identico a quello del procedimento in cui la decisione sia stata pronunciata».

32.      L’articolo 246, paragrafo 1, della LEC, cui rimanda l’articolo 35, paragrafo 2, terzo comma, della LEC così dispone:

«1.      Se l’accertamento è impugnato in quanto gli onorari di avvocato sono ritenuti eccessivi, il relativo avvocato è sentito entro un termine di cinque giorni e se non acconsente alla richiesta riduzione degli onorari, una copia autentica degli atti o la parte di essi necessaria è trasmessa all’ordine degli avvocati affinché emettano un parere».

33.      L’articolo 517 della LEC recante il titolo «Azione esecutiva. Titolo esecutivo» dispone, nei suoi paragrafi 1 e 2, punto 9, quanto segue:

«1.      L’azione esecutiva deve fondarsi su un titolo esecutivo.

2.      Sono titoli esecutivi soltanto:

(…)

9.      Le altre decisioni processuali e i documenti esecutivi in base alla presente o ad altre leggi».

34.      L’articolo 552 della LEC reca il titolo «Diniego della dichiarazione di esecutività. Impugnazione»; il suo paragrafo 1 ha il seguente tenore:

«1.      Il giudice, ove accerti che non ne sussistono le condizioni e i requisiti stabiliti dalla legge, nega la dichiarazione di esecutività con ordinanza.

Il giudice, quando ritiene che una delle clausole contenute in uno dei titoli esecutivi previsti dall’articolo 557, paragrafo 1, può essere qualificata come abusiva, ascolta le parti entro un termine di quindici giorni. A seguito della loro audizione, adotta, entro cinque giorni lavorativi e in conformità con l’articolo 561, paragrafo 1, punto 3, le diposizioni necessarie».

35.      L’articolo 556 della LEC reca il titolo «Opposizione avverso l’esecuzione di decisioni processuali o arbitrali o di accordi transattivi» e i suoi paragrafi 1 e 2 dispongono quanto segue:

«1.      Se il titolo esecutivo è una decisione processuale o arbitrale di condanna o un accordo transattivo, il debitore esecutato può, entro dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza con cui ne è dichiarata l’esecutività, presentare un’opposizione in cui fa valere per iscritto e dimostra su base documentale l’intervenuto pagamento o adempimento dell’obbligazione derivante dalla sentenza, dal lodo arbitrale o dall’accordo.

Egli può anche eccepire che l’esecuzione è prescritta o che sono stati conclusi accordi o transazioni diretti a prevenire l’esecuzione, a condizione che detti accordi e transazioni siano stipulati mediante atto pubblico.

2.      L’opposizione proposta nei casi indicati nel paragrafo che precede non ha efficacia sospensiva dell’esecuzione».

36.      L’articolo 557 della LEC, recante il titolo «Opposizione avverso l’esecuzione avviata sulla base di titoli diversi da quelli giudiziali o arbitrali», prevede, ai suoi paragrafi 1, punto 7, e 2, quanto segue:

«1.      Quando l’esecuzione è ordinata per titoli ai sensi dell’articolo 517, paragrafo 2, punti 4, 5, 6 e 7, nonché per gli altri documenti muniti di forza esecutiva di cui all’articolo 517, paragrafo 2, punto 9, il debitore esecutato può opporsi, nei termini e nelle forme previsti dall’articolo precedente, solo invocando uno dei seguenti motivi:

(…)

7.      Il titolo contiene clausole abusive.

2.      In caso di proposizione dell’opposizione di cui al paragrafo che precede, il Secretario Judicial sospende l’esecuzione mediante misure di organizzazione del procedimento».

III – Fatti e domanda di pronuncia pregiudiziale

37.      Ai fini della definizione di una controversia vertente sul diritto di custodia, il giudice di Terrassa (Juzgado de Violencia sobre la Mujer Único de Terrassa) competente in materia di violenza contro le donne ha condotto, su richiesta della sig.ra Hernández Martínez, il procedimento n. 206/2013. La sig.ra Hernández Martínez incaricava a rappresentarla nel procedimento in parola l’avvocato Margarit Panicello. Il 27 luglio 2015 quest’ultimo presentava dinanzi al Secretario Judicial dello Juzgado de Violencia sobre la Mujer Único de Terrassa (cancelliere presso il Giudice Unico di Terrassa competente in materia di violenza contro le donne), ai sensi dell’articolo 35 della LEC, una richiesta di avvio di un procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari al fine della riscossione del suo onorario.

38.      Il Secretario Judicial, incaricato della conduzione del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, nutre dubbi in merito alla compatibilità del procedimento in parola con il diritto dell’Unione, posto che le disposizioni nazionali applicabili non gli permetterebbero di esaminare d’ufficio se il contratto concluso contenga clausole abusive o se l’avvocato abbia adottato pratiche commerciali sleali. Le disposizioni in questione non permetterebbero inoltre l’assunzione di alcuna prova, al di là di documenti o perizie.

39.      Ciò premesso, il Secretario Judicial ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte di giustizia dell’Unione europea le seguenti questioni pregiudiziali:

1)      Se gli articoli 34, 35, 207, paragrafi da 2 a 4, della [LEC], che disciplinano il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, siano in contrasto con l’articolo 47 della [Carta] in quanto precludono la possibilità del sindacato giurisdizionale.

In caso affermativo:

Se il Secretario Judicial, nell’ambito del procedimento di cui agli articoli 34 e 35 della [LEC], sia una “giurisdizione”, ai sensi dell’articolo 267 TFUE.

2)      Se gli articoli 34 e 35 della [LEC] siano in contrasto con gli articoli 6, paragrafo 1, e 7, paragrafo 2, della direttiva 93/13 nonché con gli articoli 6, paragrafo 1, lettera d), 11 e 12 della direttiva 2005/29, in quanto escludono il controllo d’ufficio delle eventuali clausole abusive o pratiche commerciali sleali contenute nei contratti stipulati tra avvocati e persone fisiche che agiscono con fini che esulano dalla loro attività professionale.

3)      Se gli articoli 34 e 35 della [LEC] siano in contrasto con gli articoli 6, paragrafo 1, e 7, paragrafo 2, nonché con il [punto 1, lettera q), dell’allegato] della direttiva 93/13, in quanto impediscono la produzione di prove nel procedimento amministrativo di ingiunzione di pagamento degli onorari ai fini della decisione della questione sollevata.

IV –  Analisi

40.      Occorre stabilire se il Secretario Judicial, nella funzione da esso svolta nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, sia una «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE. In caso affermativo, la Corte deve decidere se il Secretario Judicial debba, nel quadro del suddetto procedimento, verificare d’ufficio la sussistenza di clausole abusive o pratiche commerciali sleali. La struttura del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari è quindi decisiva per tutte le questioni sollevate nell’ambito del presente procedimento pregiudiziale. Occorre pertanto, in primis, illustrare il procedimento controverso.

A –    Sul procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari dinanzi al Secretario Judicial

41.      Il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari disciplinato negli articoli 34 e 35 della LEC permette a un avvocato di ottenere un titolo esecutivo per i suoi crediti a titolo di onorari in assenza di un confronto in sede contenziosa su detti crediti salvo che il debitore non lo instauri presentando opposizione. Il procedimento in esame presenta pertanto delle similitudini con il procedimento ingiuntivo oggetto delle cause Banco Español de Crédito e Finanmadrid. Anch’esso prevede infatti, analogamente, un trasferimento dell’iniziativa processuale in capo al debitore – una cosiddetta «inversion du contentieux» – nell’ambito del quale grava sul destinatario l’onere di avviare un procedimento contenzioso per evitare che il decreto ingiuntivo divenga esecutivo (14).

42.      Il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, sviluppato specificamente per la riscossione degli onorari di avvocato dovuti nell’ambito di un determinato procedimento giudiziale, non è l’unica possibilità accordata a un avvocato di riscuotere i suoi onorari. Essi, infatti, possono essere riscossi anche nel quadro di un procedimento giurisdizionale ordinario o ingiuntivo.

43.      Il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari deve essere condotto dinanzi al Secretario Judicial del tribunale competente a pronunciarsi nel procedimento in cui l’avvocato ha operato per conto del suo cliente e può essere diretto unicamente alla riscossione degli onorari dovuti nell’ambito di detto procedimento.

1.      Sull’iter del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari dinanzi al Secretario Judicial

44.      Se un avvocato aziona il suo credito a titolo di onorari dinanzi al Secretario Judicial, quest’ultimo verifica se i crediti corrispondano alle prestazioni professionali erogate dall’avvocato nel procedimento giudiziale ed esclude le voci che non possono essere oggetto di rimborso (15). Egli invita poi il debitore a procedere al pagamento. Se questi non propone opposizione, dispone l’esecuzione.

45.      Se il debitore contesta invece il credito come non fondato, il Secretario Judicial esamina la parcella, gli atti del procedimento e la documentazione presentata ed emette infine un provvedimento con cui fissa l’importo dovuto all’avvocato (16).

46.      Inoltre, se il credito è contestato come eccessivo e manca un preventivo dei costi accettato dall’opponente, il Secretario Judicial fissa l’importo del credito nell’ambito del procedimento di liquidazione delle spese disciplinato negli articoli 241 e segg. della LEC; esso prevede, a norma dell’articolo 246 della LEC, la possibilità di sentire il creditore e di sottoporre la questione all’ordine degli avvocati (17).

47.      In base alla loro formulazione letterale, gli articoli 34 e 35 della LEC solo in caso di opposizione prevedono espressamente che il Secretario Judicial emetta, ai fini della determinazione del credito a titolo di onorari, un provvedimento («decreto»). Il Secretario Judicial emette tuttavia una decisione anche quando esamina la parcella dell’avvocato, esclude eventualmente crediti che non sono oggetto di rimborso e invita il debitore a provvedere al pagamento della parcella ai sensi dell’articolo 35, paragrafo 2, primo comma, della LEC, nonché quando il credito in parola diviene esecutivo per mancata presentazione di un’opposizione ai sensi dell’articolo 35, paragrafo 3, della LEC. La nozione di «decisione del Secretario Judicial» indica pertanto nel prosieguo sia il provvedimento espressamente previsto dagli articoli 34 e 35 della LEC, che il Secretario Judicial emette in caso di opposizione, sia la decisione con cui esso invita il debitore a provvedere al pagamento della parcella da esso esaminata e in base alla quale, in mancanza di opposizione, il credito diviene esecutivo. Si deve ritenere che anche la decisione de qua assuma la forma di un provvedimento («decreto»).

2.      Sugli effetti della decisione del Secretario Judicial

48.      A norma degli articoli 34 e 35 della LEC, la decisione emanata dal Secretario Judicial nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non è soggetta a impugnazione, ma non pregiudica, nel contenuto, un successivo procedimento. Un credito a titolo di onorari accertato dal Secretario Judicial può quindi essere modificato in un successivo procedimento ordinario. La decisione del Secretario Judicial spiega così soltanto efficacia di giudicato formale ma non sostanziale.

49.      Giudicato formale significa soltanto, infatti, ai sensi dell’articolo 207 della LEC, che contro la decisione non può più essere proposta alcuna impugnazione in quanto la legge non lo prevede o in quanto il termine per la sua proposizione è scaduto. Giudicato sostanziale significa invece, ai sensi dell’articolo 222, paragrafo 1, della LEC, che il contenuto della relativa decisione è vincolante anche ai fini di successivi procedimenti.

50.      Il fatto che la decisione assunta dal Secretario Judicial nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non spieghi efficacia di giudicato sostanziale non osta tuttavia in alcun modo alla esecutività della decisione in parola. Il debitore è così tenuto, a norma degli articoli 34 e 35 della LEC, a versare l’importo stabilito dal Secretario Judicial a pena dell’avvio dell’azione esecutiva.

3.      Sull’esecuzione della decisione del Secretario Judicial

51.      Quanto all’esecuzione vera e propria il diritto spagnolo prevede, a seconda della natura del titolo esecutivo, due diverse procedure esecutive. Nel caso di decisioni «processuali» o arbitrali (18) e di accordi transattivi, il debitore esecutato può, a norma dell’articolo 556, paragrafi 1 e 2, della LEC far valere, nell’ambito di un’eccezione priva di effetti sospensivi, soltanto l’intervenuto adempimento dell’obbligazione, la decadenza dall’azione di esecuzione o una transazione tra le parti. Ove si tratti invece di un titolo che non è né processuale, né arbitrale (19), l’articolo 557 della LEC prevede possibilità molto più ampie di sollevare eccezioni con efficacia sospensiva che permettono, in particolare, di rilevare la presenza di clausole abusive. Inoltre, in base all’articolo 552, paragrafo 1, della LEC, il giudice chiamato ad occuparsi dell’esecuzione del titolo di cui trattasi verifica d’ufficio la presenza di clausole abusive (20).

52.      Non appare del tutto chiaro a quale tra le suddette due categorie debba essere ricondotta la decisione del Secretario Judicial nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari. Il governo spagnolo sostiene così che il provvedimento in parola rientrerebbe tra i titoli indicati nell’articolo 557 della LEC che non sono né giudiziali, né arbitrali. Ne conseguirebbe che il giudice dell’esecuzione dovrebbe esaminare d’ufficio, nell’ambito dell’esecuzione della decisione in oggetto, la sussistenza di clausole abusive. Tale posizione costituisce uno degli elementi fondamentali dell’argomentazione svolta dal governo spagnolo rispetto sia alla natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial che alla risposta alle questioni pregiudiziali sollevate.

53.      L’argomentazione spagnola è tuttavia difficilmente comprensibile. Infatti, seguendo con precisione l’ordine dei rinvii contenuti nelle disposizioni della LEC in materia di esecuzione (gli articoli 517, 556 e 557 della LEC) risulta che le decisioni del Secretario Judicial devono essere assoggettate a esecuzione con modalità identiche alle decisioni giudiziali.

54.      Il governo spagnolo fonda la sua posizione sul fatto che l’articolo 557 della LEC, nel definire i titoli che non sono né giudiziali, né arbitrali, rimanda all’articolo 517, paragrafo 2, della LEC che – a sua volta – definisce tutti i titoli esecutivi e, al punto 9, indica le «altre decisioni processuali e i documenti esecutivi in base alla presente (…) legg[e]» (21), tra i quali rientrano le decisioni emanate a norma degli articoli 34 e 35 della LEC.

55.      L’articolo 557, paragrafo 1, della LEC rimanda tuttavia soltanto agli altri «documenti esecutivi» indicati nell’articolo 517, paragrafo 2, punto 9, della LEC (22), ma non alle altre «decisioni “processuali”» («resoluciones procesales») anch’esse ivi indicate. Queste ultime ricadono infatti nell’ambito di applicazione dell’articolo 556 della LEC che ‑ in base al suo espresso tenore letterale ‑ riguarda proprio l’esecuzione di «decisioni processuali».

56.      I provvedimenti («decretos») emanati dal Secretario Judicial ai sensi degli articoli 34 e 35 della LEC nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non rientrano, inoltre, nei «titoli esecutivi» indicati nell’articolo 517, paragrafo 2, punto 9, bensì nelle ivi indicate «decisioni “processuali”» («resoluciones procesales»). A norma dell’articolo 206, paragrafo 2, della LEC, i provvedimenti («decretos») emanati dal Secretario Judicial ricadono infatti tra le decisioni che devono essere adottate dal suddetto organo («resoluciones). I provvedimenti («decretos») emanati dal Secretario Judicial nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari costituiscono indubbiamente «decisioni “processuali”» («resoluciones procesales») ai sensi dell’articolo 556 della LEC e devono quindi essere equiparate alle decisioni giudiziarie ai fini dell’esecuzione.

57.      Malgrado un’espressa richiesta in tal senso, in udienza il governo spagnolo non è stato in grado di contestare con argomentazioni fondate la suddetta interpretazione basata sul tenore letterale esplicito delle disposizioni della LEC: esso si è limitato così a formulare un vago rinvio all’«interpretazione sistematica» delle disposizioni di cui trattasi senza esprimersi in maniera precisa sul tenore delle disposizioni stesse.

58.      Tuttavia, contrariamente a tale affermazione, anche un’interpretazione sistematica della LEC conferma che le decisioni emanate dal Secretario Judicial nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari sono soggette, ai fini della loro esecuzione, al pari delle decisioni giudiziali, al regime di cui all’articolo 556 della LEC. Infatti, la legge 13/2009, con cui il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari è stato trasferito nella competenza dei Secretarios Judiciales (23), ha modificato anche il titolo dell’articolo 556 della LEC da «Opposizione contro l’esecuzione di decisioni giudiziarie o arbitrali (…)» [«Oposición a la ejecución de resoluciones judiciales o arbitrales (…)»]) in «Opposizione contro l’esecuzione di decisioni “processuali” o arbitrali» («Oposición a la ejecución de resoluciones procesales o arbitrales»); come espressamente illustrato nel preambolo della legge 13/2009, ciò è avvenuto per tener conto delle nuove competenze attribuite con la legge in parola al Secretario Judicial. Come chiarisce il preambolo della legge 13/2009, la nozione di «decisioni “processuali”» («resoluciones procesales») indica ora sia le decisioni giudiziali sia le decisioni dei Secretarios Judiciales (24).

59.      Contrariamente a quanto sostenuto dal governo spagnolo, tali considerazioni comprovano la volontà del legislatore spagnolo, non solo di trasferire nella competenza dei Secretarios Judiciales il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari prima riservato ai giudici, ma anche di far sì che le decisioni emanate nell’ambito del procedimento in parola dai Secretarios Judiciales siano oggetto di esecuzione ai sensi dell’articolo 556 della LEC al pari delle decisioni giudiziali.

60.      Nel presente procedimento pregiudiziale occorre quindi partire dal presupposto che le decisioni emanate dal Secretario Judicial nel corso del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari sono equiparate, rispetto alla loro eseguibilità, alle decisioni giudiziali. Ciò significa che, in sede di esecuzione, non è previsto né l’obbligo di un esame d’ufficio delle clausole abusive, né la possibilità di sollevare un’eccezione con efficacia sospensiva sulla base della sussistenza di una clausola siffatta.

B –    Sulla ricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale

61.      Prima di occuparmi della compatibilità del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, delineato supra, con il diritto dell’Unione, affronterò la questione della legittimazione al rinvio pregiudiziale del Secretario Judicial, nonché ulteriori questioni attinenti alla ricevibilità.

1.      Sulla legittimazione al rinvio pregiudiziale del Secretario Judicial

62.      Nella sua domanda di pronuncia pregiudiziale il Secretario Judicial solleva taluni dubbi in merito alla sua natura di «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE, posto che in Spagna esso non rientra, da un punto di vista formale, nella potestà giurisdizionale ma è un funzionario al servizio del Ministero della giustizia. Tuttavia, in conclusione, esso ammette la propria legittimazione al rinvio pregiudiziale. Mentre la Commissione condivide tale valutazione, il governo spagnolo la contesta risolutamente.

63.      La questione se l’organo rimettente sia una «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE deve essere valutata esclusivamente sulla base del diritto dell’Unione. La classificazione di un organo da parte del diritto nazionale non è pertanto determinante. Lo stesso vale per la classificazione di un organo da parte della giurisprudenza nazionale e, quindi, nel caso di specie, dalla giurisprudenza della Corte costituzionale spagnola citata dal Secretario Judicial e discussa in udienza, che ha classificato una decisione adottata dal Secretario Judicial in un procedimento diverso da quello qui interessato come non giudiziale ai sensi del diritto processuale costituzionale spagnolo.

64.      Ai fini della valutazione, sotto il profilo del diritto dell’Unione, della natura di «giurisdizione» di un organo assume invece rilievo un insieme di elementi, come ad esempio, «il fondamento legale dell’organo, il suo carattere permanente, l’obbligatorietà della sua giurisdizione, la natura contraddittoria del procedimento, il fatto che l’organo applichi norme giuridiche e che sia indipendente» (25).

65.      Inoltre, i giudici nazionali possono adire la Corte unicamente se dinanzi a loro è pendente una lite e se essi sono stati chiamati a statuire nell’ambito di un procedimento destinato a risolversi in una pronuncia di carattere giurisdizionale (26).

66.      Occorre quindi determinare la legittimazione di un organo a rinviare alla Corte secondo criteri tanto strutturali, quanto funzionali. In proposito, un organo nazionale può essere qualificato come «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE quando esercita funzioni giurisdizionali, mentre, nell’esercizio di altre funzioni, in particolare di natura amministrativa, tale qualifica non può essergli riconosciuta (27).

67.      Ne consegue che, per stabilire se un organo nazionale cui la legge affida funzioni di natura diversa debba essere qualificato come «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE, è altresì necessario accertare quale sia la natura specifica delle funzioni che esso esercita nel particolare contesto normativo in cui è indotto a rivolgersi alla Corte (28).

68.      Nel caso di specie occorre pertanto stabilire se il Secretario Judicial, specificamente nella funzione da esso svolta nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari ai sensi dell’articolo 35 della LEC, debba essere classificato come «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE.

69.      Non presentano problemi, in primis, il fondamento giuridico dell’attività del Secretario Judicial e il suo carattere permanente (29). Nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari disciplinato dagli articoli 34 e 35 della LEC, inoltre, non sussistonodubbi quanto all’applicazione di norme giuridiche da parte del Secretario Judicial.

70.      Controversi sono invece, nel caso di specie, l’indipendenza dell’organo in parola e la questione se il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari di cui trattasi costituisca un procedimento contenzioso obbligatorio cui è rimessa la definizione di una controversia e che è diretto all’emanazione di una pronuncia di carattere giurisdizionale.

a)      Sull’indipendenza dei Secretarios Judiciales

71.      La nozione di indipendenza dei giudici comprende, in base a una giurisprudenza consolidata, due aspetti: uno esterno e uno interno.

72.      Per quanto attiene in primis all’aspetto interno dell’indipendenza, esso si ricollega alla nozione di imparzialità e riguarda l’equidistanza dalle parti della controversia e dai loro rispettivi interessi concernenti l’oggetto di quest’ultima (30).

73.      L’indipendenza interna del Secretario Judicial è garantita nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari dal fatto che esso assume, rispetto all’avvocato e al suo cliente, la posizione di terzo indipendente. L’articolo 452, paragrafo 1, primo periodo, LOPJ stabilisce inoltre che esso esercita sempre i suoi compiti in maniera super partes. Il suo status giuridico, infine, corrisponde in ampia misura, rispetto all’astensione e alla ricusazione, a quello del giudice (31).

74.      Per quanto attiene all’aspetto esterno dell’indipendenza, esso presuppone che l’organo decisionale sia tutelato da pressioni o da interventi dall’esterno idonei a mettere a repentaglio l’indipendenza di giudizio dei suoi membri per quanto riguarda le controversie loro sottoposte (32).

75.      Tali garanzie di indipendenza e di imparzialità implicano inoltre l’esistenza di disposizioni, relative in particolare alla composizione dell’organo, alla nomina, alla durata delle funzioni, nonché alle cause di astensione, di ricusazione e di revoca dei suoi membri, che consentano di fugare qualsiasi legittimo dubbio che i singoli possano nutrire in merito all’impermeabilità del detto organo rispetto a elementi esterni e alla sua neutralità rispetto agli interessi contrapposti. A tale riguardo, per considerare soddisfatta la condizione relativa all’indipendenza dell’organo di rinvio, la giurisprudenza esige, in particolare, che i casi di revoca dei membri di tale organo siano determinati da espresse disposizioni di legge (33).

76.      Rispetto ai Secretarios Judiciales si deve anzitutto osservare che essi sono nominati nell’ambito di una procedura di selezione. Essi hanno inoltre un diritto individuale a mantenere il proprio status di funzionario e a svolgere effettivamente i compiti affidati alla loro figura professionale e possono essere rimossi solo nei casi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle condizioni ivi fissate (34). Essi possono, infine, essere revocati dal loro ufficio soltanto sulla base di condanne penali o in caso di gravi mancanze elencate in modo esaustivo dalla legge e definite in maniera sufficientemente precisa (35).

77.      La competenza dei Secretarios Judiciales per il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non può essere inoltre delegata ad altri funzionari (36). Le disposizioni applicabili stabiliscono però soprattutto che i Secretarios Judiciales agiscono nei procedimenti, nel singolo caso, esclusivamente nel rispetto delle competenze loro trasferite, ma non sono vincolati a direttive. Come sottolineato espressamente dal Secretario Judicial nella sua ordinanza di rinvio, il loro superiore non può in nessun caso influenzare i procedimenti pendenti o impartire istruzioni in merito a specifiche controversie (37). I Secretarios Judiciales, pur avendo nel sistema nazionale lo status di funzionario e non di giudice e pur essendo vincolati, in linea generale, alle istruzioni degli organi loro sovraordinati (38), sono quindi indubbiamente indipendenti nell’esercizio dei compiti loro trasferiti nell’ambito di uno specifico procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari.

78.      In questo contesto, contrariamente a quanto sostenuto dal governo spagnolo in udienza, si deve ritenere che le disposizioni che vietano agli organi sovraordinati di impartire ai Secretarios Judiciales istruzioni rispetto alle specifiche controversie (39) si riferiscano anche al procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari. È vero che le disposizioni in parola citano soltanto i poteri di certificazione del Secretario Judicial e le sue competenze ad adottare misure di organizzazione del procedimento. Tuttavia, il tenore letterale delle disposizioni menzionate risale ancora al periodo anteriore al trasferimento delle competenze per il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari in capo ai Secretarios Judiciales. Non sussiste quindi alcun dubbio che il principio dell’autonomia di azione debba essere applicato, in via analogica, anche alle decisioni che il Secretario Judicial è chiamato ad assumere nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari.

79.      I Secretarios Judiciales godono quindi, alla luce dei suddetti criteri, sia rispetto al loro status sia rispetto all’esercizio dei loro compiti nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, di garanzie sufficienti a soddisfare il criterio di indipendenza.

80.      Non può pertanto essere accolta l’opinione contraria avanzata dal governo spagnolo e fondata sul mero tenore letterale dell’articolo 452 della LOPJ, secondo cui i Secretarios Judiciales agirebbero in maniera autonoma e indipendente soltanto nell’ambito dell’esercizio dei loro poteri di certificazione, mentre nell’esercizio degli altri compiti loro affidati sarebbero vincolati, in linea generale, alle istruzioni impartite. A tal riguardo, occorre inoltre osservare che anche la formulazione della suddetta disposizione risale a un momento precedente al trasferimento della competenza per il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari in capo ai Secretarios Judiciales e, pertanto, non tiene conto dei nuovi compiti attributi all’organo in parola, simili a quelli di un organo giurisdizionale.

81.      Alla luce di quanto precede, il Secretario Judicial, malgrado la sua natura di funzionario dell’amministrazione della giustizia, è – nell’esercizio delle sue competenze nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari ‑ sufficientemente indipendente da poter essere considerato una «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE.

b)      Sulla funzione dei Secretarios Judiciales nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari

82.      Nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari qui considerato, la questione della natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial è controversa tra le parti sia rispetto al carattere contraddittorio e contenzioso del procedimento in esame, sia rispetto al suo carattere obbligatorio, ovvero rispetto alla questione se esso miri all’emanazione di una pronuncia di carattere giurisdizionale.

83.      Per quanto attiene al primo aspetto, occorre anzitutto osservare che il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari presenta senz’altro elementi del contraddittorio (40). È vero che nell’ambito del suddetto procedimento è teoricamente possibile che un avvocato ottenga, senza una discussione in contraddittorio, un titolo esecutivo dei suoi crediti qualora il debitore non proponga opposizione (41). Tuttavia, al più tardi con la presentazione di una siffatta opposizione della controparte, il procedimento assume carattere contraddittorio, posto che il Secretario Judicial è chiamato non soltanto ad esaminare i crediti azionati dall’avvocato, ma anche a sentirlo (42).

84.      A detta del governo spagnolo, il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non si fonderebbe tuttavia su una controversia che il Secretario Judicial è chiamato a decidere. L’organo in parola si limiterebbe, infatti, a esaminare le prestazioni svolte dall’avvocato e a stabilire l’importo che il cliente è tenuto a versare.

85.      Tale eccezione deve essere respinta, posto che nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari pende comunque, di certo, una controversia giuridica, vale a dire quella vertente sul credito – effettivamente o asseritamente insoluto – per onorari azionato dall’avvocato (43). Con la dichiarazione di esecutività del credito o mediante la sua quantificazione, il Secretario Judicial viene così a dirimere la suddetta controversia. In tal modo, controllando il credito sulla base della documentazione presentatagli, egli effettua necessariamente anche una valutazione delle prove e, quindi, in una certa misura, un esame della fondatezza della domanda. Il fatto che nelle domande pregiudiziali che dovranno essere trattate in prosieguo si chieda se l’esame e l’istruttoria compiute nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari siano conformi alle disposizioni di diritto dell’Unione in materia di tutela dei consumatori non osta a tale conclusione.

86.      Anche il fatto che il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari sia stato trasferito in capo ai Secretarios Judiciales per sgravare i giudici di compiti che non sono centrali per l’attività giudiziaria, non depone contro il carattere contenzioso del procedimento in questione. Ciò è tanto più vero ove si consideri che l’iter del procedimento e il carattere esecutivo della decisione conclusiva non sono stati modificati nell’ambito del trasferimento del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari in capo ai Secretarios Judiciales (44). Proprio per tale motivo, come osserva l’organo rimettente, l’affidamento al Secretario Judicial del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari ha scatenato, a livello nazionale, un dibattito sulla compatibilità con lo Stato di diritto del trasferimento di competenze quasi giudiziali a organi dell’amministrazione della giustizia. E, infine, neppure il carattere incidentale del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari e la sua indipendenza da un procedimento giudiziale condotto in precedenza (45) costituiscono elementi indicanti che il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari – recante, sul punto, talune similitudini con il procedimento di liquidazione delle spese noto anche alla Corte – non è un procedimento contenzioso diretto alla definizione di una controversia pendente.

87.      Per quanto attiene al carattere vincolante del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, occorre anche osservare che la competenza del Secretario Judicial nell’ambito del procedimento in parola non dipende dall’accordo delle parti e che le sue decisioni sono per esse vincolanti (46).

88.      Da un lato, la giurisdizione dei Secretarios Judiciales nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari è obbligatoria, posto che tale procedimento è previsto dalla legge e, quindi, in maniera indipendente da ogni accordo tra le parti. Il fatto che un avvocato possa, per riscuotere i suoi onorari, ricorrere anche ad altri procedimenti non osta quindi alla classificazione del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari come obbligatorio: non appena un avvocato avvia un procedimento siffatto, il cliente interessato viene infatti automaticamente coinvolto senza che egli vi si possa opporre. In tale contesto occorre inoltre osservare che la Corte, già nella sentenza Consorci Sanitari del Maresme, ha riconosciuto che una competenza facoltativa può costituire una giurisdizione obbligatoria (47). Il caso in esame è, sotto tale profilo, analogo.

89.      Quand’anche, come ricordato in udienza, un credito per onorari controverso potesse essere oggetto sia di un procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, sia di un procedimento ordinario e ciò non comportasse un’ipotesi di litispendenza, tale circostanza non deporrebbe contro la natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari. In caso contrario, dovrebbe essere messa in discussione anche l’incontestata natura di «giurisdizione» del giudice ordinario che si occupa, in parallelo al Secretario Judicial, del credito controverso.

90.      Dall’altra, neppure gli argomenti sollevati dal governo spagnolo rispetto all’efficacia della decisione adottata nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari possono mettere in discussione il carattere vincolante o giurisdizionale della decisione di cui trattasi.

91.      In primis, la carenza di autorità di cosa giudicata sostanziale (48) non osta, nel caso di specie, al carattere giurisdizionale della decisione adottata nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento. A prescindere, infatti, dalla possibilità di una sua successiva contestazione in un procedimento distinto, la decisione del Secretario Judicial spiega indubbiamente, nei confronti delle parti del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, gli stessi effetti di una decisione giudiziale. Non essendo impugnabile, essa spiega infatti efficacia di cosa giudicata formale facendo quindi sorgere un’intimazione di pagamento nei confronti del debitore che può essere eseguito in maniera indipendente o, se del caso, un obbligo autonomo ad accettare una riduzione del credito per il creditore (49). Essa presenta quindi taluni paralleli con le decisioni adottate nei procedimenti sommari. Anche’esse sono, allo stesso modo, immediatamente esecutive ma non incidono su una decisione nel successivo procedimento principale.

92.      Per quanto attiene all’esecuzione vera e propria, l’argomentazione sollevata dal governo spagnolo – vale a dire che non il provvedimento del Secretario Judicial, ma la parcella per gli onorari emessa dall’avvocato costituirebbe il titolo esecutivo – non è convincente. Infatti, anche nel caso di un’ingiunzione di pagamento nella misura originariamente richiesta si rende comunque necessario ricorrere al procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari per trasformare la parcella di un avvocato in un titolo esecutivo.

93.      A questo proposito, dall’analisi sopra compiuta delle disposizioni in materia di esecuzione della decisione adottata nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari (50) emerge che l’esecuzione in parola è soggetta al medesimo regime dell’esecuzione delle decisioni giudiziarie. Al debitore è così impedito, in particolare, di sospendere l’esecuzione forzata mediante un’eccezione avente efficacia sospensiva. Tale aspetto è un indice forte del fatto che la pronuncia in esame possiede carattere giurisdizionale.

94.      La questione se l’obbligo di controllo della sussistenza di clausole abusive ricada nella competenza del Secretario Judicial o invece – come sostenuto dal governo spagnolo – nella competenza del giudice dell’esecuzione, è infine irrilevante ai fini della valutazione della natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial. Spetta infatti alla Corte stabilire, nell’ambito della valutazione del merito delle questioni pregiudiziali, se – in considerazione dell’iter del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari e della successiva esecuzione – il diritto dell’Unione richieda al Secretario Judicial di compiere un controllo del carattere abusivo.

95.      Riassumendo, ritengo che, nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, il Secretario Judicial sia una «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE posto che esso si pronuncia, nel quadro di un procedimento contenzioso, in modo indipendente e autonomo e adotta una decisione di carattere giurisdizionale.

2.      Su altre questioni attinenti alla ricevibilità

96.      Mentre la Commissione solleva la questione se la Corte disponga di elementi sufficienti per rispondere alla domanda di pronuncia pregiudiziale del Secretario Judicial, il governo spagnolo sostiene che le questioni interpretative sottoposte alla Corte non sarebbero rilevanti ai fini della decisione nel procedimento principale.

a)      Sul carattere sufficientemente esaustivo della domanda di pronuncia pregiudiziale

97.      Quanto alla questione del carattere sufficiente delle informazioni fornite dal Secretario Judicial occorre, in definitiva, in linea con la Commissione, rispondere in senso affermativo. Infatti, malgrado la sua sinteticità, la domanda di pronuncia pregiudiziale descrive non solo la natura della controversia oggetto di decisione e del procedimento interessato e il problema dell’eventuale mancata messa a disposizione della cliente di informazioni sul prezzo, ma anche la base giuridica del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari e i dubbi del Secretario Judicial rispetto alla sua compatibilità con gli atti dell’Unione di cui chiede l’interpretazione.

98.      Devono quindi essere respinte le prolisse eccezioni sollevate dal governo spagnolo anche in udienza, secondo cui il Secretario Judicial non avrebbe fornito informazioni sufficienti sulla precisa struttura delle clausole concordate tra l’avvocato e la sua cliente. Tali eccezioni trascurano peraltro che, nell’ambito della presente domanda di pronuncia pregiudiziale, la Corte non è chiamata ad esprimersi sulla compatibilità del contenuto di una qualche clausola con la direttiva 93/13, ma sulla compatibilità del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari con la direttiva in parola.

99.      Le spiegazioni fornite dal Secretario Judicial sul contesto giuridico e di fatto del procedimento principale sono pertanto sufficienti per fornire una risposta utile alle questioni sollevate. Esse hanno inoltre effettivamente permesso alle parti di presentare osservazioni, come dimostra anche il contenuto delle osservazioni presentate alla Corte.

100. Inoltre, le considerazioni che precedono, pur fondandosi su approfondite ricerche, hanno però – di fatto – solo confermato le sintetiche osservazioni del Secretario Judicial. Se il governo spagnolo non avesse sollevato dubbi, che si sono rivelati infondati, rispetto alle informazioni contenute nella domanda di pronuncia pregiudiziale, tali ricerche non sarebbero state necessarie.

b)      Sulla rilevanza delle questioni pregiudiziali ai fini della decisione nel procedimento principale

101. Il governo spagnolo afferma che nel procedimento principale non assumerebbe rilievo ai fini della decisione né l’interpretazione delle direttive 93/13 e 2005/29, né l’interpretazione dell’articolo 47 della Carta.

i)      Sulla rilevanza ai fini della decisione di un’interpretazione della direttiva 93/13

102. Per quanto attiene, anzitutto, alla direttiva 93/13, secondo il governo spagnolo le questioni sollevate sarebbero irrilevanti ai fini della decisione che il Secretario Judicial è chiamato ad adottare. Infatti, non tale organo, ma il giudice chiamato successivamente ad occuparsi dell’esecuzione sarebbe tenuto a esaminare la sussistenza di clausole abusive.

103. Tale eccezione deve essere respinta.

104. Da una parte, come sopra osservato (51), non risulta in alcun modo comprovato che il giudice competente per l’esecuzione della decisione del Secretario Judicial sia tenuto a esaminare d’ufficio la presenza di clausole abusive.

105. Dall’altro, in base a una giurisprudenza consolidata, la direttiva 93/13 si applica alle disposizioni giuridiche che riguardano i poteri riconosciuti ai giudici nazionali nel valutare il carattere abusivo delle clausole (52). Il procedimento di ingiunzione di pagamento degli onorari dinanzi al Secretario Judicial ricade pertanto nell’ambito di applicazione della direttiva in parola. La questione se l’esame d’ufficio della sussistenza di clausole abusive spetti a tale organo o al giudice cui venga successivamente attribuita l’esecuzione può in effetti assumere rilievo rispetto alla compatibilità del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari con la direttiva 93/13. Tale questione deve però essere esaminata nell’ambito dell’esame nel merito delle questioni pregiudiziali sollevate e non nel contesto dell’esame della rilevanza ai fini della decisione e, quindi, della ricevibilità delle questioni pregiudiziali di cui trattasi.

ii)    Sulla rilevanza, ai fini della decisione, dell’interpretazione della direttiva 2005/29

106. Per quanto attiene alla direttiva 2005/29, a detta del governo spagnolo essa non imporrebbe ai giudici nazionali di verificare d’ufficio la sussistenza di pratiche commerciali sleali ma si limiterebbe a prevedere che gli Stati membri adottino specifiche misure per contrastare tali pratiche.

107. Con tale argomento, il governo spagnolo trascura, tuttavia, anche il confine che separa la ricevibilità e l’esame nel merito della domanda di pronuncia pregiudiziale. Infatti, la questione se la direttiva 2005/29 richieda che i giudici nazionali verifichino d’ufficio la sussistenza di pratiche commerciali sleali riguarda l’interpretazione della direttiva stessa e non la sua rilevanza ai fini del procedimento principale. La questione se l’interpretazione di un atto giuridico sia necessaria nell’ambito di una questione pregiudiziale non riguarda, tuttavia, l’interpretazione dell’atto in parola, ma la questione a monte, vale a dire se una siffatta interpretazione sia necessaria ai fini della valutazione della situazione di cui trattasi sotto il profilo del diritto dell’Unione.

108. A tal riguardo, nella sua ordinanza di rinvio il Secretario Judicial osserva espressamente che dagli atti non risulta che il sig. Margarit Panicello abbia preventivamente informato la sig.ra Hernández Martínez dei costi delle sue prestazioni. Il Secretario Judicial, come egli osserva ulteriormente, ritiene pericoloso intimare alla sig.ra Hernández Martínez di pagare una somma relativamente elevata senza prima verificare se la mancata messa a disposizione di informazioni sui prezzi integri una pratica commerciale sleale.

109. Inoltre, la direttiva 2005/29 si applica alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori poste in essere prima, durante e dopo un’operazione commerciale relativa a una prestazione (53). In linea con la giurisprudenza della Corte sulla direttiva 93/13 un contratto tra un avvocato e la sua cliente sull’erogazione di servizi di assistenza legale deve essere considerato come un’operazione commerciale relativa a un servizio ai sensi della direttiva 2005/29 (54).

110. Se, quindi, il Secretario Judicial dovesse stabilire che il sig. Margarit Panicello non ha, in effetti, informato la sua assistita sul prezzo delle sue prestazioni e questo l’ha indotta ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, la mancata messa a disposizione di informazioni sul prezzo dovrebbe essere classificata come pratica commerciale sleale ai sensi della direttiva 2005/29 (55).

111. Alla luce di quanto precede, la questione circa l’interpretazione della direttiva 2005/29 non appare priva di collegamento con la realtà effettiva o con l’oggetto della causa principale o irrilevante ai fini della sua decisione (56).

iii) Sulla rilevanza ai fini della decisione dell’articolo 47 della Carta

112. Secondo il governo spagnolo il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non ricade, in base all’articolo 51 della Carta, nel suo ambito di applicazione posto che non esiste nessuna disciplina di diritto dell’Unione sulla riscossione degli onorari da parte degli avvocati. Ne consegue che un’interpretazione dell’articolo 47 della Carta non potrebbe assumere rilievo ai fini della decisione nel procedimento principale.

113. Questo ragionamento non è condivisibile.

114. Dalla sentenza nella causa Åkerberg Fransson si evince, infatti, che una volta che una normativa nazionale rientra nell’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, la Corte è tenuta a fornire al giudice del rinvio, nell’ambito di un rinvio pregiudiziale, tutti gli elementi di interpretazione necessari per permettergli di valutare la conformità di tale normativa con i diritti fondamentali (57).

115. Nel caso di specie è indubbio che le disposizioni che disciplinano il procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari ricadono nell’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, posto che il contratto oggetto del procedimento principale è stato concluso da un avvocato e da una consumatrice e rientra così nell’ambito di applicazione della direttiva 93/13(58). La direttiva in parola si applica inoltre alle disposizioni di legge vertenti sui poteri accordati ai giudici nazionali nella valutazione del carattere abusivo delle clausole contrattuali (59).

116. La Corte ha inoltre già avuto modo di statuire che l’obbligo degli Stati membri di garantire l’efficacia dei diritti che i soggetti dell’ordinamento traggono dalla direttiva 93/13 contro l’uso di clausole abusive implica un’esigenza di tutela giurisdizionale, sancita parimenti dall’articolo 47 della Carta, che il giudice nazionale è tenuto a rispettare (60).

117. La compatibilità di una disposizione nazionale con i requisiti di cui alla direttiva 93/13 deve essere pertanto verificata, rispetto ai poteri di esame del giudice nazionale, anche alla luce dell’esigenza di tutela giurisdizionale sancita nell’articolo 47 della Carta.

118. Conseguentemente, le questioni pregiudiziali sono rilevanti ai fini della decisione nel procedimento principale.

3.      Conclusione intermedia

119. La presente domanda di pronuncia pregiudiziale è pertanto ricevibile e la Corte è tenuta a pronunciarsi.

C –    Sulle questione pregiudiziali

120. Nel prosieguo mi dedicherò anzitutto alla prima parte della prima questione e alla seconda questione pregiudiziale, che riguardano la compatibilità del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari con le direttive 93/13 e 2005/29, in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta. Tratterò poi la terza questione pregiudiziale vertente sulla questione se, in particolare, i poteri riconosciuti al Secretario Judicial ai fini dell’assunzione di prove nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari rispettino i requisiti della direttiva 93/13.

1.      Sulla prima parte della prima questione pregiudiziale e sulla seconda questione pregiudiziale

a)      Sui requisiti dei poteri di controllo dei giudici nazionali nell’ambito della direttiva 93/13 e sulla loro trasponibilità sulla direttiva 2005/29

121. Posto che la disparità tra consumatori e professionisti può essere riequilibrata soltanto mediante un intervento positivo da parte di un soggetto terzo, i giudici nazionali sono tenuti a garantire l’effettività dei diritti riconosciuti ai consumatori dalla direttiva 93/13. I giudici nazionali devono pertanto esaminare d’ufficio il carattere abusivo di una clausola contrattuale che rientra nell’ambito di applicazione della direttiva di cui trattasi (61).

122. A quanto consta, la Corte non ha ancora stabilito se un obbligo siffatto sussista anche nell’ambito della direttiva 2005/29 e se il giudice nazionale sia così tenuto a valutare d’ufficio la presenza di pratiche commerciali abusive.

123. La Commissione ritiene che la relativa giurisprudenza sulla direttiva 93/13 possa essere trasposta alla direttiva 2005/29. Il governo spagnolo contesta, di contro, detta trasponibilità posto che gli articoli 11 e 12 della direttiva 2005/29 non obbligano gli Stati membri in termini generali a prevedere un controllo giudiziale d’ufficio delle pratiche commerciali abusive ma prevedono invece misure speciali di contrasto di siffatte pratiche.

124. Nel caso di specie, la questione della trasponibilità generale alla direttiva 2005/29 dei principi sviluppati per la direttiva 93/13 in materia di esame d’ufficio della sussistenza di clausole abusive da parte dei giudici nazionali può essere tuttavia tralasciata.

125. Come emerge infatti dalle informazioni esposte dal Secretario Judicial, in una situazione come quella del procedimento principale, l’eventuale sussistenza di una pratica commerciale sleale consistente nella mancata messa a disposizione di informazioni sul prezzo assumerebbe rilievo non di per sé, ma unicamente nell’ambito della valutazione del carattere abusivo delle clausole del contratto concluso dall’avvocato e dalla sua cliente.

126. In tale contesto, l’accertamento del carattere sleale di una pratica commerciale costituisce un elemento tra i tanti su cui può essere fondata la valutazione del carattere abusivo di una clausola posto che, a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 93/13, il carattere abusivo di una clausola è valutato tenendo conto di tutte le circostanze che accompagnano detta conclusione. A ciò non osta il fatto che l’accertamento del carattere sleale di una pratica commerciale non sia adatto a fondare, in maniera automatica e da solo, il carattere abusivo di una clausola contrattuale, dal momento che l’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2005/29 prevede che la direttiva in parola «non pregiudica l’applicazione del diritto contrattuale, in particolare delle norme sulla formazione, validità o efficacia di un contratto» (62).

127. In una situazione come quella in esame, il giudice nazionale, nell’esaminare la sussistenza di clausole abusive, deve pertanto tener conto anche della potenziale sussistenza di pratiche commerciali sleali e, quindi, della direttiva 2005/29.

128. Se ne deve trarre la conclusione che i principi sviluppati in materia di necessità di un esame d’ufficio della sussistenza di clausole abusive nell’ambito della direttiva 93/13 sono trasponibili, in un caso come quello oggetto del procedimento principale, alla direttiva 2005/29, posto che un esame del carattere abusivo ai sensi della direttiva 93/13 deve avvenire necessariamente alla luce del controllo del carattere sleale ai sensi della direttiva 2005/29.

129. A ciò non osta l’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13. È vero che la disposizione in parola stabilisce che la valutazione del carattere abusivo delle clausole contrattuali non verte sulla perequazione tra il prezzo e i servizi forniti in cambio. Ciò vale tuttavia solo purché tali clausole siano formulate in modo chiaro e comprensibile.

130. In una situazione come quella in esame è quindi del tutto possibile che una clausola contrattuale, per il cui esame potrebbe assumere rilievo la mancata messa a disposizione di informazioni sul prezzo, riguardi la perequazione del prezzo rispetto alla prestazione erogata. Tuttavia, in un tal caso, è verosimile che la relativa clausola non sarebbe formulata in modo chiaro e comprensibile cosicché l’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13 non osterebbe a una valutazione del suo contenuto da parte del giudice nazionale (63).

b)      Sulla compatibilità del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari con la direttiva 93/13 in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e con l’articolo 47 della Carta

131. In linea con le considerazioni che precedono, la prima parte della prima questione pregiudiziale e la seconda questione pregiudiziale devono essere interpretate nel senso che il Secretario Judicial intende chiarire se la direttiva 93/13 in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e l’articolo 47 della Carta osti a una disciplina nazionale come quella del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari che non permette all’organo cui è affidata la decisione di valutare d’ufficio la sussistenza di clausole abusive o di pratiche commerciali sleali.

132. La direttiva 93/13, letta in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e con l’articolo 47 della Carta, osta a un procedimento che permette a un professionista di ottenere l’esecuzione di un credito nei confronti di un consumatore senza che la sussistenza di clausole abusive o pratiche sleali sia controllata d’ufficio in uno stadio del procedimento che ha portato all’esecuzione. Se il procedimento è suddiviso in una prima fase, in cui viene acquisito il titolo esecutivo, e in una seconda fase, in cui interviene l’esecuzione vera e propria, un esame del carattere abusivo e sleale dovrebbe quindi essere compiuto almeno in una di esse (64).

133. Alla luce del principio che precede, si potrebbe anzitutto avere l’impressione che sia sufficiente rispondere alla questione sollevata dal Secretario Judicial nel senso che la direttiva 93/13, in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e con l’articolo 47 della Carta, osta a che al Secretario Judicial incaricato della conduzione del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari sia precluso l’esame del carattere abusivo e sleale solo qualora anche il giudice poi incaricato dell’esecuzione della decisione del Secretario Judicial non sia autorizzato a compiere un siffatto esame. Una risposta in tal senso corrisponderebbe, nel presente procedimento, alla posizione sostenuta dal governo spagnolo.

134. Una siffatta risposta non può però essere accolta.

135. Infatti, se si esamina il procedimento per l’emissione e l’esecuzione della decisione assunta nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari nel suo insieme, diviene chiaro che non è opportuno spostare il controllo del carattere abusivo e sleale alla fase dell’esecuzione (65). Ciò si risolverebbe, infatti, nell’intimare a un consumatore – nell’ambito di un precedente procedimento diretto all’emanazione del titolo esecutivo e sotto minaccia di una successiva esecuzione – di saldare un credito potenzialmente fondato su clausole abusive o pratiche commerciali sleali.

136. Lo spostamento del controllo del carattere abusivo e sleale alla fase dell’esecuzione deve pertanto essere respinto sia per ragioni di economia processuale che per ragioni connesse all’efficace applicazione delle pertinenti disposizioni di diritto dell’Unione. Un siffatto spostamento comporterebbe, infatti, il non trascurabile rischio che il debitore sia indotto, in forza della naturale autorità della decisione del Secretario Judicial, a procedere immediatamente al pagamento all’atto del ricevimento della decisione senza che un successivo procedimento esecutivo si renda neppure necessario. La presenza di una decisione esecutiva esercita, di per sé, di fatto, una pressione da non sottovalutare sul consumatore ad adempiere i suoi (asseriti) obblighi di pagamento, tanto più quando il procedimento per l’emanazione del titolo esecutivo, come nel caso di specie, è strutturato come procedimento contenzioso diretto all’emanazione di una decisione di carattere giurisdizionale. Inoltre, come correttamente osservato dalla Commissione in udienza, un’opposizione nell’ambito del procedimento di esecuzione non può assolutamente essere equiparata alla possibilità di impugnare una decisione del Secretario Judicial. Tanto più ove si consideri – come sopra osservato (66) – che una siffatta opposizione nell’ambito del procedimento esecutivo non spiegherebbe efficacia sospensiva.

137. Prevedere che il controllo del carattere abusivo e sleale avvenga non nell’ambito del procedimento dinanzi al Secretario Judicial, ma nel quadro del successivo procedimento esecutivo favorirebbe il pagamento di crediti che, seppur riconosciuti nell’ambito del procedimento di ingiunzione di pagamento degli onorari, sono, allo stesso tempo, potenzialmente abusivi o sleali. Una soluzione siffatta contrasterebbe manifestamente con l’obiettivo della tutela del consumatore incentivato dalla direttiva 93/13, letta in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e con l’articolo 47 della Carta.

138. Propongo pertanto alla Corte di rispondere alla prima parte della prima questione pregiudiziale e alla seconda questione pregiudiziale come segue: la direttiva 93/13, letta in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e con l’articolo 47 della Carta deve essere interpretata nel senso che osta a una disciplina nazionale come quella oggetto del procedimento principale in base alla quale l’organo incaricato della conduzione del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non può esaminare d’ufficio il carattere abusivo di una clausola contenuta in un contratto tra un avvocato e un consumatore o la sussistenza di pratiche commerciali sleali.

2.      Sulla terza questione pregiudiziale

139. Con la sua terza questione pregiudiziale il Secretario Judicial intende sapere se le disposizioni sul procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari violino la direttiva 93/13 in quanto limitano i poteri istruttori di tale organo e, così facendo, il diritto del consumatore di dedurre prove.

140. Sorgono anzitutto dubbi in merito alla ricevibilità della questione in quanto il Secretario Judicial si interroga sul fatto che i suoi limitati poteri di indagine nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari potrebbero impedirgli di esaminare elementi quali un’eventuale modifica delle condizioni contrattuali, i pagamenti a titolo di onorario già intervenuti o una prassi abituale in materia di pagamento degli onorari che non presentano alcuna implicazione con la sussistenza di clausole abusive. Tuttavia, la questione sollevata dal Secretario Judicial potrebbe anche essere intesa nel senso che intende chiarire se i limiti all’acquisizione di elementi prova nell’ambito del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari pregiudichino l’efficacia della direttiva 93/13.

141. Il compito dei giudici nazionali nell’attuare la direttiva 93/13 non si limita alla semplice facoltà di pronunciarsi sull’eventuale natura abusiva delle clausole contrattuali, bensì comporta parimenti l’obbligo di esaminare d’ufficio tale questione (67). In tal modo, ai giudici nazionali è riconosciuto, nell’ambito della direttiva 93/13, un ruolo attivo a tutela del consumatore. Inoltre, dai requisiti posti, in termini generali, dal diritto dell’Unione all’effettività del controllo giudiziario ai fini dell’attuazione della direttiva 93/13, emerge che le disposizioni nazionali non possono rendere in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti ai consumatori dalla direttiva in parola (68).

142. Una situazione in cui un giudice, pur disponendo di indizi del carattere abusivo di talune clausole, non potrebbe occuparsene a causa dei suoi limitati poteri di esame, risulterebbe così manifestamente problematica (69).

143. Nel caso di specie, dalle disposizioni della LEC sul procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari emerge che il Secretario Judicial accede – ai fini della verifica del credito – non solo al fascicolo del procedimento giudiziale per la cui conduzione vengono richiesti gli onorari ma anche la parcella dell’avvocato e altri documenti, quali il preventivo o il contratto. Quando il credito è contestato come eccessivo, il Secretario Judicial deve inoltre sentire l’avvocato e, ove questi non acconsenta a ridurre il credito, inoltrare il fascicolo per il relativo esame all’ordine degli avvocati (70). Tali poteri di indagine dovrebbero di norma essere sufficienti per poter esaminare e valutare la sussistenza di clausole abusive.

144. Come osserva la Commissione, quantomeno nel caso di un contratto concluso solo verbalmente, potrebbero tuttavia essere necessari più ampi poteri di indagine, quali – in particolare – la possibilità di sentire testi, al fine di valutare la sussistenza di clausole abusive. Secondo la Commissione, alla luce della giurisprudenza in materia della Corte costituzionale spagnola, le disposizioni della LEC potrebbero essere tuttavia interpretate in senso conforme al diritto dell’Unione prevedendo che i poteri di indagine del Secretario Judicial, possano, in casi motivati, andare anche oltre la prova documentale e comprendere, così, l’audizione di testi.

145. Alla luce di quanto sopra esposto, propongo di rispondere alla terza questione pregiudiziale nel senso che la direttiva 93/13 non osta a una normativa nazionale come quella oggetto del procedimento principale a condizione che essa ammetta un’istruttoria sufficiente ai fini di un effettivo esame della sussistenza di clausole abusive. Tale valutazione è di competenza del giudice nazionale.

V –    Conclusione

146. Alla luce delle considerazioni che precedono propongo alla Corte di rispondere alle questioni sollevate dal Secretario Judicial del Juzgado de Violencia sobre la Mujer Único de Terrassa (cancelliere del Giudice Unico competente in materia di violenza sulle donne) come segue:

1)      Nell’ambito del procedimento disciplinato negli articoli 34 e 35 della legge 1/2000 il Secretario Judicial deve essere considerato come una «giurisdizione» legittimata, ai sensi dell’articolo 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, a proporre una domanda di pronuncia pregiudiziale.

2)      La direttiva 93/13, in combinato disposto con la direttiva 2005/29 e con l’articolo 47 della Carta, deve essere interpretata nel senso che osta a una disciplina nazionale come quella oggetto del procedimento principale in base alla quale l’organo incaricato della conduzione del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari non può esaminare d’ufficio il carattere abusivo di una clausola contenuta in un contratto tra un avvocato e un consumatore o la sussistenza di pratiche commerciali sleali.

3)      La direttiva 93/13 non osta a una normativa nazionale come quella oggetto del procedimento principale a condizione che essa ammetta un’istruttoria sufficiente ai fini di un effettivo esame della sussistenza di clausole abusive. Tale valutazione è di competenza del giudice nazionale.


1 – Lingua originale: il tedesco.


2 – Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU 1993, L 95, pag. 29) nella versione modificata dalla direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011 (GU 2001, L 304, pag. 64).


3 – V. le informazioni fornite dal giudice del rinvio nella causa C‑269/16, attualmente sospesa, secondo cui, solo dinanzi ad esso, pendono più di cinquanta procedimenti d’ingiunzione di pagamento degli onorari che ha sospeso sino alla decisione nella presente controversia.


4 – Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU 2005, L 149, pag. 22) nella versione rettificata del 25 settembre 2009 (GU 2009, L 253, pag. 18).


5 – Ley Orgánica 6/1985, de 1 de julio, del Poder Judicial, BOE 157 del 2 luglio 1985.


6 – Ley Orgánica 7/2015, de 21 de julio, por la que se modifica la Ley Orgánica 6/1985, de 1 de julio, del Poder Judicial, BOE 174 del 22 luglio 2015, entrata in vigore il 1o ottobre 2015.


7 – Per completezza occorre osservare che, a quanto consta, la legge organica 7/2015 non ha apportato alle disposizioni della LOPJ applicabili al procedimento in esame modifiche idonee a incidere sulla valutazione della natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial o sulla risposta alle questioni pregiudiziali.


8 – BOE 17 del 20 gennaio 2006.


9 – BOE 7 dell’8 gennaio 2000.


10 – Ley 13/2009 de reforma de la legislación procesal para la implantación de la nueva Oficina judicial (legge 13/2009 di riforma della legislazione processuale per l’implementazione del nuovo ufficio giudiziario), BOE 266 del 4 novembre 2009.


11 – V. preambolo della legge 13/2009 di riforma della legislazione processuale per l’implementazione del nuovo ufficio giudiziario.


12 – Ley 42/2015, de 5 de octubre, de reforma de la Ley 1/2000, de 7 de enero, de Enjuiciamiento Civil, BOE 239 del 6 ottobre 2015.


13 – Occorre osservare che la legge in parola non ha apportato, a quanto consta, alle disposizioni della LEC applicabili nel presente procedimento modifiche idonee a incidere sulla valutazione della natura di «giurisdizione» del Secretario Judicial rimettente e sulla risposta da parte della Corte alle questioni sollevate. Si fa però riferimento a talune modifiche degne di menzione nelle note 16, 17, 20 e 42. Ciò appare utile alla luce di due ulteriori procedimenti pregiudiziali pendenti dinanzi alla Corte e attualmente sospesi (cause C‑609/15 e C‑269/16), vertenti anch’essi su procedimenti d’ingiunzione di pagamento degli onorari e rientranti, a quanto consta, già nel regime della LEC nella sua versione modificata dalla legge 42/2015.


14 – V. la descrizione nelle conclusioni dell’avvocato generale Szpunar nella causa Finanmadrid EFC (C‑49/14, EU:C:2015:746, paragrafi da 27 a 46): tuttavia, a differenza del procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari, l’opposizione comporta, nel caso di un procedimento ingiuntivo, il passaggio a un procedimento ordinario. V., in generale, sul procedimento semplificato per la riscossione dei crediti, le conclusioni dell’avvocato generale Trstenjak nella causa Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:74, paragrafi da 23 a 25, 50 e 51).


15 – In base alla sentenza della Corte costituzionale spagnola del 25 marzo 1993, nella causa 110/1993, BOE 100 del 27 aprile 1993.


16 – Inoltre, a norma della versione della LEC modificata dalla legge 42/2015, il Secretario Judicial provvede, prima di emanare il provvedimento in parola, a informare il creditore dell’opposizione e a sentirlo al riguardo: v. articolo 35, paragrafo 2, punto 2, in combinato disposto con l’articolo 34, paragrafo 2, secondo comma, della LEC nella sua versione modificata dalla legge 42/2015.


17 – La versione della LEC modificata dalla legge 42/2015 dispone, inoltre, che il Secretario Judicial, già prima dell’introduzione del procedimento di liquidazione delle spese ai sensi degli articoli 241 e segg. della LEC, dia all’avvocato la possibilità di prendere posizione e di accettare una riduzione del suo onorario: v. articolo 35, paragrafo 2, terzo comma, della LEC nella sua versione modificata dalla legge 42/2015.


18 – «Resoluciones procesales o arbitrales».


19 – «Títulos no judiciales ni arbitrales».


20 – Mentre la versione della LEC applicabile al caso di specie parla soltanto di «accertamento della sussistenza di clausole abusive» [«Cuando el tribunal apreciare que alguna de las cláusulas incluidas en un título ejecutivo (…) pueda ser calificada como abusiva»], l’articolo 552, paragrafo 1, secondo comma, della LEC nella versione modificata dalla legge 42/2015 disciplina espressamente l’obbligo di esame d’ufficio [«El tribunal examinará de oficio si alguna de las cláusulas incluidas en un título ejecutivo (…) puede ser calificada como abusiva»].


21 – «Las demás resoluciones procesales y documentos que, por disposición de esta (…) ley, lleven aparejada ejecución».


22 – «Otros documentos con fuerza ejecutiva a que se refiere el número 9.o del apartado 2 del artículo 517».


23 – Supra, paragrafo 25 e nota 10.


24 – «[C]on el objeto de unificar la terminología y adaptarla a las nuevas competencias del Secretario judicial, se utiliza la expresión “resoluciones procesales”, para englobar tanto las resoluciones judiciales (…) como las del Secretario judicial (…)».


25 – V., ad esempio, sentenza del 24 maggio 2016, MT Højgaard e Züblin (C‑396/14, EU:C:2016:347, punto 23 e la giurisprudenza ivi citata).


26 – V. ordinanza del 12 gennaio 2010, Amiraike Berlin (C‑497/08, EU:C:2010:5, punto 17 e la giurisprudenza ivi citata), e sentenza del 31 gennaio 2013, Belov (C‑394/11, EU:C:2013:48, punto 39 e la giurisprudenza ivi citata).


27 – V. sentenza del 31 gennaio 2013, Belov (C‑394/11, EU:C:2013:48, punto 40 e la giurisprudenza ivi citata). V. anche sentenza del 19 dicembre 2012, Epitropos tou Elegktikou Synedriou (C‑363/11, EU:C:2012:825, punto 21 e la giurisprudenza ivi citata); un giudice nazionale non possiede così, nell’ambito di un procedimento in cui agisce come autorità amministrativa, la qualità di «giurisdizione» ai sensi dell’articolo 267 TFUE.V. ad esempio, quanto a un Amtsgericht tedesco nell’ambito di un procedimento relativo alla nomina di un «altro» liquidatore per il patrimonio, l’ordinanza del 12 gennaio 2010, Amiraike Berlin (C‑497/08, EU:C:2010:5).


28 – V. sentenza del 31 gennaio 2013, Belov (C‑394/11, EU:C:2013:48, punto 41 e la giurisprudenza ivi citata).


29 – V. articoli da 440 a 469 bis della LOPJ (supra, paragrafi 16 e segg.) e il Real Decreto 1608/2005 (supra, paragrafi 21 e segg.); v., sul carattere permanente dei Secretarios Judiciales, in particolare, anche l’articolo 81, paragrafo 1, lettera a), del Real Decreto 1608/2005 (supra, paragrafo 24).


30 – Sentenze del 19 settembre 2006, Wilson (C‑506/04, EU:C:2006:587, punto 52), e del 22 dicembre 2010, RTL Belgium (C‑517/09, EU:C:2010:821, punto 40); in senso analogo, sentenza del 6 luglio 2000, Abrahamsson e Anderson (C‑407/98, EU:C:2000:367, punti da 34 a 37), e ordinanza del 14 maggio 2008, Pilato (C‑109/07, EU:C:2008:274, punto 24).


31 – V. articolo 446 della LOPJ (supra, paragrafo 18).


32 – Sentenze del 19 settembre 2006, Wilson (C‑506/04, EU:C:2006:587, punti 50 e 51), e del 22 dicembre 2010, RTL Belgium (C‑517/09, EU:C:2010:821, punto 39), e ordinanza del 14 maggio 2008, Pilato (C‑109/07, EU:C:2008:274, punto 23); in senso analogo, sentenza del 6 luglio 2000, Abrahamsson e Anderson (C‑407/98, EU:C:2000:367, punto 34).


33 – V. ordinanza del 14 maggio 2008, Pilato (C‑109/07, EU:C:2008:274, punto 24 e la giurisprudenza ivi citata); sentenza del 31 gennaio 2013, HID e BA (C‑175/11, EU:C:2013:45, punto 97).


34 – V. articoli 442 e 450 della LOPJ e articolo 81, paragrafo 1, lettera a), del Real Decreto 1608/2005 (supra, paragrafi 18 e 24).


35 – V. articolo 443, paragrafo 2, e articolo 468 quater, paragrafo 2, secondo comma, in combinato disposto con l’articolo 468 bis, paragrafo 1, primo comma, della LOPJ (supra, paragrafo 18).


36 – V. articolo 452, paragrafo 1, della LOPJ (supra, paragrafo 19).


37 – V. articolo 465, paragrafo 8, della LOPJ (supra, paragrafo 20) e articoli 16, lettera h), e 21, paragrafo 2, del Real Decreto 1608/2005 (supra, paragrafi 22 e 23).


38 – V. articoli 440 e 452, paragrafo 1, primo periodo, della LOPJ (supra, paragrafi 18 e 19).


39 – Supra, nota 37.


40 – In base alla giurisprudenza della Corte, il requisito del procedimento in contraddittorio non è un criterio assoluto per l’accertamento della natura di «giurisdizione» di un organo ai sensi dell’articolo 267 TFUE; v. sentenze del 17 settembre 1997, Dorsch Consult (C‑54/96, EU:C:1997:413, punto 31); del 16 dicembre 2008, Cartesio (C‑210/06, EU:C:2008:723, punti 63 e punto 1 del dispositivo), e del 31 gennaio 2013, HID e BA (C‑175/11, EU:C:2013:45, punto 88).


41 – V. supra, paragrafi 41 e 44.


42 – Nella versione della LEC qui applicabile, una siffatta audizione è prevista nel caso di un’opposizione fondata sul carattere eccessivo di crediti non supportati da un preventivo accettato; a norma della LEC nella sua versione modificata dalla legge 42/2015 l’audizione dell’avvocato è necessaria addirittura nell’ambito di ogni opposizione (v., supra, paragrafo 46 e note 16 e 17).


43 – Occorre quindi respingere il parallelo tracciato dal governo spagnolo con casi in cui la Corte ha negato la natura di giurisdizione rispetto all’organo rimettente in ragione del fatto che esso agiva come autorità amministrativa senza essere chiamato a dirimere una controversia; v. sentenza del 15 gennaio 2002, Lutz e a. (C‑182/00, EU:C:2002:19, punti 13 e 14).


44 – V. supra, paragrafo 25.


45 – V. supra, paragrafo 43.


46 – V., sui suddetti criteri, la sentenza del 6 ottobre 2015, Consorci Sanitari del Maresme (C‑203/14, EU:C:2015:664, punto 23 e la giurisprudenza ivi citata).


47 – Sentenza del 6 ottobre 2015, Consorci Sanitari del Maresme (C‑203/14, EU:C:2015:664, punti da 23 a 25).


48 – V. supra, paragrafi da 48 a 50.


49 – La decisione del Secretario Judicial nel procedimento d’ingiunzione di pagamento degli onorari si distingue, sul punto, dalle decisioni adottate nell’ambito di altri procedimenti pregiudiziali la cui carenza di efficacia di giudicato era corresponsabile del diniego della natura di «giurisdizione» degli organi remittenti; v. sentenza del 19 dicembre 2012, Epitropos tou Elegktikou Synedriou (C‑363/11, EU:C:2012:825, punto 27); v. anche ordinanza del 17 luglio 2014, Emmeci (C‑427/13, EU:C:2014:2121, punto 30).


50 – V., supra, paragrafi da 53 a 59.


51 – V. supra, paragrafi da 51 a 60.


52 – V., in questo senso, sentenza del 30 aprile 2014, Barclays Bank (C‑280/13, EU:C:2014:279, punti da 38 a 40).


53 – V. articolo 3, paragrafo 1, in combinato disposto con l’articolo 2, lettere da a) a d), della direttiva 2005/29.


54 – Sentenza del 15 gennaio 2015, Šiba (C‑537/13, EU:C:2015:14, punti 24 e 35).


55 – V., in questo senso, sentenza del 15 marzo 2012, Pereničová e Perenič (C‑453/10, EU:C:2012:144, punto 41).


56 – Sotto questo profilo, la situazione in esame si distingue da quella descritta nella sentenza del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349, punti da 85 a 87), posto che non c’era alcun elemento indicante la sussistenza di una prassi commerciale sleale.


57 – Sentenza del 26 febbraio 2013, Åkerberg Fransson (C‑617/10, EU:C:2013:105, punto 19).


58 – V. supra, paragrafo 109.


59 – V., in questo senso, sentenza del 30 aprile 2014, Barclays Bank (C‑280/13, EU:C:2014:279, punti da 38 a 40).


60 – Sentenza del 17 luglio 2014, Sánchez Morcillo e Abril García (C‑169/14, EU:C:2014:2099, punto 35); ordinanza del 16 luglio 2015, Sánchez Morcillo e Abril García (C‑539/14, EU:C:2015:508, punto 36).


61 – V. sentenza del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349, punto da 41 a 43 e la giurisprudenza ivi citata). V. anche sentenza del 14 marzo 2013, Aziz (C‑415/11, EU:C:2013:164, punto 46 e la giurisprudenza ivi citata).


62 – V. sentenza del 15 marzo 2012, Pereničová e Perenič (C‑453/10, EU:C:2012:144, punti da 42 a 44); v., per chiarimenti, anche le conclusioni dell’avvocato generale Trstenjak nella causa Pereničová e Perenič (C‑453/10, EU:C:2011:788, paragrafi da 82 a 85, 88 e segg. [91] e 111).


63 – Sentenza del 3 giugno 2010, Caja de Ahorros y Monte de Piedad de Madrid (C‑484/08, EU:C:2010:309, punto 32); v., in questo senso, anche ordinanza del 16 novembre 2010, Pohotovosť (C‑76/10, EU:C:2010:685, punti 73 e 77), e sentenza del 15 marzo 2012, Pereničová e Perenič (C‑453/10, EU:C:2012:144, punto 43). Per un’analisi dettagliata della presente questione, si vedano le conclusioni dell’avvocato generale Trstenjak nella causa Pereničová e Perenič (C‑453/10, EU:C:2011:788, paragrafi da 115 a 119).


64 – V. sentenza del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349, punto 57 e punto 1 del dispositivo), alla luce della sentenza del 18 febbraio 2016, Finanmadrid EFC (C‑49/14, EU:C:2016:98, punto 55 e dispositivo). Sul contesto in cui si collocano le due suddette controversie occorre osservare che il procedimento d’ingiunzione rientrante, all’epoca del procedimento di cui alla causa Banco Español de Crédito, ancora nella competenza del giudice, era stato trasferito – all’epoca della causa Finanmadrid – al Secretario Judicial; v. sentenza del 18 febbraio 2016, Finanmadrid EFC (C‑49/14, EU:C:2016:98, punti 37 e 38). Sullo specifico caso dei notai, non trasferibile sulla situazione da cui è scaturita la presente controversia, si veda la sentenza del 1o ottobre 2015, ERSTE Bank Hungary (C‑32/14, EU:C:2015:637, punti da 47 a 49, 59, 64 e 65).


65 – V., sul punto, anche le conclusioni dell’avvocato generale Szpunar nella causa Finanmadrid EFC (C‑49/14, EU:C:2015:746, paragrafi 53 e segg.).


66 – V., supra, paragrafo 60.


67 – Sentenza del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349, punto 43).


68 – V. in questo senso, sentenza del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349, punto 46).


69 – In tale contesto, la Corte ha già stabilito che il giudice nazionale deve adottare d’ufficio misure istruttorie al fine di accertare se una clausola rientri nell’ambito di applicazione della direttiva 93/13 e, in caso affermativo, valutare d’ufficio la natura eventualmente abusiva di una clausola siffatta; v. sentenze del 9 novembre 2010, Pénzügyi Lízing (C‑137/08, EU:C:2010:659, punto 56 e punto 3 del dispositivo); del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito (C‑618/10, EU:C:2012:349, punto 44), e del 21 febbraio 2013, Banif Plus Bank (C‑472/11, EU:C:2013:88, punto 24).


70 – A seguito delle modifiche apportate dalla legge 42/2015, non ancora applicabili al caso di specie, l’avvocato deve addirittura essere sempre sentito in caso di opposizione (v., supra, paragrafo 16).