Language of document : ECLI:EU:C:2017:363

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE

HENRIK SAUGMANDSGAARD ØE

presentate l’11 maggio 2017 (1)

Causa C677/15 P

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

contro

European Dynamics Luxembourg SA,

Evropaïki Dynamiki - Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE,

European Dynamics Belgium SA

«Impugnazione – Appalti pubblici di servizi – Prestazione di servizi esterni per la gestione di programmi e progetti nonché per la consulenza tecnica nel settore delle tecnologie dell’informazione – Procedura a cascata – Ponderazione di sottocriteri in seno ai criteri di aggiudicazione – Principi di pari opportunità e di trasparenza – Errori manifesti di valutazione – Difetti di motivazione – Perdita di un’opportunità – Responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea»






I.      Introduzione

1.        Con la presente impugnazione, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) (2) (in prosieguo: il «ricorrente») chiede l’annullamento della sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 7 ottobre 2015, European Dynamics Luxembourg e a./UAMI (3) (in prosieguo: la «sentenza impugnata»), con la quale quest’ultimo:

–        ha annullato la decisione dell’EUIPO, adottata nell’ambito di una gara d’appalto con procedura aperta per la prestazione di servizi informatici e comunicata alla European Dynamics Luxembourg SA con lettera del 28 marzo 2011, di classificare la sua offerta al terzo posto secondo il meccanismo a cascata, ai fini della concessione di un contratto quadro, nonché di classificare le offerte del consorzio Unisys SLU e Charles Oakes & Co. Sàrl, da un lato, e di ETIQ Consortium (by everys e Trasys), dall’altro, rispettivamente al primo e al secondo posto (in prosieguo: la «decisione controversa»), e

–        ha condannato l’Unione europea a risarcire il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg per la perdita di un’opportunità di vedersi aggiudicare il contratto quadro in quanto primo contraente del meccanismo a cascata.

II.    Contesto normativo

2.        Il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 (4) (in prosieguo: il «regolamento finanziario») stabilisce le regole di base che disciplinano l’intero settore del bilancio per materie quali l’aggiudicazione di appalti pubblici.

3.        Ai sensi dell’articolo 100, paragrafo 2, primo comma, del citato regolamento, «[l]’amministrazione aggiudicatrice comunica ad ogni candidato o offerente, la cui candidatura o offerta non è stata accettata, i motivi del rifiuto e ad ogni offerente che ha presentato un’offerta ammissibile e che ne fa domanda per iscritto, le caratteristiche e i vantaggi dell’offerta prescelta nonché il nome dell’aggiudicatario».

4.        L’articolo 149 del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 (5) precisa gli obblighi gravanti sull’amministrazione aggiudicatrice in ordine all’informazione dei candidati e degli offerenti ai sensi dell’articolo 100, paragrafo 2, del regolamento finanziario.

5.        Ai sensi dell’articolo 115, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 207/2009 (6), «[l]’Ufficio è un organo dell’Unione. Esso ha personalità giuridica».

6.        L’articolo 118, paragrafo 3, di detto regolamento prevede che, «[i]n materia di responsabilità extracontrattuale l’Ufficio risarcisce, conformemente ai principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, i danni cagionati dai suoi servizi o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni».

III. Fatti, ricorso dinanzi al Tribunale e sentenza impugnata

7.        I fatti relativi al caso di specie sono stati esposti ai punti da 1 a 28 della sentenza impugnata.

8.        In data 6 giugno 2011, la European Dynamics Luxembourg, la Evropaïki Dynamiki – Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE e la European Dynamics Belgium SA (in prosieguo: la «European Dynamics Luxembourg e a.» o le «convenute») hanno presentato un ricorso dinanzi al Tribunale. Avendo rinunciato, in udienza, a un capo delle loro conclusioni, queste ultime chiedevano:

–        l’annullamento della decisione controversa, nella parte in cui classifica l’offerta della European Dynamics Luxembourg al terzo posto secondo il meccanismo a cascata;

–        l’annullamento di tutte le altre decisioni connesse dell’EUIPO, comprese quelle che assegnano l’appalto di cui trattasi agli offerenti classificati al primo e al secondo posto secondo il meccanismo a cascata;

–        la condanna dell’EUIPO a risarcire il danno da esse subito in conseguenza della perdita di una opportunità e della lesione della loro reputazione e credibilità, per un importo pari a EUR 650 000; e

–        la condanna dell’EUIPO alle spese.

9.        A sostegno della loro domanda di annullamento e dopo aver rinunciato a uno dei loro motivi in sede di udienza, la European Dynamics Luxembourg e a. hanno dedotto tre motivi. Con il primo motivo esse imputavano all’EUIPO di aver violato l’articolo 100, paragrafo 2, primo comma, del regolamento finanziario e l’articolo 149 del regolamento n. 2342/2002, nonché l’obbligo di motivazione, ai sensi dell’articolo 296, secondo comma, TFUE, rifiutando di fornire loro una spiegazione o una giustificazione sufficienti per quanto concerne la decisione di aggiudicazione. Il secondo motivo era incentrato su una «violazione del capitolato d’oneri», in quanto l’EUIPO avrebbe adottato, a loro discapito, un nuovo criterio di aggiudicazione e una nuova ponderazione dei sottocriteri di aggiudicazione non figuranti nel capitolato d’oneri. Con il terzo motivo, la European Dynamics Luxembourg e a. ascrivevano all’EUIPO numerosi errori manifesti di valutazione.

10.      Il Tribunale ha esaminato, nell’ordine, il secondo, il terzo e il primo motivo di ricorso.

11.      Il Tribunale ha anzitutto dichiarato, al punto 48 della sentenza impugnata, che il commento negativo espresso dall’EUIPO in merito all’offerta della European Dynamics Luxembourg, secondo cui le offerte che avevano ottenuto un miglior punteggio rispetto a quest’ultima sulla base del primo criterio di aggiudicazione «individuavano nella gestione del cambiamento e nella comunicazione i due compiti di maggiore rilevanza per la riuscita del progetto», dimostra che l’EUIPO ha effettuato una ponderazione dei vari sottocriteri nell’ambito del primo criterio di aggiudicazione. Al punto 53 della citata sentenza il Tribunale ha concluso che, poiché tale ponderazione non era prevista dal capitolato d’oneri, né era stata preliminarmente comunicata agli offerenti, l’EUIPO ha violato, a discapito della European Dynamics Luxembourg e a., i principi di pari opportunità e di trasparenza. Al punto 55 della citata sentenza il Tribunale ha pertanto parzialmente accolto il secondo motivo.

12.      In seguito, nell’ambito dell’esame del terzo motivo, il Tribunale, per un verso, ha ritenuto che taluni commenti negativi espressi dall’EUIPO in merito alla valutazione dell’offerta di cui trattasi in base al primo e al secondo criterio di aggiudicazione fossero viziati da un errore manifesto di valutazione.

13.      In primo luogo, al punto 91 della sentenza impugnata, il Tribunale ha affermato che, essendo il commento negativo, citato al paragrafo 11 delle presenti conclusioni, viziato da una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza, tale giudizio è altresì necessariamente viziato da un errore manifesto di valutazione.

14.      In secondo luogo, al punto 102 della sentenza in parola, il Tribunale ha dichiarato che il commento negativo riguardante la valutazione di tale offerta in base al secondo criterio di aggiudicazione, secondo cui essa non avrebbe fornito «alcun esempio di prodotto da consegnare», deriva da un errore manifesto di valutazione in quanto non trova alcun fondamento nel capitolato d’oneri.

15.      Per altro verso, ai punti 86, 89 e 95 della citata sentenza, il Tribunale ha affermato che vari altri commenti dell’EUIPO relativi alla valutazione della medesima offerta in base al primo criterio di aggiudicazione sono viziati da un difetto di motivazione ai sensi dell’articolo 296, secondo comma, TFUE, in combinato disposto con l’articolo 100, paragrafo 2, del regolamento finanziario, sicché il Tribunale non era in grado di verificare la sussistenza di errori manifesti di valutazione in ordine a tali commenti.

16.      Il Tribunale ha pertanto accolto il terzo motivo con riferimento alle censure mosse ai commenti dell’EUIPO di cui ai paragrafi 13 e 14 delle presenti conclusioni, respingendolo quanto al resto.

17.      Infine, all’esito dell’esame del primo motivo, dopo aver fatto riferimento, al punto 134 della sentenza impugnata, alle valutazioni da esso ritenute prive di motivazione sufficiente nell’ambito dell’esame del terzo motivo, il Tribunale ha statuito, al punto 135 della medesima sentenza, che la decisione controversa presenta numerosi vizi di motivazione.

18.      Alla luce delle suesposte considerazioni, al punto 136 della sentenza di cui trattasi, il Tribunale ha annullato la decisione controversa nella sua integralità.

19.      A sostegno della loro domanda di risarcimento, la European Dynamics Luxembourg e a. hanno chiesto, come emerge dal punto 137 della stessa sentenza, da un lato, la compensazione della perdita di un’opportunità di concludere il suddetto contratto di appalto in quanto aggiudicatario classificato al primo posto e, dall’altro, il risarcimento del danno morale subito a causa della lesione della loro reputazione e della loro credibilità.

20.      Il Tribunale ha accertato la sussistenza delle condizioni che determinano il sorgere della responsabilità extracontrattuale dell’Unione, ai sensi dell’articolo 340, secondo comma, TFUE.

21.      In primis, al punto 141 della sentenza impugnata, il Tribunale ha dichiarato che, poiché la domanda di risarcimento è basata sulle stesse condotte illegittime invocate a sostegno della domanda di annullamento e poiché il Tribunale ha accertato la sussistenza di talune di esse, risulta soddisfatta la condizione relativa all’esistenza di un comportamento illecito delle istituzioni o degli organi dell’Unione.

22.      Il Tribunale ha poi rilevato, al punto 143 della medesima sentenza, che non è possibile ravvisare l’esistenza di un nesso di causalità tra i vizi di motivazione da esso constatati e il danno lamentato. Per contro, al punto 144 della stessa, il Tribunale ha dichiarato che gli illeciti sostanziali da esso altresì constatati erano tali da compromettere l’opportunità per la European Dynamics Luxembourg di veder classificare la sua offerta al primo o al secondo posto nel meccanismo a cascata.

23.      Il Tribunale ha infine esaminato l’effettività del danno lamentato. Per un verso, ai punti da 144 a 146 della sentenza impugnata, esso ha concluso che la perdita di opportunità subita da tale società costituisce un danno reale e certo. Il Tribunale ha tuttavia ritenuto, al punto 147 della stessa, di non essere in grado, in tale fase del giudizio, di pronunciarsi in merito alla stima del danno stesso. Per altro verso, al punto 155 della sentenza citata, esso non ha ritenuto necessario verificare l’esistenza di una lesione della reputazione e della credibilità della European Dynamics Luxembourg e a., poiché l’annullamento della decisione di aggiudicazione, in linea di principio, è sufficiente per risarcire il danno causato dalla suddetta lesione.

24.      Pertanto, al punto 156 della sentenza impugnata, il Tribunale ha parzialmente accolto la domanda di risarcimento. Al punto 157 di tale sentenza, il Tribunale ha invitato le parti a raggiungere un accordo in merito all’importo risarcibile a titolo della perdita di un’opportunità, alla luce delle considerazioni esposte ai punti da 149 a 154 della stessa sentenza, e a comunicargli il loro accordo. In mancanza di un accordo siffatto, le parti erano invitate a far pervenire al Tribunale le loro conclusioni in ordine alla quantificazione del danno.

IV.    Procedimento dinanzi alla Corte e conclusioni delle parti

25.      Con la propria impugnazione l’EUIPO chiede alla Corte:

–        in via principale, di annullare la sentenza impugnata e di respingere la domanda d’annullamento della decisione controversa nonché la domanda di risarcimento presentata in primo grado;

–        in subordine, di annullare detta sentenza e di rinviare la causa dinanzi al Tribunale;

–        in subordine, di annullare la citata sentenza nei limiti in cui essa condanna l’Unione a risarcire il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg e di rinviare la causa dinanzi al Tribunale, e

–        di condannare le convenute alle spese di giudizio.

26.      La European Dynamics Luxembourg e a. chiedono che la Corte respinga l’impugnazione e condanni l’EUIPO alle spese dei due gradi di giudizio.

V.      Analisi

A.      Considerazioni preliminari

27.      Con la sentenza impugnata, il Tribunale ha annullato la decisione controversa in ragione della sussistenza di una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza (punto 53 della citata sentenza), di due errori manifesti di valutazione (punti 91 e 102 della stessa sentenza), nonché di numerosi difetti di motivazione (punti 86, 89, 95 e 135 della medesima), che inficiano la valutazione operata dall’EUIPO con riferimento all’offerta della European Dynamics Luxembourg.

28.      A sostegno della sua impugnazione, l’EUIPO deduce quattro motivi. Il primo motivo si basa su un errore di diritto e su un difetto di motivazione imputabili al Tribunale per aver concluso che la decisione controversa viola i principi di pari opportunità e di trasparenza. Con il secondo motivo l’EUIPO deduce che la sentenza impugnata è inficiata da errori di diritto nella parte in cui il Tribunale ha annullato tale decisione a causa di errori manifesti di valutazione. Il terzo motivo attiene a un errore di diritto commesso dal Tribunale nell’accertare numerose violazioni dell’obbligo di motivazione inficianti la decisione di cui trattasi e nell’annullarla per tale ragione. Nell’ambito del quarto motivo, l’EUIPO deduce l’esistenza di un errore di diritto e di un difetto di motivazione nella parte in cui tale sentenza accoglie la domanda di risarcimento presentata dalla European Dynamics Luxembourg e a.

29.      Per le ragioni di seguito esposte ritengo che il Tribunale, nell’ambito dell’esame della domanda di annullamento, sia incorso in taluni errori di diritto nel constatare una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza (punto 53 della sentenza impugnata) nonché in un errore manifesto di valutazione (punto 91 della sentenza citata) inficianti la valutazione dell’offerta di cui trattasi in base al primo criterio di aggiudicazione (7). Per contro, a mio parere, dai motivi d’impugnazione non emerge che il Tribunale abbia illegittimamente accertato i difetti di motivazione (punti 86, 89, 95 e 135 della sentenza in parola) nonché l’errore manifesto di valutazione (punto 102 della stessa) inficianti la valutazione di tale offerta in base, rispettivamente, al primo e al secondo criterio di aggiudicazione (8).

30.      Come spiegherò altresì nel prosieguo, gli errori di diritto che inficiano i punti 53 e 91 della sentenza impugnata comportano, a mio avviso, l’annullamento della sentenza in parola unicamente nella parte in cui essa condanna l’Unione a risarcire il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg (9). Oltretutto, la citata sentenza mi sembra viziata da una carenza di motivazione a tal proposito(10).

31.      Ritengo, tuttavia, che la Corte disponga di elementi sufficienti per trattare il merito della controversia, come consentitole dall’articolo 61, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto»), con riferimento alla domanda di risarcimento presentata in primo grado. In tale ambito, ritengo che essa debba respingere tale domanda (11).

B.      Sul primo motivo, vertente su un errore di diritto e su un difetto di motivazione nella parte in cui la sentenza impugnata accerta una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza

32.      Il primo motivo attiene al punto 53 della sentenza impugnata e si suddivide in due parti.

1.      Sulla prima parte del primo motivo

33.      Con la prima parte del primo motivo l’EUIPO afferma che il Tribunale è incorso in un errore di diritto dichiarando che la decisione controversa viola i principi di pari opportunità e di trasparenza, in quanto la valutazione dell’offerta in questione in base al primo criterio di aggiudicazione è stata effettuata alla luce di fattori di ponderazione di sottocriteri in seno a detto criterio che non emergono dal capitolato d’oneri e che non sono stati comunicati agli offerenti.

34.      Ad avviso del ricorrente, la valutazione compiuta al punto 53 della sentenza impugnata, che individua un «nesso di causalità automatico» tra l’introduzione di tali fattori di ponderazione e la violazione dei principi citati si basa su un’interpretazione erronea della giurisprudenza della Corte e oltretutto non risulta essere sufficientemente motivata. L’EUIPO rileva che dalla sentenza ATI EAC e Viaggi di Maio e a. (12), nonché da due sentenze successive (13) risulta che l’amministrazione aggiudicatrice può, senza informarne necessariamente gli offerenti, attribuire un peso specifico ai vari subelementi di un criterio di aggiudicazione stabiliti precedentemente, mediante il rispetto di talune condizioni che sarebbero soddisfatte nel caso di specie.

35.      La European Dynamics Luxembourg e a. eccepiscono l’irricevibilità di tale motivo, atteso che esso verte su argomenti che l’EUIPO non ha addotto in alcuna fase precedente del procedimento. Quanto al merito le convenute affermano, in sostanza, che il Tribunale si è attenuto alla giurisprudenza citata in quanto, pur non avendola citata, ha constatato che l’introduzione senza previa comunicazione dei citati fattori di ponderazione ha arrecato loro un danno.

36.      L’eccezione di irricevibilità sollevata dalla European Dynamics Luxembourg e a., a mio avviso, deve essere respinta. A prescindere dal fatto che l’EUIPO, in veste di convenuto in primo grado, non li ha addotti dinanzi al Tribunale, gli argomenti da esso sollevati nell’ambito del primo motivo mirano a contestare, in diritto, la soluzione giuridica fornita dal Tribunale a fronte dei motivi e degli argomenti discussi dinanzi ad esso (14). L’esame di tale soluzione rientra senz’altro nella competenza della Corte in sede di impugnazione (15).

37.      Per quanto riguarda l’esame nel merito della prima parte del primo motivo, sottolineo in limine che le parti non rimettono in discussione l’affermazione del Tribunale, di cui al punto 48 della sentenza impugnata, secondo cui l’EUIPO ha introdotto fattori di ponderazione dei sottocriteri nell’ambito del primo criterio di aggiudicazione (16). Il ricorrente critica, per contro, la conclusione del Tribunale relativamente all’illegittimità di una siffatta introduzione.

38.      Ciò posto, ritengo che al punto 53 della citata sentenza il Tribunale abbia impropriamente applicato la giurisprudenza della Corte citata al punto 48 della stessa sentenza, vale a dire il punto 38 della sentenza Lianakis e a. (17).

39.      Da tale punto risulta che l’amministrazione aggiudicatrice non può introdurre nuovi sottocriteri, né regole di ponderazione per i criteri di aggiudicazione, che non abbia preventivamente portato a conoscenza degli offerenti.

40.      Nella specie, tuttavia, le valutazioni controverse riguardavano l’introduzione di fattori di ponderazione non tanto relativi a criteri di aggiudicazione, quanto piuttosto a sottocriteri nell’ambito di uno dei detti criteri.

41.      Orbene, la Corte ha riconosciuto all’amministrazione aggiudicatrice una maggiore flessibilità in tal senso. Come stabilito dalla Corte nella sentenza ATI EAC e Viaggi di Maio e a. (18) e ribadito nelle sentenze Lianakis e a. (19), Evropaïki Dynamiki/EMSA (20) nonché TNS Dimarso (21), dopo la scadenza del termine di presentazione delle offerte possono essere introdotti fattori di ponderazione di sottocriteri nell’ambito dei criteri di aggiudicazione, se sono rispettate tre condizioni. In primo luogo, tale determinazione ex post non può modificare i criteri di aggiudicazione dell’appalto definiti nel capitolato d’oneri o nel bando di gara. In secondo luogo, essa non può contenere elementi che, se fossero stati noti al momento della preparazione delle offerte, avrebbero potuto influenzare tale preparazione. In terzo luogo, essa non può essere stata adottata tenendo conto di elementi che possano avere un effetto discriminatorio nei confronti di uno degli offerenti.

42.      A mio avviso, è a quest’ultimo orientamento giurisprudenziale che il Tribunale avrebbe dovuto attenersi. Così, il Tribunale avrebbe dovuto verificare se gli argomenti sollevati nell’ambito del ricorso dimostrassero che l’EUIPO non aveva rispettato tali condizioni (22).

43.      Il Tribunale ha pertanto travisato la portata dei principi di pari opportunità e di trasparenza, come risultante dalla giurisprudenza citata al paragrafo 41 delle presenti conclusioni, sicché il punto 53 della sentenza impugnata risulta viziato da un errore di diritto. La citata sentenza deve quindi essere, a tal proposito, annullata.

44.      A seguito di un siffatto annullamento, l’articolo 61, primo comma, dello Statuto prevede che la Corte possa rinviare la causa dinanzi al Tribunale, ovvero statuire essa stessa definitivamente sulla controversia qualora lo stato degli atti lo consenta.

45.      Nella fattispecie la Corte è in grado, a mio parere, di stabilire essa stessa, sulla base degli elementi del fascicolo del Tribunale e alla luce delle considerazioni formulate ai paragrafi 41 e 42 delle presenti conclusioni, se il motivo dedotto nell’ambito del ricorso in primo grado e basato su una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza che inficerebbe la decisione controversa sia fondato.

46.      Alla luce di tali elementi, non mi sembra che sia così: la European Dynamics Luxembourg e a. non hanno sostenuto, né a fortiori dimostrato dinanzi al Tribunale che le tre condizioni sancite nella sentenza ATI EAC e Viaggi di Maio e a. (23) e nella successiva giurisprudenza (24) non ricorressero nel caso di specie.

47.      Peraltro, l’errore di diritto attinente al punto 53 della sentenza impugnata incide altresì sul fondamento su cui si basa il punto 91 di tale sentenza, ove il Tribunale ha dichiarato che la decisione controversa è viziata da un errore manifesto di valutazione in quanto prende in considerazione una ponderazione dei sottocriteri del primo criterio di aggiudicazione non preventivamente comunicata agli offerenti (25). Infatti, come emerge dal punto in esame, l’accertamento di tale errore manifesto di valutazione «deriva giocoforza» dall’accertamento della violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza che inficiano tale decisione.

48.      Tuttavia, Il ricorrente non contesta espressamente, né nell’ambito del primo motivo, né nell’ambito di un altro motivo di impugnazione, l’accertamento di cui al punto 91 della sentenza impugnata (26). Si pone la questione se la Corte possa, ciò nonostante, rilevare d’ufficio che il punto citato è «contaminato» dall’errore di diritto che inficia il punto 53 della medesima sentenza.

49.      A mio avviso, la risposta a questa questione deve essere affermativa. Osservo in proposito che l’annullamento della conclusione secondo cui la decisione controversa viola i principi di pari opportunità e di trasparenza priverebbe di qualsiasi motivazione il punto 91 della sentenza di cui trattasi. Orbene, la Corte ha già stabilito che una carenza di motivazione che inficia una sentenza del Tribunale rientra nella violazione delle forme sostanziali e costituisce un motivo di ordine pubblico (27). Pertanto, a mio giudizio, la Corte dovrebbe poter dichiarare che qualora, in risposta a un motivo dell’impugnazione, essa accerti l’esistenza di un errore di diritto inficiante un accertamento del Tribunale, tale errore inficia altresì un’ulteriore accertamento effettuato dal medesimo, la cui motivazione sia basata esclusivamente sul primo accertamento.

50.      Ritengo quindi che la sentenza impugnata debba essere annullata anche nella parte in cui accerta un errore manifesto di valutazione che inficia la valutazione dell’offerta di cui trattasi in base al primo criterio di aggiudicazione. Non è tuttavia necessario rinviare la causa dinanzi al Tribunale o trattare la stessa per esaminare nel merito le censure del ricorso vertenti su errori manifesti di valutazione che inficiano tale valutazione. Infatti, il Tribunale ha già concluso, al punto 95 della sentenza impugnata, che la decisione controversa è priva di una motivazione sufficiente a tal proposito, sicché esso non era in grado di affermare se esistessero o meno simili errori (fatto salvo quello rilevato al punto 91 della medesima sentenza). Orbene, come emergerà dall’esame che effettuerò con riferimento alla prima parte del terzo motivo, il ricorrente non ha dimostrato che tale conclusione sia viziata da irregolarità (28).

51.      Esaminerò la questione volta a chiarire in che misura il dispositivo della citata sentenza debba essere annullato a causa degli errori di diritto che inficiano i punti 53 e 91 della medesima, dopo aver esaminato gli altri motivi di impugnazione (29).

2.      Sulla seconda parte del primo motivo

52.      La seconda parte del primo motivo verte su una violazione dell’obbligo di motivazione gravante sul Tribunale ai sensi dell’articolo 36, prima frase, e dell’articolo 53, primo comma, dello Statuto. L’EUIPO afferma, in sostanza, che il Tribunale non ha ottemperato a tale obbligo accertando, al punto 53 della sentenza impugnata, una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza a danno delle convenute senza aver verificato se ricorressero le tre condizioni sancite nella sentenza ATI EAC e Viaggi di Maio e a. (30) o, quanto meno, senza aver esposto i motivi per i quali esse non ricorrevano.

53.      Atteso che l’analisi della prima parte di tale motivo conduce già a un accertamento di un errore di diritto che inficia il punto 53 della sentenza impugnata, non è necessario esaminare nel merito la seconda parte del motivo di cui trattasi.

54.      Per ragioni di completezza, sottolineo tuttavia che, secondo una costante giurisprudenza, l’obbligo di motivazione gravante sul Tribunale impone a quest’ultimo di motivare le proprie sentenze in modo da consentire agli interessati di conoscere le ragioni per le quali i loro argomenti non sono stati accolti e alla Corte di disporre di elementi sufficienti per esercitare il suo sindacato (31).

55.      Orbene, avendo seguito il ragionamento di cui ai punti da 48 a 52 della sentenza impugnata a sostegno della conclusione formulata al punto 53 della stessa, e avendo fatto riferimento alla giurisprudenza citata al punto 44 della medesima, a mio modo di vedere, il Tribunale ha soddisfatto tali requisiti. A mio avviso, la valutazione espressa al punto 53 della sentenza in parola è viziata non tanto da un difetto di motivazione, in quanto il Tribunale non avrebbe spiegato in che modo l’applicazione del criterio giuridico applicabile avrebbe consentito di concludere nel senso della violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza, quanto piuttosto – come risulta dall’esame della prima parte del primo motivo – da un errore di diritto in quanto il Tribunale ha applicato un diverso criterio giuridico, non pertinente nella fattispecie.

56.      La seconda parte del primo motivo è quindi infondata.

C.      Sul secondo motivo e sulla seconda parte del terzo motivo, vertenti su errori di diritto in quanto la sentenza impugnata annulla la decisione controversa in base a errori manifesti di valutazione e a difetti di motivazione

57.      Il secondo motivo verte su un errore di diritto che sarebbe stato commesso dal Tribunale nel concludere, al punto 136 della sentenza impugnata, in favore dell’annullamento della decisione controversa senza aver verificato se gli errori manifesti di valutazione constatati ai punti 91, 95, 96, e da 97 a 103 di tale sentenza avessero avuto un’incidenza sul risultato finale della procedura di aggiudicazione.

58.      Con la seconda parte del terzo motivo l’EUIPO critica il Tribunale per aver annullato tale decisione senza aver verificato se i difetti di motivazione constatati ai punti 86, 89, 95 e 135 della citata sentenza fossero sufficienti, di per se stessi o in combinazione con gli errori manifesti di valutazione da esso altresì rilevati, ad alterare tale risultato.

59.      Nell’ambito del secondo motivo e della seconda parte del terzo motivo il ricorrente richiama due sentenze del Tribunale.

60.      Per un verso, esso cita la giurisprudenza del Tribunale secondo cui, quando il Tribunale accerta una carenza di motivazione che inficia una decisione di aggiudicazione, tale decisione può essere annullata per detto motivo solo qualora gli altri elementi della decisione stessa, che non sono viziati da una simile carenza, non bastano a giustificarla (32). Ad avviso dell’EUIPO, tale giurisprudenza deve essere applicata per analogia quando il Tribunale accerta un errore manifesto di valutazione che inficia una decisione di aggiudicazione.

61.      L’EUIPO si riferisce, per altro verso, a una sentenza in cui il Tribunale ha ritenuto che, qualora il punteggio assegnato a un’offerta in base ad un determinato criterio di aggiudicazione si basi su vari commenti negativi, tra i quali uno o più siano viziati da un errore manifesto di valutazione, tale punteggio nonché la valutazione soggiacente non sono inficiati da un errore siffatto se il punteggio di cui trattasi si basa altresì su commenti scevri da errori manifesti di valutazione (33).

62.      Ad avviso delle convenute, tali precedenti non sono applicabili nella fattispecie.

63.      Propongo di esaminare congiuntamente il secondo motivo e la seconda parte del terzo motivo.

64.      Osservo in proposito, anzitutto, che il ricorrente non asserisce, né, a fortiori, dimostra che gli errori manifesti di valutazione e/o i vizi di motivazione rilevati dal Tribunale non hanno potuto avere alcuna incidenza sul risultato della procedura di aggiudicazione e non giustificavano pertanto l’annullamento della decisione controversa. Esso si limita a contestare al Tribunale di non aver espressamente esaminato se tali irregolarità abbiano alterato il risultato della procedura stessa.

65.      Una critica siffatta mi sembra basata su un’erronea comprensione degli obblighi gravanti sul Tribunale.

66.      È certo vero che il Tribunale non può annullare una decisione di aggiudicazione a causa di irregolarità che inficiano la stessa, qualora altri elementi di tale decisione, non viziati da irregolarità, bastino a giustificarne il risultato finale. In una simile situazione, i motivi basati su tali irregolarità sono inconferenti, poiché, anche a volerli ritenere fondati, non condurrebbero all’annullamento di detta decisione (34). Lo stesso può dirsi nel caso in cui, anche in assenza delle irregolarità su cui si basano tali motivi, la decisione non avrebbe potuto essere più favorevole al ricorrente.

67.      In questa prospettiva il Tribunale ha – a mio avviso correttamente – dichiarato ripetutamente che la carenza di motivazione inficiante talune valutazioni dell’amministrazione aggiudicatrice non può comportare l’annullamento della decisione di rigetto di un’offerta nell’ipotesi in cui, anche a voler supporre che tale offerta abbia ottenuto la totalità dei punti disponibili per i criteri o i sottocriteri di aggiudicazione interessati da tale carenza, essa non avrebbe ottenuto il punteggio minimo che le avrebbe consentito di accedere alla fase finanziaria o alla fase di selezione comparativa delle offerte (35).

68.      In base a questa stessa logica, qualora, come nella fattispecie, l’amministrazione aggiudicatrice abbia classificato un’offerta in ordine utile all’interno di un meccanismo a cascata, senza tuttavia collocarla in prima posizione, i motivi di ricorso sono inconferenti se, anche nel caso in cui l’offerta in parola avesse ottenuto la totalità dei punti disponibili in base ai criteri di aggiudicazione interessati dalle valutazioni asseritamente viziate da irregolarità, essa avrebbe ottenuto un punteggio finale inferiore a quello delle offerte con una migliore classificazione nel meccanismo a cascata.

69.      Non ritengo, tuttavia, che il Tribunale debba esporre espressamente le ragioni per le quali considera i motivi di ricorso inconferenti. A mio giudizio, il Tribunale è tenuto unicamente a non annullare una decisione di aggiudicazione qualora tali motivi siano effettivamente inconferenti, vale a dire, come risulta da quanto sopra esposto, qualora le irregolarità considerate dai motivi stessi, nel loro complesso, non abbiano potuto avere alcuna incidenza sul risultato della procedura di aggiudicazione.

70.      Orbene, il ricorrente non ha dimostrato e neppure sostenuto che, anche in assenza delle varie irregolarità rilevate dal Tribunale, la decisione controversa non avrebbe potuto essere più favorevole alla European Dynamics Luxembourg.

71.      Alla luce delle considerazioni che precedono, il secondo motivo e la seconda parte del terzo motivo devono essere respinti in quanto infondati.

D.      Sul terzo motivo, vertente su un errore di diritto nella parte in cui la sentenza impugnata dichiara che la decisione controversa è viziata da difetti di motivazione che giustificano il suo annullamento

72.      Con il suo terzo motivo, che può essere suddiviso in tre parti, l’EUIPO asserisce che il Tribunale è incorso in vari errori di diritto affermando, ai punti 134 e 135 della sentenza impugnata, che la decisione controversa è viziata da difetti di motivazione e annullando per tale ragione detta decisione.

1.      Sulla prima parte del terzo motivo

73.      Nell’ambito della prima parte del terzo motivo il ricorrente sostiene che il Tribunale ha travisato la portata dell’obbligo di motivazione gravante sull’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 100, paragrafo 2, del regolamento finanziario. Esaminando separatamente ciascuno dei commenti del comitato di valutazione e ignorando, nel contempo, il più ampio contesto della valutazione di cui fanno parte, il Tribunale avrebbe attribuito a tale obbligo un contenuto più rigoroso rispetto a quello derivante dalla giurisprudenza della Corte citata al punto 129 della sentenza impugnata (36). Secondo tale giurisprudenza, l’amministrazione aggiudicatrice non è tenuta a fornire all’offerente pretermesso una sintesi minuziosa del modo in cui è stato preso in considerazione ogni dettaglio della sua offerta, né un’analisi comparativa minuziosa della sua offerta e dell’offerta prescelta.

74.      Le convenute replicano che il Tribunale si è giustamente limitato a esaminare i motivi sollevati nel ricorso, i quali erano incentrati su taluni commenti specifici.

75.      A mio modo di vedere, gli argomenti dedotti dall’EUIPO non consentono di ritenere che il Tribunale abbia applicato un criterio più rigoroso di quello derivante dalla giurisprudenza della Corte, allo scopo di concludere, ai punti 86, 89, 95 e 135 della sentenza impugnata, nel senso dell’esistenza di difetti di motivazione inficianti le valutazioni dell’EUIPO citate ai punti 81, 87 e 90 di detta sentenza (37).

76.      Come emerge dai punti 85, 88, 93 e 94 della citata sentenza, il Tribunale ha constatato tali difetti di motivazione in base, segnatamente, alla mancanza di precisione del capitolato d’oneri, nonché al carattere sintetico e vago dei giudizi del comitato di valutazione e, al punto 94 della stessa sentenza, ne ha tratto la conclusione che «né [la European Dynamics Luxembourg e a.] né il Tribunale sono in grado di comprendere in che modo l’amministrazione aggiudicatrice (…) ha attribuito i punti disponibili in base al primo criterio di aggiudicazione e ai suoi diversi sottocriteri». Al punto 95 della sentenza impugnata il Tribunale ha pertanto dichiarato di non essere in grado di esercitare un controllo quanto al merito delle valutazioni contestate. Peraltro, al punto 134 di tale sentenza, il Tribunale ha evidenziato che i giudizi in esame costituiscono elementi di motivazione essenziali necessari per la corretta comprensione della valutazione delle offerte.

77.      Così, il Tribunale, pur valutando separatamente ciascuno dei commenti contestati nell’ambito del ricorso, li ha altresì reinseriti nel contesto globale della valutazione dell’offerta in questione in base al primo criterio di aggiudicazione e ne ha tratto la conclusione che tale valutazione non era sufficientemente motivata.

78.      Il ricorrente non ha del resto spiegato in che termini, con un siffatto ragionamento, il Tribunale avrebbe preteso dall’amministrazione aggiudicatrice una sintesi minuziosa del modo in cui è stato preso in considerazione ogni dettaglio dell’offerta stessa, nonché un’analisi comparativa minuziosa della stessa e delle offerte aventi una migliore classificazione.

79.      Ne consegue che la prima parte del terzo motivo è infondata.

2.      Sulla seconda parte del terzo motivo

80.      Come emerge dai paragrafi da 64 a 71 delle presenti conclusioni, ritengo che la seconda parte del terzo motivo sia priva di fondamento.

3.      Sulla terza parte del terzo motivo

81.      Con la terza parte del terzo motivo l’EUIPO deduce, anzitutto, che nella sentenza impugnata è insita una contraddizione laddove, per un verso, nell’ambito dell’esame del terzo motivo di ricorso, ai punti da 112 a 115 e 121 della sentenza in parola, il Tribunale non ha accertato alcun errore manifesto di valutazione né alcun difetto di motivazione inficianti la valutazione dell’offerta della European Dynamics Luxembourg in base al quarto criterio di aggiudicazione e, per altro verso, all’esito dell’esame del primo motivo di ricorso, il Tribunale ha dichiarato, ai punti 134 e135 della citata sentenza, di non essere in grado di procedere a un controllo della legittimità nel merito della decisione controversa per quanto riguarda tale valutazione e che la decisione di cui trattasi è pertanto viziata da un errore manifesto di valutazione.

82.      In secondo luogo, il ricorrente sostiene che il Tribunale è in ogni caso venuto meno al proprio obbligo di motivazione in quanto ha dichiarato di non essere in grado di effettuare un controllo di tal genere, quando invece lo ha compiuto ai punti da 112 a 115 della medesima sentenza, giungendo alla conclusione che non sussistevano errori manifesti di valutazione tali da inficiare la valutazione dell’offerta di cui trattasi in base al quarto criterio di aggiudicazione.

83.      Le convenute contestano l’esistenza di una siffatta contraddizione.

84.      A mio avviso, nei limiti in cui l’EUIPO afferma, anzitutto, che il punto 135 della sentenza impugnata, nel rilevare un errore manifesto di valutazione, contraddice altri punti della stessa sentenza, tale argomento si basa su un’erronea lettura della sentenza in parola. Al punto 135 di quest’ultima il Tribunale ha rilevato non tanto un errore manifesto di valutazione, quanto piuttosto numerosi vizi di motivazione.

85.      Per contro, mi sembra corretto quanto affermato dall’EUIPO in secondo luogo, ossia che il Tribunale ha violato il proprio obbligo di motivazione in quanto ha «ricordato», al punto 134 della sentenza di cui trattasi, che, nell’ambito dell’esame del terzo motivo di ricorso, non era in grado di procedere ad un controllo della legittimità nel merito della decisione controversa per quanto riguarda la valutazione dell’offerta in esame sotto il profilo del quarto criterio di aggiudicazione, mentre tale conclusione non emerge in alcun modo dall’esame del terzo motivo citato. Al contrario, ai punti da 112 a 115 della stessa sentenza, il Tribunale ha effettuato un siffatto controllo, all’esito del quale ha respinto la censura basata su un errore manifesto di valutazione inficiante tale valutazione (38).

86.      Tale contraddizione deriva, a mio modo di vedere, da un semplice errore materiale, privo di influenza sul ragionamento del Tribunale e inidoneo a compromettere seriamente la comprensione della sentenza impugnata, né a pregiudicare i diritti della difesa dell’EUIPO. In tal senso depone il fatto che, al punto 134, in fine, della sentenza di cui trattasi, il Tribunale si è riferito unicamente ai punti da 81 a 86, da 87 a 89 e da 90 a 95 della medesima, i quali vertono sull’esame delle censure connesse al primo criterio di aggiudicazione, senza citare i punti di tale sentenza riguardanti l’analisi della parte relativa al quarto criterio di aggiudicazione. Il citato errore materiale non inficia quindi la sentenza impugnata con un vizio di motivazione atto a giustificare il suo annullamento su tale punto (39).

87.      In ogni caso, atteso che il vizio di motivazione che deriverebbe dalla citata contraddizione non incide sul dispositivo della sentenza impugnata (40), la terza parte del terzo motivo dovrebbe essere respinta in quanto inconferente (41).

E.      Sul quarto motivo, vertente su un errore di diritto e su un difetto di motivazione nella parte in cui la sentenza impugnata accoglie la domanda di risarcimento

88.      Il quarto motivo ha ad oggetto i punti 141, 144, 146 e 150 della sentenza impugnata, nonché il punto 2 del suo dispositivo. Il motivo in esame può essere suddiviso in tre parti.

1.      Sulla prima parte del quarto motivo

89.      Con la prima parte del quarto motivo il ricorrente critica il Tribunale per aver ritenuto che ricorressero le condizioni che determinano il sorgere della responsabilità extracontrattuale dell’Unione.

90.      In primis, alla luce degli argomenti dedotti a sostegno del primo, del secondo e del terzo motivo d’impugnazione, il rilievo secondo cui la decisione controversa è affetta da illegittimità si baserebbe su taluni errori di diritto.

91.      In secondo luogo, e in subordine, l’EUIPO deduce che, qualora la Corte dovesse annullare la sentenza impugnata solo nella parte in cui il Tribunale ha accertato la violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza, la Corte dovrebbe annullare la stessa sentenza anche con riferimento al risarcimento del danno subito dalla European Dynamics Luxembourg. Infatti, da un lato, come riconosciuto dal Tribunale al punto 142 della sentenza in parola, non sussisterebbe alcun nesso causale tra i difetti di motivazione da esso constatati e tale danno. Dall’altro, il Tribunale, non avendo esaminato l’incidenza degli errori manifesti di valutazione constatati ai punti 91 e 102 della stessa sentenza sull’esito finale della procedura di aggiudicazione, non avrebbe sufficientemente motivato la conclusione, che compare al punto 144 della sentenza impugnata, secondo cui esiste un nesso di causalità tra tali errori e detto danno.

92.      Le convenute replicano che la sentenza in parola ha adeguatamente dimostrato il ricorrere delle condizioni che consentono di far sorgere la responsabilità dell’Unione.

93.      Per quanto riguarda, anzitutto, l’esistenza di un comportamento illecito in capo all’EUIPO, rammento che il primo, il secondo e il terzo motivo d’impugnazione, a mio giudizio, non consentono di smentire gli accertamenti del Tribunale relativi, per un verso, all’errore manifesto di valutazione che inficia la valutazione dell’offerta in questione in base al secondo criterio di aggiudicazione (punto 102 della sentenza stessa) e, per altro verso, ai vizi di motivazione riguardanti la valutazione di tale offerta in base al primo criterio di aggiudicazione (punti 86, 89, 95 e 135 della citata sentenza). Il ricorrente non ha pertanto dimostrato che il Tribunale è incorso in un errore di diritto nel riscontrare un comportamento illecito in capo all’autorità aggiudicatrice.

94.      In secondo luogo, per quanto concerne la motivazione dell’esistenza di un nesso di causalità tra gli errori manifesti di valutazione accertati dal Tribunale e il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg, l’argomento dell’EUIPO verte sostanzialmente sulle conseguenze che occorre trarre dall’accoglimento del primo motivo. Esaminerò queste ultime ai paragrafi da 107 a 128 delle presenti conclusioni. Preciso sin d’ora che, a mio avviso, tale argomento è fondato.

2.      Sulla seconda parte del quarto motivo

95.      Con la seconda parte del quarto motivo l’EUIPO afferma che la sentenza impugnata è viziata da un difetto di motivazione in quanto contiene una contraddizione tra i motivi esposti ai suoi punti 144, 146 e 150, da un lato, e il punto 2 del suo dispositivo, dall’altro. Mentre i citati motivi individuano il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg nella perdita di un’opportunità di essere classificata al primo o al secondo posto in base al meccanismo a cascata, il dispositivo condanna l’Unione a risarcire il danno subito per la perdita di un’opportunità di vedersi aggiudicare il contratto quadro in quanto primo contraente.

96.      Le convenute negano l’esistenza di una siffatta contraddizione ed evidenziano il fatto che, nel dispositivo, il riferimento alla perdita di un’opportunità di stipulare il contratto quadro in quanto primo contraente rispecchia l’intera portata della perdita di opportunità subita dalla European Dynamics Luxembourg.

97.      A mio modo di vedere, è corretto il rilievo del ricorrente quanto all’esistenza di una contraddizione tra i punti 144, 146 e 150 della motivazione della sentenza impugnata, per un verso, e il punto 2 del suo dispositivo, per altro verso (42).

98.      Il citato punto del dispositivo rispecchia l’entità della domanda di risarcimento presentata dinanzi al Tribunale. Come emerge dal punto 137 della sentenza in esame, essa era limitata alla compensazione, oltre che del danno morale, della perdita di un’opportunità di concludere il suddetto contratto di appalto in quanto aggiudicatario classificato al primo posto.

99.      Per contro, i punti 144, 146 e 150 della suddetta sentenza fanno erroneamente riferimento alla perdita di un’opportunità di ottenere tale contratto quale primo o secondo contraente in base al meccanismo a cascata, mentre invece tale perdita di opportunità eccede l’entità del danno di cui la European Dynamics Luxembourg e a. chiedevano il risarcimento.

100. Tale contraddizione riguardante la definizione del danno subito presenta, del resto, una ricaduta pratica in quanto, tra le considerazioni da svolgere allo scopo di stabilire l’entità del risarcimento, al punto 150 della sentenza impugnata, il Tribunale ha menzionato il grado di probabilità che l’offerta in esame venga classificata al primo o al secondo posto in base al meccanismo a cascata, in assenza dei diversi illeciti sostanziali da esso constatati. Orbene, la probabilità che l’offerta di cui trattasi venga classificata al primo o al secondo posto è certamente più elevata rispetto a quella di essere classificata al primo posto.

101. Di conseguenza, la seconda parte del quarto motivo è fondata (43).

3.      Sulla terza parte del quarto motivo

102. La terza parte del quarto motivo, sollevata in subordine, riguarda un errore materiale che inficia il punto 2 del dispositivo della sentenza impugnata, nella parte in cui condanna non l’EUIPO, bensì l’Unione europea a risarcire il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg. Il ricorrente ritiene che, ai sensi degli articoli 115 e 118, paragrafo 3, del regolamento n. 207/2009, è l’EUIPO che avrebbe dovuto essere oggetto di siffatta condanna.

103. Ad avviso delle convenute, il riferimento all’Unione europea non è erroneo, atteso che tale organismo è globalmente responsabile per i comportamenti illeciti delle proprie istituzioni e dei propri organi. In ogni caso, anche qualora tale riferimento dovesse rappresentare un errore materiale, esso non potrebbe comportare l’annullamento della sentenza impugnata.

104. Questa parte mi sembra priva di fondamento. Infatti, l’articolo 340, secondo comma, TFUE dispone che l’Unione europea deve risarcire i danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni. Su tale responsabilità non incide il fatto che l’articolo 118, paragrafo 3, del regolamento n. 207/2009 prevede a sua volta che l’EUIPO sia tenuto a risarcire i danni cagionati dai suoi servizi o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni. Quest’ultima disposizione riflette, a mio avviso, il fatto che le istituzioni e gli organismi dell’Unione, quali l’EUIPO, rappresentano quest’ultima nei rispettivi ambiti di competenza (44). Tanto l’EUIPO quanto l’Unione europea, entrambi peraltro dotati di personalità giuridica (45), possono quindi essere dichiarati responsabili per i danni cagionati dall’EUIPO nell’esercizio delle proprie funzioni. È quindi senza commettere alcun errore di diritto che il Tribunale, al punto 2 del dispositivo della sentenza impugnata, ha ascritto all’Unione europea l’obbligo di risarcire il danno di cui trattasi.

105. In ogni caso, anche qualora il punto in esame derivasse da un errore materiale, quest’ultimo rappresenterebbe un lapsus calami, inidoneo a compromettere seriamente la comprensione della sentenza impugnata e a incidere sui diritti della difesa del ricorrente, sicché esso non può comportare l’annullamento della sentenza di cui trattasi (46).

106. Va quindi respinta la terza parte del quarto motivo.

F.      Sull’annullamento della sentenza impugnata e sull’esame nel merito della controversia

107. All’esito del mio esame della prima parte del primo motivo ho concluso che il Tribunale è incorso in taluni errori di diritto dichiarando, nell’ambito dell’esame della domanda di annullamento, che la valutazione dell’offerta di cui trattasi in base al primo criterio di aggiudicazione è viziata da una violazione dei principi di pari opportunità e di trasparenza (punto 53 della sentenza impugnata) e da un errore manifesto di valutazione (punto 91 della stessa sentenza) (47). Nel concludere il mio esame della seconda parte del quarto motivo, ho rilevato che il Tribunale ha violato il proprio obbligo di motivazione nell’ambito dell’esame della domanda di risarcimento (48).

108. Si deve verificare, in un primo momento, se le citate irregolarità comportino l’annullamento della suddetta sentenza nella parte in cui essa annulla la decisione controversa e/o nella parte in cui essa accoglie la domanda di risarcimento. In caso affermativo si porrà, in un secondo momento, la questione se lo stato degli atti consenta alla Corte di pronunciarsi sul merito ovvero se la causa debba essere rinviata dinanzi al Tribunale.

1.      La sentenza impugnata deve essere annullata unicamente nella parte in cui condanna l’Unione al risarcimento del danno

109. A mio parere, gli errori di diritto che inficiano i punti 53 e 91 della sentenza impugnata non comportano l’annullamento della stessa nella parte in cui essa annulla la decisione controversa (punto 1 del dispositivo).

110. Ciò è giustificato dal fatto che, se dalla motivazione di una sentenza del Tribunale emerge una violazione del diritto dell’Unione, ma il suo dispositivo risulta fondato in base ad altri motivi accolti dal Tribunale, tale violazione non è tale da comportare l’annullamento della sentenza di cui trattasi e pertanto il motivo che la invoca è inconferente (49).

111. Nella specie, al punto 136 della sentenza impugnata il Tribunale ha giustificato l’annullamento della decisione controversa in base a tutte le irregolarità da esso constatate, che inficiano la valutazione dell’offerta di cui trattasi sotto il profilo del primo e del secondo criterio di aggiudicazione. Orbene, le irregolarità diverse da quelle rilevate ai punti 53 e 91 della sentenza in parola, in quanto riguardanti la valutazione di tale offerta sia in base al primo (punti 86, 89, 95 e 135 della sentenza impugnata), sia in base al secondo (punto 102 della medesima sentenza) criterio di aggiudicazione, sono sufficienti a giustificare la conclusione del Tribunale relativa all’annullamento di tale decisione.

112. Pertanto, il punto 1 del dispositivo della sentenza impugnata rimane fondato nonostante gli errori di diritto commessi dal Tribunale.

113. Per contro, ritengo che tale sentenza debba essere annullata nella parte in cui dispone il risarcimento del danno subito dalla European Dynamics Luxembourg per la perdita di un’opportunità che le venga aggiudicato l’appalto in quanto primo contraente del meccanismo a cascata (punto 2 del dispositivo). Di conseguenza, i punti 4 e 5 del dispositivo, che attengono alla determinazione dell’importo del risarcimento, risulteranno privi di oggetto e dovranno anch’essi essere annullati.

114. Ciò è dovuto, anzitutto, al fatto che il Tribunale è venuto meno al proprio obbligo di motivazione nei limiti in cui la citata sentenza presenta una contraddizione tra la motivazione e il dispositivo per quanto concerne la definizione del danno risarcibile (50).

115. In secondo luogo, e in ogni caso, la conclusione secondo cui i punti 53 e 91 della sentenza impugnata sono viziati da errori di diritto, produce l’effetto, come sostenuto dal ricorrente nell’ambito della prima parte del quarto motivo (51), di privare di qualsivoglia fondamento l’accertamento, contenuto nel punto 144 di tale sentenza, di un nesso di causalità tra il comportamento illecito ascritto all’EUIPO e la perdita di opportunità lamentata dalla European Dynamics Luxembourg e a.

116. Rammento in proposito che, al punto 143 della sentenza impugnata, il Tribunale ha concluso che non è possibile ravvisare l’esistenza di alcun nesso di causalità tra i vizi di motivazione (constatati ai punti 86, 89, 95 e 135 di tale sentenza) e la perdita di opportunità di cui trattasi. Tale conclusione non è contestata nell’ambito dell’impugnazione. Per contro, al punto 144 della medesima sentenza il Tribunale ha stabilito che un siffatto nesso di causalità sussiste tra gli illeciti sostanziali (accertati ai punti 53, 91 e 102 della stessa sentenza) e il danno di cui trattasi. A mio avviso, tuttavia, i punti 53 e 91 della sentenza impugnata, nell’ambito dei quali il Tribunale ha rilevato l’esistenza di illeciti sostanziali inficianti la valutazione dell’offerta di cui trattasi in base al primo criterio di aggiudicazione, sono viziati da un errore di diritto.

117. Pertanto, il sorgere della responsabilità dell’Unione presupporrebbe l’esistenza di un nesso di causalità tra il solo illecito sostanziale che inficia la valutazione di tale offerta in base al secondo criterio di aggiudicazione (rilevato al punto 102 della sentenza in parola) e la perdita di un’opportunità di essere classificata al primo posto nell’ambito del meccanismo a cascata.

118. Orbene, la sentenza impugnata non motiva in alcun modo l’esistenza di un siffatto nesso di causalità.

119. Infatti, al punto 144 di tale sentenza il Tribunale si è limitato a dichiarare, in primo luogo, che l’offerta di cui trattasi ha ottenuto solo 22,81 punti su un totale di 40 punti in esito alla valutazione comparativa in base al primo criterio di aggiudicazione. Tale considerazione mira unicamente ad accertare un nesso di causalità tra gli illeciti sostanziali relativi alla valutazione di tale offerta in base al primo criterio di aggiudicazione e la lamentata perdita di opportunità.

120. In secondo luogo, il Tribunale ha ritenuto che «il semplice fatto che [la European Dynamics Luxembourg] sia stata classificata al terzo posto nel meccanismo a cascata e che sia stata così ammessa come potenziale contraente, rende poco credibile l’ipotesi secondo la quale l’amministrazione aggiudicatrice poteva essere indotta a non assegnarle l’appalto de quo». Tale considerazione non basta, a mio avviso, a consentire all’EUIPO di comprendere le ragioni per le quali il Tribunale ha stabilito che l’illecito sostanziale che inficia la valutazione di tale offerta in base al secondo criterio di aggiudicazione ha comportato tale perdita di opportunità e a consentire alla Corte di esercitare sul punto il proprio sindacato, come richiesto dalla giurisprudenza della Corte (52).

121. La determinazione dell’esistenza di un nesso di causalità tra tale illecito sostanziale e la perdita di opportunità subita dalla European Dynamics Luxembourg, che richiede valutazioni di ordine fattuale, deve essere pertanto effettuata nell’ambito di un esame attinente al merito.

2.      La domanda di risarcimento deve essere respinta all’esito di un esame attinente al merito

122. A mio avviso, la Corte dispone di elementi sufficienti per trattare la causa nel merito, in applicazione dell’articolo 61, primo comma, dello Statuto, allo scopo di effettuare essa stessa un esame siffatto.

123. Invero, dai dati numerici riportati ai punti 12 e 20 della sentenza impugnata risulta che, anche qualora l’offerta della European Dynamics Luxembourg avesse ottenuto la totalità dei punti disponibili (30) in base al secondo criterio di aggiudicazione, essa non sarebbe stata classificata in termini migliori, restando invariate tutte le altre condizioni, rispetto alle offerte collocate al primo e al secondo posto nel meccanismo a cascata in forza della decisione controversa.

124. Preciso a tal proposito che, qualora l’offerta di cui trattasi avesse ottenuto i 30 punti disponibili in base a tale criterio, essa avrebbe raggiunto un «Totale punteggio (100)» (inserito alla penultima riga della tabella contenuta al punto 12 della sentenza impugnata) pari a 72,81. Atteso che il coefficiente applicato al «Totale punteggio (100)» per ottenere il «Totale punteggio tecnico» (inserito all’ultima riga della tabella indicata) delle offerte accettate è pari a 1,09736, tale offerta avrebbe ottenuto un «Totale punteggio tecnico» pari a 79,90.

125. L’offerta in esame ha peraltro ottenuto 83,69 punti economici (come risulta dall’ultima colonna della tabella riportata al punto 20 di tale sentenza). Come emerge dal punto 150 della sentenza in parola, il totale del punteggio tecnico e il totale dei punti economici contano ciascuno per il 50% nella valutazione delle offerte.

126. Pertanto, qualora tale offerta avesse ottenuto 30 punti in base al secondo criterio di aggiudicazione, essa avrebbe raggiunto, restando peraltro invariate tutte le altre condizioni, un punteggio finale pari a 81,79/100. Tale punteggio è inferiore ai punteggi finali attribuiti alle offerte classificate al primo e al secondo posto, che sono rispettivamente pari a 87,99/100 e a 83,40/100.

127. Non sussiste pertanto alcun nesso di causalità tra l’errore manifesto di valutazione constatato al punto 102 di tale sentenza e la perdita di un’opportunità di veder classificata in prima posizione l’offerta della European Dynamics Luxembourg.

128. Da quanto sopra esposto, tenuto conto del carattere cumulativo delle condizioni che fanno sorgere la responsabilità extracontrattuale dell’Unione (53), concludo affermando che la domanda di risarcimento presentata dalla European Dynamics Luxembourg e a. deve essere respinta (54).

G.      Sulle spese

129. Ai sensi dell’articolo 184, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte, quando l’impugnazione è accolta e la controversia viene definitivamente decisa dalla Corte, quest’ultima statuisce sulle spese.

130. Ai sensi dell’articolo 138, paragrafo 1, del medesimo regolamento, che si applica al procedimento d’impugnazione ai sensi dell’articolo 184, paragrafo 1, dello stesso, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Nella specie, il ricorrente ha chiesto la condanna delle convenute alle spese e queste ultime hanno chiesto la condanna del ricorrente alle spese.

131. L’articolo 138, paragrafo 3, di questo stesso regolamento precisa che, se le parti soccombono rispettivamente su uno o più capi, le spese sono compensate. Tuttavia, qualora ciò appaia giustificato alla luce delle circostanze del caso di specie, la Corte può decidere che una parte sostenga, oltre alle proprie spese, una quota delle spese della controparte.

132. Nella fattispecie, ciascuna delle parti è risultata parzialmente soccombente in sede di impugnazione e nel ricorso di primo grado. Tuttavia, alla luce delle circostanze del caso di specie, l’EUIPO dovrebbe sopportare, oltre alle proprie spese, i due terzi delle spese della European Dynamics Luxembourg e a. relative ai due gradi di giudizio. Una siffatta ripartizione mi sembra equa, atteso che la European Dynamics Luxembourg e a. sono risultate vittoriose, secondo quanto da me proposto, per quanto concerne la loro domanda di annullamento sia in primo grado che in appello.

VI.    Conclusione

133. Alla luce di quanto sopra esposto, suggerisco alla Corte:

–        di annullare i punti 2, 4 e 5 del dispositivo della sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 7 ottobre 2015, European Dynamics Luxembourg e a./UAMI (T‑299/11, EU:T:2015:757);

–        di respingere la domanda di risarcimento presentata dalla European Dynamics Luxembourg SA, dalla Evropaïki Dynamiki – Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE e dalla European Dynamics Belgium SA;

–        di respingere l’impugnazione quanto al resto; e

–        di condannare l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) a sopportare le proprie spese nonché i due terzi delle spese sostenute dalle citate società e di condannare queste ultime a sostenere un terzo del loro spese.


1      Lingua originale: il francese.


2      Denominato in precedenza Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), l’EUIPO porta la sua attuale denominazione dal 23 marzo 2016, data di entrata in vigore del regolamento (UE) n. 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio sul marchio comunitario, che modifica il regolamento (CE) n. 2868/95 della Commissione, recante modalità di esecuzione del regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario, e che abroga il regolamento (CE) n. 2869/95 della Commissione relativo alle tasse da pagare all’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno (GU 2015, L 341, pag. 21), il cui articolo 1, punto 7, ha previsto detto cambiamento di denominazione.


3      T‑299/11, EU:T:2015:757.


4      Regolamento del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU 2002, L 248, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE, Euratom), n. 1995/2006 del Consiglio, del 13 dicembre 2006 (GU 2006, L 390, pag. 1). Detto regolamento è stato abrogato, con effetto dal 1o gennaio 2013, dal regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento n. 1605/2002 (GU 2012, L 298, pag. 1). Le circostanze che hanno dato origine al presente procedimento rimangono tuttavia disciplinate dal regolamento n. 1605/2002.


5      Regolamento della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d’esecuzione del regolamento n. 1605/2002 (GU 2002, L 357, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE, Euratom) n. 478/2007 della Commissione, del 23 aprile 2007 (GU 2007, L 111, pag. 13).


6      Regolamento del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario (GU 2009, L 78, pag. 1), come modificato dal regolamento (UE) n. 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015 (GU 2015, L 341, pag. 21).


7      V. paragrafi da 38 a 43 e da 47 a 50 delle presenti conclusioni.


8      V. paragrafi da 64 a 71 e da 75 a 79 delle presenti conclusioni.


9      V. paragrafi da 109 a 121 delle presenti conclusioni.


10      V. paragrafi da 97 a 101 delle presenti conclusioni.


11      V. paragrafi da 122 a 128 delle presenti conclusioni.


12      Sentenza del 24 novembre 2005 (C‑331/04, EU:C:2005:718, punto 32).


13      Sentenze del 24 gennaio 2008, Lianakis e a. (C‑532/06, EU:C:2008:40, punto 43), e del 21 luglio 2011, Evropaïki Dynamiki/EMSA (C‑252/10 P, non pubblicata, EU:C:2011:512, punto 33).


14      V., in proposito, sentenza del 29 novembre 2007, Stadtwerke Schwäbisch Hall e a./Commissione (C‑176/06 P, non pubblicata, EU:C:2007:730, punto 17).


15      V., segnatamente, sentenza del 21 settembre 2010, Svezia e a./API e Commissione (C‑514/07 P, C‑528/07 P e C‑532/07 P, EU:C:2010:541, punto 126 e giurisprudenza ivi citata).


16      In ogni caso, tale conclusione si basa su valutazioni fattuali, esposte ai punti da 49 a 52 della citata sentenza, che esulerebbero, salvo il caso (che non è stato dedotto) di snaturamento degli elementi del fascicolo, dalla competenza della Corte in sede di impugnazione [v. sentenza del 30 novembre 2016, Commissione/Francia e Orange (C‑486/15 P, EU:C:2016:912, punto 98 e giurisprudenza ivi citata)].


17      Sentenza del 24 gennaio 2008 (C‑532/06, EU:C:2008:40). Ai sensi del punto 38 di quest’ultima, «un’amministrazione aggiudicatrice non può applicare regole di ponderazione o sottocriteri per i criteri di aggiudicazione che non abbia preventivamente portato a conoscenza degli offerenti».


18      Sentenza del 24 novembre 2005 (C‑331/04, EU:C:2005:718, punto 32).


19      Sentenza del 24 gennaio 2008 (C‑532/06, EU:C:2008:40, punto 43).


20      Sentenza del 21 luglio 2011 (C‑252/10 P, non pubblicata, EU:C:2011:512, punto 33).


21      Sentenza del 14 luglio 2016 (C‑6/15, EU:C:2016:555, punto 26).


22      V. in tal senso, sentenza del 2 marzo 2010, Evropaïki Dynamiki/EMSA (T‑70/05, EU:T:2010:55, punto 155), confermata dalla sentenza del 21 luglio 2011, Evropaïki Dynamiki/EMSA (C‑252/10 P, non pubblicata, EU:C:2011:512, punto 34).


23      Sentenza del 24 novembre 2005 (C‑331/04, EU:C:2005:718, punto 32).


24      V. paragrafo 41 delle presenti conclusioni.


25      Il Tribunale ha inoltre richiamato tale accertamento ai punti 95 e 96 della sentenza impugnata.


26      In particolare, con il suo secondo motivo, il ricorrente critica non tanto l’accertamento del Tribunale, di cui ai punti 91 e 102 della sentenza impugnata, secondo cui la decisione controversa è inficiata da errori manifesti di valutazione, quanto piuttosto le conseguenze che il Tribunale ha tratto da tale accertamento (v. paragrafi 57 e 58 delle presenti conclusioni).


27      Sentenza dell’11 aprile 2013, Mindo/Commissione (C‑652/11 P, EU:C:2013:229, punti 30 e 31). V. inoltre, in proposito, conclusioni dell’avvocato generale Mengozzi nella causa Commissione/Scott (C‑290/07 P, EU:C:2010:78, paragrafi da 36 a 45).


28      V. paragrafi da 75 a 79 delle presenti conclusioni.


29      V. paragrafi da 107 a 121 delle presenti conclusioni.


30      Sentenza del 24 novembre 2005 (C‑331/04, EU:C:2005:718, punto 32).


31      V., segnatamente, sentenza del 2 aprile 2009, France Télécom/Commissione (C‑202/07 P, EU:C:2009:214, punto 29 e giurisprudenza ivi citata), nonché ordinanza del 29 novembre 2011, Evropaïki Dynamiki/Commissione (C‑235/11 P, non pubblicata, EU:C:2011:791, punto 30).


32      Sentenza del 10 aprile 2014, Evropaïki Dynamiki/Commissione (T‑340/09, non pubblicata, EU:T:2014:208, punti 115 e 116).


33      Sentenza del 26 settembre 2014, Evropaïki Dynamiki/Commissione (T‑498/11, non pubblicata, EU:T:2014:831, punti 196 e 197).


34      V., in tal senso, sentenza del 2 febbraio 2017, European Dynamics Luxembourg e Evropaïki Dynamiki/Commissione (T‑74/15, non pubblicata, EU:T:2017:55, punti 69 e 81). Inoltre, nella sentenza del 10 aprile 2014, Evropaïki Dynamiki/Commissione (T‑340/09, non pubblicata, EU:T:2014:208, punto 115), il Tribunale ha fatto riferimento, per analogia, alla giurisprudenza della Corte relativa alla nozione di motivo inconferente nell’ambito di un’impugnazione [sentenza del 12 luglio 2001, Commissione e Francia/TF1 (C‑302/99 P e C‑308/99 P, EU:C:2001:408, punti da 26 a 29)].


35      Sentenze del 10 aprile 2014, Evropaïki Dynamiki/Commissione (T‑340/09, non pubblicata, EU:T:2014:208, punto 116); del 9 settembre 2010, Evropaïki Dynamiki/Commissione (T‑387/08, non pubblicata, EU:T:2010:377, punto 60), e del 12 luglio 2012, Evropaïki Dynamiki/Frontex (T‑476/07, non pubblicata, EU:T:2012:366, punto 72).


36      Il ricorrente cita la sentenza del 4 ottobre 2012, Evropaïki Dynamiki/Commissione (C‑629/11 P, non pubblicata, EU:C:2012:617, punto 21).


37      Si tratta del commento secondo cui un gestore principale di progetto e un gestore di progetto non erano necessari per ciascun progetto indicato nell’offerta di cui trattasi (punto 81 della sentenza impugnata), del commento secondo cui «[l]’offerta complessiva [di cui trattasi] è molto operativa anziché strategica e si concentra su un tipo di gestore di progetto diverso da quello previsto dall’[EUIPO]» (punto 87 di tale sentenza), nonché la risposta dell’EUIPO, nella sua lettera del 2 maggio 2011, relativa alla notazione e alla valutazione comparativa dell’offerta stessa, in base al primo criterio di aggiudicazione, rispetto alle offerte degli altri aggiudicatari (punto 90 della citata sentenza).


38      Sottolineo che la valutazione della contraddittorietà o meno della motivazione di una sentenza del Tribunale rappresenta una questione di diritto che può essere sollevata in sede di impugnazione [v., segnatamente, ordinanza del 29 novembre 2011, Evropaïki Dynamiki/Commissione (C‑235/11 P, non pubblicata, EU:C:2011:791, punto 29 e giurisprudenza ivi citata)].


39      V., segnatamente, ordinanza del 26 gennaio 2007, Righini/Commissione (C‑57/06 P, EU:C:2007:65, punto 56).


40      Infatti, la sentenza impugnata, nel concludere in favore dell’annullamento della decisione controversa, si basa su un insieme di irregolarità che inficiano la valutazione dell’offerta di cui trattasi (v. paragrafi 111 e 112 delle presenti conclusioni). Il vizio di motivazione riguardante il punto 134 della citata sentenza non inciderebbe su tale conclusione. Un vizio siffatto non rimetterebbe neppure in discussione la conclusione del Tribunale quanto alla domanda di risarcimento: per un verso, l’accertamento di un comportamento illecito in capo all’EUIPO si basa sul citato insieme di irregolarità; per altro verso, il nesso causale è stato accertato solo tra il danno subito e gli illeciti sostanziali (e non i vizi di motivazione) che inficiano la decisione controversa (v. paragrafo 116 delle presenti conclusioni).


41      V., in tal senso, sentenza del 9 giugno 2011, Comitato «Venezia vuole vivere» e a./Commissione (C‑71/09 P, C‑73/09 P e C‑76/09 P, EU:C:2011:368, punti 65 e 137).


42      Rammento che la contraddittorietà della motivazione del Tribunale rappresenta una questione di diritto che può essere sollevata in sede di impugnazione (v. nota 38 delle presenti conclusioni).


43      Non è necessario considerare un’eventuale sostituzione di motivazione sul punto, atteso che, per le ragioni che saranno esposte ai paragrafi da 113 a 120 delle presenti conclusioni, la sentenza impugnata dev’essere comunque annullata nella parte in cui condanna l’Unione europea a risarcire il danno subito dalla European Dynamics Luxembourg.


44      V., in proposito, articolo 335 TFUE.


45      Articolo 47 TUE e articolo 115, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009.


46      V., in tal senso, ordinanza del presidente della Corte del 12 febbraio 2003, Marcuccio/Commissione [C‑399/02 P(R), EU:C:2003:90, punto 17] nonché ordinanza dell’8 settembre 2016, Real Express/EUIPO (C‑309/15 P, non pubblicata, EU:C:2016:671, punto 81).


47      V. paragrafi da 38 a 43 e da 47 a 50 delle presenti conclusioni.


48      V. paragrafo 101 delle presenti conclusioni.


49      V., segnatamente, sentenza del 26 aprile 2007, Alcon/UAMI (C‑412/05 P, EU:C:2007:252, punto 41 e giurisprudenza ivi citata).


50      V. paragrafi da 97 a 101 delle presenti conclusioni.


51      V. paragrafo 91 delle presenti conclusioni.


52      V. paragrafo 54 delle presenti conclusioni.


53      V., segnatamente, sentenza del 10 luglio 2014, Nikolaou/Corte dei conti (C‑220/13 P, EU:C:2014:2057, punto 52 e giurisprudenza ivi citata).


54      Ne consegue che la Corte potrebbe esimersi dall’esame della seconda e della terza parte del quarto motivo, che io ho comunque svolto a fini di completezza.