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Ricorso proposto il 5 aprile 2017 – Commissione europea / Ungheria

(Causa C-171/17)

Lingua processuale: l'ungherese

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: V. Bottka e H. Tserepa-Lacombe)

Convenuta: Ungheria

Conclusioni della ricorrente

Constatare che il sistema nazionale di pagamento mobile introdotto e mantenuto in vigore dall’Ungheria, disciplinato dalla legge CC del 2011 e dal suo decreto di esecuzione n. 356/2012 del 13 dicembre 2012, che crea un monopolio accordando diritti esclusivi alla Nemzeti Mobilfizetési Zrt. e ostacola l’ingresso sul mercato all’ingrosso dei pagamenti mobili, precedentemente aperto alla concorrenza, la cui attuazione non era del resto né necessaria né proporzionata, è contraria:

in primo luogo all’articolo 15, paragrafo 2, punto d), e all’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2006/123/CE,

in secondo luogo, agli articoli 49 e 56 TFUE;

condannare l’Ungheria alle spese.

Motivi e principali argomenti

La a nemzeti mobilfizetési rendszerről szóló, 2011. április 1-jei CC. törvény (legge CC del 1° aprile 2011, relativa al sistema nazionale di pagamento mobile (in prosieguo: la «legge») ha modificato il contesto giuridico dei servizi di pagamento mobile a decorrere dal 1° aprile 2013 (ma con effetto obbligatorio esclusivamente a decorrere dal 2 luglio 2014). La legge definisce dei servizi oggetto di una commercializzazione centralizzata e mobile nei seguenti settori: a) servizio pubblico di stazionamento; b) concessione dell’accesso a strade pubbliche a fini di circolazione; c) trasporto di persone assicurate da un’impresa statale; d) altri servizi offerti da un organismo statale. Tra i medesimi, il pagamento mobile allo stato attuale è possibile, in concreto, in Ungheria soltanto per lo stazionamento pubblico e l’utilizzo della rete stradale a fini di circolazione (e-bollo e HU-GO). Il presente procedimento riguarda nondimeno i quattro settori su cui verte la legge.

Secondo la Commissione, per quanto riguarda il servizio pubblico di stazionamento, la Nemzeti Mobilfizetési Zrt. esercita in sostanza la stessa attività dei prestatori di servizi di pagamento mobile del precedente sistema, con la differenza che la stessa gode di un diritto esclusivo a concludere contratti con i gestori di parcheggi e che le sue tariffe sono regolamentate. Lo stesso vale nel settore della concessione dell’accesso a strade pubbliche a fini di circolazione in quanto la Nemzeti Mobilfizetési Zrt. è l’unico prestatore che mantiene una relazione contrattuale con il fornitore del servizio pubblico e può vendere direttamente l’autorizzazione a utilizzare la strada. Da ciò risulta che, in tali due settori, gli altri prestatori di pagamento mobile o di telefonia mobile possono operare solo in qualità di rivenditori.

Pertanto, l’introduzione del sistema nazionale di pagamento mobile e i diritti esclusivi accordati alla Nemzeti Mobilfizetési Zrt. ostacolano l’accesso delle imprese (sia ungheresi sia straniere) al mercato all’ingrosso del pagamento mobile (ossia al mercato dei servizi forniti ad altri rivenditori prestatori di pagamento mobile mediante contratti conclusi con il prestatore del servizio pubblico di stazionamento o di altri servizi pubblici), precedentemente aperto alla concorrenza. Quindi, secondo la Commissione, le norme relative al sistema nazionale di pagamento mobile, considerate congiuntamente, determinano una discriminazione e violano la libertà di stabilimento (violazione dell’articolo 15 della direttiva 2006/123/CE e dell’articolo 49 TFUE). Tuttavia, tali norme violano altresì la libertà di prestazione dei servizi (violazione dell’articolo 16 della direttiva 2006/123/CE e dell’articolo 56 TFUE), per il fatto che i diritti esclusivi attribuiti alla Nemzeti Mobilfizetési Zrt limitano la prestazione di servizi transfrontaliere. Per quanto riguarda gli altri servizi oggetto di una commercialista azione centralizzata e mobile, per i quali in Ungheria non esiste ancora il pagamento mobile, la legge accorda lo stesso diritto esclusivo alla Nemzeti Mobilfizetési Zrt. e tale analisi giuridica è parimenti valida.

Conformemente alle disposizioni pertinenti del trattato FUE e della direttiva 2006/123/CE, le libertà di stabilimento e di prestazione di servizi possono essere oggetto di restrizioni esclusivamente qualora queste ultime siano non discriminatorie e di interesse pubblico e rispettino i criteri di necessità e di proporzionalità. La Commissione reputa che i motivi dedotti dall’Ungheria non siano idonei a giustificare le restrizioni introdotte dalla legge in quanto non soddisfano i criteri di necessità e di proporzionalità.

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