Language of document : ECLI:EU:C:2018:777

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE

M. CAMPOS SÁNCHEZ-BORDONA

presentate il 26 settembre 2018(1)

Causa C492/17

Südwestrundfunk

contro

Tilo Rittinger,

Patric Wolter,

Harald Zastera,

Dagmar Fahner,

Layla Sofan,

Marc Schulte

[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Landgericht Tübingen (Tribunale del Land di Tubinga, Germania)]

«Questione pregiudiziale – Aiuti di Stato – Normativa di uno Stato membro che obbliga tutti i soggetti adulti che detengono un’abitazione nel territorio nazionale a pagare un canone alle emittenti radiotelevisive pubbliche»






1.        I servizi forniti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche in Germania assolvono il mandato costituzionale, sancito dall’articolo 5 della Grundgesetz (legge fondamentale), sulla libertà di opinione, dei mezzi di comunicazione, artistica e scientifica. Il Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale, Germania) ha interpretato tale disposizione nel senso che essa impone la fornitura di tali servizi, garantendo l’imparzialità e la diversità degli stessi, nonché l’obiettività e l’equilibrio del contenuto dei programmi (2).

2.        Poiché gli Stati federali (Länder) hanno la competenza legislativa in materia di radiodiffusione pubblica, la creazione e la gestione degli enti pubblici audiovisivi, nonché la prestazione dei rispettivi servizi a livello federale sono stati disciplinati mediante una serie di convenzioni tra detti Stati. Da tali convenzioni risulta che le emittenti pubbliche (la ARD, la ZDF a livello nazionale (3) e altre, come la SWR (4), a livello regionale) sono finanziate mediante entrate che provengono principalmente da tre canali: il canone radiotelevisivo (sul quale verte il presente rinvio pregiudiziale) (5), la vendita di spazi pubblicitari e altre attività commerciali.

3.        Nel 2007 la Commissione ha dichiarato (6) che il metodo di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo tedesco poteva essere qualificato come «aiut[o] esistent[e]», ai sensi dell’articolo 1, lettera b), punto i), del regolamento n. 659/1999 (7). Nella sua decisione del 2007, tuttavia, la Commissione ha riscontrato alcuni elementi che lo rendevano incompatibile con il mercato interno, cosicché essa ha chiesto al governo tedesco di adottare una serie di misure, obbligo che il governo tedesco ha adempiuto. Nessuna misura riguardava il canone (precedentemente tributo) oggetto della presente domanda di pronuncia pregiudiziale.

4.        Nel 2013 è entrata in vigore una modifica di tale modalità di finanziamento: in sintesi, se, fino a tale momento, il tributo si applicava in ragione del possesso di ciascun apparecchio di ricezione di programmi audiovisivi all’interno di un’abitazione, a partire da allora è sufficiente la mera detenzione dell’abitazione in qualità di proprietario o inquilino (8).

5.        Il nuovo criterio per il calcolo del canone è stato contestato dinanzi a numerosi organi giurisdizionali tedeschi (9), tra cui il Landgericht Tübingen (Tribunale del Land, Tubinga, Germania), il quale sottopone alla Corte i propri dubbi riguardo alla compatibilità del canone con il diritto dell’Unione.

6.        Le presenti conclusioni si limiteranno, su indicazione della Corte, all’analisi delle questioni pregiudiziali relative agli aiuti di Stato.

I.      Contesto normativo

A.      Diritto dell’Unione

1.      Protocollo n. 29 allegato al TFUE

7.        Il protocollo n. 29 allegato al TFUE sul sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri, introdotto dal Trattato di Amsterdam (10), sensibile, come precisa il considerando 1 dello stesso, al particolare ruolo del sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri in relazione alle esigenze democratiche, sociali e culturali di ogni società, nonché all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione, recita come segue:

«Le disposizioni dei trattati non pregiudicano la competenza degli Stati membri a provvedere al finanziamento del servizio pubblico di radiodiffusione, nella misura in cui tale finanziamento sia accordato agli organismi di radiodiffusione ai fini dell’adempimento della missione di servizio pubblico conferita, definita e organizzata da ciascuno Stato membro e nella misura in cui tale finanziamento non perturbi le condizioni degli scambi e della concorrenza nell’Unione in misura contraria all’interesse comune, tenendo conto nel contempo dell’adempimento della missione di servizio pubblico».

2.      Regolamento n. 659/1999

8.        L’articolo 1 dispone quanto segue:

«Ai fini del presente regolamento, si intende per:

a)      “aiuti” qualsiasi misura che risponda a tutti i criteri stabiliti all’articolo [107], paragrafo 1, del trattato;

b)      “aiuti esistenti”:

i)      (…) tutte le misure di aiuto esistenti in uno Stato membro prima dell’entrata in vigore del trattato, ossia tutti i regimi di aiuti e gli aiuti individuali ai quali è stata data esecuzione prima dell’entrata in vigore del trattato e che sono ancora applicabili dopo tale entrata in vigore;

ii)      gli aiuti autorizzati, ossia i regimi di aiuti e gli aiuti individuali che sono stati autorizzati dalla Commissione o dal Consiglio;

(…)

c)      “nuovi aiuti”: tutti gli aiuti, ossia regimi di aiuti e aiuti individuali, che non siano aiuti esistenti, comprese le modifiche degli aiuti esistenti;

(…)

f)      “aiuti illegali”: i nuovi aiuti attuati in violazione dell’articolo 93, paragrafo 3, del trattato [FUE];

(…)».

3.      Regolamento (CE) n. 794/2004 (11)

9.        Il considerando 4 così recita:

«(4)      A fini di certezza del diritto è opportuno chiarire che non è necessario notificare alla Commissione aumenti di piccola entità, non superiori al 20% della dotazione originaria di un regime di aiuti, volti in particolare a tenere conto degli effetti dell’inflazione, in quanto è improbabile che tali aumenti alterino l’originaria valutazione di compatibilità della Commissione, a condizione che restino immutate le altre condizioni previste per il regime di aiuti».

10.      L’articolo 4 dispone quanto segue:

«1.      Ai fini dell’articolo 1, lettera c) del regolamento (CE) n. 659/1999 si intende per modifica di un aiuto esistente qualsiasi cambiamento diverso dalle modifiche di carattere puramente formale e amministrativo che non possono alterare la valutazione della compatibilità della misura di aiuto con il mercato comune. Un aumento non superiore al 20% della dotazione originaria di un regime di aiuti non è tuttavia considerato una modifica ad un aiuto esistente.

(…)».

4.      Comunicazione della Commissione relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva (12)

11.      Il punto 21 di tale comunicazione stabilisce quanto segue:

«In ogni valutazione del carattere di aiuto di Stato ai sensi dell’articolo [107, paragrafo 1], l’elemento determinante è l’effetto dell’intervento statale, non il suo scopo. Le emittenti di servizio pubblico sono normalmente finanziate con il bilancio dello Stato o esigendo un canone da chi possiede un apparecchio ricevente. (…) Queste misure finanziarie sono attuate, di norma, dalle autorità pubbliche e comportano il trasferimento di risorse statali (…)».

B.      Diritto tedesco

12.      Tra le convenzioni stipulate tra gli Stati federali in materia di radiodiffusione pubblica rilevano, ai fini della presente controversia: a) la convenzione sulla radiodiffusione e sui mezzi telematici (13); b) la convenzione relativa al finanziamento della radiodiffusione (14); e c) la convenzione relativa al canone radiotelevisivo (15).

1.      Convenzione statale sulla radiodiffusione

13.      Gli articoli da 12 a 14 stabiliscono i principi fondamentali su cui si basa il finanziamento della radiodiffusione pubblica in Germania. La provvista finanziaria deve consentire al servizio pubblico di radiodiffusione di espletare le funzioni enunciate nella costituzione e nella normativa, garantendo la manutenzione e lo sviluppo dello stesso.

14.      L’articolo 13 contiene un elenco dei tre pilastri fondamentali del finanziamento (il canone radiotelevisivo, introiti pubblicitari e altri introiti), sottolineando che il canone deve costituire la fonte di finanziamento principale.

15.      È istituita una Commissione per l’accertamento e la determinazione dei fabbisogni finanziari delle emittenti pubbliche (16). Tali fabbisogni sono calcolati, a norma dell’articolo 14, in conformità con i principi di economia e di efficienza, contemplando la possibilità di razionalizzazione, sulla base delle previsioni elaborate dalle stesse emittenti pubbliche.

16.      Per fissare l’importo del canone, l’articolo 14, paragrafo 4, rinvia alla convenzione sul canone radiotelevisivo.

2.      Legge del Land sul canone radiotelevisivo (17)

17.      Poiché spetta agli Stati federali introdurre le suddette convenzioni nella propria normativa, occorre fare riferimento alla legge del Land Baden-Württemberg, sulla cui compatibilità con il diritto dell’Unione verte la questione del giudice nazionale.

18.      L’articolo 1 dispone quanto segue:

«Il canone radiotelevisivo mira a garantire un adeguato livello di finanziamento del servizio pubblico di radiodiffusione, ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 1, della [Convenzione sulla radiodiffusione] e delle funzioni di cui all’articolo 40 di detta convenzione».

19.      Ai sensi dell’articolo 2:

«1.      Nel settore privato, ogni abitazione è soggetta a un canone radiotelevisivo che dovrà essere corrisposto dal rispettivo detentore (debitore del canone).

2.      Per detentore di un’abitazione si intende qualsiasi persona maggiorenne che abiti nella stessa. Si considera detentore dell’abitazione qualsiasi persona che:

1.      vi abbia dichiarato il proprio domicilio ai sensi delle disposizioni in materia di anagrafe, o

2.      figuri come locatario in virtù di un contratto di locazione relativo a detta abitazione (…)».

20.      L’articolo 10 prevede che le entrate provenienti dalla riscossione del canone radiotelevisivo spettano principalmente all’emittente radiotelevisiva regionale del luogo in cui si trova l’abitazione.

21.      Detto articolo 10 recita:

«(…)

(5)      L’importo dei canoni radiotelevisivi non pagati è calcolato dall’emittente radiotelevisiva regionale (…).

(6)      Gli avvisi di accertamento per i canoni non pagati ricevono esecuzione nell’ambito del procedimento di esecuzione amministrativa (…)».

3.      Legge relativa al procedimento di esecuzione amministrativa del Land del Baden-Württemberg (18)

22.      In Germania, il recupero dei debiti contratti con la pubblica amministrazione è disciplinato dalle leggi degli Stati federali. Gli articoli 13 e 14 della legge del Land del Baden-Württemberg hanno ad oggetto, rispettivamente, gli atti e i titoli in forza dei quali può procedersi a esecuzione forzata degli importi dovuti alle pubbliche amministrazioni, nonché i requisiti formali necessari. È necessaria la previa messa in mora, con la fissazione di un termine di almeno una settimana per il pagamento volontario.

23.      L’articolo 15, relativo al recupero di crediti mediante esecuzione forzata amministrativa, rinvia, in sostanza, alle norme contenute nella Abgabenordnung (legge tributaria generale). Tali norme si applicano mutatis mutandis, salvo il fatto che non è un ufficiale giudiziario a procedere all’esecuzione forzata del credito, bensì l’amministrazione competente (19).

II.    Fatti all’origine della controversia e questioni pregiudiziali

24.      I debitori nei procedimenti pendenti dinanzi al giudice del rinvio sono soggetti passivi del canone che non lo hanno pagato, o lo hanno pagato solo parzialmente, in periodi diversi compresi tra gennaio 2013 e la fine del 2016.

25.      Nel 2015 e nel 2016 la SWR ha emesso, sulla base dei propri avvisi di accertamento e quasi sempre per importi di diverse centinaia di euro, titoli esecutivi nei confronti di ciascun debitore, intimando loro il pagamento del canone oltre le spese di diffida e penalità di mora.

26.      I debitori hanno rifiutato di pagare, mettendo in discussione la compatibilità della nuova normativa, tra l’altro, con l’articolo 108 TFUE. Ad avviso di questi ultimi: a) il mutamento del fatto generatore era sostanziale, cosicché avrebbe dovuto essere notificato alla Commissione prima della sua entrata in vigore; b) il canone serviva a finanziare un monopolio del sistema di trasmissione DVB-T2 della televisione digitale terrestre, che esclude gli operatori stranieri; e c) il regime di esecuzione forzata del canone non pagato, in via di autotutela amministrativa, rappresenta un ulteriore aiuto incompatibile con l’articolo 107 TFUE, in quanto esonera le emittenti pubbliche dal procedimento di esecuzione forzata ordinario.

27.      L’Amtsgericht Tübingen (Tribunale circoscrizionale di Tubinga, Germania) ha sospeso temporaneamente tre di tali procedimenti di esecuzione forzata, a seguito dei ricorsi presentati dai debitori. Negli altri tre procedimenti, i giudici competenti delle città di Reutlingen e Calw hanno respinto i ricorsi dei rispettivi debitori.

28.      Tali decisioni sono state impugnate dinanzi al Landgericht Tübingen (Tribunale del Land, Tubinga, Germania). In tre di tali giudizi di impugnazione, la SWR contesta la sospensione dei relativi procedimenti. Negli altri tre, i debitori contestano il rigetto dei propri ricorsi.

29.      Per quanto concerne le questioni che analizzerò nelle presenti conclusioni, il giudice del rinvio precisa, in primo luogo, che del canone beneficiano unicamente le emittenti pubbliche, in particolare la ZDF e la SWR. Dal momento che il canone non è volontario, non è soggetto ad alcuna condizione e non comporta alcuna controprestazione, esso è simile a un’imposta e, in ragione della sua natura normativa, costituisce un aiuto di Stato (20).

30.      Il giudice del rinvio ritiene che il mutamento normativo relativo al fatto generatore del canone (in precedenza il possesso di un ricevitore, ora la detenzione di un’abitazione) comporti, dal 1o gennaio 2013, una modifica sostanziale che avrebbe dovuto essere comunicata alla Commissione, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, TFUE. In ogni caso, l’aiuto risultante da detta modifica sarebbe incompatibile con il mercato interno, ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, TFUE.

31.      In secondo luogo, il canone sarebbe in contrasto con il diritto dell’Unione, dal momento che parte dei proventi ottenuti sono utilizzati per realizzare un sistema di trasmissione della televisione digitale terrestre, il DVB-T2, sotto forma di monopolio e dal quale sono escluse le emittenti di altri Stati membri. Secondo il giudice del rinvio, la situazione è analoga a quella che ha dato luogo alla sentenza del 15 settembre 2011, Germania/Commissione, relativa al passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale (21).

32.      Inoltre, si tratterebbe di un’imposta di scopo, in quanto si sarebbe ampliato il numero di soggetti passivi includendo l’intera popolazione adulta, il che avrebbe comportato un significativo aumento delle entrate, di circa settecento milioni di euro l’anno. In sintesi, la nuova normativa costituirebbe un aiuto di Stato illecito, in quanto finanzierebbe, con l’imposta, l’attività delle emittenti pubbliche e private mediante la DVB-T2.

33.      Il giudice del rinvio ritiene, in terzo luogo, che le emittenti pubbliche beneficino di un ulteriore aiuto di Stato, giacché si consente loro di emettere i propri titoli esecutivi per recuperare i canoni non pagati. Il meccanismo di esecuzione di diritto pubblico, più efficace, rapido ed economico rispetto al procedimento di esecuzione ordinario, cui le pubbliche amministrazioni non devono ricorrere, si traduce in una riduzione dei costi di esecuzione.

34.      In tali circostanze, il Landgericht Tübingen (Tribunale del Land, Tubinga), sottopone alla Corte sette questioni pregiudiziali, delle quali, per le ragioni già indicate, sono riportate unicamente le prime tre:

«1)      Se la normativa nazionale Baden-Württemberg, del 18 ottobre 2011, sulla validità della convenzione statale sul canone radiotelevisivo (…) del 17 dicembre 2010, da ultimo modificata dall’articolo 4 della Diciannovesima convenzione statale modificativa sul servizio di radiodiffusione del 3 dicembre 2015 (…), sia incompatibile con il diritto dell’Unione, nella parte in cui il canone riscosso in base a tale legge dal 1o gennaio 2013, in linea di principio, incondizionatamente da qualsiasi soggetto adulto residente nel Land tedesco del Baden-Württemberg a favore delle emittenti SWR e ZDF, costituisca un aiuto a favore esclusivo di tali emittenti radiotelevisive del servizio pubblico, discriminatorio nei confronti delle emittenti private e in contrasto con il diritto dell’Unione. Se gli articoli 107 TFUE e 108 TFUE debbano essere interpretati nel senso che detta legge, riguardante il canone, avrebbe necessitato di approvazione da parte della Commissione e se, in difetto, essa sia inefficace.

2)      Se gli articoli 107 TFUE e 108 TFUE debbano essere interpretati nel senso che si applicano alla disciplina di cui alla menzionata legge nazionale sul canone radiotelevisivo, per effetto della quale, in linea di principio, ogni adulto residente nel Baden-Württemberg è tenuto incondizionatamente alla corresponsione di un canone esclusivamente a favore di emittenti radiotelevisive del servizio pubblico, costituendo detto canone un aiuto discriminatorio in contrasto con il diritto dell’Unione che esclude, sotto il profilo tecnico, emittenti di Stati membri dell’UE, dal momento che i canoni vengono utilizzati per allestire uno standard di trasmissione concorrente (monopolio DVB-T2), non accessibile da parte di emittenti straniere. Se gli articoli 107 TFUE e 108 TFUE debbano essere interpretati nel senso che si applicano anche ai finanziamenti non diretti, tra cui altri privilegi economicamente rilevanti (facoltà di emettere direttamente titoli esecutivi, facoltà di agire sia come impresa economica sia come pubblica autorità, posizione di vantaggio rispetto alla determinazione dei debiti).

3)      Se sia compatibile con il principio della parità di trattamento e il divieto di aiuti discriminatori una situazione in cui, sulla base di una legge nazionale [come quella del Land Baden-Württemberg, un’emittente televisiva tedesca organizzata sotto forma di autorità per il servizio pubblico, operante tuttavia in concorrenza con emittenti private sul mercato della pubblicità, goda rispetto a queste ultime di un trattamento privilegiato, nel senso di non essere tenuta, al pari dei suoi concorrenti privati, ad adire l’autorità giudiziaria ordinaria per rendere esecutivi i crediti vantati nei confronti degli utenti, prima di procedere all’esecuzione forzata, bensì possa emettere direttamente titoli esecutivi senza necessità di ricorrere al giudice».

III. Procedimento dinanzi alla Corte

35.      La decisione di rinvio è pervenuta presso la cancelleria della Corte l’11 agosto 2017. Hanno presentato osservazioni scritte la SWR, il governo tedesco, il governo svedese e la Commissione, i cui rappresentanti erano presenti all’udienza del 4 luglio 2018.

36.      In udienza, le parti si sono pronunciate sulle questioni specifiche che la Corte aveva invitato a trattare: a) le ragioni per l’istituzione del canone; b) l’aumento del gettito in seguito al mutamento normativo e la sua destinazione esclusiva al finanziamento delle attività della radiodiffusione pubblica, e c) il funzionamento del meccanismo di esecuzione forzata dei canoni non pagati.

IV.    Analisi

37.      Nelle proprie osservazioni scritte, la SWR e il governo tedesco hanno sostenuto l’irricevibilità, parziale o totale, del rinvio pregiudiziale. Nelle presenti conclusioni, considerato il loro carattere limitato, circoscritto alle questioni menzionate, esaminerò tale obiezione esclusivamente nell’ambito della seconda questione.

A.      La modifica del canone radiotelevisivo come nuovo aiuto (prima questione pregiudiziale)

1.      Sintesi degli argomenti delle parti

38.      Tutte le parti che hanno presentato osservazioni concordano sul fatto che la legge del Land non modifica sostanzialmente l’aiuto esaminato dalla decisione del 2007. Di conseguenza, non potendosi qualificare come nuovo aiuto, non occorre notificarlo alla Commissione.

39.      La SWR, sostenuta dal governo tedesco, afferma che non ricorrono le condizioni stabilite dalla giurisprudenza della Corte che richiedono l’obbligatorietà della notifica della misura (22). Infatti, non sarebbe stato modificato quanto segue: a) il settore di attività del servizio pubblico di radiodiffusione; b) i beneficiari del canone, che continuano a essere unicamente le emittenti pubbliche; c) la fonte del finanziamento, essendosi mantenuto il criterio della possibilità di ricevere programmi audiovisivi e non della loro effettiva fruizione, e d) l’importo del canone. Il cambiamento del fatto generatore risponderebbe alla necessità di far fronte alla crescente morosità e di alleggerire l’onere della prova nei numerosi procedimenti per mancato pagamento.

40.      Muovendo dalla circostanza che il sistema di finanziamento delle emittenti pubbliche tedesche di radiodiffusione era già stato qualificato come aiuto esistente dalla decisione del 2007, il governo svedese sostiene che occorrerebbe analizzare la portata della modifica introdotta. La riforma della modalità di percezione del canone è una mera modifica amministrativa che non altera la sostanza del regime. Non sussisterebbe, dunque, una modifica di un aiuto esistente, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 794/2004 e della comunicazione del 2009. In ogni caso, in base al protocollo n. 29, le disposizioni del TFUE non osterebbero a che gli Stati membri prevedano le modalità di finanziamento di tale servizio pubblico.

41.      Secondo la Commissione, le entrate derivanti dal canone radiotelevisivo devono ricevere la stessa qualificazione di aiuto di Stato al pari di quelle derivanti dal precedente tributo, conformemente ai punti da 142 a 151 della decisione del 2007.

42.      Infatti, tali entrate continuano a essere soggette ai criteri stabiliti dalla legge (23), sono a favore di un organismo pubblico di interesse generale, e la riscossione, il calcolo e l’impiego delle stesse sono soggetti al controllo dello Stato (24). In sintesi, si tratterebbe di un finanziamento concesso dallo Stato o mediante risorse statali (25).

43.      La Commissione concorda con la SWR e con il governo tedesco sul fatto che non sarebbero stati modificati né l’obiettivo perseguito, né la natura del vantaggio, né il gruppo o l’attività dei beneficiari, né la base giuridica o l’importo del canone radiotelevisivo, ma unicamente i parametri del calcolo (non più l’apparecchio ricevente, ma l’abitazione). Tale mutamento era giustificato dai cambiamenti tecnologici, in particolare dalla proliferazione dei dispositivi multimediali portatili.

2.      Analisi

44.      Benché la prima questione pregiudiziale si articoli in due parti, in realtà, sarà sufficiente comprendere se la nuova legge del Land avrebbe dovuto essere notificata alla Commissione, in quanto comportava una trasformazione sostanziale del regime di finanziamento approvato (a determinate condizioni) dalla decisione del 2007.

45.      Secondo la giurisprudenza, le modifiche ad un regime di aiuti di Stato possono riguardare aiuti esistenti o progetti iniziali notificati alla Commissione (26). Nel caso di specie, è pacifico che la riforma normativa del 2011 modifica un aiuto esistente o un regime di aiuti precedentemente approvato, ai sensi dell’articolo 1, lettera c), del regolamento n. 659/1999.

46.      La discussione riguarda, dunque, principalmente la questione se tale modifica sia sostanziale o meramente formale o amministrativa. Muovendo da tale valutazione potrà chiarirsi la compatibilità della nuova misura con il mercato comune (27), ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 794/2004.

47.      La natura minore della modifica dell’aiuto esistente, che non comporterebbe l’obbligo di notifica, dipende dalla circostanza se le modifiche riguardino «elementi costitutivi del regime di aiuti preesistente» (28). Una «modifica sostanziale» si produce allorquando siano modificati uno o più di tali elementi essenziali, di carattere soggettivo (29), oggettivo (30) o temporale (31).

48.      L’entità della modifica deve essere valutata, per gli aiuti che esistevano prima dell’entrata in vigore del TFUE, sulla base della portata dell’aiuto stesso, delle sue modalità e dei suoi limiti (32). Tuttavia, quando, come nel caso di specie, l’aiuto, esistente o meno (33), è stato precedentemente oggetto di esame e di approvazione da parte della Commissione, la decisione di quest’ultima funge da criterio di valutazione (34).

49.      Alla luce di tali premesse, ritengo che la riforma introdotta dalla legge del Land non rientri nella nozione di modifica sostanziale del regime precedente.

50.      La modifica riguarda il finanziamento di un servizio di interesse economico generale (quello della radiodiffusione pubblica in Germania) al quale si applica altresì la distinzione tra aiuti esistenti e nuovi (35). Ne consegue che, nella decisione del 2007, la Commissione ha analizzato sia la sussistenza di un vantaggio nel finanziamento di tale servizio pubblico attraverso l’(allora) tributo, alla luce dei criteri della giurisprudenza Altmark (36), sia la compatibilità dello stesso con il mercato interno ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE.

51.      Ribadisco che la modifica introdotta dalla legge del Land consisteva nella sostituzione del possesso di un apparecchio ricevente segnali emessi dalle emittenti radiotelevisive tedesche, come fatto generatore dell’obbligo di pagare il canone, con la mera detenzione di un’abitazione nella quale abiti una persona maggiorenne. La regola è, pertanto, «un’abitazione, un canone».

52.      Dalle informazioni disponibili emerge che tale modifica non ha riguardato i beneficiari degli aiuti, che restano le emittenti pubbliche. Ha invece riguardato i soggetti passivi dell’obbligo di pagamento, che è stato esteso ai titolari d’immobili che prima non ne erano necessariamente gravati.

53.      Anche gli elementi temporali sono rimasti inalterati, giacché, finché sussiste il mandato costituzionale precedentemente menzionato (37), le autorità pubbliche devono far sì che le emittenti dispongano dei mezzi necessari per svolgere la loro funzione.

54.      Per quanto concerne gli elementi oggettivi, non è stato modificato lo scopo della misura (finanziare il servizio pubblico) né il novero delle attività finanziate. La modifica si limita, come già rilevato, a sostituire il possesso di un apparecchio con l’occupazione di un’abitazione.

55.      Tale modifica potrebbe comportare, in teoria, un ampliamento del numero di soggetti passivi e, conseguentemente, un aumento delle entrate percepite dalle emittenti a tale titolo. Tuttavia, non sembra che, nella pratica, ciò si sia verificato. La Commissione riporta i dati pubblicati dalla KEF (38), secondo i quali tali entrate sono rimaste stabili dal 2009 (prima della modifica legislativa) fino al 2016 (39).

56.      In ogni caso, l’importo percepito dalle emittenti pubbliche non dipende unicamente dal gettito generale del canone (40). Tra gli elementi che incidono sulla determinazione dell’importo del gettito finale proveniente dal canone a favore di tali organismi rileva l’intervento della KEF, che verifica e calcola i fabbisogni finanziari delle emittenti pubbliche (41). I rapporti della KEF fungono da base per le decisioni formali dei parlamenti e dei governi degli Stati federali, che stabiliscono l’importo del canone (42).

57.      Si osserva, pertanto, che né l’aumento del numero dei soggetti passivi né il (presunto) aumento del gettito finale in tal modo ottenuto sono rilevanti per giudicare la novità della misura, nel suddetto senso. Indipendentemente dall’importo di tale gettito, la porzione dello stesso destinata alle emittenti pubbliche (ossia la parte che può essere effettivamente qualificata come aiuto di Stato) è quella stabilita, previo intervento della KEF, dai governi e dai parlamenti degli Stati federali. Non sussiste, dunque, alcun nesso automatico tra l’(eventuale) aumento del gettito finale e l’entità dell’aiuto ricevuto dalle emittenti pubbliche.

58.      In altri termini, un’alterazione del ruolo assegnato alla KEF (43), dei suoi criteri di assegnazione in base ai fabbisogni finanziari oggettivi o dell’obbligo dei governi o dei parlamenti degli Stati federali di attenersi alle sue proposte nella fissazione dell’importo del canone, potrebbe avere un impatto maggiore sull’entità dell’aiuto rispetto alla modifica dell’elemento oggettivo del fatto generatore del canone.

59.      Si tenga presente che, utilizzando come parametri dell’analisi i criteri della giurisprudenza Altmark, l’intervento della KEF è essenziale affinché l’aiuto concesso alle emittenti pubbliche rispetti gli importi necessari per coprire i costi del loro obbligo di servizio pubblico, senza superarli (44).

60.      In tal modo si rispetta il protocollo n. 29 allegato al TFUE, che riconosce il diritto degli Stati membri di provvedere al finanziamento del servizio pubblico di radiodiffusione «nella misura in cui» le risorse siano messe a disposizione degli organismi di radiodiffusione «ai fini dell’adempimento della missione di servizio pubblico conferita, definita e organizzata da ciascuno Stato membro».

61.      La KEF è inoltre deputata a garantire che le entrate provenienti dalle attività commerciali delle emittenti pubbliche siano dedotte dall’importo dell’aiuto. Lo stesso vale per un’eventuale eccedenza del gettito, qualora non serva a coprire i costi previsti (45). Secondo il governo tedesco, tali eccedenze sono utilizzate per alimentare le riserve finanziarie delle emittenti pubbliche. Queste ultime non possono disporre di tali riserve finché la KEF non le abbia esaminate per valutare i fabbisogni di finanziamento.

62.      In tale contesto, la semplice alterazione del presupposto sulla base del quale si determina l’obbligo di pagamento dei soggetti passivi non è di per sé in grado di alterare l’importo dell’aiuto pubblico percepito dagli organismi di radiodiffusione, né, conseguentemente, di influire sulla compatibilità dell’aiuto con il mercato interno (46).

63.      Se quanto detto non fosse sufficiente, si può aggiungere che l’alterazione del fatto generatore è giustificata, tra i vari motivi, anche dal progresso tecnologico. Mantenendo il sistema precedente («un apparecchio, un tributo») si sarebbe corso il rischio di moltiplicare le entrate, data la proliferazione di nuovi dispositivi, quali ad esempio i personal computer (47) o gli smartphone, tra gli altri, che permettono l’accesso ai programmi di radiodiffusione (48).

64.      La riforma è altresì intesa a semplificare la gestione della riscossione del canone, che, come emerge dalle osservazioni presentate, faceva fronte a un problema di aumento della morosità quando era in vigore il sistema basato sul possesso di apparecchi riceventi.

65.      In tali circostanze, ritengo che la modifica introdotta dalla legge del Land non presenti le caratteristiche, qualitative o quantitative, per essere considerata una modifica sostanziale, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 794/2004, letto in combinato disposto con l’articolo 1, lettera c), del regolamento n. 659/1999, tale da richiedere di essere comunicata alla Commissione.

B.      Il canone come aiuto volto alla creazione di uno standard di trasmissione concorrente (monopolio DVB-T2), non accessibile da parte di emittenti straniere (prima parte della seconda questione pregiudiziale)

1.      Sintesi degli argomenti delle parti

66.      Nelle sue osservazioni scritte, la SWR sottolinea che l’accessibilità tecnica del servizio pubblico è strettamente connessa alla missione di interesse generale della radiodiffusione. Essa nega che il sistema di trasmissione DVB-T2 realizzi un monopolio a favore delle emittenti pubbliche, dal momento che, su 40 canali, 26 resterebbero a disposizione dei concorrenti. In ogni caso, il suo sviluppo non apporterebbe alcun vantaggio ai sensi dell’articolo 107 TFUE, né discriminerebbe gli operatori stranieri, poiché, per sua natura, le sue funzioni presuppongono l’emissione su tutto il territorio per il quale è garantita la radiodiffusione.

67.      Il governo tedesco condivide gli argomenti della SWR, sebbene insista, principalmente, sull’irrilevanza dell’avvio del sistema di trasmissione digitale terrestre DVB-T2 ai fini della valutazione del cambiamento del canone alla luce delle norme in materia di aiuti di Stato del Trattato FUE.

68.      Inoltre, la Commissione non comprende in che modo l’utilizzo delle entrate derivanti dal canone radiotelevisivo per investire in nuove tecnologie possa creare un monopolio nel settore della televisione digitale terrestre DVB-T2, e fornisce dati che comprovano la sua messa a disposizione a favore degli operatori privati. Da un lato, essa ritiene che gli investimenti delle emittenti pubbliche costituiscano costi connessi all’adempimento della loro missione di interesse generale. Dall’altro, essa richiama il punto 74 della Comunicazione sulla radiodiffusione pubblica, che menziona espressamente la creazione di riserve finanziarie straordinarie per gli investimenti tecnologici su ampia scala, indispensabili per l’adempimento della suddetta missione di servizio pubblico. Pertanto, tali investimenti sarebbero compatibili con l’articolo 106, paragrafo 2, TFUE.

69.      Il governo svedese non si è pronunciato su tale questione.

2.      Analisi

70.      Con la prima parte della sua seconda questione pregiudiziale il giudice del rinvio sembra chiedere che si stabilisca se il canone, come delineato dalla legge del Land, sia incompatibile con gli articoli 107 TFUE e 108 TFUE, per il motivo che il suo gettito è utilizzato per facilitare il transito dal sistema di trasmissione digitale dei segnali DVB-T a uno più avanzato (DVB-T2), dal quale sarebbero escluse le emittenti di altri Stati membri.

71.      Concordo con coloro che hanno presentato osservazioni scritte per opporsi alla pertinenza di tale questione e sul modo in cui essa è formulata, in quanto non illustra con l’opportuna chiarezza il contesto normativo di riferimento. Tale circostanza impedisce di chiarire la compatibilità della legge del Land, a tale riguardo, con il diritto dell’Unione.

72.      In subordine, ritengo che la questione si basi su premesse ambigue o non sufficientemente comprovate. Nel riferirsi, ad esempio, alla tecnologia DVB-T2, la qualifica come monopolio, sebbene tale tecnologia sia aperta a emittenti pubbliche e private, cosicché gli operatori pubblici tedeschi non si trovano in una posizione privilegiata rispetto a quelli privati.

73.      Nella transizione alla nuova tecnologia DVB-T2, sono le autorità competenti (e non le emittenti) ad assumere le decisioni in ordine alle capacità di trasmissione e alla pianificazione delle zone di copertura. Come afferma la Commissione, indipendentemente da quali siano le variazioni del fatto generatore del canone, esse non hanno nulla a che vedere con la circostanza per cui il numero di frequenze disponibili, in Germania e in altri Stati membri, sia limitato in forza di altre norme.

74.      Il fatto che i fondi raccolti con il canone servano a permettere alle emittenti pubbliche di accedere alla tecnologia DVB-T2 non invalida, di per sé, la legge del Land, né comporta necessariamente un aiuto di Stato in contrasto con il TFUE. Come ho già affermato in risposta alla prima questione pregiudiziale, la KEF deve procedere all’analisi dei costi e degli investimenti (compresi quelli connessi ai miglioramenti tecnologici, come il DVB-T2), al fine di individuare tra essi quelli giustificati dall’adempimento delle funzioni di servizio pubblico affidate ai soggetti sottoposti al suo controllo (49).

75.      Di conseguenza, anche supponendo che la Corte possa fornire elementi di valutazione al giudice del rinvio sulla qualificazione come aiuto di Stato delle somme riscosse mediante il canone e utilizzate per la creazione del sistema DVB-T2, tali chiarimenti sarebbero irrilevanti ai fini della valutazione della compatibilità della legge del Land con il diritto dell’Unione.

C.      Il meccanismo di esecuzione amministrativa del canone non pagato come nuovo aiuto (seconda parte della seconda questione e terza questione pregiudiziale)

1.      Sintesi degli argomenti delle parti

76.      La SWR e il governo tedesco evidenziano che, nella riscossione del canone radiotelevisivo, anche in via esecutiva, le emittenti regionali esercitano la missione di servizio pubblico loro conferita dalla legge e agiscono in qualità di soggetti di diritto pubblico (ossia come organi dell’amministrazione indiretta dello Stato), circostanza che li distingue dagli operatori privati.

77.      Essi sottolineano che il ricorso all’esecuzione amministrativa dei debiti derivanti dal mancato pagamento del canone radiotelevisivo è stato uno degli elementi che la Commissione ha valutato nell’ambito della decisione del 2007.

78.      Il governo tedesco aggiunge che sia il finanziamento del servizio pubblico di radiodiffusione sia il fatto generatore e il procedimento di riscossione rientrano nell’ambito di competenza degli Stati membri.

79.      Secondo la Commissione, la possibilità di emettere titoli esecutivi costituisce un vantaggio rispetto agli operatori privati. Nella misura in cui tale privilegio rientra nella compensazione di cui beneficiano le emittenti pubbliche per l’adempimento della loro missione di servizio pubblico, esso sarebbe compatibile con le norme sugli aiuti di Stato (50). Potrebbe qualificarsi come diritto accessorio al servizio pubblico di radiodiffusione e costituirebbe un elemento inerente all’aiuto esistente, come dichiarato nella decisione del 2007.

80.      Il governo svedese non ha presentato osservazioni nemmeno con riferimento a tale questione pregiudiziale.

2.      Analisi

81.      La terza questione pregiudiziale è connessa alla seconda parte della seconda questione, dal momento che entrambe attengono al regime di esecuzione amministrativa per il recupero dei canoni non pagati. Pertanto, le esaminerò congiuntamente.

82.      La Corte ha già avuto occasione di pronunciarsi, ancorché in modo marginale, su una questione relativa al regime di esecuzione amministrativa dei crediti non pagati a titolo di canone radiotelevisivo, constatando che gli organismi che avevano tali poteri godevano di potestà di imperio (51). Il fatto che tale causa avesse ad oggetto appalti pubblici non osta a che tale conclusione possa essere trasposta alla presente fattispecie.

83.      È vero che, ai sensi della sentenza Trapeza Eurobank Ergasias (52), richiamata dalla Commissione, siffatta misura potrebbe essere qualificata come privilegio rispetto agli altri concorrenti privati. Tuttavia, non va dimenticato che il canone è finalizzato unicamente a finanziare la missione di servizio pubblico attribuita alle emittenti pubbliche, e non quindi le attività commerciali. Pertanto, la riscossione mediante un procedimento di autotutela amministrativa assicura la raccolta dei mezzi necessari a svolgere tale servizio, in attuazione del mandato legislativo.

84.      Se, come afferma il giudice del rinvio, il canone ha natura analoga a quella di un’imposta, non è illogico che per la sua riscossione si utilizzino gli stessi strumenti (esecutivi) utilizzati per la riscossione delle imposte. In ragione del loro carattere di potere di diritto pubblico, sia la riscossione su base volontaria sia quella in via esecutiva rivelano la loro natura volta a garantire la prestazione del servizio pubblico di radiodiffusione. Il sistema di esecuzione forzata contribuisce inoltre a un’efficace riscossione fiscale.

85.      Ad ogni modo, l’argomento principale per rispondere a tale questione, nella parte relativa al regime degli aiuti di Stato, è che, come rilevano la SWR e il governo tedesco, nella decisione del 2007 la Commissione ha già tenuto conto dell’esistenza del potere di recuperare i mancati pagamenti mediante un procedimento esecutivo di natura amministrativa.

86.      La Commissione ha affermato, in tale decisione, che gli enti di radiodiffusione godevano del diritto di riscuotere il canone direttamente, anche mediante esecuzione amministrativa (53). Tale constatazione permetteva di ritenere che le entrate così ottenute rimanessero soggette al controllo pubblico e, pertanto, che avessero carattere di risorse statali ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE (54).

87.      Poiché la legge del Land non ha modificato alcunché al riguardo, mantenendo inalterato il sistema di esecuzione amministrativa contenuto nella normativa precedente, questo è tutelato dalla decisione del 2007.

88.      Inoltre, la disparità di trattamento tra gli operatori radiotelevisivi pubblici e privati, a tale riguardo, non può essere analizzata isolatamente, ma va valutata nel complesso dei diritti e degli obblighi legalmente assunti dagli uni e dagli altri. Gli organismi di diritto pubblico presentano alcuni limiti, derivanti dall’esecuzione delle loro missioni di servizio pubblico, dai quali gli operatori privati sono dispensati. Invece, nulla impedisce loro di godere di facoltà ben maggiori rispetto a quelle di diritto privato, soggette a un successivo controllo giurisdizionale.

89.      La disparità di statuti giuridici può giustificare il fatto che, per la riscossione di un canone avente natura di diritto pubblico, si impieghino gli strumenti di natura amministrativa previsti per la riscossione mediante esecuzione forzata in caso di mancato pagamento.

V.      Conclusione

90.      Alla luce di quanto precede, suggerisco alla Corte di dichiarare inammissibile la prima parte della seconda questione pregiudiziale e di rispondere al Landgericht Tübingen (Tribunale del Land, Tubinga, Germania), con riferimento alle prime tre questioni pregiudiziali, come segue:

«1)      La legge del Land del Baden-Württemberg, del 18 ottobre 2011, di attuazione della convenzione statale sul canone radiotelevisivo del 17 dicembre 2010, che modifica il fatto generatore del canone radiotelevisivo, sostituendo il possesso di un apparecchio ricevente con la detenzione di un’abitazione:

–        non costituisce una modifica di un aiuto esistente, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo [108 TFUE];

–        non crea, pertanto, un nuovo aiuto, ai sensi dell’articolo 1, lettera c), del regolamento n. 659/1999, che avrebbe dovuto essere notificato alla Commissione ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, TFUE, o che avrebbe dovuto essere approvato da tale istituzione.

2)      Gli articoli 107 TFUE e 108 TFUE non ostano a una normativa nazionale, come quella del Land del Baden-Württemberg in questione, che autorizzi le emittenti pubbliche finanziate da un canone radiotelevisivo a emettere i propri titoli esecutivi e a portarli a esecuzione, per la riscossione di detto canone, in caso di mancato pagamento, senza dover ricorrere al procedimento giurisdizionale ordinario».


1      Lingua originale: lo spagnolo.


2      Sentenza del 24 febbraio 1961 (BVerfGE 12, 205-1. Rundfunkentscheidung), punto 182.


3      Acronimi dei due principali canali televisivi pubblici in Germania. L’acronimo ARD corrisponde a «Arbeitsgemeinschaft der öffentlich-rechtlichen Rundfunkanstalten der Bundesrepublik Deutschland» (Consorzio delle emittenti radiotelevisive pubbliche della Repubblica federale di Germania), mentre ZDF corrisponde a «Zweites Deutsches Fernsehen» (secondo canale televisivo tedesco).


4      «Südwestrundfunk, Anstalt des öffentlichen Rechts» (Emittente radiotelevisiva pubblica del Sud-Ovest, ente di diritto pubblico; in prosieguo: la «SWR»).


5      Utilizzerò il termine «canone» per designare il «Rundfunkbeitrag» in vigore dal 2013. Prima di allora, la legge tedesca lo definiva «Rundfunkgebühr», ossia tributo sul servizio radiotelevisivo. Tuttavia, il rappresentante della SWR ha specificato in udienza che, in realtà, la natura giuridica del tributo sul servizio radiotelevisivo in vigore sotto la normativa precedente era la stessa dell’attuale canone, poiché incideva sulla possibilità di ricevere i servizi radiotelevisivi pubblici, e non sulla loro effettiva ricezione.


6      C (2007) 1761 def. Aiuto di Stato E/2005 (ex CP 2/2003, CP 232/2002, CP 43/2003, CP 243/2004 e CP 195/2004) – Financing of public service broadcasters in Germany (in prosieguo: la «decisione del 2007»), della quale esistono esclusivamente versioni in inglese e tedesco, punti da 200 a 216.


7      Regolamento (CE) del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE [divenuto articolo 108 TFUE] (GU 1999, L 83, pag. 1). Esso è stato sostituito dal regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (GU 2015, L 248, pag. 9), che non è applicabile ratione temporis alla presente fattispecie.


8      Il canone è imposto altresì agli imprenditori, in funzione di diversi fattori (locali commerciali e veicoli utilizzati a fini professionali). Dal momento che le controversie dinanzi al giudice del rinvio non riguardano alcun imprenditore, farò riferimento unicamente al canone dovuto dalle persone fisiche titolari di abitazioni.


9      Il Bundesverwaltungsgericht (Corte amministrativa, Germania) si è pronunciato in ordine a tale canone nella sentenza del 18 marzo 2016. Il Bundesvefassungsgericht (Corte costituzionale federale), nella sentenza del 18 luglio 2018, ha dichiarato che la riforma del canone è conforme alla legge fondamentale, salvo per quanto riguarda le residenze secondarie (cause 1 BvR 1675/16, 1 BvR 745/17, 1 BvR 836/17, 1 BvR 981/17).


10      GU 1997, C 340, pag. 109. Per tale motivo denominato anche «protocollo di Amsterdam».


11      Regolamento della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo [108] del trattato CE (GU 2004, L 140, pag. 1).


12      GU 2009, C 257, pag. 1 (in prosieguo: la «comunicazione del 2009»).


13      «Rundfunkstaatsvertrag», che contiene la regolamentazione di base del sistema duale di radiodiffusione in Germania; l’ultima (ventunesima) riforma è stata adottata il 18 dicembre 2017 ed è entrata in vigore il 25 maggio 2018 (in prosieguo: la «convenzione sulla radiodiffusione»).


14      «Rundfunkfinanzierungsstaatsvertrag», del 31 agosto 1991, da ultimo modificato dalla ventesima modifica delle convenzioni degli Stati sul servizio pubblico di radiodiffusione dall’8 al 16 dicembre 2016.


15      «Rundfunkbeitragsstaatsvertrag», la cui versione attualmente in vigore risale al 15 dicembre 2010, modificata da ultimo nel 2017; in prosieguo: la «convenzione sul canone radiotelevisivo».


16      «Kommission zur Überprüfung und Ermittlung des Finanzbedarfs der Rundfunkanstalten» (in prosieguo: la «KEF»).


17      Legge del 18 ottobre 2011, di attuazione della convenzione sul canone radiotelevisivo del 17 dicembre 2010 [«Baden-württembergisches Gesetz vom 18.10.2011 zur Geltung des Rundfunkbeitragsstaatsvertrags (RdFunkBeitrStVBW) vom 17. Dezember 2010»], modificata da ultimo dall’articolo 4 della diciannovesima modifica della convenzione sulla radiodiffusione del 3 dicembre 2015 (legge del 23 febbraio 2016; GBl. pagg. 126 e segg., in particolare pag. 129). In prosieguo: la «legge del Land».


18      Verwaltungsvollstreckungsgesetz für Baden-Württemberg, del 12 marzo 1974.


19      Tuttavia, l’articolo 15 bis consente alle pubbliche amministrazioni di ricorrere al procedimento esecutivo ai sensi del diritto civile.


20      A tale riguardo il giudice richiama la sentenza del 15 settembre 2011, Germania/Commissione (C‑544/09 P, EU:C:2011:584).


21      Causa C‑544/09 P, non pubblicata, EU:C:2011:584. La Corte ha respinto l’impugnazione presentata dalla Germania avverso la sentenza del Tribunale del 6 ottobre 2009, Germania/Commissione (T‑21/06, non pubblicata, EU:T:2009:387). In quest’ultima è stata confermata la validità della decisione della Commissione, del 9 novembre 2005, relativa all’aiuto di Stato concesso dalla Repubblica federale di Germania ai fini dell’introduzione della televisione digitale terrestre (DVB-T) nella regione di Berlino-Brandeburgo, [registrata con il numero C(2005) 3903] (GU 2006, L 200, pag. 14), che dichiarava tale aiuto incompatibile con il mercato interno.


22      V. sentenza del 9 agosto 1994, Namur-Les assurances du crédit (C‑44/93, EU:C:1994:311).


23      V. sentenza del 2 luglio 1974, Italia/Commissione (173/73, EU:C:1974:71), punto 16, nonché la decisione della Commissione nel caso NN 88/98, Finanziamento da parte della BBC, tramite il canone, di un notiziario operante 24 ore su 24 senza pubblicità (GU 2000, C 78, pag. 6).


24      Sentenze del 6 maggio 2000, Francia/Ladbroke Racing e Commissione (C‑83/98 P, EU:C:2000:248), e del 15 luglio 2004, Pearley e a. (C‑345/02, EU:C:2004:448), nonché le conclusioni dell’avvocato generale Ruiz-Jarabo Colomer, dell’11 marzo 2004, in quest’ultima causa (EU:C:2004:145), paragrafo 67. V. altresì due decisioni della Commissione nei casi N 631/2001, relativo al contributo a favore della BBC — Regno Unito, nonché E 2/2008, relativo al finanziamento dell’ORF — Austria.


25      V. sentenza del 5 ottobre 2000, Commissione/Francia, (C‑337/98, EU:C:2000:543).


26      Sentenza del 20 maggio 2010, Todaro Nunziatina & C. (C‑138/09, EU:C:2010:291), punto 46.


27      Sulla nozione di modifica di aiuto esistente, v. le conclusioni dell’avvocato generale Wahl nella causa Carrefour Hypermarches e a. (C‑510/16, EU:C:2017:929), paragrafi da 51 a 56.


28      Per usare i termini utilizzati dall’avvocato generale Trabucchi nelle sue conclusioni nella causa Van der Hulst, (C‑51/74, EU:C:1974:134), paragrafo 7.


29      Ad esempio, un notevole ampliamento del novero dei beneficiari.


30      Ad esempio, quando si modifichino i vantaggi scaturenti dal regime e la natura degli stessi, nonché la loro quantità o le attività commerciali beneficiate. V. sentenza del 9 agosto 1994, Namur-Les assurances du crédit (C‑44/93, EU:C:1994:311), punto 29.


31      Ad esempio, l’ampliamento del periodo in cui può sorgere il diritto all’aiuto o l’ampliamento temporale dell’aiuto già concesso. V. sentenze del 13 giugno 2013, HGA e a./Commissione (da C‑630/11 P a C‑633/11 P, EU:C:2013:387), punti da 92 a 94, e del 26 ottobre 2016, DEI e Commissione/Alouminion tis Ellados, (C‑590/14 P, EU:C:2016:797), punti 58 e 59.


32      Sentenza del 9 agosto 1994, Namur-Les assurances du crédit (C‑44/93, EU:C:1994:311), punto 28.


33      Sentenza del 20 maggio 2010, Todaro Nunziatina & C. (C‑138/09, EU:C:2010:291), punti 46 e 47.


34      Ciò emerge, ad esempio, dalle sentenze del 25 ottobre 2017, Commissione/Italia (C‑467/15 P, EU:C:2017:799), punti da 37 a 44, e del 20 maggio 2010, Todaro Nunziatina & C. (C‑138/09, EU:C:2010:291), punti da 28 a 41.


35      Sentenza del 15 marzo 1994, Banco Exterior de España (C‑387/92, EU:C:1994:100), punti 17 e 18.


36      Sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415) (in prosieguo: la «giurisprudenza Altmark»). V. i punti da 157 a 169 della decisione del 2007.


37      Paragrafo 1 delle presenti conclusioni.


38      Tali dati indicano entrate (in milioni di euro) stabili negli anni dal 2009 al 2016: nel 2009, 7 416; nel 2010, 7 362; nel 2011, 7 347; nel 2012, 7 306; nel 2013, 7 480; nel 2014, 8 082; nel 2015, 7 842; e nel 2016, 7 825. I dati sono contenuti nei rapporti della KEF n. 20 (2016), tabella 124, pag. 199 (anni 2013-2016) [https://kef-online.de/fileadmin/KEF/Dateien/Berichte/20._Bericht.pdf]; e n. 19 (2014), tabella 96, pag. 141 (anni 2009-2012) [https://kef-online.de/fileadmin/KEF/Dateien/Berichte/19._Bericht.pdf] (nota 24 delle osservazioni della Commissione).


39      Ciò è stato confermato dai dati prodotti in udienza dal governo tedesco. Solamente negli anni 2013/2014 il gettito è aumentato dell’8,7% rispetto a quello dell’anno 2012, ultimo esercizio in cui era in vigore la precedente normativa; tale aumento, tuttavia, ha giustificato, infatti, la riduzione del canone a partire dal 1o aprile 2015 (da EUR 17,98 a EUR 17,50, di cui 30 centesimi sono stati destinati alle riserve finanziarie).


40      In tal senso, sebbene in un contesto diverso, sentenza del 13 gennaio 2005, Streekgewest (C‑174/02, EU:C:2005:10), punto 28.


41      V. paragrafo 15 delle presenti conclusioni.


42      Sentenza del 13 dicembre 2007, Bayerischer Rundfunk e a. (C‑337/06, EU:C:2007:786), punto 21.


43      Il governo tedesco ha confermato in udienza che la riforma del 2011 non ha alterato le competenze della KEF.


44      La Germania ha garantito che la KEF avrebbe basato i propri calcoli esclusivamente sui costi generati dall’adempimento della missione di servizio pubblico (decisione del 2007, punto 379). È ammesso, tuttavia, un piccolo margine di profitto e la possibilità che sia utilizzata un’eccedenza per promuovere nuovi mezzi di comunicazione.


45      V. i punti 382 e 385 della decisione del 2007.


46      In udienza, la Commissione ha richiamato l’attenzione sul monitoraggio continuo che essa, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 1, TFUE, è tenuta a eseguire e che ha realizzato dal momento dell’adozione della decisione del 2007. Essa ha sottolineato di non aver riscontrato finora alcuna modifica tale da richiedere un nuovo esame della compatibilità con il mercato interno del regime di finanziamento delle emittenti pubbliche tedesche.


47      Il Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale) ha confermato, in un’ordinanza del 22 agosto 2012, che il possesso di un personal computer con collegamento a Internet, da cui si possano ricevere i programmi delle emittenti pubbliche, era sufficiente affinché fosse dovuto il canone (causa 1 BvR 199/11).


48      È certo, peraltro, che tale prevedibile ampliamento della gamma di dispositivi che generano l’obbligo di pagamento, ai sensi dell’interpretazione rigorosa delle suddette norme, avrebbe ostacolato nella pratica la riscossione del canone, poiché la verifica del possesso di tali apparecchi presentava notevoli problemi.


49      In ogni caso, spetterebbe alla Commissione accertare il carattere, compatibile o meno, dei fondi pubblici destinati all’istallazione del sistema DVB-T2, che costituisce un problema diverso e richiede un’analisi complessa. Ciò è avvenuto, all’epoca, con l’introduzione della televisione digitale terrestre (DVB-T) nella regione di Berlino-Brandeburgo, cui ho fatto riferimento nella nota 21.


50      V. sentenza del 16 aprile 2015, Trapeza Eurobank Ergasias (C‑690/13, EU:C:2015:235).


51      Sentenza del 13 dicembre 2007, Bayerischer Rundfunk e a. (C‑337/06, EU:C:2007:786), punto 44.


52      Sentenza del 16 aprile 2015 (C‑690/13, EU:C:2015:235), punto 29: «l’articolo 87, paragrafo 1, CE deve essere interpretato nel senso che possono rientrare nel suo ambito di applicazione i privilegi, come quelli di cui trattasi nel procedimento principale, grazie ai quali una banca gode del diritto (…) di chiedere l’esecuzione forzata mediante una semplice scrittura privata».


53      Decisione del 2007, punti 144 e 145.


54      Decisione del 2007, punto 150.