Language of document : ECLI:EU:C:2019:191

Edizione provvisoria

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE

JULIANE KOKOTT

presentate il 12 marzo 2019 (1)

Causa C-72/18

Daniel Ustariz Aróstegui

contro

Departamento de Educación del Gobierno de Navarra

(domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Juzgado de lo Contencioso-Administrativo de Pamplona [Tribunale amministrativo di Pamplona, Spagna])

«Domanda di pronuncia pregiudiziale – Politica sociale – Impiego a tempo determinato – Direttiva 1999/70/CE – Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato – Principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato – Impiegati amministrativi a contratto – Concessione di un’integrazione salariale – Retribuzione per la promozione e lo sviluppo della carriera professionale – Esclusione degli impiegati a contratto – Comparabilità delle situazioni – Giustificazione – Nozione di “ragioni oggettive”»






I.      Introduzione

1.        Il presente caso si inserisce in una ormai lunga serie di cause concernenti l’interpretazione del principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato in relazione a varie disposizioni del diritto spagnolo in ambito di lavoro e di pubblico impiego. Nella presente causa, dovrà essenzialmente chiarire se tale principio imponga il riconoscimento di una retribuzione aggiuntiva in funzione del grado, prevista dalla normativa di una Regione autonoma della Spagna a favore dei funzionari assunti a tempo indeterminato, anche agli impiegati amministrativi a tempo determinato. Al riguardo sarebbe opportuno conciliare la finalità di tutela del principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato con le caratteristiche sostanziali della disciplina del pubblico impiego e dell’autonomia operativa spettante agli Stati membri in tale settore.

2.        In tale contesto, nell’esaminare la questione pregiudiziale, occorre prestare attenzione, da un lato, alla comparabilità delle situazioni specifiche degli impiegati a tempo determinato e dei funzionari assunti a tempo indeterminato e, dall’altro, alla natura della disciplina del pubblico impiego quale possibile giustificazione della disparità di trattamento tra le due categorie.

II.    Contesto normativo

A.      Diritto dell’Unione

3.        Il contesto normativo dell’Unione rilevante nella specie è rappresentato dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (2) (in prosieguo: la «direttiva 1999/70»). Scopo della direttiva, alla luce del suo articolo 1, è attuare l’accordo quadro sui contratti a tempo determinato (in prosieguo: l’«accordo quadro»), concluso il 18 marzo 1999 fra le organizzazioni intercategoriali a carattere generale (CES, CEEP e UNICE), il quale è allegato a detta direttiva.

4.        L’accordo quadro persegue, inter alia, l’obiettivo di «migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo l’applicazione del principio di non discriminazione (…)» (3). Al riguardo, esso poggia sulla considerazione secondo la quale i «contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori» (4). Tuttavia, nel contempo, l’accordo quadro riconosce che i contratti di lavoro a tempo determinato «rappresentano una caratteristica dell’impiego in alcuni settori, occupazioni e attività atta a soddisfare sia i datori di lavoro sia i lavoratori» (5).

5.        Per quanto riguarda l’ambito di applicazione dell’accordo quadro, la sua clausola 2, punto 1, dispone quanto segue:

«Il presente accordo si applica ai lavoratori a tempo determinato con un contratto di assunzione o un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge, dai contratti collettivi o dalla prassi in vigore di ciascuno Stato membro».

6.        La clausola 3 dell’accordo quadro contiene le seguenti «definizioni»:

«Ai fini del presente accordo:

1.      il termine “lavoratore a tempo determinato” indica una persona con un contratto o un rapporto di lavoro definiti direttamente fra il datore di lavoro e il lavoratore e il cui termine è determinato da condizioni oggettive, quali il raggiungimento di una certa data, il completamento di un compito specifico o il verificarsi di un evento specifico.

2.      il termine “lavoratore a tempo indeterminato comparabile” indica un lavoratore con un contratto o un rapporto di lavoro di durata indeterminata appartenente allo stesso stabilimento e addetto a lavoro/occupazione identico o simile, tenuto conto delle qualifiche/competenze. (…)».

7.        La clausola 4 dell’accordo quadro reca il titolo «Principio di non discriminazione» e così recita per estratto:

«1.      Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.

(…)

3.      Le disposizioni per l’applicazione di questa clausola saranno definite dagli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali, e/o dalle parti sociali stesse, viste le norme comunitarie e nazionali, i contratti collettivi e la prassi nazionali.

4.      I criteri del periodo di anzianità di servizio relativi a particolari condizioni di lavoro dovranno essere gli stessi sia per i lavoratori a tempo determinato sia per quelli a tempo indeterminato, eccetto quando criteri diversi in materia di periodo di anzianità siano giustificati da motivazioni oggettive».

B.      Normativa nazionale

8.        L’articolo 3, paragrafo 1, del Decreto Foral Legislativo 251/1993, que aprueba el Texto Refundido del Estatuto del Personal al Servicio de las Administraciones Públicas de Navarra (regolamento regionale 251/1993, con il quale è approvata la versione consolidata dello statuto del personale della pubblica amministrazione della Navarra; in prosieguo: il «DFL 251/1993») prevede che «il personale della pubblica amministrazione della Navarra è composto da: a) funzionari, b) personale reclutato occasionalmente, c) impiegati a contratto», per cui gli impiegati a contratto possono essere assunti conformemente all’articolo 3, paragrafo 4, nel quadro di un «regime disciplinato dal diritto amministrativo o dal diritto del lavoro».

9.        L’articolo 12 del DFL 251/93 stabilisce che i funzionari delle pubbliche amministrazioni della Navarra sono inquadrati, in conformità al titolo richiesto per la loro assunzione e alle funzioni che svolgono, nei livelli ivi menzionati.

10.      L’articolo 13 del DFL 251/93 dispone che:

«1.      Ciascuno dei livelli ai quali si riferisce l’articolo precedente comprende sette gradi.

2.      I funzionari che iniziano la loro carriera sono inquadrati nel grado 1 del livello corrispondente.

3.      I funzionari possono essere progressivamente promossi dal grado 1 al grado 7 del proprio rispettivo livello, in conformità con l’articolo 16 del presente statuto».

11.      Gli articoli 14 e seguenti del DFL 251/93 disciplinano la carriera, che consiste «nella promozione dei funzionari da uno dei livelli definiti dall’articolo livelli superiori e nell’avanzamento di grado e di categoria, all’interno di ciascun livello».

12.      L’articolo 16 disciplina in particolare il grado e specifica quanto segue:

«1.      I funzionari possono essere in seguito promossi dal grado 1 fino al grado 7 del proprio rispettivo livello, indipendentemente dalla specializzazione della loro qualifica, formazione o professione.

2.      L’avanzamento di grado ha luogo ogni anno secondo le seguenti modalità: a) per l’avanzamento di grado, condizione indispensabile l’anzianità di almeno due anni nel grado precedente; b) nessun funzionario può rimanere per oltre otto anni in un medesimo grado, fatti salvi coloro che abbiano raggiunto il grado 7; c) fermo restando quanto stabilito nei precedenti paragrafi, il 10% dei funzionari appartenenti ai gradi dall’1 al 6, entrambi compresi, è promosso, in ordine di anzianità, al grado immediatamente superiore; d) previo concorso per titoli, che si tiene in conformità con la normativa adottata dall’amministrazione, fino al 10% dei funzionari appartenenti ai gradi dall’1 al 6, entrambi compresi, può essere promosso al grado immediatamente superiore».

13.      Tuttavia, la quarta disposizione transitoria del DFL 251/93 sospende provvisoriamente tale sistema di avanzamento di grado di cui all’articolo 16 e stabilisce quanto segue:

«1.      A decorrere dal 1° gennaio 1992 e fino all’adozione della normativa sulla modifica dell’attuale sistema di grado e anzianità richiamata dall’articolo 13 della Ley Foral 5/1991, de 26 de febrero, de Presupuestos Generales de Navarra para 1991 (legge regionale 5/1991, del 26 febbraio 1991, sul bilancio generale della Navarra per l’anno 1991,), il sistema di avanzamento di grado stabilito nell’articolo 16 del presente statuto resta sospeso provvisoriamente e sarà applicato a partire da tale data in modo indipendente per ciascun funzionario, in base alla relativa anzianità nel grado corrispondente secondo quanto di seguito stabilito:

a)       i funzionari appartenenti ai gradi dall’1 al 6, entrambi compresi, avanzeranno automaticamente di grado dopo avere trascorso 6 anni e 7 mesi nel grado immediatamente inferiore;

b)      tale nuovo sistema verrà inizialmente applicato sulla base dell’anzianità nel grado di ciascun funzionario alla data del 31 dicembre 1991. Nel caso in cui, a tale data, un funzionario superi 6 anni e 7 mesi di anzianità, la differenza verrà calcolata come anzianità nel grado successivo. Il calcolo di tale anzianità e la sua ripercussione economica avranno carattere provvisorio fino a quando non siano esaminati i ricorsi giurisdizionali relativi al periodo quinquennale straordinario.

2.      Alla luce di quanto stabilito nel precedente paragrafo, a partire da tale data e con il medesimo carattere provvisorio, nei casi di progressione di livello all’interno della stessa amministrazione, previsti dall’articolo 17 del presente statuto, verranno mantenuti il grado e l’anzianità in tale grado detenuti nel livello dal quale si è promossi».

14.      L’avanzamento di grado si traduce nella percezione di una retribuzione aggiuntiva, ai sensi dell’articolo 40, paragrafo 2, del DFL 251/93 che stabilisce le seguenti retribuzioni personali di base dei funzionari:

«a)      lo stipendio iniziale del livello corrispondente; b) la retribuzione corrispondente al grado; c) il premio di anzianità.

Le retribuzioni personali di base costituiscono un diritto acquisito connesso alla condizione di funzionario».

15.      L’articolo 42 contiene una tabella con le percentuali sulla base dello stipendio iniziale del rispettivo livello che implica ciascun grado:

«Fermo restando quanto stabilito nell’articolo 17, paragrafo 2, la retribuzione corrispondente al grado consisterà nelle seguenti percentuali di stipendio iniziale del rispettivo livello:

Grado

%

7

54

6

45

5

36

4

27

3

18

2

9

1

Senza retribuzione»


16.      Il DFL 251/93 disciplina anche il regime giuridico relativo agli impiegati a contratto, diversi dai funzionari, e il suo articolo 93 dispone al riguardo che «il personale assunto in forza di un contratto disciplinato dal diritto amministrativo è soggetto alle disposizioni adottate con decreto e a quanto stabilito nel rispettivo contratto».

17.      Le disposizioni normative di esecuzione del regime giuridico degli impiegati amministrativi a contratto sono contenute nel Decreto Foral 68/2009 (regolamento 68/2009; in prosieguo: il «DF 68/2009»), che ha ad oggetto l’assunzione di impiegati nella pubblica amministrazione della Navarra in forza di contratti di diritto pubblico. Per quanto riguarda la retribuzione di detti impiegati amministrativi, l’articolo 11 del DF 68/2009, modificato dal Decreto Foral 21/2017 del 29 marzo 2017, prevede quanto segue:

«Il personale assunto in forza di un contratto disciplinato dal diritto amministrativo percepisce le retribuzioni corrispondenti alla posizione lavorativa occupata o alla funzione svolta, il premio di anzianità e un contributo per l’assistenza familiare. È esclusa l’integrazione in ragione del grado, in quanto rappresenta una retribuzione personale di base connessa alla condizione di funzionario».

III. Fatti, procedimento principale e questioni pregiudiziali

18.      Il ricorrente nel procedimento principale, il sig. Ustariz Aróstegui, lavora quale insegnante alle dipendenze del Departamento de Educación del Gobierno de Navarra (Ministero dell’istruzione del governo della Navarra). Da settembre 2007 egli lavora in diversi istituti d’istruzione come impiegato amministrativo a contratto.

19.      Il 1° luglio 2016, il sig. Ustariz Aróstegui presentava domanda al Ministero dell’istruzione per il riconoscimento e il conseguente pagamento con effetto retroattivo della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado. Con atto del 18 ottobre 2016, egli si opponeva al rigetto della sua domanda a seguito di silenzio rifiuto, la quale era a sua volta respinta con Orden Foral (decreto regionale) 168E/2016 del Consejero de Educación del Gobierno de Navarra (Ministro dell’istruzione del governo della Navarra) del 23 dicembre 2016. Infine, il 28 febbraio 2017, egli proponeva un ricorso amministrativo contro tale decreto regionale dinanzi al giudice del rinvio, il quale sottopone alla Corte la seguente questione:

«Se la clausola 4 dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, approvato con la direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, debba essere interpretata nel senso che osta a una normativa regionale, come quella in questione nel procedimento principale, che esclude espressamente il riconoscimento e il pagamento di una determinata retribuzione aggiuntiva a favore del personale delle pubbliche amministrazioni della Navarra appartenente alla categoria di «impiegato amministrativo» – con un contratto a tempo determinato – in quanto tale retribuzione integrativa costituisce una retribuzione per la promozione e lo sviluppo di una carriera professionale specifica ed esclusiva del personale appartenente alla categoria di «funzionario pubblico» – con un contratto a tempo indeterminato».

20.      Nel procedimento pregiudiziale dinanzi alla Corte, il sig. Ustariz Aróstegui e il Departamento de Educación del Gobierno de Navarra, quali parti nel procedimento principale, nonché il Regno di Spagna, il Portogallo e la Commissione europea, hanno presentato osservazioni scritte. Le medesime parti, ad eccezione del Portogallo, erano anch’esse rappresentate all’udienza del 30 gennaio 2019.

IV.    Valutazione giuridica

21.      Con la sua questione, il giudice del rinvio chiede in sostanza se costituisca una discriminazione vietata dal diritto dell’Unione il fatto di negare ad un impiegato del settore pubblico a tempo determinato il diritto al riconoscimento di una retribuzione aggiuntiva in ragione del grado, in quanto la pertinente legislazione della Regione autonoma riserva tale diritto ai funzionari assunti a tempo indeterminato.

22.      La questione origina dal fatto che, in via transitoria, lo statuto del personale della pubblica amministrazione della Navarra ha sostituito il sistema della promozione al grado successivo applicabile ai funzionari con una corrispondente retribuzione aggiuntiva, il cui calcolo dipende essenzialmente dal compimento di un certo periodo di servizio.

A.      L’ambito di applicazione del principio di non discriminazione

23.      L’accordo quadro si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato. Ciò emerge già dal suo titolo e trova conferma nella definizione della sua sfera d’applicazione contenuta nella sua clausola 2, punto 1, ai sensi della quale l’accordo quadro si applica ai lavoratori a tempo determinato con un contratto di assunzione o un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge, dai contratti collettivi o dalla prassi in vigore di ciascuno Stato membro.

24.      È pacifico che la controversia principale verte su un rapporto di lavoro a tempo determinato, come previsto nella Regione autonoma della Navarra, conformemente alle disposizioni dello statuto del personale della pubblica amministrazione della Navarra relative agli impiegati a contratto.

25.      Anche la Corte ha già avuto modo di precisare che le «disposizioni dell’accordo quadro sono applicabili ai contratti e ai rapporti di lavoro a tempo determinato conclusi con le amministrazioni o altri enti del settore pubblico» (6) e che i singoli possono far valere direttamente la clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro dinanzi ai giudici nazionali nei confronti di dette amministrazioni o enti (7).

26.      Occorre inoltre verificare se la retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi rientri altresì nelle «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro. Secondo una giurisprudenza consolidata della Corte, è decisivo il criterio dell’impiego, ossia del rapporto di lavoro sussistente fra un lavoratore e il suo datore di lavoro (8).

27.      Secondo una giurisprudenza costante della Corte, la clausola 4 dell’accordo quadro mira ad impedire che un rapporto di impiego di tale natura venga utilizzato da un datore di lavoro per privare questi lavoratori di diritti riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato (9). Per tener conto di detto obiettivo, la Corte respinge un’interpretazione restrittiva della disposizione di cui trattasi (10).

28.      Per quanto riguarda i rapporti di pubblico impiego e sulla scorta di tale interpretazione, la Corte ha già dichiarato che la nozione di «condizioni di impiego» di cui alla clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro comprende, ad esempio, gli scatti di anzianità per ogni triennio di servizio (11), le indennità sessennali per formazione continua (12), le norme relative ai periodi di servizio necessari per poter essere classificato in una categoria retributiva superiore o al calcolo dei periodi di servizio richiesti per ricevere annualmente un rapporto informativo (13) e i supplementi retributivi connessi alla partecipazione a piani di valutazione (14).

29.      Nel caso di specie, anche se, in linea di principio, spetta al giudice del rinvio determinare la natura e gli obiettivi della retribuzione aggiuntiva in questione (15), fatto salvo ciò occorre rilevare che dalle osservazioni del giudice nazionale e dalle dichiarazioni concordanti delle parti presenti all’udienza risulta che la retribuzione aggiuntiva di cui trattasi costituisce un elemento della retribuzione il cui riconoscimento dipende in modo determinante dal periodo di servizio rispettivamente compiuto ed è quindi legato al criterio decisivo dell’impiego. Di conseguenza, la retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi deve essere sussunta nella nozione di «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, paragrafo 1, dell’accordo quadro.

B.      Disparità di trattamento e comparabilità delle situazioni in ordine al riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado

30.      Nel caso di specie, è pacifico che gli impiegati a contratto siano trattati in modo diverso rispetto ai funzionari, in quanto essi non hanno diritto al riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado ai sensi della pertinente legislazione della Navarra.

31.      Né può essere esclusa una disparità di trattamento per il solo fatto che, in base alla legislazione vigente in Navarra, la retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi sia riservata ai funzionari e quindi ne siano privati non solo gli impiegati a tempo determinato, ma anche, eventualmente, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato non statutari (16). Ai fini dell’accertamento di una disparità di trattamento ai sensi della clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro è infatti già sufficiente il fatto che i «lavoratori a tempo determinato» siano trattati in modo meno favorevole rispetto ai «lavoratori a tempo indeterminato comparabili». Non è assolutamente necessario che tutti i lavoratori a tempo determinato si trovino in una situazione deteriore rispetto a tutti i lavoratori a tempo indeterminato (17).

32.      Tuttavia, secondo una giurisprudenza costante della Corte, il principio di non discriminazione, di cui la clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro costituisce un’espressione specifica, richiede che situazioni paragonabili non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale, a meno che tale trattamento non sia oggettivamente giustificato (18).

33.      A tal riguardo, il principio di non discriminazione è stato attuato e concretizzato mediante l’accordo quadro unicamente per quanto riguarda le differenze di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile (19).

34.      Di conseguenza, occorre innanzitutto esaminare se la situazione dei funzionari e degli impiegati a tempo determinato sia comparabile nello svolgimento dello specifico impiego di cui trattasi presso l’istituto interessato.

35.      Il governo portoghese e il governo regionale della Navarra nutrono dubbi su una siffatta comparabilità degli impiegati a tempo determinato con i funzionari nella qualità di dipendenti a tempo indeterminato. Essi invocano la sentenza della Corte nella causa Pérez López (20), secondo la quale un’eventuale differenza di trattamento che si basa non sulla durata determinata o indeterminata del rapporto di lavoro, ma sul suo carattere statutario o contrattuale, non rientrerebbe nel divieto di discriminazione consacrato da tale accordo quadro. Tuttavia, si trascura il fatto che tale constatazione si riferiva ad «un’eventuale differenza di trattamento tra alcune categorie di personale a tempo determinato». Invece, il presente caso riguarda la disparità di trattamento tra impiegati a tempo determinato e funzionari assunti a tempo indeterminato.

36.      Secondo una giurisprudenza costante della Corte, al fine di valutare se le persone interessate esercitino un lavoro identico o simile nel senso dell’accordo quadro, occorre stabilire, conformemente alla clausola 3, punto 2, e alla clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro, se, tenuto conto di un insieme di fattori, come la natura del lavoro, le condizioni di formazione e le condizioni di impiego, si possa ritenere che tali persone si trovino in una situazione comparabile (21).

37.      Tuttavia, tale verifica spetta, ancora una volta, al giudice del rinvio, che è il solo competente a valutare i fatti (22). A tal riguardo, egli è tenuto a determinare se il sig. Ustariz Aróstegui si trovasse in una situazione comparabile a quella dei funzionari assunti a tempo indeterminato dallo stesso datore di lavoro privato o pubblico nel medesimo periodo.

38.      Nel caso di specie va ritenuto che, con riferimento all’attività di insegnamento da svolgersi in concreto – in particolare alla natura del lavoro, alle condizioni di formazione e alle condizioni di impiego - il lavoratore a tempo determinato si trovi nella stessa posizione di un funzionario a tempo indeterminato appartenente al medesimo istituto d’istruzione. Il giudice del rinvio ha constatato, infatti, a tal riguardo, che «nel caso in questione, non sussiste alcuna differenza, riserva o esclusione tra le funzioni svolte e i servizi forniti da un insegnante funzionario e quelle svolte o quelli forniti da un insegnante impiegato amministrativo, né sussiste alcuna differenza tra i rispettivi obblighi professionali».

39.      Come ho già ripetutamente affermato in altra sede (23), la verifica della comparabilità delle situazioni non può però limitarsi ad un generico confronto della posizione del lavoratore a tempo determinato e del lavoratore a tempo indeterminato nell’ambito dell’istituto d’istruzione rilevante. Infatti, è decisivo accertare se i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato si trovino in una situazione comparabile anche e proprio con riferimento allo specifico oggetto della controversia.

40.      Oggetto della controversia nel caso di specie è il riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado. Secondo quanto constatato dal giudice del rinvio, il grado è definito dalla legge come uno dei meccanismi con cui si esprime la promozione nella carriera, una carriera che, in base alla disciplina in vigore, è accessibile solo ai funzionari, ma non agli altri dipendenti della pubblica amministrazione della Navarra. Di conseguenza, l’articolo 11 del DF 68/2009 esclude espressamente il riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado agli impiegati amministrativi. L’eventuale differenza di trattamento relativa alla retribuzione aggiuntiva in ragione del grado – con riserva di un esame definitivo da parte del giudice del rinvio – non è dunque legata alla natura provvisoria o permanente del rapporto di impiego, ma all’appartenenza dei dipendenti comparabili al personale statutario o contrattuale (24).

41.      Tuttavia, il giudice del rinvio ritiene che la retribuzione aggiuntiva in ragione del grado sia intesa a retribuire la promozione, l’avanzamento e lo sviluppo di tale carriera professionale. Siffatta retribuzione aggiuntiva costituisce pertanto un elemento della retribuzione che esprime l’avanzamento al rispettivo grado immediatamente superiore nella carriera. Nel caso di specie non va però applicata la disciplina generale di cui all’articolo 16 del DFL 251/93, bensì la quarta disposizione transitoria del DFL 251/93. Il rappresentante del governo regionale della Navarra dichiarava che la ragione della sospensione «temporanea» – disposta da quest’ultima norma – del sistema di promozione di cui all’articolo 16 del DFL 251/93 a decorrere dal 1° gennaio 1992 risiedesse nel fatto che i datori di lavoro pubblici e i sindacati non fossero ancora riusciti a trovare un accordo sull’attuazione della procedura di selezione prevista dall’articolo 16, paragrafo 2, lettera d), del DFL 251/93. Ciò spiegherebbe il motivo per il quale la quarta disposizione transitoria del DFL 251/93 relativa al riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in questione sia legata unicamente al compimento di un certo periodo di servizio. A tal proposito, il giudice del rinvio rammenta che l’avanzamento di grado, conformemente alla quarta disposizione transitoria del DFL 251/93, avviene in ragione del mero decorso del tempo e, inoltre, «automaticamente».

42.      In tale contesto, la comparabilità delle situazioni relative all’oggetto specifico della controversia non può essere seriamente messa in dubbio. Da un lato, il riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in questione dipende esclusivamente dal periodo di servizio compiuto e, dall’altro, tale riconoscimento, che, peraltro, non è formalmente collegato ad una riqualificazione del funzionario interessato, non ha alcun legame evidente con il sistema di avanzamento o progressione professionale. Secondo il rappresentante del governo regionale della Navarra, il riconoscimento della retribuzione aggiuntiva non ha, infatti, alcun effetto sulle funzioni svolte oppure sull’eventualità di una promozione a un livello superiore. Oggetto della controversia è quindi, in definitiva, un elemento della retribuzione – e non la partecipazione ad una carriera professionale.

43.      Pertanto – con riserva di un esame definitivo da parte del giudice del rinvio – si deve presumere che le situazioni siano comparabili anche alla luce dell’oggetto specifico della controversia, laddove il ricorrente nel procedimento principale soddisfi il requisito sostanziale dell’anzianità di servizio.

44.      In tale contesto, costituisce una differenza di trattamento di situazioni comparabili il fatto che i lavoratori a tempo determinato del settore pubblico siano privati del riconoscimento di una retribuzione aggiuntiva dopo aver compiuto un certo periodo di servizio, mentre ai funzionari assunti a tempo indeterminato che si trovano in una siffatta situazione viene riconosciuto per legge un diritto a detta retribuzione aggiuntiva.

C.      Le possibili giustificazioni della differenza di trattamento

45.      Il problema centrale che resta da esaminare nel caso di specie è la sussistenza di ragioni oggettive le quali possano giustificare la differenza di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato del settore pubblico e i funzionati assunti a tempo indeterminato in ordine al riconoscimento di una retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi.

46.      Secondo una giurisprudenza costante della Corte, la nozione di «ragioni oggettive» di cui alla clausola 4, paragrafo 1, dell’accordo quadro deve essere intesa nel senso che essa non consente di giustificare una differenza di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato con il fatto che tale differenza è prevista da una norma nazionale generale e astratta, quale una legge o un contratto collettivo (25). Al fine di giustificare la differenza di trattamento esistente tra funzionari e impiegati a tempo determinato in merito alla retribuzione aggiuntiva in ragione del grado ai sensi della quarta disposizione transitoria del DFL 251/93, non è quindi sufficiente designare la retribuzione aggiuntiva in questione come parte delle «retribuzioni personali di base (...) connesse alla condizione di funzionario»(26).

47.      La nozione di «ragioni oggettive» richiede, anzi, secondo una giurisprudenza parimenti costante, che la differenza di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti che contraddistinguono la condizione di impiego di cui trattasi, nel particolare contesto in cui s’inscrive e in base a criteri oggettivi e trasparenti, al fine di verificare se tale differenza risponda ad una reale necessità, sia idonea a conseguire l’obiettivo perseguito e risulti a tal fine necessaria. Tali elementi possono risultare, segnatamente, dalla particolare natura delle funzioni per l’espletamento delle quali sono stati conclusi contratti a tempo determinato, dalle caratteristiche inerenti a queste ultime o, eventualmente, dal perseguimento di una legittima finalità di politica sociale di uno Stato membro (27).

48.      I principi che informano la disciplina del pubblico impiego – ad esempio il principio dei posti in organico, il modello dell’impiegato di ruolo e il requisito del superamento di un concorso di selezione per ottenere un’assunzione a tempo indeterminato – hanno effettivamente inevitabili conseguenze sull’applicazione pratica delle disposizioni dell’accordo quadro (28). L’accordo quadro riconosce, infatti, espressamente che «la loro applicazione dettagliata deve tener conto delle realtà specifiche delle situazioni nazionali, settoriali e stagionali» (29).

49.      In tal senso, la Corte ha riconosciuto, da un lato, che gli Stati membri, in considerazione della discrezionalità operativa di cui dispongono nell’organizzazione delle loro amministrazioni pubbliche, possono, in linea di principio, senza violare la direttiva 1999/70 o l’accordo quadro, prevedere condizioni di anzianità per accedere a taluni posti, limitare l’accesso ad una promozione per via interna ai soli dipendenti pubblici di ruolo e richiedere che tali dipendenti comprovino un’esperienza professionale corrispondente al grado immediatamente inferiore a quello che è oggetto della procedura di selezione (30).

50.      D’altro canto, la Corte ha ritenuto oggettivamente ingiustificata l’esclusione dei funzionari temporanei assunti a tempo determinato dalle cosiddette indennità sessennali per formazione continua per il solo fatto che essi non appartengono ad un livello della carriera (31).

51.      Da ciò risulta chiaramente che non tutte le disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato comparabili possono essere giustificate richiamando genericamente le particolarità settoriali del servizio pubblico (32); ma unicamente quelle per cui dette particolarità siano, in concreto, effettivamente determinanti (33). Di conseguenza, le ragioni addotte dagli Stati membri a sostegno del differente trattamento dei dipendenti pubblici a tempo determinato non possono essere desunte, in modo generale e astratto, dalla natura temporanea del rapporto di impiego – e dall’eventuale non appartenenza a un livello che ne può derivare (34). Al contrario, tali ragioni devono indurre a prendere debitamente in considerazione i diversi criteri relativi allo svolgimento dello specifico impiego, ad esempio in base alla particolare natura delle funzioni da espletare o alle loro caratteristiche (35).

52.      Occorre quindi esaminare se, nelle particolarità della disciplina del pubblico impiego della Navarra, da un lato, e nelle condizioni stabilite per prendere in considerazione il periodo di servizio compiuto, dall’altro, possa individuarsi una ragione oggettiva tale da giustificare la differenza di trattamento constatata.

1.      Sui principi della disciplina del pubblico impiego in Navarra

53.      Nel caso di specie, nulla suggerisce che la differenza di trattamento in questione corrisponda ad una reale necessità, come l’attuazione dei principi della disciplina del pubblico impiego in Navarra, e che essa sia appropriata e necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo perseguito.

54.      Il governo spagnolo, il governo portoghese e il governo regionale della Navarra sottolineano anzitutto le particolarità della disciplina del pubblico impiego, sancite non da ultimo nella costituzione spagnola (36). Ad avviso di tali parti nel procedimento, le menzionate particolarità imporrebbero di riconoscere il diritto alla retribuzione aggiuntiva in ragione del grado esclusivamente ai funzionari assunti a tempo indeterminato e non agli impiegati pubblici a tempo determinato. Si sostiene inoltre che l’assunzione di impiegati pubblici non sia, in linea di principio, a tempo indeterminato e richieda una giustificazione ad hoc sotto forma di una prova della necessità di copertura di un posto specifico, il che necessariamente precluderebbe la partecipazione al sistema delle carriere e, di conseguenza, il godimento dei benefici finanziari connessi a tale sistema.

55.      Tale argomento non persuade in quanto si dimostra incongruente. L’esclusione di cui trattasi nel caso di specie non si applica solo agli impiegati a tempo determinato, ma a tutto il personale non statutario. Anche se gli impiegati a tempo determinato fossero gli unici interessati da detta esclusione, l’invocazione della mera limitazione temporale dell’impiego non potrebbe costituire una ragione oggettiva ai sensi della clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro (37).

56.      Nella misura in cui la normativa controversa sia collegata alla partecipazione al sistema delle carriere, riservata ai funzionari in forza delle disposizioni del DFL 251/93, occorre in primo luogo rilevare che tale criterio generale e astratto è già stato considerato dalla Corte come non giustificato oggettivamente (38).

57.      Inoltre, la normativa spagnola non sembra escludere in generale la partecipazione degli impiegati non statutari al sistema delle carriere. Nella causa C‑315/17 (39), il giudice del rinvio ha dichiarato al riguardo che la Ley 7/2007 del Estatuto Básico del Empleado Público (legge n. 7/2007, relativa allo statuto di base del pubblico impiego) del 12 aprile 2007 (BOE n. 89 del 13 aprile 2007) (in prosieguo: lo «EBEP»), consente sia ai funzionari di ruolo, sia agli altri dipendenti assunti a tempo indeterminato la partecipazione alle due carriere previste (40). Benché tale difformità nelle possibilità di partecipazione ai sistemi di carriera sia intesa come il risultato dell’autonomia normativa delle singole Regioni autonome in tale settore, ciò indica tuttavia che l’esclusione generale del personale non statutario da un sistema di carriere non può in ogni caso essere considerata come l’espressione di una caratteristica sostanziale della disciplina nazionale del pubblico impiego.

58.      Con riguardo alle particolarità della disciplina del pubblico impiego in Navarra va infine notato che la carriera di cui all’articolo 14 del DFL 251/93 consiste «nella promozione dei funzionari da uno dei livelli definiti dall’articolo 12 a livelli superiori e nell’avanzamento di grado e di categoria, all’interno di ciascun livello» (41). Tuttavia, con la quarta disposizione transitoria del DFL 251/93 di cui trattasi veniva sospeso a tempo indefinito il sistema di avanzamento di grado e sostituito con una disciplina che si limita a disporre l’attribuzione di una corrispondente retribuzione aggiuntiva (42).

59.      A titolo di conclusione intermedia, va pertanto rilevato che dalle particolarità della disciplina del pubblico impiego in Navarra, in particolare dal modo in cui essa organizza il sistema di carriere, non si può dedurre alcuna ragione oggettiva per giustificare la differenza di trattamento constatata.

2.      Sulle condizioni per la presa in considerazione del periodo di servizio compiuto

60.      Nella misura in cui la normativa controversa è inoltre collegata al compimento di un certo periodo di servizio, va rammentato che, secondo la giurisprudenza costante della Corte, la clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro non consente l’esclusione generale e astratta dei lavoratori a tempo determinato dal riconoscimento di un beneficio finanziario connesso al compimento di un certo periodo di servizio ove, in particolare, tale esclusione non sia riconducibile alla natura particolare delle mansioni da svolgere da parte degli interessati né alle caratteristiche inerenti ad esse (43). Un siffatto approccio si applica sia agli scatti di anzianità (44) sia ad altre indennità, la cui concessione dipende parimenti dall’anzianità di servizio maturata (45).

61.      Anche nel caso di specie, la retribuzione aggiuntiva di cui trattasi dipende in maniera determinante dal compimento di un determinato periodo di servizio senza prendere in considerazione, ad esempio, la natura particolare delle mansioni da svolgere da parte degli interessati né le caratteristiche loro inerenti. Infatti, sulla base delle summenzionate osservazioni in merito alla comparabilità delle situazioni (46), nel caso principale non appare chiaramente, in effetti, che le attività didattiche svolte dagli insegnanti assunti come funzionari e come impiegati a contratto richiedano qualifiche o esperienze accademiche differenti. Al contrario, dalle informazioni presenti nell’ordinanza di rinvio risulta, infatti, che entrambe le menzionate categorie di insegnanti svolgono funzioni simili e hanno obblighi identici. Ciò è peraltro confermato dal fatto che, secondo gli argomenti non controversi dedotti dalla ricorrente nel procedimento principale, nel caso di successiva nomina quale funzionario di ruolo, il periodo di servizio compiuto in qualità di impiegato viene preso in considerazione in toto a posteriori ai fini del riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado.

62.      Nemmeno l’applicabilità dei principi sviluppati in materia di scatti di anzianità alla retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi è messa in dubbio perché gli impiegati a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 11 del DF 68/2009, hanno diritto ad un premio di anzianità, previsto altresì dalla normativa della Navarra. Secondo quanto riferito dal rappresentante del governo regionale della Navarra, sia la concessione del premio di anzianità sia il riconoscimento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado, indipendentemente dalle rispettive finalità, presuppongono il compimento di un certo periodo di servizio, di volta in volta differente. Spetta al legislatore nazionale valutare in quale misura il compimento di un determinato periodo di servizio debba essere retribuito doppiamente; dubbi di portata generale sulla ragionevolezza di tale valutazione, come quelli sollevati dal rappresentante del governo regionale della Navarra con riguardo agli impiegati a contratto, non possono, in ogni caso, giustificare un trattamento meno favorevole degli impiegati a tempo determinato rispetto ai funzionari assunti a tempo indeterminato, tanto più che tali perplessità potrebbero sorgere per gli stessi funzionari.

63.      L’attribuzione della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi è quindi legata esclusivamente al compimento di un certo periodo di servizio e non, ad esempio, al merito o alla competenza dei dipendenti pubblici. Ciò esclude a priori la possibilità che la differenza di trattamento constatata sia giustificata da elementi concreti ai sensi della giurisprudenza summenzionata (47). Siffatti elementi possono risultare, segnatamente, dalla necessità di tener conto della particolare natura delle funzioni da espletare e delle caratteristiche inerenti a queste ultime, stabilendo requisiti adeguati per quanto riguarda l’esperienza professionale o le competenze dei dipendenti, nel rispetto del principio di proporzionalità.

64.      In un siffatto contesto, anche il riferimento alle diverse modalità di assunzione dei funzionari e degli impiegati a contratto è erroneo. Come si è già avuto modo di constatare (48), tali differenze nelle procedure di assunzione non incidono sulle funzioni effettivamente svolte o sugli obblighi professionali previsti. Nella misura in cui la procedura di selezione dei funzionari è intesa a fornire una garanzia duratura del livello professionale delle prestazioni, la competenza e l’idoneità accertate attraverso la procedura in questione costituiscono indicatori solo parziali della successiva prestazione degli interessati. In ogni caso, le differenti idoneità e competenze dei funzionari e degli impiegati a contratto, desunte dalle diverse procedure di assunzione adottate dal governo regionale della Navarra e dai governi di Spagna e Portogallo, dovrebbero riverberarsi nella natura delle funzioni svolte e nei requisiti all’uopo previsti, al fine di poter giustificare una differenziazione nella presa in considerazione del periodo di servizio compiuto. Orbene, ciò non si verifica nel caso di specie.

65.      Alla luce di quanto precede, ritengo che la differenza di trattamento esistente tra i funzionari assunti a tempo indeterminato e gli impiegati a tempo determinato, derivante dal fatto che questi ultimi non hanno diritto al riconoscimento e al pagamento della retribuzione aggiuntiva in ragione del grado di cui trattasi, non può essere giustificata da ragioni oggettive.

V.      Conclusione

66.      Alla luce di quanto precede, propongo che la Corte risponda alla domanda di pronuncia pregiudiziale sottoposta dal Juzgado de lo Contencioso-Administrativo n. 1 de Pamplona (Tribunale amministrativo n. 1 di Pamplona, Spagna) nel modo seguente:

La clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, contenuto nell’allegato della direttiva 1999/70/CE, deve essere interpretata nel senso che essa osta ad una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, la quale riservi ai funzionari assunti a tempo indeterminato il riconoscimento e il pagamento di una determinata integrazione salariale che deve corrispondere ai gradi retributivi, escludendo espressamente gli impiegati a tempo determinato e tenendo conto al riguardo esclusivamente dei periodi di servizio compiuti.


1      Lingua originale: il tedesco.


2      GU 1999, L 175, pag. 43.


3      Considerando 14 della direttiva 1999/70.


4      Paragrafo 2 del preambolo dell’accordo quadro; v. altresì punto 6 delle sue considerazioni generali.


5      Punto 8 delle considerazioni generali dell’accordo quadro; v. anche paragrafo 2 del suo preambolo.


6      Sentenze del 4 luglio 2006, Adeneler e a. (C‑212/04, EU:C:2006:443, punti da 54 a 57), del 13 settembre 2007, Del Cerro Alonso (C‑307/05, EU:C:2007:509, punto 25), del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punti da 38 a 40), del 26 novembre 2014, Mascolo e a. (C‑22/13, da C‑61/13 a C‑63/13 e C‑418/13, EU:C:2014:2401, punto 67), nonché ordinanze del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 28), e del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 39).


7      Sentenze del 15 aprile 2008, Impact (C‑268/06, EU:C:2008:223, punto 68), e del 12 dicembre 2013, Carratù (C‑361/12, EU:C:2013:830, punto 28). V. da ultimo anche ordinanze del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 59), e del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 77).


8      V. in tal senso sentenze del 12 dicembre 2013, Carratù (C‑361/12, EU:C:2013:830, punto 35), e del 5 giugno 2018, Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2018:390, punto 41). V. altresì ordinanze del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 34), e del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 45).


9      Sentenze del 13 settembre 2007, Del Cerro Alonso (C‑307/05, EU:C:2007:509, punto 37), e del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punto 48), nonché ordinanze del 18 marzo 2011, Montoya Medina (C‑273/10, non pubblicata, EU:C:2011:167, punto 30), del 9 febbraio 2012, Lorenzo Martínez (C‑556/11, non pubblicata, EU:C:2012:67, punto 35), e del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 32).


10      V. in tal senso sentenze del 13 settembre 2007, Del Cerro Alonso (C‑307/05, EU:C:2007:509, punto 38), e del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punto 49), nonché ordinanze del 18 marzo 2011, Montoya Medina (C‑273/10, non pubblicata, EU:C:2011:167, punto 31), del 9 febbraio 2012, Lorenzo Martínez (C‑556/11, non pubblicata, EU:C:2012:67, punto 36), e del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 33).


11      V. in tal senso sentenze del 13 settembre 2007, Del Cerro Alonso (C‑307/05, EU:C:2007:509, punto 47), e del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punti da 50 a 58), nonché ordinanza del 18 marzo 2011, Montoya Medina (C‑273/10, non pubblicata, EU:C:2011:167, punti da 32 a 34).


12      V. in tal senso ordinanza del 9 febbraio 2012, Lorenzo Martínez (C‑556/11, non pubblicata, EU:C:2012:67, punto 38).


13      V. in tal senso sentenza dell’8 settembre 2011, Rosado Santana (C‑177/10, EU:C:2011:557, punto 46 e la giurisprudenza ivi citata).


14      V. in tal senso ordinanza del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 39).


15      V. in tal senso ordinanza del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 36).


16      Secondo quanto riferito dai rappresentanti della Navarra e della Spagna in risposta alla rispettiva domanda posta dalla Corte si tratta, nel caso di specie, di dipendenti sulla base di un contratto di lavoro di diritto privato.


17      V. già in tal senso le mie conclusioni nella causa Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:43, paragrafo 66).


18      Sentenze del 5 giugno 2018, Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2018:390, punto 46 e la giurisprudenza ivi citata), e del 25 luglio 2018, Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:603, punto 32).


19      Sentenze del 14 settembre 2016, de Diego Porras (C‑596/14, EU:C:2016:683, punto 37), del 5 giugno 2018, Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2018:390, punto 47), e del 25 luglio 2018, Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:603, punto 33).


20      Sentenza del 14 settembre 2016, Pérez López (C‑16/15, EU:C:2016:679, punto 66).


21      Sentenze del 5 giugno 2018, Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2018:390, punto 48 e la giurisprudenza ivi citata), del 25 luglio 2018, Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:603, punto 34).


22      Sentenza del 25 luglio 2018, Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:603, punto 35).


23      V., su tale aspetto, le mie conclusioni nelle cause Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2017:1022, paragrafi da 49 a 52), Montero Mateos (C‑677/16, EU:C:2017:1021, paragrafi da 44 a 47), e Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:43, paragrafo 71).


24      V. già supra, paragrafo 31 delle presenti conclusioni. In base alle informazioni fornite dal rappresentante del governo regionale della Navarra, gli impiegati possono essere assunti sulla base di contratti di diritto pubblico o di diritto privato, e solo nell’ultimo caso può prendersi in considerazione un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.


25      Sentenze del 5 giugno 2018, Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2018:390, punto 53 e la giurisprudenza ivi citata), e del 25 luglio 2018, Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:603, punto 38).


26      Articolo 11 del DF 68/2009, citato supra al paragrafo 17 delle presenti conclusioni.


27      Sentenze del 5 giugno 2018, Grupo Norte Facility (C‑574/16, EU:C:2018:390, punto 54 e la giurisprudenza ivi citata), e del 25 luglio 2018, Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:603, punto 39).


28      V., su tale aspetto, anche le mie conclusioni nella causa Adeneler e a. (C‑212/04, EU:C:2005:654, paragrafi 85 e 86), nelle cause riunite Angelidaki e a. (da C‑378/07 a C‑380/07, EU:C:2008:686, paragrafo 117), nonché nella causa Vernaza Ayovi (C‑96/17, EU:C:2018:43, paragrafo 83); nel medesimo senso le conclusioni riunite dell’avvocato generale Poiares Maduro nelle cause Marrosu e Sardino nonché Vasallo (C‑53/04 e C‑180/04, EU:C:2005:569, paragrafi 42 e 43).


29      Così recita il paragrafo 3 del preambolo dell’accordo quadro, v. altresì punto 10 delle sue considerazioni generali.


30      Sentenze dell’8 settembre 2011, Rosado Santana (C‑177/10, EU:C:2011:557, punto 76), e del 18 ottobre 2012, Valenza e a. (da C‑302/11 a C‑305/11, EU:C:2012:646, punto 57), nonché ordinanze del 7 marzo 2013, Bertazzi e a. (C‑393/11, non pubblicata, EU:C:2013:143, punto 43) e del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 53).


31      Ordinanze del 9 febbraio 2012, Lorenzo Martínez (C‑556/11, non pubblicata, EU:C:2012:67, punto 51), e del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 72).


32      In tal senso anche le sentenze del 7 settembre 2006, Marrosu e Sardino (C‑53/04, EU:C:2006:517, punto 45), e del 26 novembre 2014, Mascolo e a. (C‑22/13, da C‑61/13 a C‑63/13 e C‑418/13, EU:C:2014:2401, punto 70), nelle quali la Corte aggiunge rispettivamente la seguente espressione, a fini restrittivi: «in quanto ciò sia oggettivamente giustificato».


33      Nel medesimo senso la mia presa di posizione nella causa di riesame Commissione/Strack (C‑579/12 RX‑II, EU:C:2013:573, punti da 66 a 68).


34      V. in tal senso sentenza del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punto 57), nonché ordinanze del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 50) e del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 64).


35      V. in tal senso sentenza del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punto 55), nonché ordinanze del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 51) e del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 46).


36      L’accesso ai pubblici uffici in Spagna è disciplinato dai principi di uguaglianza, di idoneità e di competenza (v. articolo 23, paragrafo 2, e articolo 103, paragrafo 3, della Costituzione spagnola).


37      Sentenze del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punto 56), e dell’8 settembre 2011, Rosado Santana (C‑177/10, EU:C:2011:557, punto 74), nonché ordinanze del 18 marzo 2011, Montoya Medina (C‑273/10, non pubblicata, EU:C:2011:167, punto 42), del 9 febbraio 2012, Lorenzo Martínez (C‑556/11, non pubblicata, EU:C:2012:67, punto 49), e del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 49).


38      V. anche supra, paragrafo 50 delle presenti conclusioni e la giurisprudenza citata nella nota 31.


39      Ordinanza del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 71.


40      Nell’ordinanza del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez (C‑315/17, non pubblicata, EU:C:2018:207, punto 71) la Corte sottolineava che la partecipazione al sistema delle carriere in questione era consentita sia ai funzionari sia agli impiegati a tempo indeterminato.


41      Tale definizione diverge in modo non trascurabile da quella fornita dall’articolo 16, paragrafo 1, dell’EBEP, secondo la quale la nozione di «carriera» viene definita come «l’insieme ordinato di opportunità di promozione e aspettative di sviluppo professionale conformemente ai principi di uguaglianza, merito e competenza».


42      V. altresì supra, paragrafo 43 delle presenti conclusioni.


43      V. almeno ordinanza del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725, punto 56 e la giurisprudenza citata ai punti da 48 a 51.


44      V. a tal riguardo sentenze del 13 settembre 2007, Del Cerro Alonso (C‑307/05, EU:C:2007:509, punto 47), e del 22 dicembre 2010, Gavieiro Gavieiro e Iglesias Torres (C‑444/09 e C‑456/09, EU:C:2010:819, punti da 50 a 58), nonché ordinanza del 18 marzo 2011, Montoya Medina (C‑273/10, non pubblicata, EU:C:2011:167, punti da 32 a 34).


45      Con riguardo all’indennità sessennale per formazione continua, v., ad esempio, ordinanza del 9 febbraio 2012, Lorenzo Martínez (C‑556/11, non pubblicata, EU:C:2012:67); con riguardo alle norme relative ai periodi di servizio necessari per poter essere classificato in una categoria retributiva superiore o al calcolo dei periodi di servizio richiesti per ricevere annualmente un rapporto informativo, v. sentenza dell’8 settembre 2011, Rosado Santana (C‑177/10, EU:C:2011:557); in merito alle norme relative ai periodi di servizio necessari per la partecipazione al piano di valutazione cui sono collegati benefici finanziari, v. ordinanza del 21 settembre 2016, Álvarez Santirso (C‑631/15, EU:C:2016:725).


46      V. supra, paragrafi 32 e segg. delle presenti conclusioni.


47      V. supra, paragrafo 60 delle presenti conclusioni.


48      V. supra, paragrafo 38 delle presenti conclusioni.