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SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)

14 marzo 2013 (*)

«Regolamento (CE) n. 44/2001 – Competenza giurisdizionale, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale – Articoli 5, punto 1, lettera a), e 15, paragrafo 1 – Nozioni di “materia contrattuale” e di “contratto concluso dal consumatore” – Cambiale – Avallo – Garanzia per un contratto di finanziamento»

Nella causa C‑419/11,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Městský soud v Praze (Repubblica ceca), con decisione del 21 marzo 2011, pervenuta in cancelleria il 10 agosto 2011, nel procedimento

Česká spořitelna, a.s.

contro

Gerald Feichter,

LA CORTE (Prima Sezione),

composta dal sig. A. Tizzano, presidente di sezione, dai sigg. M. Ilešič (relatore), E. Levits, J.-J. Kasel e M. Safjan, giudici,

avvocato generale: sig.ra E. Sharpston

cancelliere: sig.ra K. Sztranc-Sławiczek, amministratore

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 27 giugno 2012,

considerate le osservazioni presentate:

–        per Česká spořitelna, a.s., da M. Vojáček, advokát;

–        per il governo ceco, da M. Smolek e J. Vláčil, in qualità di agenti;

–        per il governo svizzero, da D. Klingele, in qualità di agente;

–        per la Commissione europea, da M. Šimerdová e A.-M. Rouchaud-Joët, in qualità di agenti,

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 20 settembre 2012,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1        La domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda l’interpretazione degli articoli 5, punto 1, lettera a), e 15, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 12, pag. 1).

2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra Česká spořitelna, a.s. (in prosieguo: «Česká spořitelna»), la cui sede sociale è stabilita nella Repubblica ceca, e il sig. Feichter, residente in Austria.

 Contesto normativo

 Il regolamento n. 44/2001

3        L’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 così prevede:

«Salve le disposizioni del presente regolamento, le persone domiciliate nel territorio di un determinato Stato membro sono convenute, a prescindere dalla loro nazionalità, davanti ai giudici di tale Stato membro».

4        L’articolo 3, paragrafo 1, di tale regolamento dispone che «[l]e persone domiciliate nel territorio di uno Stato membro possono essere convenute davanti ai giudici di un altro Stato membro solo in base alle norme enunciate nelle sezioni da 2 a 7 del presente capo».

5        Ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), di detto regolamento, che compare nella sezione 2 di quest’ultimo, intitolata «Competenze speciali»:

«La persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro:

1)      a)      in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita».

6        L’articolo 15, paragrafo 1, dello stesso regolamento, che rientra nella sezione 4 di esso, intitolata «Competenza in materia di contratti conclusi da consumatori», così dispone:

«(…) la competenza in materia di contratti conclusi da una persona, il consumatore, per un uso che possa essere considerato estraneo alla sua attività professionale è regolata dalla presente sezione:

a)      qualora si tratti di una vendita a rate di beni mobili materiali;

b)      qualora si tratti di un prestito con rimborso rateizzato o di un’altra operazione di credito, connessi con il finanziamento di una vendita di tali beni;

c)      in tutti gli altri casi, qualora il contratto sia stato concluso con una persona le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato membro o verso una pluralità di Stati che comprende tale Stato membro, purché il contratto rientri nell’ambito di dette attività».

7        Secondo l’articolo 16, paragrafo 2, del regolamento n. 44/2001:

«L’azione dell’altra parte del contratto contro il consumatore può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore».

 Il diritto ceco

8        Secondo l’articolo 75 della legge n. 191/1950 relativa ai titoli di credito e agli assegni (in prosieguo: la «legge n. 191/1950»), un documento che reca tutte le menzioni richieste da tale articolo è una cambiale valida.

9        In forza dell’articolo 76, paragrafo 1, della legge n. 191/1950, il titolo su cui manca una delle menzioni previste dall’articolo 75 di tale legge non ha validità come cambiale, salvo nei casi determinati dai paragrafi seguenti. Secondo l’articolo 76, paragrafo 3, di detta legge, in mancanza di specifica indicazione, il luogo di emissione della cambiale è il luogo di pagamento e, al contempo, il luogo di domicilio dell’emittente.

10      Conformemente all’articolo 77, paragrafo 2, della legge n. 191/1950, l’articolo 10 di detta legge si applica anche alla cambiale. Tale articolo 10 prevede che, qualora una cambiale, incompleta all’atto della sua emissione, non sia stata completata come convenuto, non è possibile opporre al portatore della cambiale che tale accordo non è stato rispettato, a meno che detto portatore non abbia acquistato il titolo in malafede o che abbia commesso una negligenza grave all’atto dell’acquisto.

 Procedimento principale e questioni pregiudiziali

11      Il 28 aprile 2004, la società Feichter – CZ s.r.o. (in prosieguo: la «società Feichter»), avente sede in Brno (Repubblica ceca), ha emesso, sempre a Brno, una cambiale in bianco a favore di Česká spořitelna, avente sede in Praga (Repubblica ceca). La cambiale, sottoscritta a nome della società Feichter dal suo amministratore, il sig. Feichter, è stata emessa per garantire talune obbligazioni incombenti a tale società in base ad un contratto relativo all’apertura di una linea di credito revolving, concluso tra tale società e Česká spořitelna lo stesso giorno. Il sig. Feichter, domiciliato in Austria, ha del pari sottoscritto, in quanto persona fisica, la fronte della cambiale aggiungendovi la menzione «buono per avallo».

12      Le informazioni relative alla somma da pagare, alla scadenza e al luogo di pagamento sulla cambiale sono state completate da Česká spořitelna in conformità di un accordo relativo all’apposizione delle menzioni mancanti, concluso lo stesso giorno. La cambiale così completata conteneva una promessa incondizionata da parte della società Feichter di pagare il 27 maggio 2008, a Praga, la somma di CZK 5 000 000 su ordine di Česká spořitelna.

13      Il giorno della scadenza, la cambiale, presentata al luogo di pagamento, cioè a Praga, non è stata incassata. Conseguentemente, Česká spořitelna ha avviato un procedimento di ingiunzione di pagamento presso il Městský soud v Praze (Corte municipale di Praga) per ottenere, a carico del sig. Feichter, il pagamento della somma derivante dalla sottoscrizione della cambiale per l’importo di CZK 5 000 000, maggiorata degli interessi del 6% annuo su tale somma, a decorrere dal 28 maggio 2008 fino al pagamento, nonché una commissione sulla cambiale, per l’importo di CZK 16 666. Nel corso di tale procedura, il sig. Feichter ha sollevato l’eccezione di incompetenza del Městský soud v Praze, dato che egli risiede in Austria.

14      Il giudice del rinvio si chiede se la sua competenza debba essere determinata secondo le regole in materia di contratti conclusi dai consumatori. Al riguardo, esso si interroga sulla questione se siano soddisfatti i requisiti di cui all’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 e, segnatamente, se il diritto derivante dalla cambiale di cui trattasi nel procedimento principale, che il prenditore fa valere nei confronti dell’avallante, possa essere qualificato come di natura contrattuale ai sensi di tale articolo. In caso affermativo, sarebbero competenti per conoscere la controversia principale i giudici austriaci, dato che, secondo l’articolo 16, paragrafo 2, di tale regolamento, l’azione intentata contro un consumatore può essere portata soltanto dinanzi ai tribunali dello Stato membro sul territorio del quale tale consumatore è domiciliato.

15      Il giudice del rinvio si interroga anche sulla questione se sia possibile, nella fattispecie, determinare la competenza conformemente all’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001.

16      Al riguardo, esso solleva, da un lato, la questione se i diritti derivanti dalla cambiale di cui trattasi nel procedimento principale potessero essere qualificati come diritti di natura contrattuale ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, malgrado il fatto che, secondo il diritto ceco, la cambiale sia un valore mobiliare astratto che non è di natura contrattuale, sebbene materializzi il contenuto di un contratto.

17      D’altro lato, esso si chiede se si tratti, nella fattispecie, di un’obbligazione liberamente accettata, dato che il luogo del pagamento non è stato precisamente determinato né nella cambiale né nell’accordo relativo all’apposizione delle menzioni mancanti. Infatti, sebbene quest’ultimo accordo abbia conferito a Česká spořitelna il diritto di apporre sulla cambiale le menzioni mancanti relative al luogo del pagamento, esso non ha tuttavia previsto criteri che consentissero di stabilire che si tratta proprio della città di Praga. Il giudice del rinvio sottolinea che non si può escludere che l’apposizione del luogo di pagamento sulla cambiale conduca alla violazione dell’accordo o che tale accordo sia nullo per il suo carattere indeterminato, caso in cui sarebbe difficile affermare che nella fattispecie l’obbligazione è stata liberamente accettata.

18      Alla luce di quanto sopra, il Městský soud v Praze ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

«1)      Se la nozione di “materia relativa a contratti conclusi da un consumatore per un uso che possa essere considerato estraneo alla sua attività professionale”, contenuta nell’articolo 15, paragrafo 1, del [regolamento n. 44/2001], possa essere interpretata nel senso che essa comprende anche diritti derivanti da una cambiale emessa in forma incompleta fatti valere dal prenditore contro l’avallante dell’emittente.

2)      Indipendentemente dal fatto che la risposta alla prima questione sia affermativa o negativa, se la nozione “di materia contrattuale”, contenuta nell’articolo 5, [punto] 1, lettera a), del [regolamento n. 44/2001], possa essere interpretata nel senso che, tenendo conto esclusivamente del contenuto del documento in quanto tale, essa comprende anche i diritti derivanti da una cambiale emessa in forma incompleta fatti valere dal prenditore contro l’avallante dell’emittente».

 Sulle questioni pregiudiziali

 Sulla prima questione

 Ricevibilità

19      Česká spořitelna afferma che la prima questione è irricevibile, in quanto presenta carattere puramente ipotetico ed è priva di rilevanza ai fini della soluzione della controversia principale, non ricorrendo le condizioni d’applicazione dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001.

20      Occorre ricordare che, secondo costante giurisprudenza, nell’ambito di un procedimento ex articolo 267 TFUE, basato sulla netta separazione di funzioni tra i giudici nazionali e la Corte, ogni accertamento e valutazione dei fatti del procedimento principale, nonché l’interpretazione e l’applicazione del diritto nazionale, rientrano nella competenza esclusiva del giudice nazionale. Parimenti, spetta esclusivamente al giudice nazionale, cui è stata sottoposta la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell’emananda decisione giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze del caso, sia la necessità sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte. Di conseguenza, se le questioni sollevate vertono sull’interpretazione del diritto dell’Unione, la Corte, in via di principio, è tenuta a statuire (v. sentenza del 25 ottobre 2012, Rintisch, C‑553/11, punto 15 e la giurisprudenza ivi citata).

21      Pertanto, il rigetto, da parte della Corte, di una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un giudice nazionale è possibile soltanto qualora appaia in modo manifesto che l’interpretazione del diritto dell’Unione richiesta non ha alcun rapporto con la realtà effettiva o l’oggetto del procedimento principale, qualora la questione sia di tipo ipotetico o, ancora, qualora la Corte non disponga degli elementi in fatto e in diritto necessari per rispondere in modo utile alle questioni che le sono sottoposte (v., in particolare, sentenze del 14 giugno 2012, Banco Español de Crédito, C‑618/10, punto 77, e Rintisch, cit., punto 16).

22      Orbene, ciò non si osserva nella fattispecie. Risulta, infatti, chiaramente dalla domanda di pronuncia pregiudiziale che l’interpretazione dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 è necessaria alla soluzione della controversia principale, dato che l’eccezione di incompetenza sollevata dal sig. Feichter è basata sull’argomento secondo cui egli, avendo sottoscritto la cambiale in quanto persona fisica, possiede la qualità di consumatore ai sensi di tale articolo e, quindi, occorre determinare la competenza secondo le disposizioni di detto regolamento che disciplinano la competenza giurisdizionale in materia di contratti conclusi dai consumatori.

23      Ciò considerato, la prima questione pregiudiziale deve essere dichiarata ricevibile.

 Nel merito

24      Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede sostanzialmente se l’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 debba essere applicato allo scopo di determinare il giudice competente a conoscere di un’azione giurisdizionale con cui il prenditore di una cambiale, stabilito in uno Stato membro, fa valere i diritti derivanti da tale documento, incompleto alla data della sua sottoscrizione e successivamente completato dal prenditore, nei confronti dell’avallante domiciliato in un altro Stato membro.

25      Occorre preliminarmente rammentare che le nozioni cui fa ricorso il regolamento n. 44/2001 – e, segnatamente, quelle di cui all’articolo 15, paragrafo 1, di tale regolamento – devono essere interpretate in maniera autonoma, facendo principalmente riferimento al sistema e alle finalità del regolamento medesimo, al fine di garantirne l’uniforme applicazione in tutti gli Stati membri (v., in tal senso, sentenze del 20 gennaio 2005, Engler, C‑27/02, Racc. pag. I‑481, punto 33; del 7 dicembre 2010, Pammer e Hotel Alpenhof, C‑585/08 e C‑144/09, Racc. pag. I‑12527, punto 55, nonché del 6 settembre 2012, Mühlleitner, C‑190/11, punto 28).

26      Si deve, poi, osservare che l’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 costituisce una deroga tanto alla regola generale di competenza giurisdizionale sancita dall’articolo 2, paragrafo 1, di tale regolamento, che attribuisce la competenza ai giudici dello Stato membro sul territorio del quale il convenuto è domiciliato, quanto alla regola di competenza giurisdizionale speciale in materia di contratti, dettata dall’articolo 5, punto 1, del medesimo regolamento, secondo cui il giudice competente è quello del luogo in cui è stata o deve essere eseguita l’obbligazione dedotta in giudizio (citate sentenze Pammer e Hotel Alpenhof, punto 53, nonché Mühlleitner, punto 26). Ne consegue che tale articolo 15, paragrafo 1, deve necessariamente essere oggetto di interpretazione restrittiva (v., in tal senso, sentenza Mühlleitner, cit., punto 27).

27      Infine, nei limiti in cui il regolamento n. 44/2001 sostituisce, nei rapporti tra gli Stati membri, la Convenzione del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32), come modificata dalle successive convenzioni relative all’adesione a tale Convenzione dei nuovi Stati membri (in prosieguo: la «Convenzione di Bruxelles»), l’interpretazione fornita dalla Corte con riferimento alle disposizioni di tale Convenzione vale anche per quelle del citato regolamento, qualora le disposizioni di tali atti comunitari possano essere qualificate come equivalenti (v., in particolare, sentenze del 25 ottobre 2012, Folien Fischer e Fofitec, C‑133/11, punto 31, e del 7 febbraio 2013, Refcomp, C‑543/10, punto 18).

28      A tal riguardo, la Corte ha già avuto modo di affermare che, nel sistema istituito dal regolamento n. 44/2001, l’articolo 15, paragrafo 1, dello stesso occupa, come risulta dal suo considerando 13, il medesimo posto e assolve la medesima funzione di tutela del consumatore, quale parte più debole, dell’articolo 13, primo comma, della Convenzione di Bruxelles (v., in tal senso, sentenze del 14 maggio 2009, Ilsinger, C‑180/06, Racc. pag. I‑3961, punto 41; Pammer e Hotel Alpenhof, cit., punto 57, nonché Mühlleitner, cit., punto 29).

29      È alla luce di tali considerazioni che occorre risolvere la prima questione sottoposta dal giudice del rinvio.

30      Per rispondere a tale questione, si deve constatare che l’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 va applicato nell’ipotesi in cui ricorrano tre condizioni, cioè, in primo luogo, una parte contrattuale abbia la qualità di consumatore e agisca in un contesto che può essere considerato estraneo alla sua attività professionale, in secondo luogo, il contratto tra siffatto consumatore e un professionista sia stato effettivamente concluso e, in terzo luogo, tale contratto rientri in una delle categorie di cui al paragrafo 1, lettere a)-c), di detto articolo 15. Tali condizioni devono essere soddisfatte cumulativamente, di modo che, qualora venga meno una delle tre condizioni, la competenza non possa essere determinata secondo le disposizioni in materia di contratti conclusi da consumatori.

31      Riguardo alla prima condizione d’applicazione dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001, anche se la formulazione di tale disposizione non è in ogni sua parte identica a quella dell’articolo 13, primo comma, della Convenzione di Bruxelles, tali modifiche riguardano le condizioni d’applicazione che i contratti al consumo devono soddisfare (v., in tal senso, sentenza Pammer e Hotel Alpenhof, cit., punto 59) e non la definizione della nozione di consumatore, di modo che, nell’ambito del regolamento n. 44/2001, tale nozione deve avere la stessa portata che ha nell’ambito della Convenzione di Bruxelles.

32      La Corte ha già avuto occasione di dichiarare, a proposito dell’articolo 13, primo comma, della Convenzione di Bruxelles, che dal testo e dalla funzione di tale disposizione risulta che essa riguarda soltanto il consumatore finale privato, non impegnato in attività commerciali o professionali (v., in tal senso, sentenze del 19 gennaio 1993, Shearson Lehman Hutton, C‑89/91, Racc. pag. I‑139, punti 20 e 22; del 3 luglio 1997, Benincasa, C‑269/95, Racc. pag. I‑3767, punto 15; del 20 gennaio 2005, Gruber, C‑464/01, Racc. pag. I‑439, punto 35, nonché Engler, cit., punto 34).

33      Risulta del pari dalla giurisprudenza della Corte che il particolare regime istituito dalle disposizioni della Convenzione di Bruxelles sulla competenza giurisdizionale in materia di contratti conclusi dai consumatori è diretto a garantire un’adeguata protezione del consumatore in quanto parte contrattuale ritenuta economicamente più debole e giuridicamente meno esperta della sua controparte professionale (v., in particolare, citate sentenze Gruber, punto 34, e Engler, punto 39). Tale funzione implica che l’applicazione delle norme di competenza speciale all’uopo previste dalla Convenzione di Bruxelles non venga estesa a favore di persone per le quali tale protezione è ingiustificata (v., in tal senso, sentenza Shearson Lehman Hutton, cit., punto 19).

34      La Corte ne ha tratto la conclusione che soltanto i contratti conclusi al di fuori e indipendentemente da qualsiasi attività o finalità di natura professionale, nell’unico scopo di soddisfare le necessità di consumo privato dell’individuo, rientrano nel particolare regime previsto da detta Convenzione in materia di tutela del consumatore, mentre tale tutela non è giustificata nel caso di contratti che hanno come scopo un’attività professionale (v. sentenza Gruber, cit., punto 36, e, in tal senso, sentenza Benincasa, cit., punto 17).

35      Orbene, è giocoforza constatare che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, la condizione dell’esistenza di un consumatore ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 non è soddisfatta.

36      È pacifico infatti che l’avallante nel procedimento principale si è reso garante delle obbligazioni della società che gestisce e nella quale detiene una partecipazione di maggioranza.

37      Pertanto, anche se l’obbligazione dell’avallante presenta carattere astratto ed è, quindi, indipendente dall’obbligazione dell’emittente, di cui l’avallante si è reso garante, ciò non toglie che, come ha osservato l’avvocato generale al paragrafo 33 delle sue conclusioni, l’avallo di una persona fisica, prestato nel contesto di una cambiale emessa per garantire le obbligazioni di una società commerciale, non può essere considerato prestato fuori e indipendentemente da qualsiasi attività o finalità di ordine professionale, qualora tale persona fisica presenti stretti vincoli professionali con detta società, come la gerenza o una partecipazione di maggioranza in essa.

38      In ogni caso, la sola circostanza che l’avallante sia una persona fisica non è sufficiente a dimostrarne la qualità di consumatore ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001.

39      Alla luce delle considerazioni suesposte, non è necessario esaminare se ricorrano le altre due condizioni per l’applicazione di tale articolo.

40      Dall’insieme delle considerazioni che precedono risulta che occorre rispondere alla prima questione dichiarando che l’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 deve essere interpretato nel senso che una persona fisica che abbia stretti vincoli professionali con una società, quali la gerenza o una partecipazione di maggioranza in essa, non può essere considerata consumatore ai sensi di tale disposizione qualora avalli una cambiale emessa per garantire le obbligazioni incombenti a detta società in base a un contratto relativo alla concessione di un finanziamento. Pertanto, tale disposizione non trova applicazione al fine di determinare quale sia il giudice competente a conoscere di un’azione con cui il prenditore di una cambiale, stabilito in uno Stato membro, fa valere i diritti derivanti da detta cambiale – incompleta alla data della sua sottoscrizione e completata successivamente dal prenditore – nei confronti dell’avallante domiciliato in un altro Stato membro.

 Sulla seconda questione

41      Con la seconda questione, il giudice del rinvio chiede, sostanzialmente, se l’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 si applichi per determinare il giudice competente a conoscere di un’azione con cui il prenditore di una cambiale, stabilito in uno Stato membro, fa valere i diritti derivanti da tale cambiale – incompleta alla data della sottoscrizione e successivamente completata dal prenditore – nei confronti dell’avallante domiciliato in un altro Stato membro.

42      Occorre preliminarmente osservare che, nell’ambito di tale questione, il giudice del rinvio, da un lato, chiede se il rapporto giuridico che intercorre tra il prenditore e l’avallante della cambiale rientri nella nozione di «materia contrattuale», ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 e, d’altro lato, desidera conoscere la portata che occorre attribuire alla nozione, contenuta in tale disposizione, di «luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita», nel caso di una cambiale redatta in modo incompleto e completata successivamente.

43      Al riguardo occorre ricordare, al pari del punto 27 della presente sentenza, che, poiché i termini dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 sono identici a quelli dell’articolo 5, punto 1, prima frase, della Convenzione di Bruxelles, alla prima disposizione deve essere riconosciuta una portata identica a quella della seconda (v., in tal senso, sentenza del 23 aprile 2009, Falco Privatstiftung e Rabitsch, C‑533/07, Racc. pag. I‑3327, punti 48 e 56).

44      Pertanto, per determinare, in applicazione dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, la giurisdizione competente, si deve fare tuttora riferimento ai principi enunciati dalla giurisprudenza della Corte relativamente all’articolo 5, punto 1, della Convenzione di Bruxelles (v., in tal senso, sentenza Falco Privatstiftung e Rabitsch, cit., punto 57).

45      Per quanto riguarda, in primo luogo, l’interpretazione della nozione di «materia contrattuale», ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, occorre osservare che tale nozione deve essere interpretata in modo autonomo, facendo riferimento al sistema e agli scopi di detto regolamento, al fine di garantirne l’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri. Essa non può pertanto essere interpretata come un rinvio alla qualificazione data dal diritto nazionale al rapporto giuridico dedotto dinanzi al giudice nazionale (v., per analogia, in particolare, sentenze del 17 giugno 1992, Handte, C‑26/91, Racc. pag. I‑3967, punto 10, e del 5 febbraio 2004, Frahuil, C‑265/02, Racc. pag. I‑1543, punto 22).

46      Sebbene l’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 non esiga la conclusione di un contratto, nondimeno è indispensabile individuare un’obbligazione, dato che in forza di tale disposizione la competenza giurisdizionale è determinata in relazione al luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita. Quindi, la nozione di «materia contrattuale» ai sensi della predetta disposizione non può essere intesa nel senso che riguarda una situazione in cui non esista alcun obbligo liberamente assunto da una parte nei confronti di un’altra (v., per analogia, sentenze del 17 settembre 2002, Tacconi, C‑334/00, Racc. pag. I‑7357, punti 22 e 23, nonché Engler, cit., punto 50).

47      Di conseguenza, l’applicazione della regola di competenza speciale prevista in materia contrattuale al detto articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 presuppone la determinazione di un’obbligazione giuridica assunta liberamente da una parte nei confronti di un’altra e su cui si fonda l’azione del ricorrente (v., per analogia, sentenza Engler, cit., punto 51).

48      Riguardo all’esistenza di siffatta obbligazione in circostanze come quelle del procedimento principale, va constatato, come ha fatto l’avvocato generale al paragrafo 45 delle sue conclusioni, che, nella fattispecie, l’avallante, apponendo la propria firma sulla fronte della cambiale, sotto la menzione «buono per avallo», ha volontariamente accettato di agire come garante degli obblighi dell’emittente di detta cambiale. La sua obbligazione di garantire tali obblighi è stata così, con la firma, liberamente accettata, ai sensi di detta disposizione.

49      La circostanza che tale firma sia stata apposta su una cambiale in bianco non è idonea ad inficiare tale constatazione. Occorre infatti considerare che l’avallante, firmando anche l’accordo relativo all’apposizione delle menzioni mancanti, ha liberamente accettato le condizioni riguardanti il modo in cui tale cambiale sarebbe stata completata dal prenditore con l’apposizione delle informazioni mancanti, anche se la firma di tale accordo non ha, di per sé, dato luogo al sorgere dell’avallo.

50      Occorre sottolineare al riguardo che la questione se l’apposizione delle menzioni mancanti sulla cambiale sia stata effettuata violando tale accordo non rientra nell’interpretazione della nozione di «materia contrattuale» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, ma è piuttosto collegata alla verifica del fatto che il luogo di pagamento derivante dalla cambiale di cui trattasi sia stato validamente convenuto tra le parti, cosicché tale domanda del giudice del rinvio concerne l’interpretazione della nozione di «luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita», ai sensi di detta disposizione, nozione che sarà esaminata ai punti 52 e seguenti della presente sentenza.

51      Ne consegue che il rapporto giuridico tra il prenditore e l’avallante di una cambiale, redatta in modo incompleto e successivamente completata, rientra nella nozione di «materia contrattuale» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001.

52      In secondo luogo, occorre precisare il senso della nozione di «luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita» ai sensi di detta disposizione.

53      Il giudice del rinvio chiede al riguardo, in particolare, se, per determinare tale luogo, esso debba prendere in considerazione soltanto le informazioni che compaiono sulla cambiale oppure anche i dati contenuti nell’accordo relativo all’apposizione delle menzioni mancanti.

54      Occorre ricordare, da un lato, che la nozione di «obbligazione», che compare all’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, rinvia all’obbligazione che deriva dal contratto e la cui mancata esecuzione viene dedotta in giudizio (v., per analogia, in particolare, sentenze del 6 ottobre 1976, De Bloos, 14/76, Racc. pag. 1497, punto 13; del 15 gennaio 1987, Shenavai, 266/85, Racc. pag. 239, punto 9, nonché del 19 febbraio 2002, Besix, C‑256/00, Racc. pag. I‑1699, punto 44) e, dall’altro, che il luogo ove detta obbligazione è stata o deve essere eseguita viene determinato in base alla legge che disciplina tale obbligazione secondo le norme sui conflitti di competenza del giudice adito (v. analogamente, in particolare, sentenze del 6 ottobre 1976, Industrie Tessili Italiana Como, 12/76, Racc. pag. 1473, punto 13; del 28 settembre 1999, GIE Groupe Concorde e a., C‑440/97, Racc. pag. I‑6307, punto 32, nonché Besix, cit., punti 33 e 36).

55      Peraltro, considerata l’importanza generalmente riconosciuta alla volontà delle parti dai diritti nazionali in materia contrattuale, allorché la legge applicabile consente alle parti contraenti, alle condizioni da essa previste, di designare il luogo di esecuzione dell’obbligazione, l’accordo circa il luogo dell’adempimento è sufficiente a radicare nello stesso luogo la competenza giurisdizionale ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 (v., analogamente, sentenze del 17 gennaio 1980, Zelger, 56/79, Racc. pag. 89, punto 5; del 20 febbraio 1997, MSG, C‑106/95, Racc. pag. I‑911, punto 30, nonché GIE Groupe Concorde e a., cit., punto 28).

56      Occorre tuttavia rilevare al riguardo che, benché le parti siano libere di accordarsi su un luogo di esecuzione delle obbligazioni contrattuali, esse però non possono fissare, al solo scopo di determinare un foro competente, un luogo di esecuzione che non presenti nessun collegamento effettivo con la materia del contratto e in cui le obbligazioni derivanti dal contratto medesimo non potrebbero essere eseguite sulla base dei termini di quest’ultimo (v., in tal senso, sentenza MSG, cit., punto 31).

57      Nella fattispecie, alla luce della circostanza che il luogo di esecuzione dell’obbligazione di cui trattasi è espressamente indicato nella cambiale, il giudice del rinvio è tenuto, in quanto il diritto applicabile consente detta scelta del luogo di adempimento, a prendere in considerazione tale luogo per determinare il giudice competente in conformità dell’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001.

58      In base a quanto precede, occorre rispondere alla seconda questione dichiarando che l’articolo 5, punto 1, lettera a) del regolamento n. 44/2001 trova applicazione allo scopo di determinare il giudice competente a conoscere dell’azione con cui il prenditore di una cambiale, stabilito in uno Stato membro, fa valere i diritti derivanti da detta cambiale – incompleta alla data della sua sottoscrizione e successivamente completata dal prenditore – nei confronti dell’avallante domiciliato in un altro Stato membro.

 Sulle spese

59      Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara:

1)      L’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che una persona fisica che abbia stretti vincoli professionali con una società, quali la gerenza o una partecipazione di maggioranza in essa, non può essere considerata consumatore ai sensi di tale disposizione qualora avalli una cambiale emessa per garantire le obbligazioni incombenti a detta società in base a un contratto relativo alla concessione di un finanziamento. Pertanto, tale disposizione non trova applicazione al fine di determinare quale sia il giudice competente a conoscere di un’azione con cui il prenditore di una cambiale, stabilito in uno Stato membro, fa valere i diritti derivanti da tale cambiale – incompleta alla data della sua sottoscrizione e completata successivamente dal prenditore – nei confronti dell’avallante domiciliato in un altro Stato membro.

2)      L’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 trova applicazione allo scopo di determinare il giudice competente a conoscere dell’azione con cui il prenditore di una cambiale, stabilito in uno Stato membro, fa valere i diritti derivanti da detta cambiale – incompleta alla data della sua sottoscrizione e successivamente completata dal prenditore – nei confronti dell’avallante domiciliato in un altro Stato membro.

Firme


* Lingua processuale: il ceco.