ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Quarta Sezione)

19 settembre 2016 (1)

«Marchio dell’Unione europea – Marchio dell’Unione europea ats – Ricorso che deve essere proposto dinanzi all’EUIPO – Domanda d’ingiunzione – Incompetenza manifesta – Inosservanza dei requisiti di forma – Irricevibilità manifesta»

Nella causa T‑5/16,

Gian Luca Gregis, residente in Adeje (Spagna), rappresentato da M. Bartolucci, avvocato,

ricorrente,

contro

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO),

convenuto,

controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO:

DM9 Automobili Srl, con sede in Borgomanero (Italia),

avente ad oggetto un ricorso presentato contro la decisione della prima commissione di ricorso dell’EUIPO, del 30 ottobre 2015 (procedimento R 588/2015–1), relativa a un procedimento d’iscrizione nel registro dell’EUIPO del trasferimento del marchio dell’Unione europea figurativo ats,

IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)

composto da M. Prek, presidente, I. Labucka e F. Schalin (relatore), giudici,

cancelliere: E. Coulon

visto il ricorso depositato nella cancelleria del Tribunale il 4 gennaio 2016,

ha emesso la seguente

Ordinanza

 Fatti

1        Il 10 marzo 2011, il ricorrente, sig. Gian Luca Gregis, ha presentato una domanda di registrazione di marchio dell’Unione europea all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), ai sensi del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio dell’Unione europea (GU 2009, L 78, pag. 1).

2        Il marchio oggetto della domanda di registrazione è il segno figurativo di seguito riprodotto:

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3        I prodotti per i quali è stata chiesta la registrazione rientrano, in particolare, nella classe 12 ai sensi dell’accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi, del 15 giugno 1957, come riveduto e modificato, e corrispondono alla seguente descrizione: «Veicoli; apparecchi di locomozione terrestri, aerei o nautici».

4        Il marchio è stato registrato il 18 gennaio 2012 con il numero 9799719 a nome del sig. Gregis.

5        Il 14 aprile 2014 il servizio Registro dell’EUIPO ha iscritto il trasferimento del marchio alla società DM9 Automobili Srl, con il numero di pratica T8391925 (in prosieguo: il «primo trasferimento»).

6        Il 19 settembre 2014 il servizio Registro, facendo seguito a una domanda di registrazione in data 16 settembre 2014 (in prosieguo: la «domanda di trasferimento»), ha iscritto il trasferimento del marchio dalla DM9 Automobili al sig. Gregis, con il numero di pratica T8819289 (in prosieguo: il «secondo trasferimento»).

7        Con lettera del 22 settembre 2014, la società DM9 Automobili, avendo appreso di tale registrazione, ne ha chiesto l’annullamento. Essa precisava di non avere mai trasferito il marchio al sig. Gregis e che quest’ultimo aveva contraffatto, sull’atto presentato all’EUIPO, la firma dell’amministratore delegato della società. Essa dichiarava di aver sporto denuncia per falso il 21 settembre 2014 e allegava una copia della stessa.

8        Il 24 settembre 2014 l’EUIPO ha informato il ricorrente di quanto avvenuto e lo ha invitato a fornire chiarimenti.

9        Con lettera del 23 novembre 2014, il ricorrente ha rivendicato la paternità del marchio, affermando di averlo ideato e diffuso in tutto il mondo. Il ricorrente ha confutato le accuse di aver falsificato la firma del rappresentante della DM9 Automobili e ha accusato quest’ultima di volersi appropriare del marchio, attraverso vari sotterfugi.

10      Con decisione del 21 gennaio 2015, il dipartimento «Operazioni» dell’EUIPO ha informato la DM9 Automobili che l’iscrizione n. T8819289 non sarebbe stata revocata ai sensi dell’articolo 80 del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio del 26 febbraio 2009 sul marchio comunitario.

11      Con decisione del 30 ottobre 2015, la prima commissione di ricorso dell’EUIPO ha annullato la decisione del dipartimento «Operazioni». In particolare, essa ha ritenuto che fosse manifesto che il servizio Registro aveva commesso un errore quando aveva registrato il secondo trasferimento – e proceduto al cambiamento di titolarità – del marchio dell’Unione europea sulla sola base del documento recante la domanda di trasferimento, senza esaminarne la conformità con l’articolo 17 del regolamento n. 207/2009 e con la regola 31 del regolamento (CE) n. 2868/95 della Commissione, del 13 dicembre 1995, recante modalità di esecuzione del regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario (GU 1995, L 303, pag. 1).

 Conclusioni delle parti

12      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 4 gennaio 2016, il ricorrente ha introdotto il presente ricorso.

13      Egli chiede che il Tribunale voglia:

–        confermare il primo e il secondo trasferimento;

–        oppure annullare il primo e il secondo trasferimento.

 In diritto

14      Ai sensi dell’articolo 126 del regolamento di procedura del Tribunale, quando il ricorso è manifestamente irricevibile, il Tribunale può, senza proseguire il procedimento, statuire con ordinanza motivata.

15      Nel caso di specie, il Tribunale ritiene di essere sufficientemente edotto dagli atti di causa e decide, ai sensi di tale articolo, di statuire senza proseguire il procedimento.

16      In primo luogo, occorre notare che il primo capo delle conclusioni del ricorrente deve essere inteso, in sostanza, come una richiesta al Tribunale di ordinare all’EUIPO di procedere alla registrazione del secondo trasferimento. Occorre altresì notare che il secondo capo delle conclusioni del ricorrente deve essere inteso, in sostanza, come una richiesta al Tribunale di revocare il primo e il secondo trasferimento. Ebbene, da una giurisprudenza costante risulta che, nell’ambito di un ricorso proposto dinanzi al giudice dell’Unione europea contro la decisione di una commissione di ricorso dell’EUIPO, quest’ultimo è tenuto ad adottare, conformemente all’articolo 65, paragrafo 6, del regolamento n. 207/2009, i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza del giudice dell’Unione. Di conseguenza, non spetta al Tribunale rivolgere ingiunzioni all’EUIPO, al quale incombe trarre le conseguenze dal dispositivo e dalla motivazione delle pronunce del giudice dell’Unione [v. sentenza dell’11 luglio 2007, El Corte Inglés/UAMI – Bolaños Sabri (PiraÑAM diseño original Juan Bolaños), T‑443/05, EU:T:2007:219, punto 20 e giurisprudenza ivi citata].

17      In secondo luogo, per quanto riguarda la domanda di annullamento del primo trasferimento, si deve rilevare che, ai sensi dell’articolo 65, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009 «[a]vverso le decisioni delle commissioni di ricorso relative ai ricorsi può essere proposto ricorso dinanzi al Tribunale». Ne consegue che il Tribunale è manifestamente incompetente a statuire sulla legittimità del primo trasferimento, dato che quest’ultimo non è stato oggetto di un ricorso dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO.

18      In terzo luogo, occorre ricordare che, in forza dell’articolo 21, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, applicabile al procedimento dinanzi al Tribunale conformemente all’articolo 53, primo comma, del medesimo Statuto, e dell’articolo 76, lettera d), del regolamento di procedura del Tribunale, l’atto introduttivo del ricorso deve indicare, tra l’altro, l’oggetto della controversia e un’esposizione sommaria dei motivi dedotti. Tali indicazioni devono essere sufficientemente chiare e precise per consentire alla parte convenuta di predisporre la propria difesa e al Tribunale di pronunciarsi sul ricorso, eventualmente senza ulteriori informazioni. Nella prospettiva di garantire la certezza del diritto e una buona amministrazione della giustizia, affinché un ricorso sia considerato ricevibile, è necessario che gli elementi essenziali di fatto e di diritto sui quali esso si fonda emergano, anche sommariamente, purché in modo coerente e comprensibile, dal testo dell’atto introduttivo stesso (ordinanze del 28 aprile 1993, De Hoe/Commissione, T‑85/92, EU:T:1993:39, punto 20, e del 21 maggio 1999, Asia Motor France e a./Commissione, T‑154/98, EU:T:1999:109, punto 49; sentenza del 15 giugno 1999, Ismeri Europa/Corte dei conti, T‑277/97, EU:T:1999:124, punto 29).

19      Nel caso di specie, il ricorrente non deduce alcun motivo a sostegno del suo ricorso. L’atto introduttivo non permette neppure di effettuare un’interpretazione che consenta di intendere il ragionamento ivi svolto come un motivo di ricorso oppure come censure dedotte avverso la decisione impugnata.

20      Di conseguenza, l’atto introduttivo del ricorso non risponde ai requisiti minimi di cui all’articolo 76, lettera d), del regolamento di procedura.

21      Dalle considerazioni che precedono risulta che il ricorso in esame dev’essere respinto in quanto manifestamente irricevibile, senza che sia necessario notificarlo all’EUIPO.

 Sulle spese

22      Poiché la presente ordinanza è adottata anteriormente alla notifica dell’atto introduttivo del ricorso all’EUIPO e prima che quest’ultimo possa aver sostenuto spese, è sufficiente decidere che il ricorrente sopporterà le proprie spese, ai sensi dell’articolo 133 del regolamento di procedura.

Per questi motivi,

IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)

così provvede:

1)      Il ricorso è respinto in quanto manifestamente irricevibile.

2)      Il sig. Gian Luca Gregis sopporterà le proprie spese.

Lussemburgo, 19 settembre 2016

Il cancelliere

 

      Il presidente

E. Coulon

 

      M. Prek


1 Lingua processuale: l’italiano.