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Ricorso proposto il 23 settembre 2010 - AI / Corte di giustizia

(Causa F-85/10)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: AI (rappresentante: avv. M. Erniquin)

Convenuta: Corte di giustizia dell'Unione europea

Oggetto e descrizione della controversia

Da un lato, domanda di annullamento delle delibere della commissione di concorso concernenti i risultati della prova di francese del concorso per esame interno n. CJ 12/09 e, ove necessario, annullamento dei contratti e delle nomine delle persone che hanno vinto detto concorso nonché, dall'altro, domanda di annullamento della decisione di non rinnovare il contratto di agente temporaneo della ricorrente e domanda di risarcimento danni.

Conclusioni della ricorrente

l'annullamento delle delibere della commissione di concorso concernenti la prova di francese del concorso per esame interno CJ12/09;

ove necessario, l'annullamento delle nomine degli 8 candidati ammessi a tale prova;

la comunicazione dei criteri di valutazione alla base della selezione operata;

in via principale, la riqualificazione del contratto di lavoro a durata determinata della ricorrente in contratto di lavoro a durata indeterminata, di conseguenza annullamento della decisione di mancato rinnovo del suo contratto di agente temporaneo a partire dal gennaio 2009, e, pertanto, la sua reintegrazione in qualità di agente temporaneo; in subordine, annullamento della decisione di mancato rinnovo del suo contratto di agente temporaneo dal gennaio 2009, e, quindi, la sua reintegrazione come agente temporaneo;

di conseguenza, il riconoscimento del diritto a un indennizzo corrispondente alla differenza tra la remunerazione che essa avrebbe percepito se il suddetto contratto fosse continuato il 1° gennaio 2010 e gli emolumenti effettivamente percepiti a decorrere da tale data fino alla data della sua effettiva reintegrazione;

il versamento di un indennizzo risarcitorio del danno morale subito in particolare a seguito del mancato rinnovo abusivo del suo contratto di lavoro, stimato in centomila euro nel caso in cui fosse disposta la reintegrazione della ricorrente, altrimenti di un indennizzo di cinquecentomila euro, se non fosse possibile la reintegrazione della ricorrente;

la condanna della Corte di giustizia alle spese.

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