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Ricorso proposto il 18 luglio 2014 – Commissione europea / Repubblica d’Austria

(Causa C-346/14)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: E. Manhaeve e G. Wilms, agenti)

Convenuta: Repubblica d’Austria

Conclusioni della ricorrente

dichiarare che la convenuta ha violato gli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE, in combinato disposto con l’articolo 288 TFUE, non avendo correttamente applicato, in sede di autorizzazione della costruzione di una centrale idroelettrica sullo «Schwarze Sulm», le disposizioni dell’articolo 4, paragrafo 1, in combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 7, della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE1 (DQA),

condannare la Repubblica d’Austria alle spese.

Motivi e principali argomenti

L’Austria cercherebbe di eludere il divieto di deterioramento previsto dall’articolo 4, paragrafo 1 della DQA, che ne costituisce il principio fondamentale, e violerebbe pertanto i requisiti necessari ai fini di un’esenzione ex articolo 4, paragrafo 7, della direttiva medesima.

L’applicazione della direttiva ratione temporis si baserebbe sulla giurisprudenza della Corte di giustizia secondo cui gli Stati membri, in pendenza del termine di recepimento di una direttiva, non possono adottare disposizioni atte a compromettere seriamente il raggiungimento degli obiettivi di quest’ultima (articolo 4, paragrafo 3, TUE, in combinato disposto con l’articolo 288 TFUE).

Nella sua nuova decisione, la convenuta si baserebbe solamente su un’analisi modificata dello stato delle acque dello «Schwarze Sulm». Tale classificazione modificata («buono» stato delle acque invece di «molto buono») sarebbe contraria al piano di gestione iniziale. Le constatazioni e le valutazioni contenute nel piano di gestione non potrebbero essere improvvisamente modificate in conseguenza di una decisione amministrativa ad hoc adottata sul fondamento di nuovi criteri. Se così fosse, potrebbero essere facilmente eluse disposizioni sostanziali fondamentali della direttiva quadro sulle acque, quali, nella fattispecie, il divieto di deterioramento, nonché importanti disposizioni procedurali, quali, ad esempio, la partecipazione del pubblico.

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1 Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque; GU L 327, pag. 1.