Language of document : ECLI:EU:C:2014:2192

Cause riunite da C‑204/12 a C‑208/12

Essent Belgium NV

contro

Vlaamse Reguleringsinstantie voor de Elektriciteits- en Gasmarkt

(domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal

Rechtbank van eerste aanleg te Brussel)

«Rinvio pregiudiziale – Regime regionale di sostegno che prevede il rilascio di certificati verdi negoziabili per gli impianti siti nella regione interessata che producono elettricità da fonti energetiche rinnovabili – Obbligo dei fornitori di elettricità di presentare annualmente all’autorità competente una certa quota di certificati – Rifiuto di tener conto delle garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea e da Stati contraenti dell’accordo SEE – Ammenda amministrativa in caso di mancata presentazione di certificati – Direttiva 2001/77/CE – Articolo 5 – Libera circolazione delle merci – Articolo 28 CE – Articoli 11 e 13 dell’accordo SEE – Direttiva 2003/54/CE – Articolo 3»

Massime – Sentenza della Corte (Quarta Sezione) dell’11 settembre 2014

1.        Procedimento giurisdizionale – Domanda di riapertura della fase orale – Presupposti per la riapertura

(Regolamento di procedura della Corte, art. 83)

2.        Questioni pregiudiziali – Competenza della Corte – Limiti – Esame della compatibilità del diritto nazionale con il diritto dell’Unione – Esclusione – Comunicazione al giudice del rinvio di tutti gli elementi di interpretazione riconducibili al diritto dell’Unione – Inclusione

(Art. 267 TFUE)

3.        Ambiente – Promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità – Direttiva 2001/77 – Regime nazionale di sostegno che prevede l’attribuzione di certificati negoziabili in considerazione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul territorio di una regione – Obbligo dei fornitori di elettricità di presentare annualmente all’autorità competente una certa quota di siffatti certificati a pena di un’ammenda amministrativa – Rifiuto di tener conto delle garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea o da Stati terzi contraenti dell’accordo sullo Spazio economico europeo – Ammissibilità

(Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/77, artt. 4 e 5)

4.        Libera circolazione delle merci – Restrizioni quantitative – Misure di effetto equivalente – Regime nazionale di sostegno che prevede l’attribuzione di certificati negoziabili in considerazione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul territorio di una regione – Obbligo dei fornitori di elettricità di presentare annualmente all’autorità competente una certa quota di siffatti certificati a pena di un’ammenda amministrativa – Rifiuto di tener conto delle garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea o da Stati terzi contraenti dell’accordo sullo Spazio economico europeo – Inammissibilità – Giustificazione – Presupposti

(Artt. 28 CE e 30 CE; accordo SEE, artt. 11 e 13)

5.        Diritto dell’Unione europea – Principi – Parità di trattamento – Discriminazione in base alla nazionalità – Divieto – Regime nazionale di sostegno che prevede l’attribuzione di certificati negoziabili in considerazione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul territorio di una regione – Obbligo dei fornitori di elettricità di presentare annualmente all’autorità competente una certa quota di siffatti certificati a pena di un’ammenda amministrativa – Rifiuto di tener conto delle garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea o da Stati terzi contraenti dell’accordo sullo Spazio economico europeo – Ammissibilità

(Art. 18 TFUE; accordo SEE, art. 4; direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2003/54, art. 3, § 1)

1.        V. il testo della decisione.

(v. punti 47, 48)

2.        V. il testo della decisione.

(v. punto 51)

3.        L’articolo 5 della direttiva 2001/77/CE, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, deve essere interpretato nel senso che non osta ad un regime nazionale di sostegno, il quale preveda l’attribuzione, da parte dell’autorità di regolamentazione regionale competente, di certificati negoziabili in considerazione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul territorio della regione interessata e assoggetti i fornitori di elettricità all’obbligo di consegnare, ogni anno, alla menzionata autorità, a pena di un’ammenda amministrativa, una certa quantità di siffatti certificati corrispondente a una quota del totale delle loro forniture di elettricità in tale regione, senza che detti fornitori siano autorizzati ad adempiere l’obbligo menzionato utilizzando garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea o da Stati terzi membri dello Spazio economico europeo.

Lo scopo del succitato articolo 5, infatti, è fare in modo che l’origine dell’elettricità verde possa essere dimostrata da una garanzia di origine. Per quanto li riguarda, i regimi di sostegno nazionali attraverso i quali i produttori di elettricità verde percepiscono, direttamente o indirettamente, un sostegno e che possono impiegare il meccanismo dei certificati verdi costituiscono l’oggetto di una distinta disposizione della direttiva in parola, ossia l’articolo 4 della stessa. Orbene, nulla nel testo di detti articoli 4 e 5 o nei considerando della direttiva 2001/77 suggerisce che il legislatore dell’Unione avrebbe inteso instaurare un legame fra le garanzie di origine e i regimi nazionali di sostegno alla produzione di energia verde. Il legislatore dell’Unione non ha quindi inteso imporre agli Stati membri che hanno optato per un regime di sostegno che utilizza certificati verdi di estenderne il beneficio all’elettricità verde prodotta sul territorio di un altro Stato membro.

(v. punti 59‑61, 66, 69, dispositivo 1)

4.        Gli articoli 28 CE e 30 CE nonché gli articoli 11 e 13 dell’accordo sullo Spazio economico europeo devono essere interpretati nel senso che non ostano ad un regime nazionale di sostegno il quale preveda l’attribuzione, da parte dell’autorità di regolamentazione regionale competente, di certificati negoziabili in considerazione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul territorio della regione interessata e assoggetti i fornitori di elettricità all’obbligo di consegnare, ogni anno, alla menzionata autorità, a pena di un’ammenda amministrativa, una certa quantità di siffatti certificati corrispondente a una quota del totale delle loro forniture di elettricità in tale regione, senza che detti fornitori siano autorizzati ad adempiere l’obbligo menzionato utilizzando garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione o da Stati terzi membri dell’accordo sullo Spazio economico europeo, purché:

- siano istituiti meccanismi che garantiscono l’attuazione di un vero e proprio mercato dei certificati in cui l’offerta e la domanda possano incontrarsi e tendere verso l’equilibrio, di modo che sia possibile per i fornitori interessati approvvigionarsi effettivamente di certificati su tale mercato a condizioni eque;

- le modalità di calcolo e l’importo dell’ammenda amministrativa che devono pagare i fornitori che non abbiano adempiuto l’obbligo in parola siano stabiliti in modo che non eccedano quanto è necessario per indurre i produttori ad aumentare effettivamente la produzione di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili e i fornitori soggetti a detto obbligo a procedere all’acquisto effettivo dei certificati richiesti, evitando segnatamente di penalizzare i fornitori di cui trattasi in un modo che risulti eccessivo.

Siffatta disciplina, infatti, è idonea a ostacolare le importazioni di elettricità, in particolare verde, provenienti da altri Stati membri e costituisce, di conseguenza, una misura d’effetto equivalente a restrizioni quantitative alle importazioni, in linea di principio incompatibile con gli obblighi del diritto dell’Unione derivanti dall’articolo 28 CE. Ciò nondimeno, l’obiettivo di promozione dell’uso di fonti di energia rinnovabili per la produzione di elettricità è, in linea di principio, idoneo a giustificare eventuali ostacoli alla libera circolazione delle merci. Inoltre, non risulta che il semplice fatto di limitare il beneficio di un regime di sostegno che utilizza certificati verdi alla sola elettricità verde prodotta sul territorio regionale e di rifiutare di prendere in considerazione le garanzie di origine relative all’elettricità prodotta in altri Stati membri al fine di adempiere l’obbligo di quota possa essere idoneo a violare il principio di proporzionalità.

(v. punti 88, 95, 103, 116, dispositivo 2)

5.        Le norme di non discriminazione di cui, rispettivamente, all’articolo 18 TFUE, all’articolo 4 dell’accordo sullo Spazio economico europeo e all’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2003/54/CE, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, devono essere interpretate nel senso che non ostano ad un regime nazionale di sostegno il quale preveda l’attribuzione, da parte dell’autorità di regolamentazione regionale competente, di certificati negoziabili in considerazione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul territorio della regione interessata e assoggetti i fornitori di elettricità all’obbligo di consegnare, ogni anno, alla menzionata autorità, a pena di un’ammenda amministrativa, una determinata quantità di siffatti certificati corrispondente a una quota del totale delle loro forniture di elettricità in tale regione, senza che detti fornitori siano autorizzati ad adempiere l’obbligo menzionato utilizzando garanzie di origine provenienti da altri Stati membri dell’Unione o da Stati terzi membri dell’accordo sullo Spazio economico europeo.

Difatti, l’obbligo di quota summenzionato si applica a tutti i fornitori di elettricità operanti nella Regione fiamminga, a prescindere da quella che possa essere la loro nazionalità. Analogamente, la circostanza che detti fornitori non possano utilizzare garanzie di origine in sostituzione dei certificati verdi riguarda il complesso degli stessi, indipendentemente dalla loro nazionalità.

(v. punti 121, 130, dispositivo 3)