Language of document : ECLI:EU:T:2006:135

Causa T-87/94

J.C. Blom e altri

contro

Consiglio dell’Unione europea e

Commissione delle Comunità europee

«Ricorso per risarcimento danni — Responsabilità extracontrattuale — Latte — Prelievo supplementare — Quantitativo di riferimento — Produttore che ha sottoscritto un impegno di non commercializzazione — Produttori SLOM 1983 — Mancato riavvio della produzione al termine dell’impegno»

Massime della sentenza

Responsabilità extracontrattuale — Presupposti — Comportamento illecito delle istituzioni

(Art. 288, secondo comma, CE; regolamenti del Consiglio nn. 857/84 e 2187/93)

La responsabilità della Comunità nei confronti dei produttori di latte che hanno sottoscritto impegni di non commercializzazione sorge nei confronti di ogni produttore che ha subito un danno per il fatto che gli è stato impedito di commercializzare latte in applicazione del regolamento n. 857/84, che fissa le norme generali per l’applicazione del prelievo di cui all’art. 5 quater del regolamento n. 804/68 nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Tale responsabilità è basata sulla violazione del principio di tutela del legittimo affidamento. Tuttavia, tale principio dev’essere fatto valere nei confronti di una normativa comunitaria solo se la Comunità stessa ha precedentemente determinato una situazione tale da far sorgere il legittimo affidamento.

Di conseguenza, i produttori il cui impegno è terminato nel 1983 possono fondare utilmente il loro ricorso per risarcimento danni sulla violazione del detto principio solo se dimostrano che le ragioni per cui non hanno ripreso la produzione di latte nell’anno di riferimento sono legate al fatto che essi hanno sospeso tale produzione per un certo tempo e che non era loro possibile, per motivi di organizzazione di tale produzione, riprenderla immediatamente. Ne discende che questi produttori devono provare di avere chiaramente manifestato l’intenzione di riprendere la produzione di latte alla scadenza del loro impegno di non commercializzazione.

A tal riguardo, il fatto di aver ottenuto, in un secondo tempo, un quantitativo di riferimento provvisorio, poi trasformato in quantitativo di riferimento definitivo, non prova, di per sé, che il produttore, al termine del suo impegno di non commercializzazione, intendesse riprendere la produzione di latte.

Parimenti, il fatto che il produttore abbia ricevuto un’offerta di indennizzo in applicazione del regolamento n. 2187/93, che prevede un’offerta di indennizzo a taluni produttori di latte o di prodotti lattiero-caseari cui è stato temporaneamente impedito di esercitare la loro attività, non costituisce prova della sussistenza dei presupposti necessari perché sorga la responsabilità della Comunità in relazione al danno lamentato.

(v. punti 103-104, 107-108, 119, 124)