Language of document :

Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Landgericht München I (Germania) il 3 novembre 2014 – Tobias Mc Fadden / Sony Music Entertainment Germany GmbH

(Causa C-484/14)

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Landgericht München I

Parti

Ricorrente: Tobias Mc Fadden

Convenuta: Sony Music Entertainment Germany GmbH

Questioni pregiudiziali

Prima questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico») 1 , in combinato disposto con l’articolo 2, lettera [b)], di detta direttiva (...) e con l’articolo 1, punto 2, della direttiva 98/34/CE nella versione della direttiva 98/48/CE 2 , debba essere interpretato nel senso che l’espressione «normalmente dietro retribuzione» significa che il giudice nazionale deve accertare se:

a.    la persona concretamente interessata, che si avvale della qualifica di prestatore, offra tali specifici servizi di norma dietro retribuzione,

oppure

b.    esistano sul mercato prestatori che offrono il servizio in parola o servizi analoghi dietro retribuzione,

oppure

c.    la maggior parte di tali servizi o dei servizi analoghi sia offerta dietro retribuzione.

Seconda questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), debba essere interpretato nel senso che l’espressione «fornire un accesso alla rete di comunicazione» significa che, perché una fornitura sia conforme alla direttiva, rileva soltanto che si pervenga all’obiettivo, nel senso che sia fornito l’accesso alla rete di comunicazione (ad esempio a Internet).

Terza questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), in combinato disposto con l’articolo 2, lettera b), di detta direttiva (...) debba essere interpretato nel senso che per «offrire» ai sensi di quest’ultimo articolo (...) è sufficiente che sia effettivamente messo a disposizione il servizio della società dell’informazione, nel caso di specie quindi che sia messa a disposizione una rete wireless aperta, o se sia invece necessaria anche, ad esempio, un’attività di «promozione pubblicitaria».

Quarta questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), debba essere interpretato nel senso che l’espressione «non sia responsabile delle informazioni trasmesse» indica che eventuali richieste di inibitoria, risarcimento del danno, pagamento di spese di diffida o di diritti di cancelleria da parte del soggetto leso dalla violazione dei diritti d’autore contro il fornitore dei servizi di accesso sono escluse, in linea di principio o in ogni caso, quando si tratta di una prima violazione accertata del diritto d’autore.

Quinta questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 3, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), debba essere interpretato nel senso che gli Stati membri non possono autorizzare i giudici nazionali a emanare, nell’ambito di un procedimento principale contro un fornitore dei servizi di accesso, una diffida con cui intimano a quest’ultimo di astenersi in futuro dal permettere a terzi di rendere disponibile attraverso una determinata connessione Internet su una piattaforma Internet di condivisione una specifica opera protetta dal diritto d’autore per poter essere scaricata in via elettronica.

Sesta questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), debba essere interpretato nel senso che, nelle circostanze di cui al procedimento principale, la disciplina di cui all’articolo 14, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2000/31/CE deve essere applicata per analogia a una domanda inibitoria.

Settima questione

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), in combinato disposto con l’articolo 2, lettera b), della medesima direttiva (...) debba essere interpretato nel senso che i requisiti previsti nei confronti di un prestatore si esauriscono nel fatto che prestatore è qualsiasi persona fisica o giuridica che offra un servizio della società dell’informazione.

Ottava questione

In caso di risposta negativa alla settima questione, quali requisiti aggiuntivi debbano essere posti al prestatore nel quadro dell’interpretazione dell’articolo 2, lettera b), della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»).

Nona questione

a)

Se l’articolo 12, paragrafo 1, prima parte della frase, della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («direttiva sul commercio elettronico»), tenuto conto della tutela riconosciuta alla proprietà intellettuale quale diritto fondamentale e che si ricava dal diritto di proprietà (articolo 17, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) e dalle disposizioni contenute nelle seguenti direttive in materia di tutela della proprietà intellettuale, anzitutto del diritto d’autore:

direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione;

direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale,

e considerata la libertà di informazione e il diritto fondamentale della libertà d’impresa sancito dal diritto dell’Unione (articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea),

debba essere interpretato nel senso che non osta a una decisione del giudice nazionale in un procedimento principale con cui il fornitore dei servizi di accesso è condannato, a pena del pagamento di una sanzione pecuniaria, ad astenersi dal permettere in futuro a terzi di rendere disponibile, attraverso una determinata connessione Internet su una piattaforma Internet di condivisione, una specifica opera protetta dal diritto d’autore o parti di essa perché possa essere scaricata in via elettronica e lascia così libero il fornitore dei servizi di accesso di individuare le concrete misure tecniche da adottare per adempiere tale ingiunzione.

b)

Se ciò valga anche quando il fornitore dei servizi di accesso può di fatto adeguarsi al divieto giudiziale soltanto chiudendo la connessione Internet o proteggendola mediante password o controllando tutte le comunicazioni trasmesse attraverso tale connessione, per verificare se la specifica opera protetta dal diritto d’autore sia nuovamente trasmessa illegalmente, quando ciò sia chiaro fin dall’inizio e non emerga soltanto nell’ambito del procedimento esecutivo o di irrogazione delle sanzioni.

____________

____________

1 GU L 178, pag. 1.

2 Direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 luglio 1998 relativa ad una modifica della direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, GU L 217, pag. 18.