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Ricorso proposto il 28 luglio 2020 – Eurobolt e a. / Commissione

(Causa T-479/20)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Eurobolt BV (‘s-Heerenberg, Paesi Bassi), Fabory Nederland BV (Tilburg, Paesi Bassi), ASF Fischer BV (Lelystad, Paesi Bassi), Stafa Group BV (Maarheeze, Paesi Bassi) (rappresentanti: S. De Knop, B. Natens e A. Willems, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:

dichiarare il ricorso ricevibile;

annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2020/611 della Commissione del 30 aprile 2020 che reistituisce il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 91/2009 del Consiglio sulle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio originari della Repubblica popolare cinese ed esteso alle importazioni di determinati elementi di fissaggio in ferro o acciaio spediti dalla Malaysia, indipendentemente dal fatto che siano dichiarati o no originari della Malaysia 1 , e

condannare la Commissione europea alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.

Primo motivo, vertente sul fatto che il regolamento (UE) n. 2020/611, «rimediando» retroattivamente ad una violazione delle forme sostanziali, viola gli articoli 266 e 264 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e il principio della tutela giurisdizionale effettiva.

Secondo motivo, vertente sul fatto che il regolamento (UE) n. 2020/611, essendo privo di un valido fondamento giuridico, viola l'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1225/2009 2 , l'articolo 5, paragrafi 1 e 2, del Trattato sull'Unione europea («TUE») e il principio di buona amministrazione.

Terzo motivo, vertente sul fatto che il regolamento (UE) n. 2020/611, vietando il rimborso e ordinando la riscossione dei dazi antidumping rimborsati, viola l'articolo 5, paragrafi 1 e 2, TUE.

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1 GU 2020, L 141, pag. 1.

2 Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU 2009 L 343, pag. 51).