Language of document : ECLI:EU:F:2013:147

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA DELL’UNIONE EUROPEA

2 ottobre 2013

Causa F‑87/13 R

Philippe Colart

contro

Parlamento europeo

«Funzione pubblica – Procedimento sommario – Domanda di provvedimenti provvisori – Urgenza – Ponderazione degli interessi – Elezioni del comitato del personale – Comitato esecutivo di un sindacato – Diritti di accesso al sistema di posta elettronica di un sindacato durante il periodo elettorale»

Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli articoli 278 TFUE e 157 EA, nonché dell’articolo 279 TFUE, applicabile al Trattato CEEA in forza del suo articolo 106 bis, con il quale le parti ricorrenti chiedono «di ingiungere al segretario generale del Parlamento europeo di bloccare temporaneamente il [sistema di posta elettronica] messo da [quest’ultima istituzione] a disposizione del sindacato [Solidarité pour les agents et fonctionnaires européens (in prosieguo: “SAFE”)]».

Decisione:      La domanda di provvedimenti urgenti presentata dai sigg. Colart, Bras, Corthout, Decoutere, Dony, Garzone, Manzela e Vienne nonché dalla sig.ra Kemmerling-Linssen è respinta. Le spese sono riservate.

Massime

1.      Procedimento sommario – Sospensione dell’esecuzione – Provvedimenti provvisori – Presupposti per la ricevibilità – Ricevibilità prima facie del ricorso principale

(Artt. 278 TFUE e 279 TFUE)

2.      Ricorso dei funzionari – Interesse ad agire – Ricorso proposto da un membro di un’organizzazione sindacale o professionale contro un provvedimento che pregiudica l’interesse collettivo tutelato dalla detta organizzazione – Interesse ad agire unicamente in caso di privazione dei membri dell’organizzazione del normale esercizio dei loro diritti sindacali

(Statuto dei funzionari, artt. 24 ter, 90 e 91)

3.      Procedimento sommario – Provvedimenti provvisori – Presupposti per la concessione – Danno grave ed irreparabile – Bilanciamento di tutti gli interessi in gioco – Domanda di blocco temporaneo del sistema di posta elettronica messo a disposizione di un’organizzazione sindacale o professionale da un’istituzione – Concessione del provvedimento che non consente all’istituzione di garantire il buon svolgimento delle operazioni elettorali per il comitato del personale – Rigetto

(Art. 279 TFUE; regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica, art. 104, § 2)

1.      La questione della ricevibilità del ricorso di merito non deve, in linea di principio, essere esaminata nell’ambito di un procedimento sommario, ma dev’essere riservata all’esame del detto ricorso, a meno che quest’ultimo non appaia, prima facie, manifestamente irricevibile. Infatti, statuire sulla ricevibilità nella fase del procedimento sommario allorché essa non è, prima facie, totalmente esclusa porterebbe a pregiudicare la decisione del Tribunale nel procedimento di merito.

(v. punto 13)

Riferimento:

Tribunale di primo grado: 4 febbraio 1999, Peña Abizanda e a./Commissione, T‑196/98 R (punto 10, e giurisprudenza ivi citata)

Tribunale della funzione pubblica: 14 dicembre 2006, Dálnoky/Commissione, F‑120/06 R (punto 41); 8 settembre 2011, Pachtitis/Commissione, F‑51/11 R (punto 17)

2.      Il funzionario o agente ha, in linea di principio, un interesse ad agire contro un atto che gli arreca pregiudizio, ossia contro un provvedimento produttivo di effetti giuridici vincolanti tali da pregiudicare direttamente e immediatamente gli interessi dello stesso modificando, in maniera sensibile, la sua situazione di diritto. In materia di libertà sindacale, tutelata dalle disposizioni dell’articolo 24 ter dello Statuto, un siffatto interesse sorgerebbe contro un provvedimento che riguardi direttamente tale funzionario o agente nell’esercizio individuale di un diritto sindacale, che si colloca nella sfera dei suoi rapporti individuali di lavoro con l’istituzione. In altri termini, un funzionario o un agente, membro o rappresentante di un’organizzazione sindacale o professionale, non può avere un interesse ad agire contro un atto o un provvedimento che, senza pregiudicarlo né direttamente né personalmente, pregiudichi solo l’interesse collettivo tutelato da tale organizzazione sindacale o professionale nell’ambito dei rapporti di quest’ultima con l’istituzione. Solo nel caso in cui il pregiudizio arrecato all’organizzazione sindacale o professionale, che deriverebbe dal provvedimento controverso, possa essere considerato, alla luce dell’intensità dei suoi effetti, tale da privare i membri di tale organizzazione del normale esercizio dei loro diritti sindacali, funzionari o agenti che agiscano a titolo individuale potrebbero far valere un interesse ad agire contro un siffatto provvedimento. In questo solo caso, tale funzionario o agente potrebbe così chiedere utilmente la concessione di un provvedimento provvisorio con la conseguenza di evitargli un danno o l’aggravamento di un danno che ne pregiudichi direttamente e personalmente gli interessi nella sua qualità di membro o rappresentante dell’organizzazione sindacale o professionale interessata dal provvedimento controverso.

(v. punto 18)

Riferimento:

Corte: 10 gennaio 2006, Commissione/Alvarez Moreno, C‑373/04 P (punto 42, e giurisprudenza ivi citata)

Tribunale dell’Unione europea: 13 dicembre 2012, Strack/Commissione, T‑199/11 P (punto 127)

Tribunale della funzione pubblica: 6 maggio 2009, Sergio e a./Commissione, F‑137/07 (punti 51 e 52); 26 febbraio 2013, Labiri/CESE, F‑124/10 (punto 42)

3.      Nel contesto di una domanda di provvedimenti provvisori, spetta al giudice del procedimento sommario, dinanzi al quale viene fatta valere l’esistenza di un rischio, per il richiedente, di subire un danno grave e irreparabile, bilanciare, in ogni caso, i diversi interessi in gioco. Per quanto riguarda una domanda di blocco temporaneo del sistema di posta elettronica messo a disposizione di un’organizzazione sindacale o professionale da un’istituzione, sino all’intervento di una decisione che individui le persone aventi il diritto di esprimersi e di agire in nome dell’organizzazione stessa, essa avrebbe l’effetto di privare tale organizzazione di uno dei suoi mezzi essenziali di comunicazione. Essa potrebbe pertanto indebolire tale sindacato rispetto agli altri e non permetterebbe all’istituzione di provvedere al buon svolgimento delle dette operazioni garantendo la loro imparzialità ed un trattamento di parità tra le varie organizzazioni sindacali o professionali del suo personale. Un siffatto provvedimento provvisorio, per i suoi effetti sul procedimento elettorale, sarebbe dunque tale da pregiudicare gli obblighi dell’istituzione, incaricata di garantire la regolarità ed il controllo delle operazioni elettorali al comitato del personale.

(v. punti 36 e 37)