Language of document : ECLI:EU:T:2018:713

SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quarta Sezione)

24 ottobre 2018 (*)

«Clausola compromissoria – Contratto di sovvenzione stipulato nell’ambito del progetto pilota inteso a stabilire una rete di contatti e confronti tra Comuni sulle esperienze e le migliori pratiche in materia di reinsediamento e integrazione dei rifugiati – Assenza di valutazione oggettiva dei risultati del progetto – Proporzionalità – Rimborso delle somme versate – Mezzi istruttori – Domanda riconvenzionale»

Nella causa T‑299/15,

Nova Onlus Consorzio nazionale di cooperative sociali - Soc. – coop., con sede a Trani (Italia), rappresentata da M. Astolfi e M. Petrucci, avvocati,

ricorrente,

contro

Commissione europea, rappresentata inizialmente da L. Di Paolo e L. Cappelletti, successivamente da L. Di Paolo e, infine, da O. Verheecke e F. Moro, in qualità di agenti, assistiti da A. Dal Ferro, avvocato,

convenuta,

avente ad oggetto, da un lato, una domanda fondata sull’articolo 272 TFUE e volta, in sostanza, a che sia accertata l’infondatezza della domanda della Commissione diretta ad ottenere il pagamento, da parte della ricorrente, della somma di EUR 80 242,78 sulla base del contratto di sovvenzione HOME/2011/PPRS/AG/2176, nonché alla condanna della Commissione al pagamento della somma di EUR 52 146,36, oltre agli interessi di mora, e, dall’altro, una domanda riconvenzionale della Commissione diretta alla condanna della ricorrente al rimborso della somma di EUR 80 242,78 e degli interessi di mora in esecuzione di detto contratto di sovvenzione,

IL TRIBUNALE (Quarta Sezione),

composto da H. Kanninen, presidente, L. Calvo-Sotelo Ibáñez-Martín (relatore) e I. Reine, giudici,

cancelliere: J. Palacio González, amministratore principale

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza dell’8 settembre 2017,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

 Fatti

1        La Nova Onlus Consorzio nazionale di cooperative sociali – Soc. coop., ricorrente, è la coordinatrice del raggruppamento dei beneficiari del progetto Transnational Observatory for Refugee’s Resettlement in Europe (in prosieguo: il «progetto TORRE»).

2        Il raggruppamento dei beneficiari del progetto TORRE è composto dai seguenti enti: EAPN Rede Europeia Anti Pobreza, avente la propria sede in Portogallo; Conselho Português para Os Refugiados, avente la propria sede in Portogallo; Landeshauptstadt München/Sozialreferat, avente la propria sede in Germania; Caritas Osnabrück, avente la propria sede in Germania; Fundación Atenea Group GID, avente la propria sede in Spagna; Comunidad de Madrid (Comunità di Madrid, Spagna), avente la propria sede in Spagna; PRAXIS, avente la propria sede in Grecia; EDEX/Università di Nicosia, avente la propria sede a Cipro; Avvocato di Strada, avente la propria sede in Italia; Regione Marche e Regione Emilia-Romagna, aventi le loro sedi in Italia.

 Il contratto di sovvenzione

3        Il 10 luglio 2012, la ricorrente, in nome e per conto proprio e in nome e per conto degli altri beneficiari del progetto TORRE, da un lato, e, l’Unione europea, rappresentata dalla Commissione europea, dall’altro, hanno stipulato un contratto di sovvenzione concernente il suddetto progetto, protocollato come HOME/2011/PPRS/AG/2176 (in prosieguo: il «contratto»).

4        L’articolo I.1.2 del contratto dispone che i beneficiari devono eseguire il progetto TORRE conformemente alle disposizioni dell’allegato I al contratto, il quale contiene la descrizione del suddetto progetto cui i beneficiari sono contrattualmente vincolati.

5        L’allegato I al contratto precisa segnatamente che l’obiettivo generale del progetto TORRE è, in sostanza, quello di stabilire un osservatorio transnazionale in materia di reinsediamento dei rifugiati, al fine di favorire la cooperazione e l’interazione tra tutti i soggetti interessati, quali Stati membri, organizzazioni pubbliche o private.

6        Per conseguire l’obiettivo generale indicato nel suo allegato I, il contratto prevede la realizzazione di quattro obiettivi specifici:

1)      sviluppare una migliore comprensione del fenomeno dei rifugiati in attesa di reinsediamento;

2)      favorire lo scambio di informazioni e conoscenze sui temi del progetto TORRE, attraverso la creazione di un osservatorio che includa un registro degli enti che operano o intendono operare nel settore del reinsediamento;

3)      favorire lo scambio di esperienze tra soggetti che operano o intendono operare in materia di reinsediamento, attraverso l’organizzazione di incontri transnazionali;

4)      promuovere una migliore cooperazione e forme di contatto tra enti che sono già attivi o intendono operare nel settore del reinsediamento, attraverso attività di promozione negli Stati membri del suddetto progetto.

7        L’allegato I al contratto indica anche i «prodotti» del progetto TORRE e gli indicatori o le fonti per verificare la realizzazione degli stessi:

Prodotti

Indicatori

Fonti

Rapporto di ricerca

Pertinenza delle informazioni

Relazione di valutazione, convalida dei partner; statistiche ufficiali

Registro degli enti che operano nel settore del reinserimento

Numero dei soggetti registrati

Relazione di valutazione; convalida dei partner; statistiche ufficiali; moduli per l’iscrizione nel registro

Sito Internet

Creazione e funzionamento del sito; numero di utilizzatori; tipologia di soggetti registrati

Relazione di valutazione; valutazione automatica degli accessi; moduli di registrazione sul sito

Incontri transnazionali

Numero di incontri e numero di partecipanti

Relazione di valutazione; modulo di valutazione per ciascun incontro; elenco dei partecipanti

Relazione sugli scambi

Rilevanza delle relazioni

Relazione di valutazione; convalida dei partner

Collaborazione tra partner e soggetti interessati

Interesse manifestato dai partner e dai soggetti interessati per l’osservatorio; numero e tipologia dei contatti

Relazione di valutazione; convalida dei partner


8        Il contratto prevede, al suo articolo I.2.2, che il progetto TORRE di cui trattasi ha una durata di diciotto mesi a partire dal 16 maggio 2012.

9        Dall’articolo I.4 del contratto risulta che l’importo totale dei costi ammessi al finanziamento è stato stimato in EUR 473 372,50 e che la Commissione contribuisce alla copertura di tali costi sino a un massimo di EUR 426 022,50, somma corrispondente al 90% dei predetti costi ammessi.

10      L’articolo I.5 del contratto precisa che, entro un termine di 45 giorni dalla firma dello stesso, la Commissione pagherà un prefinanziamento di EUR 298 215,75 al coordinatore. La medesima disposizione prevede che il pagamento del saldo deve essere richiesto dal coordinatore con la trasmissione della relazione finale del progetto TORRE, che deve essere accompagnata, segnatamente, dalla relazione finanziaria ed essere descrittiva, vale a dire contenere l’illustrazione dei dettagli tecnici relativi allo sviluppo del suddetto progetto. La Commissione ha 90 giorni per approvare o respingere la relazione ed effettuare il pagamento del saldo o per richiedere documentazione e informazioni supplementari. Il beneficiario dispone di 30 giorni per presentare informazioni supplementari o una nuova relazione. La Commissione dispone altresì della possibilità di sospendere il termine per eseguire il pagamento finale.

11      L’articolo II.14.1 del contratto specifica che, per poter essere considerati costi del progetto ammessi al finanziamento, i costi devono essere effettivamente sostenuti dai beneficiari e devono soddisfare i seguenti criteri generali:

«essere sostenuti durante il progetto, come specificato dall’articolo I.2.2 del contratto (…);

essere connessi all’oggetto del contratto ed essere previsti nel bilancio di previsione allegato al contratto (...);

essere necessari per la realizzazione del progetto oggetto del contratto;

essere identificabili e verificabili (…);

essere conformi ai requisiti della normativa tributaria e societaria applicabile;

essere ragionevoli, giustificati e [conformi ai] requisiti della sana gestione finanziaria, in particolare sotto il profilo dell’economia e dell’efficienza[.]»

Inoltre, «[l]e procedure contabili e di controllo interno dei beneficiari devono consentire il raffronto diretto tra i costi e i ricavi dichiarati in forza del progetto e la situazione contabile e i documenti giustificativi corrispondenti».

12      L’articolo II.17.5 del contratto prevede quanto segue:

«[f]atto salvo il diritto di risolvere il contratto ai sensi dell’articolo II.11, nonché il diritto della Commissione di applicare le sanzioni previste all’articolo II.12, in caso di mancata esecuzione o di esecuzione difettosa, parziale o tardiva del progetto [TORRE], la Commissione può ridurre la sovvenzione inizialmente prevista in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto alla luce di quanto previsto nel contratto».

13      L’articolo II.18.1 del contratto così dispone:

«I beneficiari accettano di essere congiuntamente e solidalmente responsabili, in modo irrevocabile e incondizionato, di ogni importo dovuto alla Commissione in caso di inadempimento da parte di uno di essi. L’importo dovuto alla Commissione non può superare il valore massimo del contributo che potrebbe essere concesso ai beneficiari conformemente all’articolo 1.4.3, maggiorato, se del caso, degli interessi di mora».

14      L’articolo II.20 del contratto prevede quanto segue:

«II.20.1 Il coordinatore ha l’obbligo di fornire tutte le informazioni dettagliate richieste dalla Commissione o dai soggetti esterni che agiscono per conto della Commissione al fine di verificare la corretta esecuzione del progetto e delle disposizioni del contratto. Se la Commissione lo desidera, essa può chiedere che tali informazioni siano fornite direttamente da un co‑beneficiario.

II.20.2 I beneficiari mettono a disposizione della Commissione tutti i documenti originali, in particolare i documenti contabili e fiscali, oppure, in casi eccezionali debitamente motivati, le copie certificate conformi dei documenti originali relativi al contratto di sovvenzione, conservati su un supporto adeguato che garantisca la loro integrità in conformità alla normativa nazionale applicabile, per un periodo di cinque anni a partire dalla data di pagamento del saldo di cui all’articolo I.5.

II.20.3 I beneficiari accettano che la Commissione, direttamente tramite i suoi agenti oppure tramite qualsiasi soggetto esterno che agisca per suo conto, possa effettuare un audit sull’utilizzazione della sovvenzione. Tali audit possono aver luogo durante tutto il periodo di esecuzione del contratto, fino al pagamento del saldo, nonché per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di pagamento del saldo. Se del caso, in base ai risultati di tali audit la Commissione potrà adottare decisioni di recupero.

II.20.4 I beneficiari si impegnano affinché il personale della Commissione, nonché i soggetti esterni incaricati dalla Commissione, abbiano un diritto di accesso adeguato ai siti e ai locali in cui il progetto viene realizzato, nonché a tutte le informazioni, anche in formato digitale, necessarie a effettuare tali audit (…)».

15      Ai sensi dell’articolo I.9 del contratto, la sovvenzione e' disciplinata dalle disposizioni del contratto, dalle disposizioni dell’Unione applicabili e, in subordine, dal diritto belga. I beneficiari possono proporre un’azione giudiziaria dinanzi ai giudici dell’Unione in merito a eventuali controversie derivanti dall’applicazione del contratto.

 Esecuzione del progetto TORRE

16      Ai sensi dell’articolo I.5 del contratto, il 10 luglio 2012 la Commissione ha versato alla ricorrente, in quanto coordinatrice del progetto TORRE, un prefinanziamento di EUR 298 215,75.

17      Il 26 settembre 2012 la Commissione ha ricevuto un messaggio di posta elettronica dalla ricorrente contenente alcune richieste di informazioni sulle modalità di gestione dei fondi del progetto TORRE, a cui la Commissione ha risposto il 1° ottobre 2012.

18      La Commissione ha successivamente deciso di verificare lo stato di avanzamento del progetto TORRE e ha chiesto una relazione intermedia che è stata trasmessa dalla ricorrente il 26 ottobre 2012. Con messaggio di posta elettronica del 7 novembre 2012, la Commissione ha altresì chiesto di avere accesso al sito Internet del suddetto progetto.

19      Alla luce dei dubbi emersi a seguito della relazione intermedia, la Commissione ha invitato la ricorrente ad un incontro a Bruxelles (Belgio).

20      Tale incontro è avvenuto il 24 gennaio 2013; la Commissione e la ricorrente hanno discusso l’avanzamento del progetto TORRE e hanno convenuto che la ricorrente, a seguito di un incontro transnazionale previsto per la fine di gennaio, avrebbe trasmesso le relazioni di ricerca realizzate dai co-beneficiari e che il sito Internet di detto progetto sarebbe stato rapidamente attivo e funzionante. Con messaggio di posta elettronica dell’8 febbraio 2013, la Commissione ha sollecitato l’invio di dette relazioni.

21      Con lettera del 12 febbraio 2013, la ricorrente ha dichiarato che le relazioni nazionali sarebbero state inviate alla fine del mese di febbraio 2013, che la relazione finale sulle esperienze transazionali sarebbe stata ultimata alla fine di aprile 2013 e che l’attivazione del sito internet del progetto Torre era imminente.

22      Con lettera inviata in copia alla Commissione il 25 marzo 2013, la Regione Marche, una dei co‑beneficiari del progetto TORRE, ha comunicato alla ricorrente di non poter né prendere parte a detto progetto, né intraprendere le azioni assegnatele.

23      Con messaggio di posta elettronica del 29 aprile 2013, la ricorrente ha informato la Commissione che, al fine di formalizzare la modifica della composizione del consorzio dei co-beneficiari del progetto TORRE, sarebbe stato necessario modificare il contratto e predisporre una versione aggiornata della descrizione del progetto e del bilancio di previsione.

24      Con messaggio di posta elettronica del 7 agosto 2013 e dell’8 ottobre 2013, la ricorrente ha trasmesso una versione aggiornata del bilancio di previsione relativo al progetto TORRE, in considerazione del ritiro della Regione Marche da detto progetto.

25      Con messaggio di posta elettronica del 2 e del 6 settembre 2013, la Commissione ha chiesto chiarimenti circa l’aumento dei costi previsto nella versione modificata del bilancio di previsione relativo al progetto TORRE.

26      A seguito delle informazioni fornite dalla ricorrente, la Commissione, con messaggio di posta elettronica del 21 e del 28 ottobre 2013, ha respinto l’aumento del bilancio di previsione relativo al progetto TORRE, non ritenendolo giustificato.

27      Con clausola di modifica del 12 dicembre 2013, la Commissione ha formalizzato il ritiro della Regione Marche dal progetto TORRE; con la medesima clausola, il bilancio di previsione del progetto è stato modificato, stimando i costi ammessi al finanziamento a EUR 447 210,50 e il contributo finanziario massimo della Commissione pari a EUR 402 485,50.

28      Con nota del 14 febbraio 2014, la ricorrente ha inviato alla Commissione la relazione finale e la richiesta di pagamento del saldo ancora dovuto. La Commissione, dopo aver ricevuto tali documenti, ha chiesto alcune precisazioni e chiarimenti, richiesta alla quale la ricorrente ha dato seguito con lettera del 25 febbraio 2014.

29      Con messaggio di posta elettronica del 26 febbraio 2014, la Commissione ha chiesto che la domanda di pagamento inviata dalla ricorrente il 14 febbraio 2014 fosse corretta e ha deciso di sospendere il termine di esecuzione del pagamento finale. La ricorrente ha inviato il documento corretto con lettera del 3 marzo 2014. Con lettera del 7 aprile 2014, la Commissione ha deciso di sospendere nuovamente il termine di esecuzione del pagamento finale.

 Valutazione del progetto TORRE

30      Con lettera del 7 aprile 2014, la Commissione ha informato la ricorrente di aver iniziato la valutazione dell’esecuzione del progetto TORRE e di aver costatato, da un lato, che taluni elementi del sito Internet di tale progetto non erano ancora funzionanti e, dall’altro, che detto sito era privo di importanti informazioni. La Commissione ha chiesto alla ricorrente di aggiornare tale sito Internet nel termine di 30 giorni.

31      Con lettera del 15 aprile 2014, la ricorrente ha comunicato alla Commissione di aver caricato sul sito Internet del progetto TORRE tutti i dati e le informazioni richieste.

32      Con lettera del 20 maggio 2014, in esito alla valutazione del progetto TORRE, la Commissione ha constatato che l’esecuzione di quest’ultimo era parziale e insufficiente. La Commissione ha considerato di dover ridurre il contributo finanziario dell’Unione, in conformità all’articolo II.17.5 del contratto. Da un lato, la Commissione ha rigettato la meta' dei costi del personale e la totalità dei costi del sito Internet di detto progetto per la difettosa esecuzione del contratto. Dall’altro, essa ha rigettato le spese di viaggio e gli altri costi nella misura in cui non erano debitamente giustificati. Pertanto, essa ha chiesto il rimborso della parte di finanziamento pagata in eccesso, ossia la somma di EUR 174 284,87.

33      Con lettera del 18 giugno 2014, la ricorrente ha contestato la valutazione effettuata dalla Commissione del progetto TORRE e ha trasmesso nuovi documenti giustificativi.

34      Con lettera del 25 luglio 2014, la Commissione ha confermato la sua conclusione circa la difettosa esecuzione del progetto TORRE e ha risposto alle osservazioni della ricorrente. Tuttavia, sulla base dei nuovi documenti giustificativi prodotti dalla ricorrente, la Commissione ha considerato che la maggior parte delle spese di viaggio e degli altri costi rigettati in precedenza fossero, in realtà, finanziabili. La Commissione ha precisato che il pagamento del saldo ancora dovuto non era stato sospeso a causa di una qualsivoglia irregolarità e che essa non aveva inflitto sanzioni alla ricorrente. Secondo il suo nuovo calcolo, la Commissione ha comunicato alla ricorrente che intendeva recuperare l’importo di EUR 87 693,16, a titolo di finanziamento pagato in eccesso.

35      Con lettera del 2 settembre 2014, la ricorrente ha contestato le conclusioni della Commissione contenute nella lettera del 25 luglio 2014 e ha presentato una lettera di avallo di uno dei co‑beneficiari del progetto TORRE, ossia la Regione Emilia-Romagna.

36      Con lettera del 31 ottobre 2014, la Commissione ha informato la ricorrente della sua decisione, in forza dell’articolo II.20 del contratto, di nominare un esperto esterno al fine di verificare i risultati e le prestazioni realizzate nell’ambito del progetto TORRE.

37      La Commissione ha ricevuto la relazione dell’esperto esterno il 10 dicembre 2014 e l’ha trasmessa alla ricorrente con lettera del 12 febbraio 2015. In detta lettera, la Commissione ha sottolineato che la relazione confermava la sua valutazione del progetto TORRE, nonché il mancato raggiungimento della maggior parte degli obiettivi perseguiti nell’ambito di tale progetto. Di conseguenza, la Commissione ha confermato che, ai sensi dell’articolo II.17.5 del contratto, essa era legittimata a ridurre l’importo totale della sovvenzione, a causa dell’incompleta esecuzione del progetto, e a richiedere il recupero dell’importo di EUR 80 242,78.

38      La relazione dell’esperto esterno, allegata alla lettera della Commissione del 12 febbraio 2015, ha introdotto nei seguenti termini l’analisi degli obiettivi del progetto TORRE:

«Il suo scopo era la diffusione di una cultura della solidarietà e di una politica umanitaria più forti, nonché di una cooperazione e di una rete di controlli più efficaci nel settore del reinsediamento dei rifugiati tra Stati membri, nonché tra enti pubblici e privati. Per raggiungere l’obiettivo generale, [detto progetto] aveva i seguenti obiettivi specifici: a) migliorare la comprensione del fenomeno dei rifugiati bisognosi di reinsediamento; b) migliorare lo scambio di informazioni e conoscenze sul reinsediamento; c) lo scambio delle migliori pratiche tra gli enti che lavorano su programmi di reinsediamento o con interesse a parteciparvi; d) promuovere una migliore cooperazione/collegamento tra le organizzazioni che operano in favore dei rifugiati. Conformemente ai quattro obiettivi, [tale] progetto prevedeva quattro azioni: [un] rapporto di ricerca; [la] creazione dell’osservatorio (sito Internet), scambi e un approccio integrato».

39      Per quanto riguarda i quattro obiettivi del progetto TORRE, l’esperto esterno ha, in sostanza, constatato che, quanto al rapporto di ricerca, la ricerca era stata effettuata in ciascuno Stato membro interessato da detto progetto, ma che la relazione finale non rifletteva in maniera soddisfacente il piano di ricerca. Secondo l’esperto esterno, il fenomeno era analizzato soltanto frammentariamente e che questioni più specifiche, come cultura, salute, educazione e alimentazione, non erano indagate in dettaglio. Egli ha ritenuto che l’analisi delle norme e delle politiche fosse focalizzata più sulla legislazione in materia di diritto di asilo che sul reinsediamento e che consisteva soltanto in un accostamento di testi giuridici già presenti in altre relazioni o studi. Egli ha anche evidenziato che le prassi migliori e gli attori chiave non erano presentati in maniera coerente e che la loro illustrazione era, pertanto, incompleta e non era oggetto di discussione in una sezione separata facilmente individuabile della relazione di ricerca. Inoltre, secondo l’esperto esterno, la struttura della relazione di ricerca era inferiore ai livelli ottimali e contraddittoria, mentre il contenuto era spesso irrilevante quanto al reinsediamento.

40      Per quanto riguarda la creazione dell’osservatorio, l’esperto esterno ha, in sostanza, constatato che non sembrava che il sito internet del progetto TORRE avesse raggiunto i suoi obiettivi, in quanto la sua struttura e il suo contenuto non erano stati presentati in modo adeguato e, nella maggior parte dei casi, il suo materiale era costituito da documenti in formato PDF e da presentazioni in PowerPoint, alcune delle quali irrilevanti rispetto alla problematica del reinsediamento. Secondo l’esperto esterno, diverso materiale (documenti e presentazioni) era semplicemente esposto in diverse sezioni del sito Internet, senza alcuna giustificazione o motivazione chiara. Non vi era alcuna spiegazione o breve sintesi del contenuto del materiale ed era difficile per il visitatore capire di cosa si trattasse. Inoltre, nella maggior parte dei casi, lo stesso ha rilevato che il materiale pubblicato sul medesimo sito Internet non era facilmente accessibile al visitatore. Quasi tutti i documenti del sito Internet erano accessibili solo dopo aver creato un conto ed effettuato il collegamento. L’esperto esterno ha ritenuto che questa pratica scomoda, in combinazione con alcuni problemi tecnici posti dagli allegati e dai collegamenti ipertestuali, rendessero il sito poco attraente per ogni potenziale visitatore.

41      Per quanto riguarda gli scambi, l’esperto esterno ha constatato che, quanto agli incontri transazionali, l’obiettivo era stato raggiunto tra i co‑beneficiari del progetto TORRE in termini di diffusione. In quasi tutte le riunioni transnazionali vi era stato un adeguato scambio di informazioni e di prassi nelle questioni del reinsediamento, e l’obiettivo di sensibilizzazione con riferimento al tema del reinsediamento nonché l’obiettivo di migliorare la cooperazione tra i suddetti co-beneficiari e altre parti interessate coinvolte erano stati raggiunti, sia attraverso incontri transnazionali, sia attraverso attività svolte a livello nazionale.

42      Per quanto riguarda l’approccio integrato, l’esperto esterno ha constatato che l’obiettivo perseguito dal progetto TORRE era stato raggiunto: i co-beneficiari del suddetto progetto avevano avuto un contatto diretto con i 69 attori chiave che erano stati inclusi nella relazione di ricerca. Inoltre, secondo l’esperto esterno, dal rapporto sull’approccio integrato risultava che molte azioni pubblicitarie erano state condotte nel corso della realizzazione del progetto.

43      Sulla base di tali considerazioni, l’esperto esterno ha constatato che:

–        le numerose limitazioni da cui erano affetti la relazione di ricerca e il sito Internet del progetto TORRE non avevano consentito di realizzare il primo obiettivo del suddetto progetto, ossia sviluppare una migliore comprensione del fenomeno dei rifugiati in attesa di reinsediamento;

–        il secondo obiettivo, ossia favorire lo scambio di informazioni e conoscenze, e il terzo obiettivo, vale a dire favorire lo scambio delle esperienze, potevano considerarsi realizzati solo in parte, attraverso gli incontri transnazionali;

–        il quarto obiettivo, ossia la promozione della cooperazione e della rete di contatti tra gli operatori del settore, poteva considerarsi realizzato attraverso gli incontri transnazionali e nazionali.

44      Alla luce della relazione dell’esperto esterno, la Commissione ha confermato la sua conclusione circa la difettosa esecuzione del progetto TORRE e la sua decisione di respingere la meta' dei costi di personale nonché la totalità dei costi del sito Internet del suddetto progetto. La Commissione ha invece considerato di poter accettare come finanziabili altri costi concernenti i viaggi, la strumentazione e altri costi diretti e indiretti, corrispondenti agli obiettivi che l’esperto esterno aveva considerato raggiunti o parzialmente raggiunti. Di conseguenza, con lettera del 1° aprile 2015, la Commissione ha trasmesso alla ricorrente la nota di addebito n. 3241503771 per il rimborso dell’importo di EUR 80 242,78, con l’avvertimento che, in caso di mancato pagamento entro il 18 maggio 2015, avrebbe richiesto il pagamento degli interessi di mora applicabili.

45      Con lettera dell’8 aprile 2015, la ricorrente ha contestato i risultati della valutazione dell’esperto esterno nonché il metodo e la fondatezza delle conclusioni della Commissione e le loro conseguenze finanziarie. La ricorrente ha chiesto che l’importo di cui si chiedeva il rimborso nel quadro del progetto TORRE fosse rideterminato sulla base delle attività svolte, degli obiettivi raggiunti e di un’equa valutazione.

46      Con lettera del 29 aprile 2015, la Commissione ha risposto alla ricorrente rilevando che non vi erano elementi tali da consentire un’ulteriore revisione della somma oggetto della nota di addebito trasmessa il 1° aprile 2015. In data 9 giugno 2015, la Commissione ha inviato alla ricorrente una lettera di sollecito per chiedere il pagamento della suddetta somma più i relativi interessi.

 Procedimento e conclusioni delle parti

47      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 3 luglio 2015, la ricorrente ha proposto il presente ricorso.

48      Il 16 settembre 2015, la Commissione ha depositato presso la cancelleria del Tribunale il controricorso, contenente una domanda riconvenzionale.

49      A seguito della modifica della composizione delle sezioni del Tribunale, a norma dell’articolo 27, paragrafo 5, del regolamento di procedura del Tribunale, il giudice relatore è stato assegnato alla Quarta Sezione alla quale, di conseguenza, è stata attribuita la presente causa.

50      Su proposta del giudice relatore, il Tribunale (Quarta Sezione) ha deciso di avviare la fase orale del procedimento.

51      Le parti hanno esposto le loro difese orali e hanno risposto ai quesiti del Tribunale all’udienza dell’8 settembre 2017. Nel corso di quest’ultima, la ricorrente ha dichiarato che il suo ricorso era fondato esclusivamente sull’articolo 272 TFUE e che, di conseguenza, rinunciava al quarto capo delle sue conclusioni relativo all’annullamento della nota di addebito in questione, circostanza di cui si è preso atto nel verbale d’udienza.

52      La ricorrente chiede, in sostanza, che il Tribunale voglia:

–        accertare e dichiarare il suo completo adempimento alle obbligazioni contrattuali previste dal contratto e, di conseguenza:

–        dichiarare il suo diritto a ritenere la somma di EUR 80 242,78 già ricevuta nell’ambito del prefinanziamento e attualmente oggetto della nota di addebito in questione;

–        condannare la Commissione al pagamento del saldo ancora dovuto nell’ambito del progetto TORRE, ossia l’importo di EUR 52 146,36, e agli interessi di mora da calcolarsi fino all’integrale pagamento ai sensi dell’articolo II.16.3 del contratto, nonché alle spese che deve sostenere nel presente procedimento.

53      La Commissione chiede che il Tribunale voglia:

–        respingere integralmente il ricorso in quanto infondato;

–        accogliere la sua domanda riconvenzionale e condannare la ricorrente al pagamento alla Commissione di EUR 80 242,78, oltre agli interessi di mora al tasso del 3,55%;

–        condannare la ricorrente alle spese.

54      Nella replica, la ricorrente reitera, in sostanza, i capi di conclusioni che figurano nel ricorso e aggiunge due capi di conclusioni diretti a che il Tribunale voglia respingere la domanda riconvenzionale della Commissione e, in subordine, in caso di rigetto totale o parziale della domanda presentata in via principale, respingere, in ogni caso, la domanda riconvenzionale.

 In diritto

55      A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi. Il primo motivo verte sulla violazione dell’articolo II.15.4 del contratto, in considerazione del mancato pagamento del saldo ancora dovuto e della nomina da parte della Commissione dell’esperto esterno, nonché sulle carenze nelle attività svolte da quest’ultimo. Il secondo motivo verte sull’assenza di una valutazione oggettiva dei risultati del progetto TORRE, sul concorso della Commissione nel mancato raggiungimento degli obiettivi del progetto in parola, sull’indebita riduzione del saldo citato e sull’arricchimento senza causa. Il terzo motivo è relativo alla violazione delle obbligazioni contrattuali, del «principio di proporzionalità», del principio di leale collaborazione e dei «diritti della difesa». Il quarto motivo verte sull’inadempimento delle obbligazioni di cui all’articolo II.14 del contratto e sulla «violazione del principio del legittimo affidamento».

56      La ricorrente chiede, inoltre, che il Tribunale voglia disporre taluni mezzi istruttori.

 Sul primo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo II.15.4 del contratto a causa del mancato pagamento del saldo ancora dovuto e della nomina, da parte della Commissione, dell’esperto esterno nonché sulle carenze nelle attività di tale esperto

57      Il presente motivo si compone di due parti. La prima è relativa alla violazione dell’articolo II.15.4 del contratto a causa del mancato pagamento del saldo ancora dovuto e della nomina da parte della Commissione dell’esperto esterno, la seconda riguarda le carenze nelle attività di detto esperto.

 Sulla prima parte, vertente sulla violazione dell’articolo II.15.4 del contratto a causa del mancato pagamento del saldo ancora dovuto e della nomina dell’esperto esterno

–       Argomenti delle parti

58      In primo luogo, la ricorrente contesta la nomina dell’esperto esterno, in quanto, ai sensi dell’articolo II.15.4 del contratto, la Commissione, entro un termine di 90 giorni a partire dalla trasmissione della relazione finale, avrebbe potuto unicamente approvare la relazione, chiedere ulteriori documenti o informazioni supplementari o rigettare la relazione e chiederne un’altra. In caso di rigetto della prima relazione o delle relazioni successive, la Commissione avrebbe il diritto di risolvere il contratto avviando le specifiche procedure previste all’articolo II.11.3 del suddetto contratto. In ogni caso, la ricorrente sottolinea che la Commissione non ha la facoltà di nominare un tale esperto.

59      La ricorrente riconosce la facoltà della Commissione di ridurre il contributo finanziario dell’Unione se l’azione non è realizzata, o se è realizzata solo parzialmente, in maniera difettosa o tardiva (articolo II.17.5 del contratto). Cionondimeno, essa sostiene che una riduzione del genere non può essere decisa senza che la Commissione abbia applicato preliminarmente la procedura di risoluzione.

60      La ricorrente rileva, inoltre, che la relazione finale avrebbe dovuto considerarsi approvata dalla Commissione per decorso del termine di 90 giorni di cui all’articolo I.5.2 del contratto. Secondo la ricorrente, contrariamente a quanto sostenuto dalla Commissione sul punto, sarebbero trascorsi 94 giorni fra la data del deposito della relazione finale e la data di sospensione del pagamento.

61      In secondo luogo, la ricorrente contesta l’intervento dell’esperto esterno nominato unilateralmente dalla Commissione. La ricorrente sottolinea che la decisione di affidare a un tale esperto l’analisi della qualità dell’esecuzione del progetto TORRE è stata comunicata alla ricorrente con lettera del 31 ottobre 2014. Essa afferma anche che la Commissione non ha reso noti alla ricorrente né le norme in base a cui essa ha proceduto alla nomina dell’esperto, né i criteri e le modalità utilizzati per il suo reclutamento. La ricorrente lamenta anche la carenza di indipendenza di detto esperto. Secondo la ricorrente, la nomina di quest’ultimo l’avrebbe pertanto privata dei suoi «diritti della difesa», in quanto essa non si sarebbe potuta avvalere di una controperizia al fine di dimostrare di aver adempiuto correttamente alle proprie obbligazioni.

62      La ricorrente aggiunge di non aver potuto beneficiare di «30 giorni per adottare tutte le misure necessarie a garantire il completo adempimento delle obbligazioni del beneficiario ai sensi del contratto», conformemente all’articolo II.11.4 di quest’ultimo. La ricorrente sottolinea che il recupero stesso di 30 giorni le avrebbe consentito di apportare al progetto TORRE le modifiche auspicate dalla Commissione.

63      La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

64      Occorre rilevare che, se è vero che la Commissione, conformemente all’articolo I.5.2, paragrafo 2, del contratto, aveva 90 giorni dalla ricezione della relazione finale per approvare o respingere detta relazione o chiedere documenti e informazioni supplementari secondo la procedura prevista dall’articolo II.15.4 del suddetto contratto, essa poteva, tuttavia, ai sensi dell’articolo I.5.2, paragrafo 3, del medesimo, decidere di sospendere tale periodo in qualsiasi momento, ai sensi della procedura prevista dall’articolo II.16.2 del citato contratto.

65      Inoltre, l’articolo II.15.4, paragrafo 4, del contratto prevede che, a partire dalla ricezione dei documenti che accompagnano la domanda di pagamento, la Commissione dispone del periodo di cui all’articolo I.5 del contratto per, segnatamente, chiedere al coordinatore documenti giustificativi o qualsiasi altra informazione che lo stesso ritenga necessaria per permettere l’approvazione della relazione.

66      Secondo l’articolo II.15.4, paragrafo 7, del contratto, se sono richieste informazioni supplementari o una nuova relazione, il termine per l’esame deve essere prorogato del tempo necessario per ottenere tali informazioni.

67      L’articolo II.16.2, paragrafo 1, del contratto prevede che «[l]a Commissione può sospendere in qualsiasi momento il termine per eseguire il pagamento previsto dall’articolo 1.5, al fine di effettuare ulteriori controlli, notificando al coordinatore che la sua domanda di pagamento non può essere soddisfatta, o perché essa non è conforme alle disposizioni del contratto, o perché non sono stati prodotti i documenti giustificativi appropriati, o perché sussiste il sospetto che talune spese nello stato finanziario non siano finanziabili».

68      Secondo l’articolo II.16.2, paragrafo 5, del contratto, la «sospensione ha effetto a partire dalla data di invio della notifica da parte dalla Commissione» e «[i]l termine per il pagamento ancora dovuto decorre a partire dalla data di registrazione della domanda di pagamento debitamente formulata, dalla ricezione dei documenti giustificativi richiesti o alla fine del periodo di sospensione notificato dalla Commissione».

69      Orbene, nel caso di specie, come indicato ai precedenti punti da 28 a 32, il 14 febbraio 2014 la ricorrente ha trasmesso alla Commissione la domanda di pagamento del saldo ancora dovuto per il progetto TORRE e la relazione finale. Il 26 febbraio 2014, la Commissione ha sospeso, conformemente all’articolo II.16.2 del contratto, una prima volta, il termine di pagamento a causa di un’imprecisione nella determinazione del contributo richiesto (v. ricorso, allegato A.22, pag. 317). La ricorrente ha rettificato tale imprecisione il 3 marzo 2014. Il 7 aprile 2014, la Commissione ha sospeso, una seconda volta, il termine di pagamento a causa della mancanza di talune informazioni essenziali sul sito Internet del progetto TORRE (v. ricorso, allegato A.23, pag. 321). Il 15 aprile 2014, essa è stata informata della pubblicazione dei documenti richiesti (v. ricorso, allegato A.24, pag. 322) e, il 20 maggio 2014, la stessa ha notificato alla ricorrente il risultato della valutazione dei documenti trasmessi con detta domanda di pagamento (v. ricorso, allegato A.25). Di conseguenza, tenuto conto dei periodi di sospensione del termine di pagamento determinati in conformità all’articolo II.16.2 del contratto, la Commissione ha pienamente rispettato il termine di 90 giorni a partire dalla trasmissione di tale domanda di pagamento quando ha informato la ricorrente, il 20 maggio 2014, che considerava l’attuazione del suddetto progetto parziale e insufficiente e che intendeva ridurre il contributo finanziario dell’Unione ai sensi dell’articolo II.17.5 del contratto.

70      Gli argomenti della ricorrente vertenti sulla violazione degli articoli II.15.4 e II.16.2 del contratto devono, di conseguenza, essere respinti.

71      Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui la riduzione del contributo finanziario dell’Unione, ai sensi dell’articolo II.17.5 del contratto, non potrebbe essere decisa senza che la Commissione abbia applicato in via preliminare la procedura di risoluzione, è sufficiente rilevare che detto articolo consente espressamente alla Commissione, «fatto salvo il diritto di risolvere il contratto», di ridurre proporzionalmente la sovvenzione in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto TORRE. Ne consegue che tale argomento non può essere accolto.

72      Anche l’argomento della ricorrente vertente sul fatto che la Commissione non avrebbe potuto procedere alla designazione di un esperto esterno deve essere respinto.

73      Occorre rilevare, infatti, che l’articolo II.20 del contratto attribuisce alla Commissione il potere di sottoporre il progetto TORRE, direttamente o mediante l’intermediazione di terzi, a controlli e audit durante l’esecuzione del suddetto progetto e sino a un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di pagamento del saldo. Occorre osservare, come sostenuto dalla Commissione, che l’articolo II.17.1 del contratto, che riguarda la determinazione dell’importo finale del contributo finanziario dell’Unione, precisa che il calcolo del saldo ancora dovuto viene determinato fatte salve le informazioni che la Commissione può ottenere in applicazione dell’articolo II.20 del contratto.

74      Di conseguenza, conformemente all’articolo II.20 del contratto, la Commissione può sottoporre il progetto TORRE a controlli e audit effettuati dai suoi servizi o da soggetti esterni al fine di verificare che la sovvenzione sia stata correttamente utilizzata, e può servirsi dei risultati di tali verifiche per determinare i costi ammessi al finanziamento, conformemente all’articolo II.17.3 del contratto, nonché il grado di esecuzione di detto progetto, conformemente all’articolo II.17.5 dello stesso. Come evidenziato dalla Commissione, il fatto che l’articolo II.17.5 non menzioni la possibilità di ridurre il contributo finanziario dell’Unione nell’ambito del progetto TORRE a seguito della valutazione di un esperto esterno non significa affatto che la Commissione non possa avvalersi di detto esperto.

75      Inoltre, per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui la Commissione non avrebbe potuto procedere unilateralmente alla nomina dell’esperto esterno, neppure detto argomento può essere accolto. È sufficiente constatare, infatti, che nessuna disposizione del contratto prevede un qualsiasi tipo di intervento a titolo consultivo dei co-beneficiari del progetto TORRE allorché la Commissione decide di sottoporre il progetto in questione a un controllo o a un audit; che, ciò posto, detta nomina deve essere effettuata conformemente al principio di buona fede nell’esecuzione del contratto e che, nel caso di specie, tale nomina è stata effettuata nel rispetto di tale principio. A tal proposito, occorre rilevare che, come evidenziato dalla Commissione, l’identità dell’esperto esterno è stata comunicata con lettera del 31 ottobre 2014 alla ricorrente, la quale non ha formulato alcuna osservazione a tal proposito, né dopo aver ricevuto tale informazione né durante la valutazione.

76      Si deve parimenti rilevare, al pari della Commissione e contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, che detta istituzione non ha nominato l’esperto esterno in maniera arbitraria, bensì la stessa si è avvalsa di un elenco di esperti redatto all’esito di un Avviso a manifestazione d’interesse per la compilazione di un elenco di esperti indipendenti in grado di assisterla nei settori della giustizia, liberta' e sicurezza [Avviso 2007/S-140-172522, del 24 marzo 2007 (GU/S S140)], il quale prevede specifiche disposizioni per garantire la competenza e l’indipendenza degli esperti. Inoltre, il contratto di servizi stipulato con l’esperto esterno include, tra gli allegati, una dichiarazione circa l’assenza di conflitto d’interessi firmata dall’esperto e un codice di condotta a cui l’esperto deve attenersi.

77      Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui la nomina dell’esperto esterno l’avrebbe privata dei suoi «diritti della difesa», è sufficiente rilevare, al pari della Commissione, che quest’ultima aveva già comunicato alla ricorrente, prima della sottoposizione del progetto TORRE a una nuova valutazione, i risultati dell’analisi dei suoi servizi interni con lettere del 20 maggio e del 25 luglio 2014, concedendole, in entrambi i casi, 30 giorni per presentare eventuali documenti e osservazioni. Inoltre, la ricorrente ha avuto la possibilità di far valere il suo punto di vista sia durante la valutazione effettuata dall’esperto esterno sia al termine della stessa. Ne consegue che tale argomento dev’essere respinto.

78      Infine, per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui essa non ha potuto beneficiare di 30 giorni al fine di adottare tutte le misure necessarie a garantire il completo adempimento delle obbligazioni del beneficiario ai sensi del contratto, conformemente all’articolo II.11.4 del medesimo, è sufficiente rilevare che la Commissione non ha applicato tale ultimo articolo, il quale concerne la procedura di risoluzione del contratto.

79      Pertanto, si deve respingere tale parte del primo motivo.

 Sulla seconda parte, vertente sulle carenze nelle attività dell’esperto esterno

–       Argomenti delle parti

80      Per quanto riguarda le attività dell’esperto esterno, la ricorrente ritiene che le analisi siano inficiate da una carenza metodologica in quanto egli ha utilizzato solo in parte le fonti utili alla valutazione del progetto TORRE. Secondo la ricorrente, detto esperto non ha preso in considerazione importanti documenti di valutazione, come la relazione di monitoraggio interna e il materiale video della conferenza finale, che raccoglie i principali contenuti e risultati raggiunti. Essa sottolinea che tale esperto ha mostrato tutti i limiti delle sue conoscenze relative al tema del reinsediamento e alla situazione reale degli Stati membri interessati da tale progetto. Secondo la ricorrente, detto esperto si è infatti limitato a confermare integralmente le affermazioni formulate dalla Commissione nelle sue prime due lettere di pre-informazione.

81      Inoltre, la ricorrente sottolinea che l’esperto esterno si è limitato a intervistare un numero assai esiguo di operatori «esterni». Le persone intervistate apparterrebbero a organizzazioni beneficiarie di risorse concesse dalla direzione generale della Commissione interessata a favore di attività legate al reinsediamento e al progetto pilota sul reinsediamento, il che menomerebbe la possibilità di acquisire opinioni oggettive e avulse dalle ingerenze della Commissione, in quanto dette persone potrebbero trovarsi in una situazione di conflitto di interessi.

82      Per quanto riguarda la valutazione dell’esperto esterno secondo la quale gli obiettivi relativi agli scambi delle migliori pratiche e conoscenze sono stati parzialmente realizzati, la ricorrente ricorda che i co-beneficiari del progetto TORRE hanno presentato detto progetto complessivamente in 24 diversi eventi e manifestazioni. Secondo la ricorrente, tali manifestazioni hanno comportato incontri e interventi con ONG, ministeri, autorità, amministrazioni e diversi enti locali, rappresentanti locali dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in tutti i sei Stati membri coinvolti in detto progetto. Di conseguenza, gli obiettivi di promozione del progetto dovrebbero considerarsi raggiunti.

83      La ricorrente sottolinea che l’esperto esterno non avrebbe tenuto conto del fatto che tre Stati membri interessati dal progetto TORRE non avevano alcun programma di reinsediamento in corso (Repubblica ellenica, Repubblica italiana e Repubblica di Cipro) e che altri due Stati membri interessati avevano ridotte e limitate esperienze (Regno di Spagna e Repubblica portoghese). Secondo la ricorrente, detto esperto si sarebbe erroneamente focalizzato su elementi quantitativi, senza considerare la qualità degli incontri, come attesterebbero i soggetti interessati coinvolti e i verbali di detti incontri.

84      Con riferimento all’obiettivo di comprendere il fenomeno dei rifugiati in attesa di reinsediamento, la ricorrente ritiene che tale obiettivo debba considerarsi completamente raggiunto tra i co-beneficiari del progetto TORRE e nell’ambito dei rapporti con gli oltre 60 soggetti interessati elencati nel rapporto sull’approccio integrato, con i quali è stata instaurata una prima occasione di dialogo. Inoltre, essa contesta l’affermazione secondo la quale il raggiungimento di detto obiettivo sarebbe stato basato essenzialmente sulle azioni intitolate «Osservatorio – sito Internet e rapporto di ricerca», in quanto detto obiettivo era «immanente a tutte le iniziative e azioni di [detto] progetto ed è stato raggiunto mediante il conseguimento di ciascuno dei quattro obiettivi principali».

85      La ricorrente aggiunge che, ai sensi del contratto, essa ha assunto, al contempo, un’obbligazione di mezzi e un’obbligazione di risultato. Essa ritiene di aver posto in essere tutte le azioni dovute e possibili affinché gli obiettivi fossero raggiunti. Per contro, la ricorrente fa valere che non deve essere ritenuta responsabile dei risultati che eccedano i mezzi e le azioni che aveva l’obbligo di porre in essere. La ricorrente reitera anche la sua richiesta diretta a ottenere l’espletamento di una perizia da parte di un consulente nominato dal Tribunale.

86      La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

87      Per quanto riguarda, in primo luogo, l’argomento della ricorrente vertente sul fatto che l’esperto esterno non avrebbe analizzato tutto il materiale disponibile, occorre rilevare che dal fascicolo e, in particolare, dalla relazione di detto esperto emerge che quest’ultimo ha esaminato tutto il materiale rilevante e disponibile relativo al progetto TORRE. In detta relazione, infatti, lo stesso dichiara, in particolare, di aver analizzato, segnatamente, il sito Internet di tale progetto, la documentazione degli incontri, la relazione riguardante le attività di promozione, la relazione finale e il rapporto di ricerca, vale a dire i prodotti del progetto quali menzionati nell’allegato I al contratto (v. l’allegato A.31, pagg. 407 e 408). Inoltre, la ricorrente non fornisce gli altri documenti che, a suo avviso, l’esperto in questione avrebbe dovuto consultare e non spiega per quale ragione tali documenti avrebbero condotto tale esperto a conclusioni diverse. Detto argomento non può quindi trovare accoglimento.

88      Per quanto riguarda, in secondo luogo, l’argomento della ricorrente vertente sul fatto che l’esperto esterno avrebbe interrogato un numero esiguo di soggetti interessati, alcuni dei quali beneficiano di sovvenzioni europee e non sarebbero indipendenti, occorre rilevare che detto esperto afferma chiaramente che egli ha preso contatto con i partecipanti agli incontri transnazionali con l’obiettivo di interrogare almeno un soggetto interessato per Stato membro coinvolto, ma che ha ricevuto solo sei risposte e che ha quindi potuto interrogare soltanto sei soggetti interessati, provenienti da cinque Stati membri (allegato A.31, pag. 409). Inoltre, occorre osservare che la ricorrente non motiva affatto la sua affermazione, secondo cui le persone interrogate apparterrebbero a organizzazioni che beneficiano di fondi concessi dalla Commissione stessa a favore di attività legate al reinsediamento e al progetto pilota sul reinsediamento. Tale circostanza è inoltre confutata dalla Commissione, secondo la quale nessuno dei sei soggetti interessati che sono stati interrogati beneficiano di un finanziamento diretto dell’Unione. Detto argomento non può, quindi, essere accolto.

89      Quanto, in terzo luogo, all’argomento della ricorrente relativo agli errori commessi dall’esperto esterno nella sua valutazione, occorre rilevare, anzitutto, che detto esperto e la Commissione hanno valutato la realizzazione degli obiettivi del progetto TORRE sulla base dei parametri indicati dalla stessa ricorrente nell’allegato I al contratto. Tale circostanza è stata rilevata chiaramente sia nella relazione del suddetto esperto sia nelle lettere della Commissione.

90      In particolare, per quanto riguarda l’affermazione della ricorrente secondo cui se fossero stati presi in considerazione gli elementi qualitativi più rilevanti, e non soltanto i dati quantitativi, gli obiettivi inerenti agli scambi delle migliori pratiche e conoscenze sarebbero stati considerati integralmente raggiunti, occorre rilevare, ad esempio, che nell’ambito della valutazione degli incontri transazionali l’esperto esterno ha constatato, da un lato, che, contrariamente a quanto previsto nell’ambito del progetto TORRE, il numero dei partecipanti agli incontri non era soddisfacente in quanto soltanto in due incontri su sei vi era stata la partecipazione di più di 30 persone. Inoltre, egli ha precisato che il programma dei suddetti incontri in Grecia e a Cipro non conteneva alcuna informazione sul tema del reinsediamento (v. allegato A.31, pagg. 416 e 417).

91      Inoltre, occorre rilevare che gli obiettivi relativi agli scambi delle migliori pratiche e conoscenze sono stati considerati parzialmente raggiunti anche a causa delle limitazioni del rapporto di ricerca e del sito Internet del progetto TORRE. Orbene, le carenze constatate dall’esperto esterno riguardanti tali due prodotti, quali la rilevanza delle informazioni rispetto agli obiettivi di detto progetto e il buon funzionamento del sito Internet in parola, sono chiaramente di natura qualitativa. L’affermazione della ricorrente secondo cui se fossero stati presi in considerazione gli elementi qualitativi più rilevanti, e non soltanto i dati quantitativi, gli obiettivi relativi agli scambi delle migliori pratiche e conoscenze sarebbero stati considerati integralmente raggiunti deve, di conseguenza, essere respinta.

92      Per quanto riguarda, infine, l’argomento della ricorrente, secondo cui l’esperto esterno ha erroneamente ritenuto che la realizzazione dell’obiettivo di comprensione del fenomeno dei rifugiati in attesa di un reinsediamento si basasse essenzialmente sulle azioni intitolate «Osservatorio/sito Internet e rapporto di ricerca», occorre rilevare che il progetto TORRE era destinato a perseguire un obiettivo generale attraverso la realizzazione di quattro obiettivi specifici, tra cui l’obiettivo di sviluppare una migliore comprensione del fenomeno dei rifugiati in attesa di reinsediamento, da raggiungere mediante l’esecuzione di sei «prodotti». Occorre osservare inoltre che, nella descrizione dell’obiettivo generale del suddetto progetto, contenuta all’inizio dell’allegato I al contratto, è chiaramente indicato che la creazione di un osservatorio transnazionale è il mezzo prescelto per ottenere tale comprensione.

93      Inoltre, sulla base dei parametri indicati nell’allegato I al contratto, l’esperto esterno ha considerato, da un lato, che due dei «prodotti» previsti dal contratto, vale a dire le azioni intitolate «Osservatorio/sito Internet e il rapporto di ricerca», erano gli strumenti più importanti per la realizzazione degli obiettivi del progetto TORRE e, dall’altro lato, che tali due «prodotti» presentavano carenze significative. Ciò premesso, detto esperto ha potuto correttamente ritenere che l’obiettivo dello sviluppo di una migliore comprensione del fenomeno dei rifugiati bisognosi di reinsediamento non fosse stato raggiunto. Occorre pertanto respingere l’argomento della ricorrente, secondo cui l’esperto esterno avrebbe erroneamente considerato che la realizzazione dell’obiettivo di comprensione del fenomeno dei rifugiati in attesa di reinsediamento si basasse essenzialmente sulle azioni intitolate «Osservatorio/sito Internet e relazione di ricerca».

94      Sulla base delle suesposte considerazioni, occorre respingere tale parte del primo motivo e, di conseguenza, il motivo nella sua integralità.

 Sul secondo motivo, vertente sull’assenza di una valutazione oggettiva dei risultati del progetto TORRE rispetto all’allegato I al contratto, sul concorso della Commissione nel mancato raggiungimento degli obiettivi del suddetto progetto, sull’indebita riduzione del saldo ancora dovuto e sulla violazione degli articoli I.4 e II.3 del contratto a motivo di un arricchimento senza causa

95      Il presente motivo è suddiviso in tre parti. La prima parte verte sulla violazione degli obblighi di valutazione oggettiva dei risultati del progetto TORRE rispetto all’allegato I al contratto e sul concorso della Commissione nel mancato raggiungimento degli obiettivi di detto progetto. La seconda parte verte sull’indebita riduzione del saldo ancora dovuto. La terza parte verte sulla violazione degli articoli I.4 e II.3 del contratto a causa di un arricchimento senza causa.

 Sulla prima parte, vertente sulla violazione degli obblighi di valutazione oggettiva dei risultati del progetto TORRE rispetto all’allegato I al contratto e sul concorso della Commissione nel mancato raggiungimento degli obiettivi del suddetto progetto

–       Argomenti delle parti

96      In via preliminare, la ricorrente ritiene che il progetto TORRE sia il risultato delle trattative condotte da entrambe le parti del contratto a partire dall’invito a presentare proposte fino al modulo di domanda di sovvenzione. Come risulterebbe dall’allegato I al contratto, le parti avrebbero concordato, da un lato, l’oggetto principale di detto progetto, le priorità e gli obiettivi specifici, i risultati e le risposte per ciascun obiettivo e, dall’altro, il calendario delle attività.

97      In primo luogo, la ricorrente afferma che la Commissione non avrebbe rispettato i parametri oggettivi della valutazione del progetto TORRE definiti nell’allegato I al contratto. Quest’ultimo specificherebbe, con riferimento a ciascuno dei sei risultati, in primo luogo, gli indicatori di verificabilità oggettivi, in secondo luogo, le fonti da usare per la verifica e, in terzo luogo, i rischi, le ipotesi e le azioni di mitigazione. La ricorrente ritiene che la Commissione abbia fondato le sue valutazioni su elementi indeterminati, violando in tal modo le procedure definite nel contratto.

98      In secondo luogo, la ricorrente ritiene che i co-beneficiari del progetto TORRE si siano impegnati ad eseguire tutte le azioni previste dal contratto, senza essere tuttavia in grado di garantire effettivamente il conseguimento di un risultato. Secondo la ricorrente, l’allegato I al contratto ha considerato che vi potessero essere rischi collegati al raggiungimento dei diversi obiettivi del suddetto progetto e bilanciati dall’assunzione di specifiche azioni di mitigazione da parte del proponente, le quali, se adottate, avrebbero costituito una sorta di risultato minimo raggiunto. Ciò proverebbe che la Commissione era consapevole della particolare natura e innovatività di tale progetto e, quindi, dei rischi collegati al potenziale mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati ed accettava di ritenere conseguiti tali obiettivi anche se i beneficiari avessero adottato le sole azioni di mitigazione previste (risultato minimo).

99      Infine, la ricorrente ritiene che la stessa Commissione abbia concorso al mancato raggiungimento dei risultati del progetto TORRE.

100    In primo luogo, la ricorrente sottolinea che il progetto TORRE non è durato 18 mesi, bensì 16 mesi, in quanto esso è stato avviato solo nel luglio 2012, contrariamente a quanto previsto dal calendario del contratto. Secondo la ricorrente, sarebbe stato sufficiente tener conto dei due mesi di differimento nell’avvio del progetto per consentirle di rimediare agli addebiti relativi agli inadempimenti.

101    In secondo luogo, per quanto riguarda il mancato trasferimento dei fondi relativi alle attività che avrebbe dovuto svolgere la Regione Marche, a seguito del ritiro di quest’ultima dal progetto TORRE, la ricorrente sottolinea che la Commissione era a conoscenza di tale ritiro dal 25 marzo 2013 e del fatto che, a tale data, essa aveva dichiarato di farsi carico di tutte le attività di tale co-beneficiario del progetto.

102    In terzo luogo, la ricorrente sostiene che non sembra che la Commissione abbia attuato modalità di diffusione e di informazione sul progetto TORRE in corso di esecuzione. Essa si considera lesa dalla mancata partecipazione alle riunioni alle quali la Commissione era stata invitata ed alla conferenza finale in cui sono stati presentati tutti i risultati del suddetto progetto. La ricorrente critica il comportamento tenuto dalla Commissione la quale, dopo aver voluto intraprendere un progetto di tale importanza e ambizione, si sarebbe completamente disinteressata del suo andamento.

103    La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

104    Anzitutto, occorre rilevare, per quanto riguarda gli argomenti della ricorrente secondo cui la Commissione non avrebbe rispettato i parametri di valutazione indicati nell’allegato I e avrebbe basato le sue valutazioni su elementi indeterminati, che, nel caso di specie, la Commissione si è fondata sulla relazione dell’esperto esterno per valutare la realizzazione dei «prodotti» del progetto TORRE. Occorre quindi verificare se, nella suddetta relazione, l’esperto in parola abbia rispettato, per tutti i «prodotti» del progetto, i parametri di valutazione e abbia fondato le sue valutazioni su elementi determinati.

105    Per quanto riguarda il rapporto di ricerca, l’allegato I al contratto indica che il parametro di valutazione consiste nella rilevanza delle informazioni rispetto agli obiettivi del progetto TORRE. A tal proposito, l’esperto esterno ha constatato, da un lato, che detta relazione conteneva aspetti che non riguardavano il reinsediamento, come la procedura di asilo, o non erano di alcun interesse in tema di reinsediamento, come il rimpatrio volontario, e, dall’altro lato, che tale rapporto non conteneva spiegazioni sull’importanza del reinsediamento e sui suoi benefici per i rifugiati né valutazioni delle politiche, dei dibattiti e delle iniziative esistenti in materia di reinsediamento, né illustrava il punto di vista e le esperienze dei rifugiati reinsediati. Detto esperto ha quindi ritenuto che il rapporto in questione non fosse innovativo e non fornisse informazioni nuove per la discussione in materia; che talune parti, come quelle sull’asilo e sulle procedure di reinsediamento, fossero integralmente riprese da testi giuridici e da precedenti relazioni; che tale rapporto non proponesse soluzioni alla questione di rendere il reinsediamento dei rifugiati più efficace negli Stati membri interessati dal progetto TORRE; che talune parti del rapporto contenessero errori sostanziali e che le raccomandazioni finali non fossero innovative, atteso che la maggior parte di esse erano state presentate ed elaborate in studi precedenti (v. allegato A.31, da pag. 410 a pag. 412).

106    Per quanto riguarda il registro delle organizzazioni che operano nel settore del reinsediamento, l’allegato I al contratto indica che il parametro di valutazione è rappresentato dal numero di organizzazioni effettivamente registrate. A tal proposito, l’esperto esterno ha constatato che il sito Internet del progetto TORRE era sprovvisto di qualsiasi sezione contenente un simile registro, che esso aveva solamente alcuni elenchi incompleti di organizzazioni nelle parti nazionali del rapporto di ricerca e che detto sito Internet conteneva un modulo per la registrazione da completare per accedere ai documenti degli incontri transazionali. Egli ha anche constatato che il suddetto modulo di registrazione non corrispondeva affatto al «registro delle organizzazioni operanti nel settore del reinsediamento» che, ai sensi del contratto relativo al progetto, la ricorrente avrebbe dovuto creare al fine di mettere in contatto le organizzazioni in questione con gli organismi internazionali che si occupano del reinsediamento dei rifugiati. Infatti, da un lato, tale procedura di registrazione non era specificamente destinata a tale obiettivo, ma soltanto a quello di caricare i documenti disponibili su tale sito Internet e, dall’altro, gli utenti registrati non traevano, in ogni caso, alcun vantaggio dalla registrazione (come il contatto con altri soggetti, lo sviluppo di contatti, la ricezione di lettere di informazioni), ma beneficiavano semplicemente dell’accesso ai documenti disponibili sul sito Internet in questione (v. allegato A.31, pag. 414).

107    Per quanto riguarda il sito Internet del progetto TORRE, l’allegato I al contratto indica che i parametri di valutazione sono la creazione effettiva e il funzionamento del dominio, il numero di utenti e il tipo di soggetti registrati. A tal proposito, l’esperto esterno ha constatato che il sito Internet in parola era poco sviluppato quanto alla struttura e al contenuto, dal momento che esso comprendeva soltanto documenti in PDF e presentazioni PowerPoint da scaricare mediante una procedura di registrazione ad hoc (che, del resto, non era prevista nell’ambito di detto progetto), il materiale scaricabile spesso non riguardava il reinsediamento ed era di difficile comprensione, in quanto privo di spiegazioni. Inoltre, detto esperto ha constatato che, durante i primi 22 mesi di esistenza di tale sito Internet, ossia dal febbraio 2013 al novembre 2014, soltanto 2 086 persone l’avevano consultato; che soltanto il 26,9% dei visitatori aveva riconsultato il sito Internet in questione e che la durata media delle visite era di tre minuti appena (v. allegato A.31, pag. 413).

108    Inoltre, per quanto riguarda ciascuna delle sezioni che avrebbe dovuto figurare sul sito Internet del progetto TORRE, l’esperto esterno ha constatato che non vi era, nel sito, nessuna sezione «fenomeno», ma che le stime e gli studi in materia di reinsediamento figuravano in diverse pagine del sito, in maniera disordinata; che la sezione «legislazione» conteneva, senza alcuna spiegazione, unicamente collegamenti verso documenti normativi che spesso non riguardavano il reinsediamento; che la sezione «migliori pratiche» conteneva informazioni generiche in materia di reinsediamento – e non unicamente le migliori pratiche – che erano adeguate per alcuni Stati membri (Repubblica federale di Germania e Regno di Spagna), mentre erano poco numerose (Repubblica portoghese) o addirittura riprese direttamente dal rapporto di ricerca per altri Stati membri (Repubblica ellenica, Repubblica italiana e Repubblica di Cipro); che la sezione «registro» non era presente, sebbene costituisse uno dei principali risultati attesi dal progetto TORRE; che la sezione «legami» non era completa a causa di carenze significative e che la sezione «archivi» non era presente, ma che i documenti, raramente rilevanti, erano sparpagliati in più parti del sito in questione (v. l’allegato A.31, da pag. 413 a pag. 415).

109    Per quanto riguarda gli incontri transazionali, l’allegato I al contratto indica che i parametri di valutazione sono il numero di incontri e il numero di partecipanti. A tal proposito, l’esperto esterno ha constatato, anzitutto, che la ricorrente aveva effettuato sei incontri, come prevedeva detto contratto, ma che, contrariamente a quanto contemplato, soltanto in due dei sei incontri vi è stata la partecipazione di più di 30 persone e che il programma degli incontri in Grecia e a Cipro non conteneva nessuna informazione sul tema del reinsediamento (v. l’allegato A.31, pagg. 416 e 417).

110    Inoltre, per quanto riguarda le relazioni sugli scambi, l’allegato I al contratto indica che il parametro di valutazione è la rilevanza delle relazioni. A tal proposito, l’esperto esterno ha constatato la mancanza di una pubblicazione adeguata dei risultati degli incontri, la cui diffusione avrebbe potuto invece contribuire a compensare il debole interesse che essi avevano suscitato e a evitare la perdita di informazioni. In particolare, detto esperto ha osservato che il sito Internet del progetto TORRE conteneva unicamente il programma di detti incontri e talune presentazioni PowerPoint, ma non vi erano sommari né conclusioni né risultati di siffatti incontri; che, spesso, i documenti pubblicati erano spesso caricati su tale sito Internet senza commenti o spiegazioni; che taluni documenti erano ancora allo stato di bozze o erano redatti nella lingua del paese in cui si era tenuto l’incontro e che, di conseguenza, gli utenti avrebbero avuto difficoltà a comprendere il contenuto degli incontri (v. allegato A.31, pag. 417).

111    Per quanto riguarda la cooperazione, l’allegato I al contratto indica che i parametri di valutazione sono l’interesse per l’osservatorio e il tipo di contatti tra co‑beneficiari del progetto TORRE e soggetti interessati. A tal proposito, l’esperto esterno ha constatato che detti co-beneficiari avevano avuto 69 contatti con i principali operatori del settore. Tuttavia, tale risultato positivo è stato attenuato dall’assenza della costituzione del registro e dal fatto che nessun organismo che opera nel settore del reinsediamento è stato messo in contatto con gli organismi internazionali, nonché dal fatto che soltanto sei pubblicazioni (quattro articoli e due documenti di lavoro) sono state effettuate dai beneficiari e nessun articolo o comunicato stampa è stato pubblicato dopo gli incontri transnazionali (allegato A.31, pagg. 417 e 418).

112    L’esperto esterno ha quindi ritenuto che le attività di promozione fossero state realizzate soltanto parzialmente ma che, grazie agli incontri e ai contatti, il quarto obiettivo del progetto TORRE, ossia una migliore cooperazione e forme di contatto, potesse essere considerato realizzato (allegato A.31, pagg. 417 e 418).

113    Alla luce delle constatazioni che precedono, occorre respingere gli argomenti della ricorrente secondo cui la Commissione non avrebbe rispettato i parametri di valutazione indicati nell’allegato I al contratto e avrebbe basato le sue valutazioni su elementi indeterminati. Al contrario, essa si è basata sulla relazione dell’esperto esterno che aveva preso in considerazione i parametri di valutazione in parola e ha verificato, su tale base, la realizzazione dei «prodotti» del progetto TORRE constatando, correttamente, numerose carenze.

114    In secondo luogo, per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui l’allegato I al contratto prevederebbe la possibilità che i beneficiari possano limitarsi a raggiungere alcuni risultati minimi, una semplice lettura di detto allegato permette di respingere tale argomento. Infatti, l’allegato in parola non prevede né esplicitamente né implicitamente che i beneficiari possano limitarsi a raggiungere risultati minimi. Al contrario, gli obiettivi del progetto TORRE, i prodotti da realizzare e i criteri di valutazione sono indicati in modo dettagliato nell’allegato stesso.

115    Inoltre, occorre rilevare, al pari della Commissione, che le azioni di mitigazione indicate dalla ricorrente nell’allegato I al contratto (v. l’allegato A.4, pagg. 66 e 67, quarta colonna a destra) non sono azioni sufficienti per attuare il progetto TORRE; si tratta, invece, di attività che i beneficiari dovevano attuare per superare le eventuali difficoltà di detto progetto e riuscire a raggiungere i suoi obiettivi. Ad esempio, per quanto riguarda la creazione del sito Internet di tale progetto, al fine di superare la possibile mancanza di interesse dei beneficiari, detto allegato prevedeva, segnatamente, la costruzione di un’architettura chiara e semplice del suddetto sito Internet, tale da permettere un facile utilizzo dello stesso. È chiaro che una tale architettura non era un obiettivo in sé, bensì uno strumento per la realizzazione di un sito Internet efficace che consentisse di raggiungere gli obiettivi del medesimo progetto.

116    In terzo luogo, per quanto riguarda gli argomenti della ricorrente secondo cui il comportamento della Commissione avrebbe contribuito al mancato raggiungimento degli obiettivi del progetto TORRE, occorre rilevare, per quanto riguarda la durata di tale progetto, che, al momento della firma del contratto e, in seguito, durante l’esecuzione di questo progetto, la ricorrente non ha chiesto alcuna modifica della suddetta durata sebbene, in passato, avesse chiesto di differire la data di inizio del medesimo progetto. La stessa non può quindi legittimamente sostenere che la durata più breve del progetto in questione sia imputabile alla Commissione.

117    Per quanto riguarda la riduzione dei fondi concessi al progetto TORRE a seguito del ritiro della Regione Marche, occorre constatare, come evidenziato dalla Commissione, che la ricorrente non ha chiesto che i fondi destinati a detta regione le fossero attribuiti per effettuare i compiti di tale operatore, ma soltanto per coprire le sue spese di gestione. Alla luce di ciò, la Commissione non ha, giustamente, potuto approvare tale modifica degli stanziamenti, richiesta poco prima del termine del progetto in parola.

118    Per quanto riguarda il fatto che la Commissione si sarebbe disinteressata all’evoluzione del progetto TORRE, si deve constatare che tale affermazione è smentita dai fatti in quanto la Commissione ha, a più riprese, avuto scambi e chiesto informazioni alla ricorrente durante l’esecuzione del medesimo progetto.

119    Inoltre, per quanto riguarda l’asserita mancanza di contributo della Commissione alla diffusione del progetto TORRE, occorre rilevare, come evidenziato dalla Commissione, da un lato, che le attività di diffusione erano parte integrante del progetto stesso e che spettava quindi ai beneficiari attuare tutte le attività necessarie a tal fine, dall’altro, che, nel caso di specie, non può addebitarsi alla Commissione di non aver partecipato alle manifestazioni organizzate dai beneficiari di tale progetto, dal momento che le sue risorse umane e finanziarie erano limitate e che, pertanto, occorreva operare scelte quanto all’utilizzo di tali risorse.

120    Alla luce delle considerazioni che precedono, tale parte del secondo motivo dev’essere respinta.

 Sulla seconda parte, vertente sull’indebita riduzione del saldo ancora dovuto

–       Argomenti delle parti

121    La ricorrente addebita alla Commissione di aver violato le disposizioni sostanziali del contratto a causa della contraddittorietà fra la funzione attribuita nell’articolo II.17.5 del contratto e l’interpretazione concreta datane dall’istituzione. Secondo la ricorrente, la riduzione finale del contributo finanziario dell’Unione operata dalla Commissione, che ha determinato l’ordine di recupero della somma di EUR 80 242,78, e' avvenuta acriticamente su tutte le risorse umane nella misura pari al 50%, mentre e' stata operata una riduzione del 100% dei costi collegati al sito Internet del progetto TORRE, come se lo stesso non fosse mai stato creato, sviluppato e reso operativo.

122    Secondo la ricorrente, il metodo applicato in concreto dalla Commissione è incompatibile con il contenuto e con la funzione dell’articolo II.17.5 del contratto, la cui funzione sarebbe quella di utilizzare le somme recuperate per consentire la corretta realizzazione dell’azione prevista, o, al limite, di calcolare tali somme in considerazione della mancata realizzazione di una specifica singola azione in funzione del livello di realizzazione della stessa.

123    La ricorrente ritiene che la Commissione si sia limitata a mettere in discussione l’andamento generale del progetto TORRE e a trarne conclusioni economiche grossolane, senza fornire un’adeguata motivazione delle riduzioni che intendeva effettuare, e limitandosi a ripetere per ciascuna voce di spesa, mediante un copia/incolla, la seguente motivazione: «50% di riduzione del costo a causa della insufficiente qualità del lavoro eseguito».

124    La ricorrente evidenzia che la Commissione è incorsa nell’errore di seguire una «procedura inversa». Al riguardo, la ricorrente fa valere che la Commissione, una volta fissato il risultato finale (il grado di esecuzione difettosa e parziale, equivalente al 50%), ne ha individuato gli addendi e ha applicato in maniera uniforme un taglio del 50% a tutti i costi relativi alle risorse umane, quando invece le attività ad esse connesse non sono mai state contestate e sono state in generale realizzate conformemente al contratto. La ricorrente ritiene che tale assenza di logica non consenta né alla stessa ricorrente né agli altri co-beneficiari del progetto TORRE di comprendere il nesso di causalità tra ciascuna violazione delle obbligazioni contrattuali e la relativa sanzione. Ne consegue che i costi del personale, che teoricamente avrebbero dovuto essere tutti dichiarati ammessi al finanziamento al 100%, lo sono stati solo al 50%, non perché il 100% non fosse coerente con lo stanziamento iniziale o finale o perché vi fosse contestazione in materia, sulle diverse linee di bilancio, ma semplicemente perché tali costi dovevano essere allineati con il risultato finale prestabilito.

125    Un siffatto criterio non è stato applicato, secondo la ricorrente, ad esempio ai costi di viaggio, che rimangono ammessi al finanziamento per l’intero importo dichiarato, sebbene i costi del personale siano stati ridotti del 50%. La ricorrente non comprende dunque perché i costi di viaggio non siano stati modificati di conseguenza.

126    La ricorrente adduce che la riduzione della sovvenzione finanziaria dell’Unione è consistita materialmente nell’applicazione di una penale ai sensi dell’articolo II.12 del contratto. Essa ritiene che la Commissione non abbia né preventivamente accertato l’esistenza di una grave violazione delle sue obbligazioni contrattuali (il che avrebbe comportato l’avvio della procedura di risoluzione di cui all’articolo II.11.4 del contratto), né rispettato i limiti fissati per la stessa penale (dal 2 al 10% del contributo dovuto). Secondo la ricorrente, la penale ha dunque rappresentato più del 60% dell’importo spettante ai beneficiari; ciò sarebbe, a suo avviso, totalmente sproporzionato.

127    In via preliminare, la Commissione ricorda che l’articolo II.17.5 del contratto riproduce il disposto del suo regolamento delegato (UE) n. 1268/2012, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (GU 2012, L 362, pag. 1), il cui articolo 208, paragrafo 2, dispone che, «[i]n caso di inesecuzione o di esecuzione difettosa, parziale o tardiva dell’azione o del programma di lavoro autorizzato, l’ordinatore responsabile, dopo aver dato al beneficiario l’opportunità di presentare osservazioni, riduce la sovvenzione o la recupera proporzionalmente, in funzione della fase della procedura».

128    La Commissione sottolinea di avere il potere di ridurre il contributo finanziario dell’Unione proporzionalmente all’effettiva esecuzione dell’azione, cioè ai suoi risultati. La Commissione adduce anche che l’articolo II.17.5 del contratto non fa riferimento al grado di esecuzione di ogni singolo «prodotto» dell’azione, ma dell’azione nel suo complesso. Infine, la Commissione fa valere che la sua funzione non e' quindi quella di «recuperare le spese che essa sosterrebbe per completare il progetto [TORRE]», ma solo quella di recuperare il finanziamento non giustificato dal suo livello di attuazione.

129    Per quanto attiene alla censura della ricorrente, concernente la mancanza di giustificazione quanto alle riduzioni effettuate in riferimento al contributo finanziario dell’Unione al progetto TORRE e all’utilizzo del copia-incolla per riprodurre la medesima motivazione per ogni voce di spesa, la Commissione osserva che, posto che il costo del personale e' stato ridotto del 50%, e' naturale che la stessa motivazione sia riportata (con un rinvio) per tutte le linee di bilancio del progetto concernenti i costi del personale.

130    Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente concernente una «procedura inversa», la Commissione ritiene di aver applicato l’articolo II.17.5 del contratto conformemente al contenuto e alla ratio stessa di tale disposizione. Secondo la Commissione, atteso che detto articolo le consente di ridurre il contributo finanziario dell’Unione in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto TORRE, essa può soltanto procedere alla valutazione dell’effettiva esecuzione del progetto e, successivamente, a seconda di tale valutazione, decidere se ridurre, o meno, tale contributo proporzionalmente ai costi del progetto ammessi al finanziamento.

131    Per quanto attiene alla censura della ricorrente relativa alla riduzione dei costi del personale in modo orizzontale, senza distinguere tra attività e co-beneficiari del progetto TORRE, la Commissione osserva che, trattandosi di una revisione del contributo finanziario dell’Unione, quest’ultima si applica orizzontalmente a tutti i detti co-beneficiari, i quali sono responsabili in solido per la difettosa esecuzione del contratto. Inoltre, la Commissione ritiene di non poter determinare con precisione il contributo sostanziale apportato da ciascuno di questi co-beneficiari né individuare quali siano i soggetti responsabili della difettosa esecuzione del progetto. La Commissione aggiunge di avere invece lasciato intatte le altre voci di spesa e non comprende come la ricorrente possa contestare una riduzione dello stanziamento ad essa favorevole.

132    La Commissione precisa, inoltre, che, sulla base della valutazione effettuata dall’esperto esterno, essa ha concluso che la decisione di rigettare la meta' dei costi del personale e la totalità dei costi collegati al sito Internet del progetto TORRE – accettando l’altra meta' dei costi del personale e considerando finanziabili i costi effettivamente sostenuti per i viaggi, il cibo, la strumentazione, gli altri costi diretti e indiretti – e' piuttosto generosa e proporzionata all’effettivo grado di esecuzione del progetto. La Commissione ritiene pertanto di aver applicato correttamente l’articolo II.17.5 del contratto.

133    La Commissione sottolinea che, contrariamente a quanto suggerito dalla ricorrente, essa non ha applicato alcuna ammenda o sanzione nel caso di specie (ancorché avrebbe potuto farlo in forza dell’articolo II.12 del contratto), ma si e' limitata a ridurre il contributo finanziario dell’Unione al progetto TORRE proporzionalmente al grado di esecuzione del progetto, in conformità all’articolo II.17.5 del contratto e all’articolo 208 del regolamento delegato n. 1268/2012.

–       Giudizio del Tribunale

134    Per quanto riguarda l’applicazione dell’articolo II.17.5 del contratto, occorre ricordare che tale disposizione prevede espressamente che, «[f]atto salvo il diritto di risolvere il contratto ai sensi dell’articolo II.11, nonché il diritto della Commissione di applicare le sanzioni previste all’articolo II.12, in caso di mancata esecuzione o di esecuzione difettosa, parziale o tardiva del progetto [TORRE], la Commissione può ridurre la sovvenzione inizialmente prevista in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto alla luce di quanto previsto nel contratto».

135    Sulla base dell’articolo II.17.5 del contratto, la Commissione ha il potere di ridurre il contributo finanziario dell’Unione al progetto TORRE proporzionalmente all’attuazione effettiva del suddetto progetto. L’articolo in parola, contrariamente a quanto ritiene la ricorrente, non fa riferimento al grado di esecuzione di ogni singolo «prodotto» del progetto, bensì al progetto nella sua integralità. Occorre, inoltre, considerare, al pari della Commissione, che la funzione di tale articolo non è «recuperare le spese che la Commissione sosterrebbe per completare il [medesimo] progetto», ma soltanto recuperare il finanziamento non giustificato dal suo livello di avanzamento.

136    Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, si deve osservare che l’articolo II.17.5 del contratto consente alla Commissione, fermo restando il diritto di risolvere il contratto e fatto salvo il diritto della Commissione di applicare le penali di cui all’articolo II.12 del contratto, di ridurre proporzionalmente la sovvenzione inizialmente prevista in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto TORRE. Nel caso di specie, la Commissione ha applicato una riduzione della sovvenzione inizialmente prevista, che non è consistita nell’applicazione di una penale ai sensi dell’articolo II.12 del contratto ed è stata effettuata a prescindere dalla procedura di risoluzione di cui all’articolo II.11.4 del contratto, come esplicitamente previsto all’articolo II.17.5 dello stesso. A tal riguardo, occorre ricordare che la Commissione, nella sua lettera del 12 febbraio 2015, ha espressamente dichiarato di voler imporre una riduzione proporzionale dell’importo totale della sovvenzione inizialmente prevista in applicazione di quest’ultimo articolo come conseguenza della realizzazione incompleta di tale progetto. Nella suddetta lettera, la Commissione non ha fatto alcun riferimento né all’applicazione di una penale ai sensi dell’articolo II.12 del contratto né alla procedura di risoluzione di cui all’articolo II.11.4 del contratto. Ne consegue che gli argomenti della ricorrente al riguardo non possono essere accolti.

137    Inoltre, per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui la Commissione non avrebbe fornito alcuna adeguata motivazione delle riduzioni alle quali essa intendeva procedere e si sarebbe limitata a riprodurre per ogni voce di spesa un copia/incolla della seguente motivazione: «50% di riduzione del costo a causa della insufficiente qualità del lavoro eseguito», occorre rilevare che, sebbene l’obbligo di motivazione gravi sulla Commissione ai sensi dell’articolo 296, secondo comma, TFUE, tale obbligo, tuttavia, concerne solamente le modalità di azioni unilaterali di detta istituzione. Esso non grava quindi sulla Commissione in forza del contratto di finanziamento (v., in tal senso, sentenza del 25 maggio 2004, Distilleria Palma/Commissione, T‑154/01, EU:T:2004:154, punto 46).

138    Di conseguenza, nei limiti in cui la ricorrente deduce una motivazione insufficiente quanto alla riduzione da parte della Commissione della sovvenzione inizialmente prevista, un siffatto argomento è inoperante nell’ambito di un ricorso proposto sul fondamento dell’articolo 272 TFUE, dal momento che un’eventuale violazione di tale obbligo non incide sulle obbligazioni che gravano sulla Commissione in forza del contratto in questione (v., in tal senso, sentenza del 3 giugno 2009, Commissione/Burie Onderzoek en Advies, T‑179/06, non pubblicata, EU:T:2009:171, punti 117 e 118).

139    Ne consegue che l’argomento della ricorrente secondo cui la Commissione non avrebbe fornito un’adeguata motivazione per le riduzioni alle quali intendeva procedere e si sarebbe limitata per ogni voce di spesa a riprodurre un copia/incolla della medesima seguente motivazione: «50% di riduzione del costo a causa della insufficiente qualità del lavoro eseguito», deve essere respinta in quanto irrilevante.

140    Per quanto riguarda gli argomenti della ricorrente relativi al carattere eccessivo e sproporzionato della riduzione, da parte della Commissione, della sovvenzione inizialmente prevista, occorre rammentare che il principio di proporzionalità costituisce un principio generale del diritto dell’Unione, sancito dall’articolo 5, paragrafo 4, TUE. Tale principio esige che gli atti delle istituzioni dell’Unione non eccedano quanto è opportuno e necessario per conseguire lo scopo prefissato (v. sentenza del 13 settembre 2013, Makhlouf/Consiglio, T‑383/11, EU:T:2013:431, punto 98 e giurisprudenza ivi citata) ed esso è destinato a disciplinare tutte le modalità di azione dell’Unione, siano esse contrattuali o extracontrattuali (sentenza del 25 maggio 2004, Distilleria Palma/Commissione, T‑154/01, EU:T:2004:154, punto 44). Infatti, nel contesto dell’esecuzione di obblighi contrattuali, il rispetto di tale principio rientra nell’obbligo più generale delle parti di un contratto di eseguire il medesimo in buona fede (sentenza del 17 febbraio 2017, European Dynamics Luxembourg e a./EMA, T‑441/15, non pubblicata, EU:T:2017:104, punto 38). Inoltre, ai sensi del diritto belga, applicabile, in subordine, al contratto (v. punto 15 supra), l’obbligo di esecuzione in buona fede dei contratti, previsto all’articolo 1134 del codice civile belga, vieta a una parte di esercitare un diritto in un modo che ecceda manifestamente i limiti dell’esercizio normale di tale diritto da parte di una persona prudente e diligente (Cass. 16 novembre 2007, AR, n. C.06.0349.F.1).

141    Nel caso di specie, la Commissione si è basata sulla relazione dell’esperto esterno per la sua conclusione in merito all’esecuzione difettosa del progetto TORRE e per la sua decisione di respingere, in quanto esclusi dal finanziamento, la metà dei costi del personale e tutti i costi collegati al sito Internet del suddetto progetto, nonché per determinare la riduzione della sovvenzione inizialmente prevista. In tale relazione, l’esperto ha constatato che:

–        le numerose limitazioni da cui erano affetti il rapporto di ricerca e il sito Internet del progetto TORRE non avevano consentito di realizzare il primo obiettivo del suddetto progetto, ossia sviluppare una migliore comprensione del fenomeno dei rifugiati in attesa di reinsediamento;

–        il secondo obiettivo, ossia favorire lo scambio di informazioni e conoscenze, e il terzo obiettivo, vale a dire favorire lo scambio delle esperienze, potevano considerarsi realizzati solo in parte, attraverso gli incontri transnazionali, ma che pativano le limitazioni del rapporto di ricerca e del suddetto sito Internet;

–        il quarto obiettivo, ossia la promozione della cooperazione e della rete di contatti tra gli operatori del settore, poteva considerarsi realizzato attraverso gli incontri transnazionali e nazionali.

142    Alla luce delle constatazioni contenute nella relazione dell’esperto esterno, la Commissione ha pertanto confermato la sua conclusione quanto alla difettosa esecuzione del progetto TORRE e la sua decisione di respingere, in quanto esclusi dal finanziamento, la metà dei costi del personale e tutti i costi collegati al sito Internet del suddetto progetto. Per contro, essa ha considerato di poter accettare come finanziabili le spese di viaggio, di strumentazione e gli altri costi diretti e indiretti, corrispondenti agli obiettivi che l’esperto esterno aveva considerato raggiunti o parzialmente raggiunti.

143    Occorre rilevare che, deducendo il 50% dei costi del personale e tutti i costi legati al sito Internet del progetto TORRE, la Commissione ha, in sostanza, ridotto l’importo totale del contributo finanziario dell’Unione del 37% circa. Infatti, dalla lettera della ricorrente del 3 marzo 2015 risulta che l’importo richiesto alla Commissione al termine di detto progetto era di EUR 350 366,67 e che, dopo la riduzione, da parte della Commissione, della sovvenzione inizialmente prevista, tale importo era stato ridotto a EUR 217 972,97.

144    Si pone pertanto la questione se, nell’imporre la riduzione di cui trattasi, la Commissione abbia manifestamente violato i limiti del normale esercizio del diritto, da parte di una persona prudente e diligente, di far ricorso all’articolo II.17.5 del contratto.

145    A tal proposito, per quanto riguarda la riduzione del 50% dei costi del personale, si deve ricordare che, come è stato considerato nell’ambito dell’esame della seconda parte del primo motivo e della prima parte del secondo motivo, la ricorrente non è riuscita a mettere in discussione le conclusioni dell’esperto esterno e della Commissione quanto al mancato raggiungimento di un obiettivo del progetto TORRE e al conseguimento parziale di altri obiettivi del medesimo progetto.

146    Inoltre, come ricordato ai punti da 104 a 113 summenzionati, l’esperto esterno aveva verificato, tenendo conto dei parametri di valutazione di cui all’allegato I al contratto, l’attuazione dei «prodotti» del progetto TORRE e aveva, correttamente, constato numerose carenze.

147    Inoltre, occorre ricordare che l’articolo II.17.5 del contratto prevede che, in caso di mancata esecuzione o esecuzione difettosa, parziale o tardiva del progetto TORRE, la Commissione può ridurre il suo contributo inizialmente previsto in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto alla luce di quanto previsto nel contratto. Tale articolo consente pertanto alla Commissione di ridurre proporzionalmente il finanziamento dell’Unione in funzione dell’effettiva esecuzione del progetto considerato.

148    Orbene, in base alla valutazione effettuata dall’esperto esterno e, di conseguenza, in base al fatto che, in sostanza, la Commissione ha concluso che solo la metà degli obiettivi del progetto TORRE potevano essere considerati raggiunti, non può sostenersi che il rigetto della metà dei costi del personale non fosse giustificato e proporzionato nel caso di specie. Infatti, la Commissione si è limitata a ridurre proporzionalmente detti costi alla luce dell’insufficiente esecuzione del progetto e ha al contempo accettato l’altra metà di tali costi nonché le spese effettivamente sostenute per i viaggi, il vitto, la strumentazione e le altre spese, dirette e indirette.

149    Per quanto riguarda la censura della ricorrente secondo cui la Commissione avrebbe erroneamente ridotto i costi del personale in modo orizzontale, senza distinguere tra attività e co-beneficiari del progetto TORRE, va rilevato, al pari della Commissione, che, trattandosi di una revisione proporzionale del contributo dell’Unione in considerazione dell’esecuzione difettosa del contratto, quest’ultima si applica orizzontalmente allo stanziamento per il gruppo dei beneficiari i quali, in conformità all’articolo II.18.1 del contratto, sono solidalmente e congiuntamente responsabili per tutto l’importo dovuto alla Commissione. Non è infatti agevole determinare con precisione il contributo sostanziale apportato da ciascun partner nonché individuare chi siano i responsabili della difettosa esecuzione del progetto.

150    Tuttavia, se è vero che la rettifica del 50% dei costi del personale può essere ritenuta giustificata e proporzionata sulla base della valutazione dell’esperto esterno, si deve tuttavia rilevare che la riduzione del 100% applicata alle spese relative alla creazione del sito Internet del progetto TORRE è eccessiva e sproporzionata. È pacifico, infatti, come indicato anche nella relazione di detto esperto, che tale sito Internet è stato realizzato nelle sue componenti principali. È vero che la qualità del sito Internet in parola non è stata giudicata sufficiente (v. punti 107 e 108 supra); tuttavia, sarebbe stato necessario applicare una riduzione proporzionale dei costi relativi alla qualità insufficiente, evitando al contempo di sopprimere l’intero importo assegnato a un sito Internet che è stato effettivamente creato e che è stato operativo nonché consultato dagli interessati.

151    Si deve pertanto constatare che, rifiutando tutti i costi relativi al sito Internet del progetto TORRE, la Commissione ha ecceduto quanto opportuno e necessario per correggere sul piano finanziario le carenze della ricorrente per quanto riguarda la realizzazione del progetto in parola e che, in tal modo, ha manifestamente violato i limiti dell’esercizio normale del suo diritto di applicazione dell’articolo II.17.5 del contratto agendo da persona prudente e diligente.

152    Alla luce di ciò, tenuto conto della realizzazione del sito Internet del progetto TORRE, nonostante la sua qualità insufficiente, si deve considerare che la Commissione avrebbe dovuto accettare il 15% dei costi inerenti a tale sito, vale a dire un importo pari a EUR 3 002,45. Si deve pertanto accogliere parzialmente tale parte del secondo motivo e ricalcolare, di conseguenza, l’importo della riduzione della sovvenzione inizialmente prevista.

 Sul terzo motivo, vertente sulla violazione degli articoli I.4 e II.3 del contratto a motivo di un arricchimento senza causa

–       Argomenti delle parti

153    La ricorrente ritiene che, se la Commissione ottenesse il rimborso di EUR 80 242,97, l’Unione si arricchirebbe indebitamente, in quanto beneficerebbe dei risultati di un progetto del valore di EUR 562 500,00, con un costo di soli EUR 217 972,97, corrispondente al 40% del valore del lavoro prestato dai membri del consorzio di co-beneficiari del progetto TORRE.

154    La ricorrente osserva che l’articolo II.3.2 del contratto attribuisce alla Commissione la piena disponibilità di far uso dei risultati nonché persino di utilizzarli attraverso il suo sito Internet.

155    La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

156    Nei limiti in cui la ricorrente invoca una violazione delle disposizioni del contratto a motivo di un arricchimento senza causa dell’Unione, è sufficiente constatare che, secondo la giurisprudenza, qualsiasi obbligazione derivante da un arricchimento senza causa presenta necessariamente carattere extracontrattuale (v., in tal senso, sentenza del 16 dicembre 2008, Masdar (UK)/Commissione, C‑47/07 P, EU:C:2008:726, punto 48).

157    In ogni caso, la ricorrente non ha né dimostrato né tentato di dimostrare la sussistenza dell’arricchimento senza causa dell’Unione dalla stessa invocato. Da un lato, a sostegno della sua argomentazione, essa non adduce alcuna decisione in cui il giudice dell’Unione abbia constatato un simile arricchimento. Dall’altro lato, il ricorso non contiene nessuna domanda diretta alla ripetizione di un siffatto arricchimento (v. punto 52 supra).

158    La presente parte del secondo motivo deve, di conseguenza, essere respinta in quanto manifestamente infondata.

 Sul terzo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità, del principio di leale collaborazione e dei diritti della difesa

159    Il presente motivo è suddiviso in tre parti. La prima verte sulla violazione del principio di proporzionalità, la seconda sulla violazione del principio di leale collaborazione e la terza è relativa alla violazione dei diritti della difesa.

 Sulla prima parte, fondata sulla violazione del principio di proporzionalità

–       Argomenti delle parti

160    Nella presente parte, la ricorrente fa valere l’illogicità del comportamento tenuto dalla Commissione la quale, pur applicando la procedura di riduzione prevista all’articolo II.17.5 del contratto a causa di un inadempimento tale da comportare una riduzione del 50% dei costi del personale e del 100% dei costi relativi al sito Internet del progetto, non ha avviato la procedura di risoluzione o di applicazione di penali. La ricorrente ritiene a tal riguardo che detto modus operandi illogico abbia determinato un costo ben superiore all’applicazione di qualsiasi penale prevedibile in base al contratto.

161    La ricorrente ritiene che debba esservi una correlazione e una proporzionalità tra l’inadempimento lamentato e la riduzione del diritto della controparte contrattuale al corrispettivo previsto dal contratto. La ricorrente constata che non traspare nessuna correlazione e nessuna proporzionalità in termini di diritto nella valutazione effettuata dalla Commissione.

162    La ricorrente fa valere che qualora si ritenga che un siffatto ordine di recupero abbia la natura di una penale, la stessa non può non essere soggetta alle disposizioni pertinenti del contratto e al principio di proporzionalità. La ricorrente ricorda che, in base alla relativa clausola, la penale non avrebbe potuto eccedere una percentuale compresa fra il 2 e il 10% dell’importo del contributo finanziario dell’Unione e che essa avrebbe dovuto produrre effetti compensativi e non punitivi.

163    La ricorrente ritiene che la riduzione del contributo finanziario dell’Unione decisa dalla Commissione riduca, in sostanza, del 50% il contributo che il contratto le attribuiva inizialmente. A tal riguardo, essa si interroga sulla legittimità della constatazione di un inadempimento del 50% che non sia stata preceduta, da parte della Commissione, da una contestazione o dall’esercizio del diritto di risoluzione, ma che venga comunicata soltanto al termine del progetto TORRE.

164    La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

165    Per quanto riguarda la violazione del principio di proporzionalità, occorre rilevare che, in sostanza, la ricorrente fa valere che tale principio sarebbe stato violato poiché la Commissione non avrebbe tenuto conto della proporzionalità tra l’inadempimento lamentato e la riduzione del diritto della controparte contrattuale al corrispettivo previsto dal contratto. Orbene, tale argomento è stato già trattato e parzialmente accolto nell’ambito della seconda parte del secondo motivo. Occorre, pertanto, al riguardo, richiamare i precedenti punti da 140 a 152.

166    Inoltre, la ricorrente fa valere che qualora si ritenga che l’ordine di recupero abbia la natura di una penale, la stessa non può essere sottratta né alle disposizioni pertinenti del contratto né al principio di proporzionalità. Orbene, secondo le disposizioni del contratto, la penale non avrebbe potuto eccedere una percentuale compresa fra il 2 e il 10% dell’importo del contributo finanziario dell’Unione.

167    A tale proposito si deve constatare, al pari della Commissione, che l’esercizio del diritto di cui all’articolo II.17.5 del contratto, di ridurre il contributo finanziario dell’Unione, è totalmente indipendente dall’esercizio del diritto di risoluzione previsto dal contratto e dall’imposizione di ammende. Inoltre, dal fascicolo risulta che nessuna ammenda o penale è stata applicata nel caso di specie e che, di conseguenza, i limiti previsti nell’articolo II.12 del contratto relativi all’importo dell’ammenda non sono applicabili. In tale contesto, l’argomento in parola della ricorrente non può essere accolto. Pertanto, la prima parte del terzo motivo dev’essere respinta.

 Sulla seconda parte, vertente sulla violazione del principio di leale collaborazione

–       Argomenti delle parti

168    In tale parte, la ricorrente ribadisce l’addebito mosso alla Commissione di non aver collaborato con correttezza e buona fede alla realizzazione del progetto TORRE, in quanto essa avrebbe ridotto lo stanziamento assegnato a detto progetto dopo il ritiro della Regione Marche, non avrebbe contribuito alla visibilità del progetto, non partecipando agli incontri e alla conferenza finale, e avrebbe fatto iniziare il medesimo con un ritardo di due mesi.

169    La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

170    Come correttamente rilevato dalla Commissione, gli argomenti della ricorrente addotti a sostegno della censura vertente sulla violazione del principio di leale collaborazione sono già stato sollevati, esaminati e respinti, nell’ambito dell’esame del secondo motivo, ai precedenti punti da 116 a 119. Di conseguenza, per i medesimi motivi, la seconda parte del terzo motivo dev’essere respinta.

 Sulla terza parte, relativa ad una violazione dei diritti della difesa

–       Argomenti delle parti

171    Nell’ambito della presente parte, la ricorrente ritiene che la Commissione non abbia rispettato i suoi diritti della difesa e abbia rifiutato un confronto in contraddittorio, anche per quanto riguarda l’attività dell’esperto esterno.

172    La ricorrente sostiene che l’iter seguito dalla Commissione fino all’adozione della richiesta di rimborso è viziato da un manifesto difetto istruttorio in considerazione del rifiuto di un confronto in contraddittorio, richiesto più volte dalla ricorrente presso la Commissione, in nome e per conto di tutti i co-beneficiari del progetto TORRE.

173    La ricorrente fa valere che la nomina dell’esperto esterno l’ha privata dei suoi diritti della difesa. Essa non avrebbe potuto nominare un proprio consulente nell’ambito del procedimento avviato nei suoi confronti. Inoltre, la ricorrente ritiene che l’intervento dell’esperto in parola si sia contraddistinto per la mancanza di qualsiasi indicazione delle sue competenze specifiche in materia di reinsediamento dei rifugiati, per carenza metodologica nelle sue analisi, per l’omessa valutazione dei documenti rilevanti e per la presenza di numerose contraddizioni. Inoltre, la ricorrente sottolinea di non aver potuto beneficiare della clausola figurante all’articolo II.11.4 del contratto, secondo la quale essa avrebbe dovuto avere «30 giorni per adottare tutte le misure necessarie a garantire il completo adempimento delle obbligazioni del beneficiario ai sensi del contratto».

174    La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

–       Giudizio del Tribunale

175    A tale riguardo, occorre osservare che il fascicolo contiene numerosi scambi di corrispondenza tra la Commissione e la ricorrente relativamente all’esecuzione del progetto TORRE. Tali scambi sono sintetizzati ai precedenti punti da 30 a 46. In particolare, va osservato che la ricorrente ha potuto fornire più volte per iscritto le sue osservazioni sulle valutazioni della Commissione e dell’esperto esterno. Inoltre, le sue osservazioni sono state prese in considerazione dalla Commissione, che ha ridotto l’importo da recuperare inizialmente, di EUR 174 284,87, a EUR 87 693,16, successivamente, a EUR 80 242,78, sulla base della trasmissione di nuovi documenti e della valutazione dell’esperto esterno.

176    Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente relativo all’assenza di contraddittorio in merito all’attività dell’esperto esterno, occorre ricordare, in primo luogo, che la sua nomina è avvenuta in conformità all’articolo II.20 del contratto, come è stato rilevato ai precedenti punti 73 e 74. Inoltre, si deve rilevare, al pari della Commissione, che, in primo luogo, detto esperto ha personalmente incontrato due rappresentanti della ricorrente presso la sua sede, che, in secondo luogo, ha interrogato altre quindici persone, che rappresentano tutti gli altri beneficiari del progetto TORRE, e che, in terzo luogo, ha interrogato sei rappresentanti dei soggetti interessati provenienti da cinque dei sei Stati membri coinvolti in detto progetto. Tali circostanze, menzionate dalla Commissione, non sono state confutate dalla ricorrente. Di conseguenza non può sostenersi che i beneficiari di tale progetto non abbiano avuto la possibilità di esporre il loro punto di vista a tale esperto.

177    Infine, per quanto riguarda l’argomento della ricorrente vertente sul fatto che essa non avrebbe potuto beneficiare della clausola di cui all’articolo II.11.4 del contratto, secondo cui essa avrebbe dovuto avere 30 giorni per adottare tutte le misure necessarie a garantire il completo adempimento delle obbligazioni del beneficiario ai sensi del contratto, da un lato, è sufficiente rammentare che, come è stato rilevato al precedente punto 77, la Commissione aveva già comunicato alla ricorrente, prima della sottoposizione del progetto TORRE a una nuova valutazione, i risultati dell’analisi dei suoi servizi interni con le lettere del 20 maggio e del 25 luglio 2014, concedendo, in entrambi i casi, un termine di 30 giorni per presentare eventuali documenti e osservazioni. Dall’altro lato, occorre rilevare che la Commissione non ha applicato nel caso di specie l’articolo II.11.4 del contratto, relativo alla procedura di risoluzione del contratto.

178    Alla luce di quanto precede, si deve respingere la terza parte del terzo motivo e, di conseguenza, detto motivo nella sua integralità.

 Sul quarto motivo, vertente sull’inadempimento delle obbligazioni di cui all’articolo II.14 del contratto e sulla violazione del principio di tutela del legittimo affidamento

 Argomenti delle parti

179    Secondo la ricorrente, il contratto definisce, al suo articolo II.14, i costi ammessi al finanziamento nell’ambito della realizzazione del progetto TORRE a seconda della loro natura e i costi espressamente esclusi. Essa ritiene che, una volta accertata l’ammissione al finanziamento di ciascuno di tali costi, non vi sia alcun margine discrezionale per ridurne l’importo. Nel caso di specie, la ricorrente afferma che la Commissione ha tuttavia ritenuto di poter ridurre l’importo di tali costi, non perché fossero eventualmente e singolarmente «non eligibili», ma come risultato di un inadempimento globale delle attività che le erano state affidate.

180    Per quanto riguarda la violazione del principio di tutela del legittimo affidamento, la ricorrente afferma che, secondo un principio consolidato, «una parte [fa] progressivamente legittimo affidamento sulla validità della sua porzione di adempimento contrattuale via via prestata». La ricorrente fa valere che la mancata contestazione delle azioni svolte nell’ambito del progetto TORRE, anche in seno ai numerosi incontri, che avrebbero rappresentato occasione utile e sede opportuna per un confronto, ha un enorme rilievo nel caso di specie.

181    La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente.

 Giudizio del Tribunale

182    Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente vertente sulla violazione dell’articolo II.14 del contratto secondo cui, una volta accertata l’ammissione al finanziamento di ciascuno di tali costi, non vi sarebbe alcun margine discrezionale per ridurre l’importo, è sufficiente rilevare, al pari della Commissione, che la sua decisione di ridurre il contributo finanziario dell’Unione si fonda sull’articolo II.17.5 del contratto.

183    Tuttavia, l’articolo II.17.5 del contratto non prevede un’analisi dell’ammissione al finanziamento dei costi sostenuti dal beneficiario ai sensi dell’articolo II.14 del contratto, ma si fonda sulla valutazione sostanziale del grado di effettiva attuazione del progetto TORRE, a prescindere dalla verifica dei costi finanziabili sostenuti dai beneficiari del progetto in parola. Inoltre, i pagamenti devono essere considerati anticipi e persino l’eventuale pagamento del saldo ancora dovuto può avvenire senza pregiudicare il diritto della Commissione di effettuare controlli e audit per un periodo di cinque anni successivi alla data del pagamento finale, ai sensi degli articoli II.17.1 e II.20 del contratto.

184    Per quanto concerne la violazione del principio di tutela del legittimo affidamento, occorre considerare che detto principio, quale invocato dalla ricorrente, disciplina il rapporto di subordinazione fra un amministrato e l’amministrazione, e occorre rammentare che, secondo consolidata giurisprudenza, il diritto di invocare la tutela del legittimo affidamento nei confronti dell’amministrazione dell’Unione si estende a chiunque si trovi in una situazione dalla quale risulti che detta amministrazione, fornendogli assicurazioni precise, abbia suscitato in lui aspettative fondate. Rappresentano assicurazioni di tal genere, a prescindere dalla forma in cui siano state comunicate, informazioni precise, categoriche e concordanti, che derivino da fonti autorizzate ed affidabili. Per contro, nessuno può invocare una violazione di tale principio in mancanza di assicurazioni precise che l’amministrazione gli abbia fornito (v. sentenza del 19 marzo 2003, Innova Privat-Akademie/Commissione, T‑273/01, EU:T:2003:78, punto 26 e giurisprudenza ivi citata). Tale principio rientra pertanto nel controllo di legittimità, in applicazione dell’articolo 263 TFUE, che il Tribunale può esercitare su atti adottati dalle istituzioni.

185    Tuttavia, nel caso di specie, il Tribunale viene adito nella sua qualità di giudice del contratto. Di certo, sebbene, in forza dell’articolo I.9 del contratto, quest’ultimo sia disciplinato, segnatamente, dal diritto dell’Unione, tale circostanza non consente di modificare la competenza del Tribunale quale definita dal mezzo di ricorso scelto dalla ricorrente. Nella sua domanda, la ricorrente può pertanto addebitare alla Commissione unicamente violazioni del diritto applicabile al contratto, ossia violazioni delle disposizioni contrattuali, del regolamento finanziario o dei principi del diritto dei contratti dell’Unione e, in subordine, dei principi del diritto dei contratti belga (v., in tal senso, sentenza del 3 giugno 2009, Commissione/Burie Onderzoek en Advies, T‑179/06, non pubblicata, EU:T:2009:171, punto 118).

186    Pertanto, nel contesto della domanda formulata dalla ricorrente ai sensi dell’articolo 272 TFUE, il Tribunale deve dichiarare irricevibile una censura attinente alla violazione da parte della Commissione, in occasione della sua esecuzione del contratto, del principio di tutela del legittimo affidamento, come definito al precedente punto 184 (v., in tal senso, sentenza del 18 novembre 2015, Synergy Hellas/Commissione, T‑106/13, EU:T:2015:860, punti 66 e 67).

187    Tuttavia, non può escludersi che una forma di legittimo affidamento possa essere invocata nel diritto dei contratti allorché quest’ultima rientra nell’obbligo, per le parti di un contratto, di dare esecuzione al medesimo in buona fede (sentenza del 5 ottobre 2016, European Children’s Fashion Association e Instituto de Economía Pública/EACEA, T‑724/14, non pubblicata, EU:T:2016:600, punto 85).

188    A tal proposito, si deve rilevare, al pari della Commissione, che i beneficiari di una sovvenzione dell’Unione non acquisiscono un diritto o un legittimo affidamento a ricevere e mantenere la sovvenzione, atteso che tutti i pagamenti devono essere considerati anticipi. Inoltre, un simile diritto o un tale affidamento non sussistono neanche dopo l’eventuale pagamento del saldo in quanto, ai sensi degli articoli II.17.1 e II.20 del contratto, tale pagamento avviene senza pregiudicare il diritto della Commissione di svolgere controlli e audit nell’arco di un periodo di cinque anni successivi alla data del pagamento finale.

189    Inoltre, nel caso di specie, la ricorrente non può validamente sostenere che la Commissione non abbia mai sollevato dubbi in merito alla corretta esecuzione del progetto. Occorre infatti constatare che, come precisato ai precedenti punti da 18 a 20, la Commissione ha chiesto una relazione intermedia per verificare lo stato del progetto e che, alla luce dei dubbi sull’attuazione del progetto apparsi a seguito della relazione intermedia, il 24 gennaio 2013 si è tenuta una riunione (v. allegati B11 e B12).

190    Alla luce di ciò, occorre respingere il quarto motivo.

 Sulla domanda di mezzi istruttori

 Argomenti delle parti

191    In primo luogo, la ricorrente chiede l’espletamento di una perizia sui fatti di causa, in applicazione dell’articolo 65, lettera d), e dell’articolo 70, paragrafo 1, del regolamento di procedura del Tribunale del 2 maggio 1991. La ricorrente ritiene che una siffatta domanda debba essere accolta in quanto, di fronte ad un’evidente privazione dei suoi diritti della difesa durante l’esecuzione del contratto, tali diritti non le dovrebbero essere preclusi anche nella fase contenziosa.

192    In secondo luogo, la ricorrente chiede l’audizione del suo direttore, nonché procuratore, nella sua qualità di testimone dei fatti di causa, ai sensi dell’articolo 65, lettera c), e dell’articolo 68, paragrafo 1, terzo comma, del regolamento di procedura, del 2 maggio 1991, al fine di determinare se può considerarsi appurato che:

«1) [i]n occasione dell’audit intermedio sul progetto [TORRE], effettuato in data 24.01.2013 presso la [Commissione], durante il quale [essa] presentava il Flash Report, non veniva mosso alcun addebito (…) da parte della Commissione per nessuna delle attività poste in essere nell’ambito del (suddetto) progetto e descritte nel Report;

2) [n]el corso dell’intera durata del progetto, si rilevava un rifiuto da parte della [Commissione] a partecipare agli eventi di [tale] progetto, sia a quelli intermedi sia alla conferenza finale, pur essendo stata sempre formalmente invitata;

3) [i]l sito Internet del [medesimo] progetto era andato on line già da febbraio 2013 e le integrazioni fatte a seguito della richiesta della Commissione hanno riguardato solo dettagl[i] di contenuto;

4) [n]on è mai stata mossa alcuna critica, verbale o scritta, relativamente all[e] attività correlate alle risorse umane che hanno ricevuto un taglio del 50%, tra le quali le attività di valutazione;

5) [l’esperto esterno] nel corso del sopralluogo presso Nova Onlus ha riferito verbalmente di essere a conoscenza delle specifiche contestazioni mosse dalla Commissione e della posizione assunta dalla stessa in merito alla vicenda del [recupero].

193    La Commissione ritiene che dette due domande di misure istruttorie debbano essere respinte.

 Giudizio del Tribunale

194    A tal proposito, occorre rilevare che, secondo costante giurisprudenza, spetta al Tribunale valutare l’utilità dei mezzi istruttori, ai sensi dell’articolo 88 e seguenti del regolamento di procedura, ai fini della definizione della controversia (v., in tal senso, sentenze del 28 settembre 1999, Hautem/BEI, T‑140/97, EU:T:1999:176, punto 92, e del 22 febbraio 2000, ACAV e a./Consiglio, T‑138/98, EU:T:2000:45, punto 72).

195    Tenuto conto delle informazioni fornite dalle parti nell’ambito del procedimento dinanzi al Tribunale e, in particolare, dei documenti allegati dalle parti nelle rispettive memorie, il Tribunale si considera sufficientemente informato di tutti gli elementi essenziali e rilevanti del caso di specie e constata che i mezzi istruttori richiesti dalla ricorrente non sono necessari per statuire sulla presente controversia. Non occorre, pertanto, disporli.

 Conclusione

196    Alla luce di quanto precede, occorre accogliere parzialmente la seconda parte del secondo motivo della ricorrente, in quanto la Commissione ha ridotto in maniera sproporzionata l’importo della sovvenzione inizialmente prevista relativa alla realizzazione del sito Internet del progetto TORRE. Di conseguenza, la ricorrente è legittimata a mantenere la somma di EUR 3 002,45, già percepita a titolo di prefinanziamento nell’ambito di tale progetto.

197    Per il resto, il ricorso è respinto.

 Sulla domanda riconvenzionale

198    Nel controricorso, la Commissione propone domanda riconvenzionale mediante la quale chiede, in sostanza, che il Tribunale voglia condannare la ricorrente al rimborso della sovvenzione indebitamente versata nell’ambito del contratto, ossia la somma di EUR 80 242,78, contemplata dalla nota di addebito in questione, oltre agli interessi di mora previsti dal contratto.

 Argomenti delle parti

199    La Commissione ritiene che i quattro obiettivi del progetto TORRE siano stati realizzati in modo difettoso e parziale. Più precisamente, la Commissione sostiene che se (in media) due obiettivi su quattro sono stati realizzati, il grado di esecuzione del suddetto progetto sia di circa il 50%.

200    In tale contesto, in ossequio al principio di sana gestione finanziaria, la Commissione ritiene di non poter certamente finanziare la totalità dei costi dichiarati per un progetto che e' stato eseguito per circa la meta'. Essa ritiene che, di conseguenza, dovesse applicare l’articolo II.17.5 del contratto e ridurre il proprio contributo finanziario proporzionalmente al grado di esecuzione del progetto TORRE. Tuttavia, la Commissione fa valere di non aver ridotto del 50% tutto lo stanziamento per il progetto in parola, ma di essersi limitata a ridurre il contributo finanziario dell’Unione ai soli costi del personale e ai costi collegati al sito Internet. Per contro, essa afferma di aver accettato e considerato ammessa al finanziamento la quasi totalità degli altri costi sostenuti e giustificati dalla ricorrente per la realizzazione delle attività del progetto in questione.

201    La Commissione osserva che, ai sensi dell’articolo II.17.6 del contratto, qualora il totale dei pagamenti effettuati ecceda l’ammontare della sovvenzione finale, essa emette un ordine di recupero per la somma in eccesso. Nel caso di specie, considerati i costi finanziabili e il fatto che il contributo dovuto dall’Unione e' inferiore al prefinanziamento già pagato, la Commissione sottolinea che, con lettera del 12 febbraio 2015, essa ha informato la ricorrente della sua intenzione di procedere al recupero della somma di EUR 80 242,78. La Commissione rileva che, con la nota di addebito in questione, essa ha chiesto alla ricorrente il rimborso di tale somma entro, e non oltre, il 18 maggio 2015.

202    La Commissione ricorda che, ai sensi dell’articolo II.19.2 del contratto, qualora una somma da recuperare non sia stata rimborsata entro il termine fissato dalla Commissione, tale somma produce interessi al tasso indicato all’articolo II.16.3 del contratto, il quale fa riferimento al tasso applicato dalla Banca centrale europea (BCE) alle sue principali operazioni di rifinanziamento.

203    Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui la domanda riconvenzionale non può essere accolta perché il termine di 90 giorni per approvare le relazioni finali sarebbe decorso e il pagamento ricevuto non dovrebbe essere rimborsato, una volta che le relazioni finali sono approvate allo scadere di tale termine, in primo luogo, la Commissione fa valere che il termine di 90 giorni per approvare le relazioni finali non è decorso nel caso di specie. In secondo luogo, la Commissione afferma che, anche qualora detto termine fosse decorso, tale circostanza non avrebbe le conseguenze ipotizzate dalla ricorrente. La Commissione richiama al riguardo l’articolo II.15.4 del contratto, il quale stabilisce che l’approvazione delle relazioni «non implica il riconoscimento della regolarità o dell’autenticità, completezza e correttezza delle dichiarazioni e delle informazioni ivi contenute» poiché, ai sensi dell’articolo II.20 del contratto, la Commissione può effettuare controlli e audit sul progetto TORRE fino a cinque anni dopo la data del pagamento finale e, su tale base, rideterminare l’ammontare del finanziamento dovuto.

204    La ricorrente ritiene che la domanda riconvenzionale proposta dalla Commissione non possa essere accolta. Essa fa valere che la relazione finale è stata approvata, stante il decorso del termine di 90 giorni a disposizione della Commissione per contestarne il contenuto, ai sensi dell’articolo I.5.2 del contratto, mentre nel caso di specie sarebbero decorsi 94 giorni. La ricorrente fa valere che non è possibile rivendicare l’importo dopo l’approvazione della relazione finale, essendo ciò escluso anche dalla procedura di risoluzione, in conformità all’articolo II.11 del contratto.

205    La ricorrente aggiunge che, nel caso in cui la sua domanda volta ad ottenere la condanna della Commissione al pagamento della somma di EUR 52 146,36, come saldo ancora dovuto a titolo di pagamento finale, venga respinta o accolta soltanto parzialmente, la ricorrente avrebbe diritto a ritenere definitivamente la somma di EUR 80 242,78, già ricevuta a titolo di prefinanziamento.

 Giudizio del Tribunale

206    Occorre, in via preliminare, respingere l’argomento della ricorrente secondo cui la domanda riconvenzionale presentata dalla Commissione non potrebbe essere accolta in quanto il termine di 90 giorni per approvare le relazioni sarebbe decorso. A tal proposito, occorre rilevare, come è stato constatato nell’ambito del primo motivo, che nel caso di specie il termine di 90 giorni per approvare le relazioni finali, tenendo conto dei periodi di sospensione del termine di pagamento decisi in conformità all’articolo II.16.2 del contratto, non è decorso. Inoltre si deve constatare, al pari della Commissione, che, se anche quest’ultimo fosse spirato, secondo l’articolo II.15.4 del contratto, l’approvazione delle relazioni «non implica il riconoscimento della regolarità o dell’autenticità, completezza e correttezza delle dichiarazioni e delle informazioni ivi contenute» poiché, ai sensi dell’articolo II.20 del contratto, la Commissione può effettuare controlli e audit del progetto TORRE fino a cinque anni dopo la data del pagamento finale e, su tale base, ricalcolare l’importo del finanziamento dovuto.

207    Per quanto riguarda la fondatezza della domanda riconvenzionale, occorre rilevare che grava sulla ricorrente l’onere della prova quanto al carattere finanziabile e rimborsabile delle spese che la stessa ha effettuato per il progetto TORRE (v., in tal senso, sentenze del 25 aprile 2012, Movimondo Onlus/Commissione, T‑329/05, non pubblicata, EU:T:2012:199, punto 31, e dell’11 dicembre 2013, EMA/Commissione, T‑116/11, EU:T:2013:634, punto112).

208    Orbene, per quanto riguarda l’importo di EUR 80 242,78, chiesto dalla Commissione a titolo di rimborso della sovvenzione per il progetto TORRE, va osservato che la ricorrente è riuscita a mettere in discussione soltanto una parte dell’importo. È stato stabilito, infatti, che la ricorrente era legittimata a trattenere il 15% dei costi inerenti al sito Internet del progetto, vale a dire la somma di EUR 3 002,45, già percepita come prefinanziamento nell’ambito del progetto in parola. Ne consegue che si deve accogliere la domanda riconvenzionale della Commissione per un importo di EUR 77 240,33.

209    Per quanto riguarda la domanda di maggiorazione della somma di EUR 80 242,78 in considerazione degli interessi di mora previsti dal contratto, va osservato che l’articolo II.19.2 del contratto prevede l’applicazione di interessi di mora in caso di mancato pagamento da parte del beneficiario dell’importo dovuto entro il termine determinato. Dalla lettura combinata degli articoli II.19.2 e II.16.3 del contratto risulta che il tasso di interesse applicabile è il tasso di interesse applicato dalla BCE nelle sue principali operazioni di rifinanziamento, in vigore il primo giorno del mese della data di scadenza del pagamento, come pubblicato nella serie C della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, maggiorato di 3,5 punti.

210    È alla luce di tali clausole che il calcolo degli interessi di mora deve essere effettuato nel caso di specie.

211    Nella fattispecie, l’importo dovuto al 18 maggio 2015 (data di scadenza della nota di addebito in questione) era di EUR 77 240,33. Il calcolo degli interessi di mora decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine del 18 maggio 2015, ossia dal 19 maggio 2015.

212    Ciò premesso, il tasso di interesse applicabile è pari al 3,55%, il che corrisponde al tasso applicato dalla BCE alle sue principali operazioni di rifinanziamento il 1º maggio 2015, ossia lo 0,05% (GU 2015, C 147, pag. 1), maggiorato di 3,5 punti percentuali.

213    Alla luce delle considerazioni che precedono, occorre condannare la ricorrente a pagare alla Commissione l’importo di EUR 77 240,33, maggiorato degli interessi di mora al tasso del 3,55% a decorrere dal 19 maggio 2015 e fino a completa estinzione del suo debito derivante dall’esecuzione del contratto di sovvenzione.

214    Per il resto, la domanda riconvenzionale è respinta.

 Sulle spese

215    Ai sensi dell’articolo 134, paragrafi 1 e 3, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese, se ne è stata fatta domanda. Se le parti soccombono rispettivamente su uno o più capi, le spese sono compensate. Tuttavia, se ciò appare giustificato alla luce delle circostanze del caso di specie, il Tribunale può decidere che una parte sostenga, oltre alle proprie spese, una quota delle spese dell’altra parte.

216    Poiché la ricorrente è rimasta soccombente nella parte principale delle sue domande, viene operata un’equa valutazione della causa condannando la ricorrente a sopportare, oltre alle proprie spese, i due terzi delle spese sostenute dalla Commissione. La Commissione sopporterà un terzo delle proprie spese.

Per questi motivi,

IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)

dichiara e statuisce:

1)      La Commissione europea non è legittimata, sulla base del contratto di sovvenzione protocollato come HOME/2011/PPRS/AG/2176, a richiedere alla Nova Onlus Consorzio nazionale di cooperative sociali – Soc. coop. il 15% dei costi inerenti al sito Internet del progetto Transnational Observatory for Refugee’s Resettlement in Europe, ossia EUR 3 002,45.

2)      Per il resto, il ricorso è respinto.

3)      La Nova Onlus Consorzio nazionale di cooperative sociali è condannata a pagare alla Commissione, ai sensi del suddetto contratto, l’importo di EUR 77 240,33, maggiorato degli interessi di mora al tasso del 3,55% a partire dal 19 maggio 2015 e fino al completo pagamento di tale importo.

4)      Per il resto, la domanda riconvenzionale è respinta.

5)      La Nova Onlus Consorzio nazionale di cooperative sociali sopporterà le proprie spese nonché due terzi di quelle sostenute dalla Commissione.

6)      La Commissione sopporterà un terzo delle proprie spese.

Kanninen

Calvo-Sotelo Ibáñez-Martín

Reine

Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 24 ottobre 2018.

Il cancelliere

 

Il presidente

E. Coulon

 

H. Kanninen


Indice


Fatti

Il contratto di sovvenzione

Esecuzione del progetto TORRE

Valutazione del progetto TORRE

Procedimento e conclusioni delle parti

In diritto

Sul primo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo II.15.4 del contratto a causa del mancato pagamento del saldo ancora dovuto e della nomina, da parte della Commissione, dell’esperto esterno nonché sulle carenze nelle attività di tale esperto

Sulla prima parte, vertente sulla violazione dell’articolo II.15.4 del contratto a causa del mancato pagamento del saldo ancora dovuto e della nomina dell’esperto esterno

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sulla seconda parte, vertente sulle carenze nelle attività dell’esperto esterno

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sul secondo motivo, vertente sull’assenza di una valutazione oggettiva dei risultati del progetto TORRE rispetto all’allegato I al contratto, sul concorso della Commissione nel mancato raggiungimento degli obiettivi del suddetto progetto, sull’indebita riduzione del saldo ancora dovuto e sulla violazione degli articoli I.4 e II.3 del contratto a motivo di un arricchimento senza causa

Sulla prima parte, vertente sulla violazione degli obblighi di valutazione oggettiva dei risultati del progetto TORRE rispetto all’allegato I al contratto e sul concorso della Commissione nel mancato raggiungimento degli obiettivi del suddetto progetto

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sulla seconda parte, vertente sull’indebita riduzione del saldo ancora dovuto

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sul terzo motivo, vertente sulla violazione degli articoli I.4 e II.3 del contratto a motivo di un arricchimento senza causa

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sul terzo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità, del principio di leale collaborazione e dei diritti della difesa

Sulla prima parte, fondata sulla violazione del principio di proporzionalità

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sulla seconda parte, vertente sulla violazione del principio di leale collaborazione

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sulla terza parte, relativa ad una violazione dei diritti della difesa

– Argomenti delle parti

– Giudizio del Tribunale

Sul quarto motivo, vertente sull’inadempimento delle obbligazioni di cui all’articolo II.14 del contratto e sulla violazione del principio di tutela del legittimo affidamento

Argomenti delle parti

Giudizio del Tribunale

Sulla domanda di mezzi istruttori

Argomenti delle parti

Giudizio del Tribunale

Conclusione

Sulla domanda riconvenzionale

Argomenti delle parti

Giudizio del Tribunale

Sulle spese


*      Lingua processuale: l’italiano.