Language of document : ECLI:EU:C:2023:259

ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)

24 marzo 2023 (*)

«Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Lavoratori migranti – Disoccupazione – Accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’Unione europea e dalla Comunità europea dell’energia atomica – Sicurezza sociale – Articolo 30 – Determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione – Regolamento (CE) n. 883/2004 – Articolo 65, paragrafo 2 – Cittadina di uno Stato membro che ha esercitato un’attività subordinata nel Regno Unito – Cessazione del suo contratto di lavoro in seguito al recesso del Regno Unito e alla fine del periodo di transizione stabilito da tale accordo – Diritto di tale cittadina all’indennità di disoccupazione ai sensi della legislazione di tale Stato membro al suo ritorno in quest’ultimo»

Nella causa C‑30/22,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dall’Administrativen sad Veliko Tarnovo (Tribunale amministrativo di Veliko Tarnovo, Bulgaria), con decisione del 20 dicembre 2021, pervenuta in cancelleria il 12 gennaio 2022, nel procedimento

DV

contro

Direktor na Teritorialno podelenie na Natsionalnia osiguritelen institut – Veliko Tarnovo,

LA CORTE (Settima Sezione),

composta da M.L. Arastey Sahún, presidente di sezione, F. Biltgen (relatore) e N. Wahl, giudici,

avvocato generale: N. Emiliou

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento,

considerate le osservazioni presentate:

–        per il governo bulgaro, da M. Georgieva, T. Mitova e E. Petranova, in qualità di agenti;

–        per il governo ceco, da O. Serdula, M. Smolek e J. Vláčil, in qualità di agenti;

–        per la Commissione europea, da D. Martin e N. Nikolova, in qualità di agenti,

vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, conformemente all’articolo 99 del regolamento di procedura della Corte,

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 30 e 31 dell’accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’Unione europea e dalla Comunità europea dell’energia atomica (GU 2020, L 29, pag. 7; in prosieguo: l’«accordo di recesso»), firmato a Bruxelles (Belgio) e a Londra (Regno Unito) il 24 gennaio 2020 ed entrato in vigore il 1º febbraio 2020, nonché dell’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (GU 2004, L 166, pag. 1, e rettifica in GU 2004, L 200, pag. 1), come modificato dal regolamento (UE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012 (GU 2012, L 149, pag. 4) (in prosieguo: il «regolamento n. 883/2004»).

2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra DV e il Direktor na Teritorialno podelenie na Natsionalnia osiguritelen institut – Veliko Tarnovo (direttore della divisione territoriale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale di Veliko Tarnovo, Bulgaria) in merito al rifiuto di quest’ultimo di concederle prestazioni di disoccupazione a seguito della cessazione del suo rapporto di lavoro nel Regno Unito il 29 marzo 2021.

 Contesto normativo

 Diritto dellUnione

 Accordo di recesso

3        L’accordo di recesso è stato approvato a nome dell’Unione europea e della Comunità europea dell’energia atomica con decisione (UE) 2020/135 del Consiglio, del 30 gennaio 2020 (GU 2020, L 29, pag. 1).

4        Ai sensi del sesto comma del preambolo di tale accordo:

«Riconoscendo che è necessario garantire la protezione reciproca dei cittadini dell’Unione [europea] e dei cittadini del Regno Unito [di Gran Bretagna e Irlanda del Nord], e relativi familiari, che hanno esercitato diritti di libera circolazione prima della data stabilita nel presente accordo, e garantire che i diritti di cui godono in forza del presente accordo siano opponibili e si basino sul principio di non discriminazione; riconoscendo altresì che è opportuno proteggere i diritti derivanti dai periodi di copertura assicurativa previdenziale».

5        L’articolo 7, paragrafo 1, di detto accordo così recita:

«Ai fini del presente accordo tutti i riferimenti agli Stati membri e alle autorità competenti degli Stati membri contenuti nelle disposizioni del diritto dell’Unione rese applicabili dal presente accordo si intendono fatti anche al Regno Unito e alle sue autorità competenti, salvo per quanto riguarda:

(...)».

6        L’articolo 10, paragrafo 1, lettera a), del medesimo accordo è così formulato:

«Fatto salvo il titolo III, la presente parte si applica alle persone seguenti:

a)      cittadini dell’Unione che hanno esercitato il diritto di soggiorno nel Regno Unito in conformità del diritto dell’Unione prima della fine del periodo di transizione e che continuano a soggiornarvi dopo la fine del periodo di transizione».

7        Il titolo III della seconda parte dell’accordo di recesso, intitolato «Coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale», comprende gli articoli da 30 a 36 di quest’ultimo.

8        L’articolo 30, paragrafi da 1 a 4, di tale accordo prevede quanto segue:

«1.      Il presente titolo si applica alle persone seguenti:

a)      cittadini dell’Unione che sono soggetti alla legislazione del Regno Unito alla fine del periodo di transizione, nonché loro familiari e superstiti;

(...)

c)      cittadini dell’Unione che risiedono nel Regno Unito e sono soggetti alla legislazione di uno Stato membro alla fine del periodo di transizione, nonché loro familiari e superstiti;

(...)

e)      persone che non rientrano nelle lettere da a) a d), ma sono:

i)      cittadini dell’Unione che esercitano un’attività subordinata o autonoma nel Regno Unito alla fine del periodo di transizione e che, a norma del titolo II del [regolamento n. 883/2004], sono soggetti alla legislazione di uno Stato membro, nonché loro familiari e superstiti (...)

(...)

2.      Il presente titolo si applica alle persone di cui al paragrafo 1 fintantoché queste continuano a trovarsi senza interruzione in una delle situazioni di cui ha detto paragrafo, laddove siano coinvolti uno Stato membro e il Regno Unito nel contempo.

3.      Il presente titolo si applica altresì alle persone che non rientrano o non rientrano più nel disposto del paragrafo 1, lettere da a) a e), del presente articolo ma che rientrano nell’articolo 10 del presente accordo, nonché ai loro familiari e superstiti.

4.      Il presente titolo si applica alle persone di cui al paragrafo 3 fintantoché queste mantengono il diritto di soggiornare nello Stato ospitante ai sensi dell’articolo 13 del presente accordo o il diritto di lavorare nello Stato sede di lavoro ai sensi dell’articolo 24 o 25 del presente accordo».

9        L’articolo 31, paragrafo 1, primo comma, di detto accordo così dispone:

«Alle persone contemplate dal presente titolo si applicano le norme e gli obiettivi di cui all’articolo 48 TFUE, al [regolamento n. 883/2004] e al regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio[, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (GU 2009, L 284, pag. 1)]».

10      Ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 1, lettera a), del medesimo accordo:

«Le norme seguenti si applicano alle situazioni seguenti nella misura prevista nel presente articolo, qualora riferite a persone che non rientrano o non rientrano più nel disposto dell’articolo 30:

a)      ai fini del riconoscimento e della totalizzazione dei periodi di assicurazione, di occupazione, di attività lavorativa autonoma o di residenza, compresi i diritti e gli obblighi derivanti da tali periodi a norma del [regolamento n. 883/2004], rientrano nel presente titolo le persone seguenti:

i)      cittadini dell’Unione (...) soggetti alla legislazione del Regno Unito prima della fine del periodo di transizione, nonché loro familiari e superstiti;

(...)

ai fini della totalizzazione dei periodi sono presi in considerazione i periodi maturati sia prima che dopo la fine del periodo di transizione, a norma del [regolamento n. 883/2004]».

11      L’articolo 126 dell’accordo di recesso così recita:

«È previsto un periodo di transizione o esecuzione che decorre dalla data di entrata in vigore del presente accordo e termina il 31 dicembre 2020».

 Regolamento n. 883/2004

12      L’articolo 1, lettera j), del regolamento n. 883/2004 definisce, ai fini di quest’ultimo, il termine «residenza» come il luogo in cui una persona risiede abitualmente.

13      Intitolato «Prestazioni di disoccupazione», il capitolo 6 del titolo III di tale regolamento contiene gli articoli da 61 a 65 bis di quest’ultimo.

14      L’articolo 61 di detto regolamento, intitolato «Norme specifiche sulla totalizzazione dei periodi di assicurazione, di occupazione o di attività lavorativa autonoma», così dispone:

«1.      L’istituzione competente di uno Stato membro, la cui legislazione subordina l’acquisizione, il mantenimento, il recupero o la durata del diritto alle prestazioni al maturare di periodi di assicurazione, di occupazione o di attività lavorativa autonoma, tiene conto, per quanto necessario, dei periodi di assicurazione, di occupazione o di attività lavorativa autonoma maturati sotto la legislazione di qualsiasi altro Stato membro, come se fossero maturati sotto la legislazione che essa applica.

Tuttavia, quando la legislazione applicabile subordina il diritto alle prestazioni al maturare di periodi di assicurazione, i periodi di occupazione o di attività lavorativa autonoma maturati sotto la legislazione di un altro Stato membro sono presi in considerazione unicamente a condizione che tali periodi sarebbero stati considerati periodi di assicurazione se fossero maturati ai sensi della legislazione applicabile.

2.      Tranne nei casi di cui all’articolo 65, paragrafo 5, lettera a), l’applicazione del paragrafo 1 del presente articolo è subordinata alla condizione che l’interessato abbia maturato da ultimo, conformemente alla legislazione ai sensi della quale le prestazioni sono richieste:

–        periodi di assicurazione, se tale legislazione richiede periodi di assicurazione,

–        periodi di occupazione, se tale legislazione richiede periodi di occupazione, oppure

–        periodi di attività lavorativa autonoma, se tale legislazione richiede periodi di attività lavorativa autonoma».

15      L’articolo 65, paragrafi 2 e 5, del medesimo regolamento dispone quanto segue:

«2.      La persona che si trova in disoccupazione completa e che, nel corso della sua ultima attività subordinata o autonoma, risiedeva in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente e continua a risiedere in tale Stato membro o ritorna in tale Stato si mette a disposizione degli uffici del lavoro nello Stato membro di residenza. Fatto salvo l’articolo 64, la persona che si trova in disoccupazione completa può, a titolo supplementare, porsi a disposizione degli uffici del lavoro dello Stato membro nel quale ha esercitato la sua ultima attività subordinata o autonoma.

(...)

5.      a)      Il disoccupato di cui al paragrafo 2, prima e seconda frase, riceve le prestazioni in base alla legislazione dello Stato membro di residenza come se fosse stato soggetto a tale legislazione durante la sua ultima attività subordinata o autonoma. Tali prestazioni sono erogate dall’istituzione del luogo di residenza.

(...)».

 Diritto bulgaro

16      L’articolo 54a, paragrafo 1, del Kodeks za sotsialno osiguriavane (codice della previdenza sociale) (DV n. 77 del 16 settembre 2021, in prosieguo: il «KSO») così dispone:

«Hanno diritto a prestazioni di disoccupazione le persone per le quali sono stati versati o dovuti contributi sociali assicurativi al Fondo “disoccupazione” per almeno 12 degli ultimi 18 mesi prima della cessazione dell’assicurazione e che:

1.      sono iscritte alle liste di disoccupazione presso il Centro per l’impiego;

2.      non hanno maturato il diritto a una pensione nella Repubblica di Bulgaria o a una pensione di vecchiaia in un altro Stato o non percepiscono una pensione di importo ridotto ai sensi dell’articolo 68a o una pensione professionale ai sensi dell’articolo 168;

3.      non esercitano un’attività lavorativa soggetta a contributi ai sensi del presente codice o sulla base delle disposizioni di legge di un altro Stato; fanno eccezione le persone di cui all’articolo 114a, paragrafo 1, del Kodeks na truda [(codice del lavoro)]».

 Procedimento principale e questioni pregiudiziali

17      DV è una cittadina bulgara. Dal 1° dicembre 2014 al 29 marzo 2021, essa ha esercitato un’attività lavorativa subordinata nel Regno Unito presso diversi datori di lavoro, nel settore dei servizi sociali e sanitari.

18      Il 2 aprile 2021 DV, in quanto disoccupata, ha fatto valere i suoi diritti a prestazioni di disoccupazione in Bulgaria ai sensi del KSO. A sostegno della sua domanda, DV ha prodotto taluni documenti, tra cui una dichiarazione di residenza ai fini dell’applicazione dell’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento n. 883/2004. Inoltre, tra il Regno Unito e la Repubblica di Bulgaria ha avuto luogo uno scambio elettronico di informazioni sulla situazione di DV.

19      Con decisione del 18 agosto 2021, l’ente bulgaro competente per l’assicurazione contro la disoccupazione ha rifiutato di accogliere tale domanda, in quanto i periodi assicurativi maturati da DV nel Regno Unito fino al 29 marzo 2021 non erano stati seguiti da periodi in cui era stata sottoscritta un’assicurazione sociale in Bulgaria. Secondo tale ente, l’articolo 30 dell’accordo di recesso non era applicabile, in quanto DV, con il suo rientro in Bulgaria, aveva interrotto la situazione transfrontaliera in cui si trovava alla data della fine del periodo di transizione fissato all’articolo 126 dell’accordo di recesso (in prosieguo: il «periodo di transizione»), vale a dire il 31 dicembre 2020, e quindi la sua posizione non riguardava nel contempo uno Stato membro e il Regno Unito. Inoltre, per quanto riguarda l’articolo 32 di tale accordo, che riguarda la totalizzazione dei periodi di assicurazione maturati prima e dopo la fine del periodo di transizione, DV non avrebbe esercitato in Bulgaria alcuna attività lavorativa la cui cessazione abbia consentito di stabilire se essa soddisfacesse i requisiti del diritto bulgaro che disciplinano il diritto alle prestazioni di disoccupazione.

20      Il 27 settembre 2021 il ricorso proposto da DV avverso tale decisione è stato respinto dal convenuto nel procedimento principale. Successivamente, DV ha adito l’Administrativen sad Veliko Tarnovo (Tribunale amministrativo di Veliko Tarnovo, Bulgaria), giudice del rinvio, con un ricorso avverso detta decisione di rigetto.

21      Secondo tale giudice, la valutazione della legittimità di detta decisione di rigetto è legata, se non subordinata, all’applicabilità delle norme enunciate agli articoli da 61 a 65 del regolamento n. 883/2004 e delle disposizioni che le precisano del regolamento n. 987/2009 alla situazione di cui al procedimento principale, tenuto conto dell’articolo 31, paragrafo 1, dell’accordo di recesso, o all’applicabilità dell’articolo 32 di tale accordo ai soli fini della totalizzazione dei periodi di cui trattasi.

22      Detto giudice ritiene che la situazione di DV corrisponda non già all’ipotesi di cui all’articolo 30, paragrafo 1, lettera c), del suddetto accordo, che il convenuto nel procedimento principale ritiene pertinente, bensì a quella prevista da tale articolo 30, paragrafo 1, lettera a), che si applica ai cittadini dell’Unione soggetti alla legislazione del Regno Unito alla fine del periodo di transizione.

23      Per quanto riguarda l’applicabilità dell’articolo 31, paragrafo 1, dell’accordo di recesso e, pertanto, delle disposizioni del regolamento n. 883/2004, il giudice del rinvio precisa che, secondo il convenuto nel procedimento principale, la situazione di DV non rientra nelle ipotesi di cui all’articolo 30, paragrafo 1, di tale accordo, dal momento che la loro applicazione è subordinata all’articolo 30, paragrafo 2, di detto accordo, in forza del quale le persone di cui all’articolo 30, paragrafo 1, sono coperte «fintantoché» queste continuano a trovarsi senza interruzione in una delle situazioni ivi enunciate e siano coinvolti uno Stato membro e il Regno Unito nel contempo. Orbene, la cessazione dell’impiego di DV nel Regno Unito il 29 marzo 2021 avrebbe posto fine alla situazione in cui essa rientrava.

24      A tal riguardo, detto giudice si chiede se il termine «fintantoché» debba essere interpretato nel senso che le persone di cui al suddetto articolo 30, paragrafo 1, rientrano in una delle situazioni elencate nella disposizione in parola unicamente finché si trovano in tale situazione oppure nel senso che, tenuto conto della logica delle disposizioni in questione dell’accordo di recesso e dell’obiettivo perseguito da quest’ultimo, tali persone continuano a rientrare nell’ambito di applicazione di detta disposizione qualora si siano trovate in tale situazione durante tutto il periodo di transizione, cosicché un mutamento di situazione intervenuto dopo il periodo in parola non incide sull’applicabilità della medesima disposizione.

25      In subordine, detto giudice si interroga sull’eventuale applicabilità dell’articolo 30, paragrafo 3, dell’accordo di recesso alla controversia di cui al procedimento principale, dato che, a suo avviso, la situazione di DV è contemplata all’articolo 10, paragrafo 1, lettera a), dell’accordo in parola, al quale tale paragrafo 3 rinvia. A tal riguardo, esso si chiede se la limitazione prevista all’articolo 30, paragrafo 4, di detto accordo escluda l’applicazione di detto paragrafo 3 a DV, dal momento che essa non beneficia più di un diritto di soggiorno nel Regno Unito dalla fine del suo rapporto di lavoro, oppure se tale limitazione riguardi l’esistenza di un diritto di soggiorno o di lavoro esercitato oltre la scadenza del periodo di transizione, senza che sia rilevante il momento in cui tale diritto è cessato dopo detto periodo.

26      In tali circostanze, l’Administrativen sad Veliko Tarnovo (Tribunale amministrativo di Veliko Tarnovo) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

«1)      Se la disposizione di cui all’articolo 30, paragrafo 2, dell’[accordo di recesso], in combinato disposto con l’articolo 30, paragrafo 1, lettera a), del medesimo, debba essere interpretata nel senso che le persone di cui a quest’ultima disposizione rientrano nell’ambito di applicazione ratione personae dell’articolo 31, paragrafo 1, dell’accordo, nel caso in cui per tutta la durata del periodo di transizione siano state senza interruzione cittadini di uno Stato membro e, nel contempo, soggette alla legislazione del Regno Unito, o se detta disposizione debba essere interpretata nel senso che le persone di cui all’articolo 30, paragrafo 1, lettera a), dell’accordo rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 31, paragrafo 1, [di detto accordo] solo fintantoché, alla fine del periodo di transizione e/o dopo la sua fine, svolgevano un’attività come lavoratori subordinati nel Regno Unito.

2)      Se la disposizione di cui all’articolo 30, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 30, paragrafo 1, lettera c), del[l’accordo di recesso] debba essere interpretata nel senso che le persone di cui a quest’ultima disposizione rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 31, paragrafo 1, dell’accordo, nel caso in cui siano residenti in qualità di cittadini dell’Unione nel Regno Unito senza interruzione per tutta la durata del periodo di transizione e, nel contempo, per tutta la durata del periodo di transizione e fino alla fine dello stesso, siano state soggette alla legislazione di un unico Stato membro, o se detta disposizione debba essere interpretata nel senso che le persone di cui all’articolo 30, paragrafo 1, lettera c), dell’accordo non rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 31, paragrafo 1, [di detto accordo] se, dopo la fine del periodo di transizione, hanno cessato di risiedere nel Regno Unito.

3)      Qualora dall’interpretazione delle disposizioni di cui all’articolo 30, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 30, paragrafo 1, lettere a) e c), del[l’accordo di recesso] risulti che tali norme non sono applicabili ai fatti del procedimento principale, in quanto un cittadino dell’Unione ha cessato di risiedere dopo la fine del periodo di transizione, se in tal caso si debbano interpretare le disposizioni di cui all’articolo 30, paragrafo 4, [di tale accordo], in combinato disposto con il paragrafo 3 [della medesima disposizione] dell’accordo nel senso che le persone che soggiornano o lavorano nello Stato ospitante o nello Stato sede di lavoro non rientrano più nell’ambito di applicazione della disposizione di cui all’articolo 30, paragrafo 1, [di detto accordo] nel caso in cui i loro rapporti giuridici di persone occupate (lavoratori) siano cessati e di conseguenza esse abbiano perso il diritto di soggiornare e alla fine del periodo di transizione abbiano lasciato lo Stato sede di lavoro o lo Stato ospitante, o se dette disposizioni debbano essere interpretate nel senso che la limitazione imposta dall’articolo 30, paragrafo 4, [del medesimo accordo] riguarda il diritto di soggiornare e di lavorare esercitato dopo la fine del periodo di transizione, a prescindere dal momento in cui sono cessati i diritti, qualora sussistessero ancora [dopo] la fine del periodo di transizione».

 Procedimento dinanzi alla Corte

27      In primo luogo, il giudice del rinvio ha chiesto che il presente rinvio pregiudiziale sia trattato con procedimento pregiudiziale accelerato ai sensi dell’articolo 105, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte. A sostegno della sua domanda, tale giudice rileva che DV non percepisce più redditi dalla cessazione della sua attività lavorativa subordinata nel Regno Unito e che essa potrebbe avere bisogno di far valere il suo diritto a prestazioni di disoccupazione in tale Stato, nei termini e alle condizioni stabiliti dalla normativa di quest’ultimo.

28      Con decisione del 25 febbraio 2022, il presidente della Corte, sentiti il giudice relatore e l’avvocato generale, ha respinto tale domanda con la motivazione che, da un lato, conformemente a una giurisprudenza costante della Corte, né il semplice interesse dei singoli, per quanto importante e legittimo, a che sia determinata il più rapidamente possibile la portata dei diritti loro conferiti dal diritto dell’Unione, né il carattere economico o socialmente sensibile del procedimento principale implicano la necessità del suo rapido trattamento, ai sensi dell’articolo 105, paragrafo 1, del regolamento di procedura (ordinanza del presidente della Corte del 27 febbraio 2019, M.V. e a., C‑760/18, non pubblicata, EU:C:2019:170, punto 18 e giurisprudenza citata) e, dall’altro, per quanto riguarda l’eventuale necessità per DV di far valere il suo diritto a prestazioni di disoccupazione nel Regno Unito, il giudice del rinvio non aveva precisato quale sarebbe il termine previsto a tal fine dalla normativa di tale Stato né aveva esposto le ragioni per le quali DV non poteva far valere detto diritto prima che la Corte si pronunciasse sulla presente domanda di pronuncia pregiudiziale.

29      In secondo luogo, il 30 settembre 2022 la Corte ha rivolto a tale giudice una richiesta di informazioni per sapere quale fosse lo Stato di residenza, ai sensi dell’articolo 1, lettera j), e dell’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento n. 883/2004, di DV durante il periodo di esercizio di un’attività subordinata nel Regno Unito tra il 1º dicembre 2014 e il 29 marzo 2021.

30      L’11 ottobre 2022 detto giudice ha risposto a tale richiesta dichiarando che, durante tutto il periodo in parola, lo Stato di residenza di DV era il Regno Unito, come risultava sia dagli scambi elettronici di informazioni tra tale Stato e la Bulgaria sia dalla dichiarazione di residenza prodotta da DV ai fini dell’applicazione dell’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento n. 883/2004.

 Sulle questioni pregiudiziali

31      Ai sensi dell’articolo 99 del regolamento di procedura, quando la risposta a una questione pregiudiziale può essere chiaramente desunta dalla giurisprudenza o quando la risposta a una siffatta questione non dà adito a nessun ragionevole dubbio, la Corte, su proposta del giudice relatore, sentito l’avvocato generale, può statuire in qualsiasi momento con ordinanza motivata.

32      Tale disposizione deve essere applicata nella presente causa.

33      In limine, occorre ricordare che, conformemente a una giurisprudenza costante, nell’ambito della procedura di cooperazione tra le giurisdizioni nazionali e la Corte, istituita all’articolo 267 TFUE, quest’ultima è tenuta a fornire al giudice nazionale una risposta utile che gli consenta di dirimere la controversia di cui è investito. In tale prospettiva, spetta alla Corte, se necessario, non solo riformulare la questione sottopostale, ma anche prendere in considerazione norme del diritto dell’Unione alle quali il giudice nazionale non ha fatto riferimento nella formulazione delle sue questioni (sentenza del 12 gennaio 2023, RegioJet, C‑57/21, EU:C:2023:6, punto 92 e giurisprudenza citata).

34      Nel caso di specie, le questioni sollevate vertono sull’interpretazione dei soli articoli 30 e 31 dell’accordo di recesso e mirano a determinarne l’applicabilità a una situazione, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, in cui una persona che ha lavorato nel territorio del Regno Unito per diversi anni ritorna in Bulgaria dopo la fine del periodo transitorio e chiede, in tale Stato membro, il beneficio di prestazioni di disoccupazione.

35      A tal riguardo, dal sesto comma del preambolo di tale accordo risulta che è necessario garantire la protezione reciproca dei cittadini dell’Unione e dei cittadini del Regno Unito che hanno esercitato diritti di libera circolazione prima della data stabilita in detto accordo, in particolare quelli derivanti dai periodi di copertura assicurativa previdenziale.

36      Inoltre, l’articolo 7, paragrafo 1, dell’accordo di recesso precisa che, ai fini di quest’ultimo, tutti i riferimenti agli Stati membri e alle autorità competenti degli Stati membri contenuti nelle disposizioni del diritto dell’Unione rese applicabili da tale accordo si intendono fatti, salvo talune eccezioni, anche al Regno Unito e alle sue autorità competenti.

37      Ne consegue che l’obiettivo dell’accordo di recesso non è quello di creare diritti indipendenti dal diritto dell’Unione, bensì di tutelare i diritti esercitati in forza di tale diritto prima della fine del periodo di transizione, rendendo le disposizioni di detto diritto contemplate dall’accordo in parola applicabili alle situazioni definite in quest’ultimo, che coinvolgono i cittadini, la legislazione o il territorio del Regno Unito.

38      Più in particolare, l’articolo 31 dell’accordo di recesso, che fa parte del titolo III della parte seconda dell’accordo in parola, intitolato «Coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale», prevede, al paragrafo 1, che le norme e gli obiettivi di cui, in particolare, al regolamento n. 883/2004 si applicano alle persone contemplate da tale titolo.

39      Ne consegue che, prima di esaminare se le disposizioni dell’accordo di recesso siano applicabili ad una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, occorre stabilire se le disposizioni del regolamento n. 883/2004 fatte valere da DV le sarebbero state applicabili indipendentemente dal recesso del Regno Unito dall’Unione o dal fatto che essa avesse esercitato la sua attività lavorativa subordinata in tale Stato, e non in uno Stato membro dell’Unione. Infatti, se così non fosse, mancherebbe un diritto acquisito in forza di tale regolamento, per il periodo di attività subordinata esercitata da DV nel Regno Unito, che l’accordo di recesso è diretto a tutelare.

40      Nel caso di specie, dalla decisione di rinvio risulta, da un lato, che l’ente bulgaro competente per l’assicurazione contro la disoccupazione ha negato la concessione di prestazioni di disoccupazione a DV per il motivo che, dopo aver maturato periodi assicurativi nel Regno Unito per l’esercizio di un’attività lavorativa subordinata nel territorio di tale Stato, DV è ritornata in Bulgaria, dove ha chiesto il beneficio di siffatte prestazioni senza aver esercitato un’attività professionale o maturato periodi assicurativi nel territorio di tale Stato membro. Dall’altro lato, il giudice del rinvio ritiene che, in forza dell’articolo 31, paragrafo 1, dell’accordo di recesso, la legittimità di tale decisione di rifiuto sia subordinata all’applicabilità delle disposizioni degli articoli da 61 a 65 bis del regolamento n. 883/2004 a siffatte circostanze.

41      A questo proposito, va ricordato che l’articolo 61, paragrafo 1, di tale regolamento prevede, in particolare, che l’istituzione competente di uno Stato membro la cui legislazione subordina l’acquisizione del diritto alle prestazioni di disoccupazione al maturare di periodi di assicurazione tiene conto, per quanto necessario, dei periodi di assicurazione maturati sotto la legislazione di qualsiasi altro Stato membro, come se fossero maturati sotto la legislazione che essa applica. Tuttavia, dal paragrafo 2 di tale articolo 61 risulta che, tranne nei casi di cui all’articolo 65, paragrafo 5, lettera a), del regolamento in parola, l’applicazione di detto articolo 61, paragrafo 1, è subordinata alla condizione che l’interessato abbia compiuto da ultimo, conformemente alla legislazione ai sensi della quale le prestazioni sono richieste, periodi di assicurazione, se tale legislazione li richiede.

42      Di conseguenza, poiché dall’articolo 54a, paragrafo 1, del KSO risulta che la normativa bulgara subordina l’acquisizione del diritto alle prestazioni di disoccupazione alla maturazione di periodi di assicurazione e poiché DV non ne ha maturato alcuno al suo ritorno in Bulgaria, essa potrebbe aver diritto a prestazioni di disoccupazione ai sensi del regolamento n. 883/2004, mediante la totalizzazione dei periodi di assicurazione maturati in un altro Stato, nel caso di specie il Regno Unito, solo ove la sua situazione corrisponda a quella di cui all’articolo 65, paragrafo 5, lettera a), di detto regolamento, in combinato disposto con tale articolo 65, paragrafo 2.

43      A tal riguardo, l’articolo 65, paragrafo 2, prima frase, del regolamento in parola dispone che una persona che si trova in disoccupazione completa e che, nel corso della sua ultima attività subordinata o autonoma, risiedeva in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente e continua a risiedere in tale Stato membro o ritorna in tale Stato deve mettersi a disposizione degli uffici del lavoro nello Stato membro di residenza. Una siffatta persona riceve, conformemente a detto articolo 65, paragrafo 5, lettera a), le prestazioni in base alla legislazione dello Stato membro di residenza come se fosse stata soggetta a tale legislazione durante la sua ultima attività subordinata o autonoma. Tali prestazioni sono erogate dall’istituzione del luogo di residenza.

44      Orbene, risulta chiaramente dalla risposta alla richiesta di informazioni di cui ai punti 29 e 30 della presente ordinanza, fornita dal giudice del rinvio, unico competente, nell’ambito della procedura istituita dall’articolo 267 TFUE, per la valutazione dei fatti di cui al procedimento del quale è investito [v., in tal senso, sentenza del 15 settembre 2022, Fossil (Gibraltar), C‑705/20, EU:C:2022:680, punto 37 e giurisprudenza citata], che, durante tutto il periodo di esercizio dell’attività subordinata di DV nel territorio del Regno Unito, la stessa risiedeva, ai sensi dell’articolo 1, lettera j), e dell’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento n. 883/2004, in detto Stato, che era lo Stato competente, in forza di quest’ultima disposizione, durante tale periodo. È stato solo dopo la cessazione di tale attività subordinata che DV è ritornata in Bulgaria per chiedere la concessione di prestazioni di disoccupazione all’autorità competente di tale Stato membro.

45      Ne consegue che occorre rispondere alla questione preliminare sollevata al punto 39 della presente ordinanza dichiarando che l’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento n. 883/2004 deve essere interpretato nel senso che esso non si applica ad una situazione in cui una persona chiede il beneficio di prestazioni di disoccupazione presso l’autorità competente di uno Stato membro nel quale non ha maturato periodi di assicurazione, di occupazione o di attività autonoma e nel cui territorio essa ritorna al termine di un periodo di assicurazione, di occupazione o di attività autonoma maturato in un altro Stato, nel quale risiedeva, ai sensi di tale disposizione, per tutto il periodo in questione.

46      Tenuto conto della risposta data a tale questione preliminare, non occorre rispondere alle questioni sollevate dal giudice del rinvio.

 Sulle spese

47      Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice del rinvio, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Per questi motivi, la Corte (Settima Sezione) dichiara:

L’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, come modificato dal regolamento (UE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012,

deve essere interpretato nel senso che:

esso non si applica a una situazione in cui una persona chiede il beneficio di prestazioni di disoccupazione presso l’autorità competente di uno Stato membro nel quale non ha maturato periodi di assicurazione, di occupazione o di attività autonoma e nel cui territorio essa ritorna al termine di un periodo di assicurazione, di occupazione o di attività autonoma maturato in un altro Stato in cui era residente, ai sensi di tale disposizione, per tutto il periodo in questione.

Firme


*      Lingua processuale: il bulgaro.