Language of document :

Impugnazione proposta il 24 agosto 2012 dall'Organismos Kypriakis Galaktokomikis Viomichanias avverso la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione) del 13 giugno 2012, causa T-534/10, Organismos Kypriakis Galaktokomikis Viomichanias / Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)

(Causa C-393/12 P)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Organismos Kypriakis Galaktokomikis Viomichanias (rappresentanti: C. Milbradt e A. Schwarz, avvocati)

Altra parte nel procedimento: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)

Conclusioni del ricorrente

Il ricorrente chiede che la Corte voglia:

annullare la sentenza del Tribunale dell'Unione europea (Ottava Sezione) del 13 giugno 2012 (T-534/10);

condannare la convenuta alle spese del procedimento, incluse quelle sostenute nell'ambito del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso.

Motivi e principali argomenti

L'impugnazione è diretta avverso la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione) del 13 giugno 2012, con la quale è stato respinto il ricorso proposto dal ricorrente avverso la decisione della quarta commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI) del 20 settembre 2010 nel procedimento di opposizione tra l'Organismos Kypriakis Galaktokomikis Viomichanias e la Garmo AG, avente ad oggetto la registrazione del marchio comunitario "Hellim".

Il ricorrente deduce i seguenti motivi a sostegno dell'impugnazione proposta:

Da un lato, esso contesta al Tribunale l'errata applicazione dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009 (in prosieguo: l'"RMC" , in quanto la sentenza ha negato erroneamente la somiglianza visiva e fonetica tra i segni "hellim" e "halloumi". Il Tribunale avrebbe correttamente affermato che i marchi in conflitto hanno in comune le prime lettere, la serie di lettere "ll" e le lettere finali "i" e "m" (tuttavia in ordine inverso). Ciò nonostante esso ha considerato che globalmente non sussiste somiglianza sotto il profilo visivo. Tale conclusione sarebbe contraddittoria. Avendo rilevato alcune affinità tra i marchi in questione, non sarebbe possibile trarne la conclusione che non vi sia alcuna somiglianza visiva.

Dall'altro, il Tribunale avrebbe omesso di esaminare in dettaglio il carattere distintivo del marchio, anche se sarebbe stato necessario accertare gli elementi distintivi, con effetti decisivi in sede di esame del rischio di confusione. Il Tribunale si sarebbe basato sulla decisione della commissione di ricorso, presumendo senza ulteriori indagini che si trattasse di un marchio descrittivo che designa un formaggio di una determinata regione cipriota. A tale riguardo il suddetto aspetto sarebbe stato fondamentale. Poiché le particolarità di un marchio collettivo risiedono proprio nel fatto che per determinati aspetti si possono sollevare eccezioni all'impedimento alla registrazione di elementi descrittivi di un marchio, l'argomentazione del Tribunale porterebbe indirettamente ad affermare che un marchio collettivo possiede automaticamente un carattere distintivo debole. Questa supposizione non sarebbe conciliabile con l'articolo 66 RMC. Anche se "Halloumi" fosse un marchio collettivo, tale fatto di per sé non fornisce ulteriori precisazioni sul carattere distintivo del marchio. Tale aspetto avrebbe piuttosto dovuto essere esaminato a parte e approfonditamente. Halloumi è il nome di uno specifico formaggio prodotto dalla corrispondente collettività di produttori, e non un'indicazione descrittiva generale per formaggio, formaggio morbido o simili. Pertanto Halloumi non sarebbe paragonabile a "mozzarella".

Infine, la conclusione del Tribunale di negare ogni somiglianza sotto il profilo visivo e fonetico, nonostante i punti in comune riconosciuti, e la motivazione con la quale esso valuta come debole il carattere distintivo del marchio pur non avendolo esaminato in dettaglio, avrebbero comportato una valutazione viziata da un errore di diritto e la negazione del rischio di confusione.

____________

1 - Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio del 26 febbraio 2009 sul marchio comunitario (Versione codificata); GU L 78, pag. 1.