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Ricorso proposto il 28 aprile 2021 – Illumina / Commissione

(Causa T-227/21)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Illumina, Inc. (Wilmington, Delaware, Stati Uniti) (rappresentanti: D. Beard, QC, e P. Chappatte, avvocato)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione della Commissione europea del 19 aprile 2021, (caso COMP/M.10188), in forza dell’articolo 22, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 139/2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese1 , con la quale essa ha accettato la richiesta di rinvio del 9 marzo 2021 ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni presentata dall’Autorité de la concurrence (autorità garante della concorrenza, Francia) e si è dichiarata competente a esaminare la concentrazione di Illumina, Inc. e GRAIL, Inc., conformemente al regolamento sulle concentrazioni;

annullare le altre cinque decisioni adottate dalla Commissione nei confronti dei Paesi Bassi, del Belgio, della Grecia, dell’Islanda e della Norvegia che consentono loro di unirsi alla richiesta di rinvio;

annullare la richiesta di rinvio;

se e nei limiti in cui si renda necessario, annullare la decisione della Commissione dell’11 marzo 2021, con la quale Illumina è stata informata che la Commissione aveva ricevuto una richiesta di rinvio e che ha comportato sul piano giuridico, conformemente all’articolo 22, paragrafo 4, seconda frase, del regolamento sulle concentrazioni, il divieto per Illumina di realizzare la concentrazione in forza dell’articolo 7 del regolamento sulle concentrazioni;

condannare la Commissione alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi.

Primo motivo, vertente sul fatto che la decisione della Commissione di esaminare la concentrazione esulerebbe dalla sua competenza. In particolare, la decisione:

avrebbe individuato in modo errato l’obiettivo del regolamento sulle concentrazioni;

non avrebbe riconosciuto che i rinvii di casi in forza dell’articolo 22 del regolamento sulle concentrazioni (e dell’articolo 9 del medesimo) sono eccezionali e che i poteri devono essere interpretati restrittivamente;

avrebbe valutato in modo errato il contesto legislativo dell’articolo 22 del regolamento sulle concentrazioni;

avrebbe interpretato in modo errato il tenore letterale dell’articolo 22 del regolamento sulle concentrazioni;

sarebbe stata interpretata dalla Commissione in modo contrario ai principi di sussidiarietà, della certezza del diritto e di proporzionalità.

Secondo motivo, vertente sul fatto che la decisione della Commissione di esaminare la concentrazione sarebbe invalida, poiché la richiesta di rinvio presentata dall’autorità garante della concorrenza francese sarebbe stata tardiva e/o la decisione pregiudicherebbe la certezza del diritto e la buona amministrazione, per via dei ritardi della Commissione. In particolare:

la Commissione sarebbe incorsa in un errore di diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dell’espressione «resa nota», contenuta nell’articolo 22, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni, ai fini dell’individuazione della data dalla quale il periodo di 15 giorni lavorativi avrebbe iniziato a decorrere, e avrebbe erroneamente omesso di constatare che la richiesta era tardiva, sicché la Commissione non avrebbe avuto il potere di adottare la decisione.

Inoltre, o in subordine, se e nei limiti in cui sia stato attraverso la lettera di invito ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 5, del regolamento sulle concentrazioni che la concentrazione è stata «resa nota» alle autorità francesi (e/o agli altri Stati membri), il ritardo della Commissione nell’inviare la lettera di invito sarebbe stato contrario al principio fondamentale della certezza del diritto e all’obbligo di agire entro un termine ragionevole conformemente al principio di buona amministrazione.

Terzo motivo, vertente sul fatto che il cambio di politica nella decisione della Commissione di esaminare la concentrazione pregiudicherebbe il legittimo affidamento di Illumina e la certezza del diritto, poiché la commissaria Vestager, l’11 settembre 2020, aveva reso una dichiarazione precisa e incondizionata secondo cui ci sarebbe stato un cambio di politica della Commissione in relazione ai casi di cui all’articolo 22 in seguito alla pubblicazione di nuovi orientamenti. Del resto, la lettera di invito era stata inviata prima della pubblicazione dei nuovi orientamenti, in un momento in cui la politica dichiarata della Commissione era di scoraggiare le richieste di rinvio da parte degli Stati membri che non avevano competenza in forza della loro legislazione nazionale. La Commissione, pertanto, avrebbe perseguito la sua nuova politica prima di pubblicare i nuovi orientamenti sull’articolo 22, così pregiudicando il legittimo affidamento di Illumina e la certezza del diritto.

Quarto motivo, vertente sul fatto che la Commissione sarebbe incorsa in errori di fatto e di valutazione che comprometterebbero la base della decisione della Commissione di esaminare la concentrazione. In particolare:

ci sarebbero stati notevoli errori di fatto nella lettera di invito e nella richiesta di rinvio e/o un procedimento non equo/un’inosservanza dei diritti della difesa che renderebbero la decisione e/o la richiesta illegittime;

la Commissione avrebbe errato nel constatare un’incidenza sugli scambi tra gli Stati membri, poiché essa non disponeva di elementi di prova adeguati;

la Commissione avrebbe errato nel constatare che la concentrazione minaccia di incidere significativamente sulla concorrenza, poiché essa non disponeva di elementi di prova adeguati.

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1 Regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese (“Regolamento comunitario sulle concentrazioni”) (GU 2004, L 24, pag. 1).