La Corte di giustizia dell’Unione europea
La Corte di giustizia dell’Unione europea è l’istituzione giudiziaria dell’Unione europea.
Si tratta di un’istituzione composta da due organi giurisdizionali: la Corte di giustizia e il Tribunale.
La Corte garantisce l’applicazione e l’interpretazione del diritto dell’Unione. Essa provvede affinché le istituzioni dell’Unione e gli Stati membri osservino tale diritto. La Corte assicura un’interpretazione uniforme del diritto dell’Unione in modo che esso sia applicato nella stessa maniera in tutta l’Unione.
Che cosa fa la Corte?
La Corte di giustizia dell'Unione europea è stata istituita nel 1952. Il suo compito è di garantire l’applicazione e l’interpretazione del diritto dell’Unione.
A tal fine, la Corte:
- controlla la legittimità delle decisioni e degli atti legislativi dell’Unione (attraverso i ricorsi di annullamento);
- assicura che gli Stati membri e le istituzioni dell’Unione rispettino detti atti legislativi;
-
risponde alle questioni sottoposte da un giudice nazionale che non sappia come interpretare esattamente il diritto dell’Unione o nutra dubbi sulla validità di un atto dell’Unione, fornendogli chiarimenti (attraverso la procedura di rinvio pregiudiziale).
Com’è strutturata la Corte?
La Corte di giustizia dell’Unione europea è composta da due organi giurisdizionali distinti: la Corte di giustizia e il Tribunale (istituito nel 1988). Ciascun organo giurisdizionale ha competenze precise in relazione alle cause che può giudicare.
La Corte di giustizia giudica:
- la maggior parte delle cause vertenti su questioni poste dai giudici nazionali, salvo in alcune materie trasferite al Tribunale;
- le cause promosse dalla Commissione nei confronti degli Stati membri per presunte violazioni del diritto dell’Unione;
- la maggior parte delle cause promosse dagli Stati membri o dalle istituzioni dell’Unione contro atti legislativi dell’Unione;
- le impugnazioni delle sentenze del Tribunale.
Il Tribunale giudica:
- le cause promosse da singoli, imprese e organizzazioni per contestare atti dell’Unione;
- alcune cause vertenti su questioni poste dai giudici nazionali relative
- all’IVA;
- alla materia doganale, alle accise o alla classificazione tariffaria delle merci;
- al sistema di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra;
- alla compensazione pecuniaria dei passeggeri aerei;
- alcune cause promosse dagli Stati membri contro le decisioni della Commissione o del Consiglio.
È possibile trovare ulteriori informazioni sui due organi giurisdizionali nelle pagine dedicate (Corte di giustizia e Tribunale).
Chi può rivolgersi alla Corte?
La Corte non può scegliere quali cause giudicare o quali materie trattare. Tutte le cause ricevibili secondo le regole della Corte devono essere trattate e giudicate. Tutte le sentenze della Corte risolvono un problema giuridico sollevato nell’ambito di una causa promossa – direttamente o tramite i giudici nazionali – da cittadini, imprese, organizzazioni, Stati membri o istituzioni dell’Unione.
Non tutte le controversie possono essere portate direttamente dinanzi alla Corte di giustizia. Esistono regole precise che definiscono i tipi di controversie che la Corte può giudicare. Per ulteriori dettagli potete consultare le pagine dedicate a ciascun organo giurisdizionale nella sezione «Posso rivolgermi alla Corte?».

Chi lavora alla Corte?
I membri
Ciascuno dei due organi giurisdizionali che compongono la Corte di giustizia dell’Unione europea ha i propri giudici. La Corte di giustizia è composta da un giudice per ciascuno Stato membro, per un totale di 27 giudici. Il Tribunale è composto da due giudici per ciascuno Stato membro, per un totale di 54 giudici. La Corte di giustizia è altresì assistita da 11 avvocati generali. Ciascun organo giurisdizionale dispone inoltre di un cancelliere. Collettivamente, queste persone sono chiamate “membri".
Ulteriori informazioni su detti membri sono disponibili nelle pagine ad essi dedicate (I membri della Corte di giustizia e I membri del Tribunale), nonché nelle pagine relative a ciascuno dei due organi giurisdizionali (Corte di giustizia e Tribunale).
Il personale
Attualmente, la Corte impiega oltre 2 300 collaboratori.
La maggior parte di essi sono funzionari dell’Unione, selezionati attraverso una rigorosa procedura. Il personale della Corte proviene da tutti gli Stati membri dell’Unione.
Circa la metà del personale lavora alla Direzione generale del Multilinguismo, che assicura che la giurisprudenza della Corte sia disponibile in tutte le 24 lingue ufficiali dell’Unione.
Ulteriori informazioni sulle funzioni del personale della Corte sono disponibili nella pagina dedicata ai servizi della Corte.
Ulteriori informazioni su come presentare una candidatura per lavorare alla Corte sono disponibili nelle pagine dedicate alle opportunità di lavoro.
Come lavora la Corte
Oltre ai valori chiave dell'Unione, come la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto, la Corte attribuisce particolare importanza ad alcuni valori fondamentali che modellano e sostengono tutti gli aspetti del suo lavoro.
La Corte esige il rispetto dei più elevati standard etici - integrità, professionalità, imparzialità ed indipendenza - da tutti i suoi collaboratori. Questi standard si applicano a tutti i membri della Corte e al suo personale.
Per saperne di più sugli standard etici della Corte.
La trasparenza e l'accessibilità nei procedimenti giudiziari e nell’attività amministrativa della Corte sono fondamentali per il nostro modo di lavorare.
Per saperne di più, consultate la pagina sulla trasparenza alla Corte.
In particolare, le sentenze della Corte e gli altri documenti relativi alle cause vengono pubblicati su questo sito il più rapidamente possibile. Inoltre, tutte le udienze sono pubbliche e le più importanti sono trasmesse in streaming su questo sito.
Per ulteriori dettagli, consultate la nostra pagina relativa alle informazioni disponibili su ciascuna causa.
La Corte lavora in 24 lingue diverse. Nessun altro organo giurisdizionale al mondo opera in tal modo. Il multilinguismo è al centro dell’attività della Corte. Esso garantisce che chiunque sia coinvolto in una causa possa comunicare con la Corte in una qualsivoglia lingua ufficiale dell'Unione e che tutti i cittadini dell'Unione possano leggerne e comprenderne le sentenze.
Scoprite il nostro sito Internet dedicato al multilinguismo.
Leggete la nostra politica del multilinguismo.
La Corte è impegnata a favore dell’innovazione continua come parte del suo più ampio compito di adattarsi, migliorare ed essere al servizio dell'Unione e dei suoi cittadini in un mondo in continua evoluzione.
- La Corte partecipa attivamente al sistema di ecogestione e audit (Eco-Management and Audit Scheme; EMAS), che le permette di valutare e migliorare le sue pratiche di sostenibilità e le sue prestazioni ambientali.
- Per saperne di più, consultate la pagina sulla politica ambientale della Corte.
- La Direzione per le tecnologie dell'informazione della Corte svolge un ruolo chiave nella modernizzazione dell'istituzione, definendo e attuando una visione e una strategia informatica dinamica. La Corte ha anche adottato una propria strategia in materia di intelligenza artificiale.
- Per saperne di più, consultate la pagina sulla Direzione per le tecnologie dell'informazione.
In quanto istituzione multilingue e multinazionale, la Corte attribuisce un rilievo centrale alla diversità. La Corte si impegna inoltre a promuovere le pari opportunità e un ambiente di lavoro inclusivo per persone di ogni cittadinanza, genere, capacità e provenienza.
Per ulteriori informazioni, visitate la nostra pagina sugli impieghi alla Corte.

Corte di giustizia dell’Unione europea, Corte di giustizia, Tribunale, CGUE, CGE – facciamo chiarezza sui termini.
Esistono diversi termini associati alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Parte della possibile confusione deriva dal fatto che tanto l’istituzione nel suo complesso quanto uno dei due organi giurisdizionali che la compongono portano quasi lo stesso nome.
L’istituzione nel suo complesso viene correttamente denominata «Corte di giustizia dell’Unione europea», talvolta abbreviato in CGUE o Corte UE.
Essa comprende due organi giurisdizionali distinti:
- la Corte di giustizia;
- il Tribunale.
E la Corte di giustizia europea (CGE)?
La Corte non è mai stata ufficialmente denominata «Corte di giustizia europea» o «CGE».
Quando fu istituita, venne denominata «Corte di giustizia della Comunità europea del carbone e dell’acciaio». Dal 1957 al 2009, è stata denominata «Corte di giustizia delle Comunità europee». Nel 2009, la sua denominazione è diventata «Corte di giustizia dell’Unione europea».
Tuttavia, la denominazione «Corte di giustizia europea» è ampiamente riconosciuta e utilizzata in italiano. La Corte stessa usa l’hashtag #ECJ sui social media.
Corte di giustizia dell’Unione europea e Corte europea dei diritti dell’uomo
La Corte di giustizia dell’Unione europea è distinta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Mentre la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sede a Lussemburgo ed è un’istituzione dell’Unione, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sede a Strasburgo, in Francia, ed è parte del Consiglio d’Europa.
La Corte dei diritti dell’uomo giudica le cause promosse contro i paesi firmatari della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La sua giurisdizione si estende attualmente a 46 Stati, compresi i 27 Stati membri dell’Unione.
