Principio di eguaglianza e libertà di impresa: coincidenza tra Costituzione italiana e CDFUE

Testo integrale sent 49-2021 - 114,79K (il documento PDF si apre in una nuova scheda)
Titolo di comunicato stampa / sintesi -
Numero di comunicato stampa / sintesi -
Testo integrale di com stampa -
Numero ECLI ECLI:IT:COST:2021:49
Numero ELI -
Lingua originale della decisione italien
Data del documento 29/03/2021
Organo giurisdizionale autore Corte costituzionale (IT)
Materia
  • Diritti fondamentali
Materia EUROVOC -
Disposizione di diritto nazionale -
Disposizione di diritto dell'Unione citata -
Disposizione di diritto internazionale -
Descrizione La Corte costituzionale giudica non fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata con riferimento ai canoni di ragionevolezza e di libertà di iniziativa economica, concernente la norma della legge di stabilità del 2014 che ha consentito la proroga delle concessioni già scadute del gioco del bingo, al contempo elevando gli importi dovuti dai concessionari. Il giudice rimettente, in particolare, aveva sollevato la questione sia in riferimento ai parametri interni, sia in riferimento a quelli della CDFUE. Nella motivazione, la Corte ha occasione di ribadire che sussiste coincidenza tra la Costituzione italiana e la CDFUE, quanto ai valori del principio di eguaglianza e della libertà di impresa: la tutela di entrambi i valori, precisa la Corte, “avviene nella nostra Costituzione e nella CDFUE sulla base di formulazioni normative e di criteri interpretativi che possono ritenersi coincidenti”. Di conseguenza, “accertata l’insussistenza della lesione del canone di ragionevolezza, non sussiste neppure la violazione degli analoghi principi, desumibili dagli artt. 20 e 21 della CDFUE, di eguaglianza davanti alla legge e di non discriminazione. Allo stesso modo – esclusa la violazione della libertà di iniziativa economica privata – non ricorre neppure la violazione dell’art. 16 della CDFUE, che contiene il riconoscimento della libertà d’impresa”.