La Corte di giustizia dell’Unione europea, garante della protezione del diritto dell’Unione
La Corte di giustizia dell’Unione europea è una delle sette istituzioni europee.
Istituzione giudiziaria dell’Unione, essa ha il compito di garantire il rispetto del diritto dell’Unione, vigilando sull’interpretazione e sull’applicazione uniforme dei trattati e assicurando il controllo della legittimità degli atti adottati dalle istituzioni, organi e organismi dell’Unione.
L’istituzione contribuisce a preservare i valori dell’Unione e lavora, con la sua giurisprudenza, alla costruzione europea.
La Corte di giustizia dell’Unione europea si compone di due organi giurisdizionali: la «Corte di giustizia» e il «Tribunale».
Prefazione del presidente
Ogni anno, la Panoramica, relazione annuale della Corte, propone una retrospettiva sugli eventi dell’anno trascorso, aprendo al contempo prospettive per il futuro. È anche l’occasione per ricollocare la nostra azione nel quadro più ampio della storia della nostra istituzione e dell’integrazione europea.
Koen Lenaerts
Presidente della Corte di giustizia dell’Unione europea
Il 10 dicembre 1952, durante l’udienza di insediamento della Corte istituita dal Trattato di Parigi, il primo presidente dell’organo giurisdizionale, Massimo Pilotti, ha fatto riferimento nel suo discorso al poeta e politico italiano Dante Alighieri: «ubicumque potest esse litigium, ibi debet esse judicium» («ovunque possa esserci una lite, deve esserci un giudice per definirla»). Egli ricordava inoltre che la Corte aveva il compito di garantire a tutti – «Stati, imprese o semplici individui» – il rispetto dei limiti entro i quali doveva essere contenuta l’azione degli organi della Comunità.
Lo stesso giorno, Jean Monnet salutava nel nuovo organo giurisdizionale «non solo la Corte della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, ma anche la prospettiva di una Corte federale europea suprema», segno della «presenza sovrana del diritto all’interno della Comunità». A distanza di oltre 70 anni, tali principi fondatori continuano a ispirare la nostra azione quotidiana. Essi illuminano i progressi compiuti nel 2025 e le sfide che prevediamo per il 2026.
Il 2025 è stato il primo anno completo di attuazione della riforma entrata in vigore il 1º ottobre 2024, che prevede il trasferimento parziale della competenza pregiudiziale dalla Corte di giustizia al Tribunale in sei settori specifici (IVA, diritti di accisa, codice doganale, classificazione tariffaria, diritti dei passeggeri e sistema di scambio delle quote di emissione). I risultati ottenuti si sono rivelati molto soddisfacenti. La riforma si basa su un meccanismo di «sportello unico», in base al quale tutte le domande pregiudiziali sono presentate dinanzi alla Corte di giustizia, che, previa consultazione interna, determina se esse debbano essere trasmesse al Tribunale o trattate dalla Corte stessa. Dall’entrata in vigore della riforma, quasi 100 domande di pronuncia pregiudiziale sono state trattate dallo sportello unico e circa nove su dieci sono state trasmesse al Tribunale, in quanto rientravano esclusivamente in uno dei sei settori sopra citati.
Inoltre, nel 2025 la composizione degli organi giurisdizionali dell’Unione è cambiata più volte. Alla Corte di giustizia due nuovi giudici, uno dei quali proveniente dal Tribunale, hanno assunto le proprie funzioni. Al Tribunale sono intervenute cinque nuove nomine, due delle quali per sostituire membri che erano diventati giudici della Corte di giustizia. Inoltre, nel settembre 2025 i governi degli Stati membri hanno rinnovato il mandato di 19 giudici del Tribunale per il periodo 2025‑2031. Contemporaneamente, Marc van der Woude è stato rieletto presidente del Tribunale per un terzo mandato e Savvas Papasavvas è stato riconfermato nella sua carica di vicepresidente.
Nel corso del 2025 l’istituzione ha proseguito la trasformazione della sua politica di comunicazione, in particolare con il lancio di debriefing audiovisivi presentati dai membri della Corte di giustizia nelle cause più significative. Un giudice che ha fatto parte della Sezione che ha emesso la sentenza presenta in modo conciso e didattico le problematiche oggetto della causa, nonché il modo in cui la Corte di giustizia ha risolto le questioni giuridiche sollevate. Parallelamente, sono stati portati avanti diversi progetti importanti allo scopo di poterli lanciare simultaneamente a partire dal mese di gennaio 2026: la riprogettazione del sito Internet Curia, principale portale dell’istituzione, lo sviluppo di un nuovo motore di ricerca e l’evoluzione di Curia Web TV, piattaforma audiovisiva finora interna, divenuta un vero e proprio strumento di comunicazione esterna a integrazione dei canali di comunicazione esistenti.
Per quanto riguarda i progressi tecnologici, l’intelligenza artificiale continua a svolgere un ruolo importante nella trasformazione dell’istituzione. Quest’anno sono stati lanciati o testati diversi strumenti basati su questa tecnologia, in particolare Curia AI Brain, una piattaforma ad uso interno sviluppata dall’istituzione stessa che mira a mettere a disposizione dei membri del personale una serie di assistenti IA specializzati, rispondenti alle esigenze specifiche della Corte.
Infine, il 7 dicembre 2025 ha segnato il 25º anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Al fine di celebrare questo evento e il contributo della Carta alla giurisprudenza e alla tutela dei diritti fondamentali, il prossimo Forum dei magistrati, che si terrà presso la Corte nel marzo 2026, sarà interamente dedicato al ruolo centrale della Carta nell’ordinamento giuridico dell’Unione.
Attraverso questi progetti e con uno sguardo decisamente rivolto al futuro, la Corte rimane fedele alla sua missione dal 1952: garantire il rispetto del diritto, la fiducia dei cittadini e la stabilità dell’ordinamento giuridico dell’Unione.