Un’amministrazione al servizio della giustizia

A | Introduzione del cancelliere
B | Eventi centrali dell’anno
C | Rapporti con il pubblico

 
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A | Introduzione del cancelliere

Il 2025 ha rappresentato una tappa importante nell’evoluzione dell’istituzione – un anno ambizioso, destinato a rafforzare le fondamenta su cui poggia l’istituzione, preparandola nel contempo alle trasformazioni future.

Alfredo Calot Escobar

Cancelliere della Corte di giustizia


In un’epoca caratterizzata da tecnologie emergenti e da una certa riorganizzazione del mercato del lavoro, ma anche da grandi aspettative nei confronti dell’Unione, occorre ricordare i valori che stanno alla base del funzionamento della Corte: qualità e celerità della giustizia, vicinanza ai cittadini, diversità linguistica e culturale, gestione ottimale delle risorse che le sono attribuite. È proprio per garantirne la tutela che la Corte ha portato a termine una serie di progetti strategici volti a consentirle di far fronte ai cambiamenti attesi.

A livello di attività giudiziaria, il 2025 è stato il primo anno intero dall’entrata in vigore del trasferimento parziale dei rinvii pregiudiziali dalla Corte di giustizia al Tribunale. Grazie a una solida preparazione, tutti i servizi dell’istituzione hanno garantito un’attuazione fluida e ben gestita della riforma, dimostrando in tal modo la loro adattabilità e la loro capacità di sostenere i due organi giurisdizionali di fronte alle nuove sfide. Il primo bilancio dell’applicazione della riforma appare ampiamente positivo, essendo stati raggiunti tutti gli obiettivi perseguiti: il trasferimento contribuisce a migliorare il trattamento delle cause e a trarre pienamente beneficio dalla riforma della struttura della Corte di giustizia dell’Unione europea, a favore di tutti i cittadini. Allo stesso tempo, sono state attuate con successo le nuove norme in materia di pubblicità delle osservazioni nei procedimenti pregiudiziali, che garantiscono una migliore comprensione del meccanismo del rinvio pregiudiziale e delle questioni giuridiche in discussione.

Anche il ravvicinamento della Corte ai cittadini rientrava tra le priorità dell’anno. I servizi dell’istituzione responsabili della comunicazione e delle tecnologie dell’informazione, lavorando in stretta collaborazione, hanno profuso grandi sforzi per ideare il nuovo sito Internet della Corte, che integra un motore di ricerca interamente ripensato e lo strumento consolidato di trasmissione online delle udienze. In parallelo, i canali di comunicazione sono stati ancor più diversificati, in particolare con il lancio di Curia Web TV, un nuovo strumento moderno e pedagogico che contribuisce, con formati audiovisivi accattivanti, a una migliore comprensione dell’attività giurisdizionale. In altre parole, l’istituzione non solo si è dotata di un sito di più agevole lettura e più intuitivo: a seguito degli sforzi compiuti per rafforzare la propria presenza sui social network, essa ha completato il processo di modernizzazione della sua politica di comunicazione esterna verso il grande pubblico e le nuove generazioni.

La capacità di attrarre ha costituito, inoltre, il filo conduttore della politica delle risorse umane della Corte, che ha attuato numerose iniziative per rafforzare la sua capacità di risvegliare l’interesse di candidati provenienti da tutti gli Stati membri e in possesso di profili diversi. L’istituzione si è così impegnata per creare procedure di assunzione più attrattive, più inclusive e più comprensibili, in modo da ampliare il bacino di candidati interessati alla possibilità di entrare in servizio alla Corte. Talune azioni hanno riguardato direttamente il miglioramento delle condizioni dei tirocini, per far sì che la gestione dei tirocinanti garantisca un accesso paritario a tutti i giovani laureati desiderosi di scoprire l’istituzione. Altre sono consistite nell’approfondire l’opera di sensibilizzazione negli Stati membri le cui nazionalità sono meno rappresentante in seno all’istituzione, sempre con la volontà di rafforzare la diversità culturale e linguistica del suo personale. Numerose iniziative hanno, infine, consentito alla Corte di approfondire la propria politica di accessibilità e di inclusione, per offrire alle persone con disabilità la possibilità di entrare in maniera duratura a far parte dell’istituzione e di contribuire a renderla ogni giorno più ambiziosa in tale ambito.

Fedele al suo spirito innovatore, la Corte ha adottato iniziative significative in ambito tecnologico. L’integrazione e lo sviluppo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale sono continuati, in parallelo con un importante lavoro di elaborazione di un quadro etico pienamente in linea con i requisiti connessi alla funzione giurisdizionale della Corte. Dalla predisposizione di una Carta etica sull’integrazione dell’intelligenza artificiale sino all’elaborazione di istruzioni specifiche che regolano l’utilizzo degli strumenti di IA impiegati nell’istituzione, essa ha operato per agevolare il ricorso a strumenti che appaiono sempre più promettenti. Tuttavia, questi strumenti richiedono una corretta comprensione dei loro limiti, dei rischi ad essi connessi e della necessità di garantire sempre una supervisione umana. La Corte ha pertanto continuato a procedere con determinazione, ma anche con prudenza, in particolare ampliando i percorsi formativi offerti al personale per accompagnarlo nell’utilizzo di questi nuovi strumenti.

Valori forti, ambizioni chiare e un impegno sempre rinnovato a favore della qualità della giustizia europea: questa è la sintesi del 2025, anno di cui i servizi dell’istituzione possono andare orgogliosi.

B | Eventi centrali dell’anno

Il 2025: un anno cruciale per la riforma giurisdizionale dell’Unione

Il 2025 è stato il primo anno intero di attuazione del trasferimento parziale della competenza pregiudiziale dalla Corte di giustizia al Tribunale e rappresenta la conclusione di un processo avviato da tempo. Le basi di detta riforma erano state poste, infatti, nel Trattato di Nizza (2001) ed erano state poi riaffermate nell’ambito della riforma dell’architettura giurisdizionale del 2015.

Il suo obiettivo consisteva nel rafforzare l’efficacia del sistema giurisdizionale dell’Unione assicurando un migliore equilibrio nel carico di lavoro tra la Corte di giustizia e il Tribunale. È stata resa possibile dal raddoppio del numero di giudici del Tribunale, pienamente raggiunto nel 2022, grazie al quale esso è stato dotato delle capacità necessarie per trattare cause supplementari.

La sua attuazione ha richiesto importati modifiche dello Statuto e delle norme di procedura. Le modifiche dello Statuto, proposte dalla Corte di giustizia, sono state adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea. Le modifiche dei regolamenti di procedura seguite alla revisione dello Statuto per garantirne l’attuazione hanno trovato – dal canto loro – l’accordo in seno al Consiglio.

La fase finale di tale riforma è stata completata il 1º ottobre 2024, con l’applicazione di nuove regole che attuano il trasferimento parziale della competenza pregiudiziale al Tribunale e che ammodernano le procedure dinanzi ai due organi giurisdizionali. Dopo un anno di attuazione completo, il primo bilancio della riforma mostra come la Corte di giustizia e il Tribunale abbiano pienamente fatto proprie tali nuove modalità di funzionamento, con soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti nei procedimenti pregiudiziali.

Che cos’è un rinvio pregiudiziale?

Il diritto dell’Unione è parte del diritto nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione. Ne consegue che il diritto dell’Unione può essere invocato dinanzi alle autorità giurisdizionali nazionali, che lo applicano direttamente.

In caso di dubbio su come il diritto dell’Unione debba essere interpretato in una determinata causa, i giudici nazionali possono, e in taluni casi devono, sottoporre delle questioni alla Corte di giustizia e, in alcune materie specifiche, al Tribunale. Così facendo, essi possono ottenere chiarimenti sul significato di una determinata disposizione del diritto dell’Unione o sulla sua validità. Ciò consente loro, quindi, di applicare in maniera corretta e coerente il diritto dell’Unione.

Competenza del Tribunale in materia pregiudiziale

Il Tribunale è ormai competente ad esaminare le domande di pronuncia pregiudiziale vertenti su materie specifiche, chiaramente circoscritte, agevolmente scindibili dalle altre materie e che hanno dato origine a un importante corpus giurisprudenziale della Corte di giustizia. Questa riforma consente, in tal modo, di alleviare realmente il carico di lavoro della Corte di giustizia, trasferendo al Tribunale le questioni pregiudiziali rientranti in numerosi settori specifici, vale a dire 1/ il sistema comune dell’IVA, 2/ i diritti di accisa, 3/ il codice doganale, 4/ la classificazione tariffaria delle merci, 5/ la compensazione pecuniaria e l’assistenza dei passeggeri aerei in caso di negato imbarco, ritardo o cancellazione e 6/ il sistema di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra.

Lo sportello unico: una procedura efficace

La riforma non ha modificato la procedura di presentazione delle domande di pronuncia pregiudiziale, che continuano ad essere depositate tutte dinanzi alla Corte di giustizia. Per contro, un meccanismo di «sportello unico» consente di individuare le domande rientranti nella competenza del Tribunale. Sulla decisione di trattenere una causa dinanzi alla Corte di giustizia o di trasferirla, si pronuncia il presidente della Corte, dopo aver sentito il vicepresidente e il primo avvocato generale, oppure la Corte di giustizia, in riunione generale.

Al Tribunale, due sezioni specializzate, che si pronunciano di norma in collegi di cinque giudici, sono ora competenti a conoscere di dette cause. Inoltre, taluni giudici del Tribunale sono parimenti nominati per esercitare la funzione di avvocato generale presso il Tribunale e garantire così una procedura equivalente a quella prevista dinanzi alla Corte di giustizia.

Ricorso e riesame

In materia pregiudiziale, tenuto conto della natura del procedimento, le decisioni rese dal Tribunale non possono essere oggetto di impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia. Tuttavia, esiste un meccanismo di riesame: entro il termine di un mese il primo avvocato generale della Corte di giustizia può proporre a quest’ultima di riesaminare una decisione del Tribunale ove sussista un grave rischio di pregiudizio all’unità o alla coerenza del diritto dell’Unione.

Bilancio dopo un anno

Dall’entrata in vigore della riforma, il nuovo sportello unico ha già trattato quasi un centinaio di cause pregiudiziali. Quasi l’85% di esse è stato trasmesso al Tribunale, in quanto rientrante esclusivamente nelle sei aree di competenza specifica previste dal meccanismo di trasferimento.

Cause pregiudiziali proposte dinanzi al Tribunale – Materie di ricorso
2024 2025
Sistema comune dell’IVA 8 24
Diritti di accisa 6 7
Codice doganale 1 8
Classificazione tariffaria delle merci 1 7
Compensazione pecuniaria e assistenza ai passeggeri (negato imbarco, ritardo o cancellazione) 3 18
Sistema di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra 1
Totale 19 65

Nel 2025 il Tribunale ha trattato le prime cause trasferite nell’ambito del nuovo meccanismo. Sedici cause sono state così definite, senza che fosse necessario fissare un’udienza o chiedere la presentazione di conclusioni. La maggior parte – undici cause– ha potuto essere definita mediante ordinanza. Cinque cause sono state decise con sentenza. Le tempistiche di trattamento si sono rivelate particolarmente brevi: 10,9 mesi in media per le cause definite con sentenza, dallo sportello unico sino alla decisione finale (6,2 mesi in media se si tiene conto delle cause definite con sentenza od ordinanza).

Il meccanismo funziona pertanto in maniera efficace e i primi risultati mostrano che la riforma riesce a conseguire gli obiettivi che si era prefissata: accelerare il trattamento delle cause ed equilibrare il carico di lavoro degli organi giurisdizionali dell’Unione, al servizio dei cittadini e delle imprese.

Volete saperne di più?

Per consentire ai professionisti del diritto e, in particolare, ai giudici nazionali di comprendere meglio il funzionamento dello sportello unico e i criteri di ripartizione delle competenze, l’istituzione ha pubblicato un documento relativo all’attuazione delle nuove regole sul trasferimento parziale della competenza pregiudiziale al Tribunale. Disponibile sul sito Internet della Corte, esso elenca le domande presentate nel corso del primo anno dall’entrata in vigore e precisa, per ciascuna di esse, se è stata trasmessa al Tribunale o trattenuta dinanzi alla Corte di giustizia, indicandone le motivazioni.


Guarda il video: Ripartizione delle competenze tra la Corte di giustizia e il Tribunale

Rendere la giustizia europea più trasparente

Il 2025 segna un punto di svolta importante nella politica di comunicazione della Corte. Spinta dall’evoluzione delle tecnologie e dalla volontà di rendere la giustizia europea più comprensibile e più vicina ai cittadini, l’istituzione ha approfondito numerose iniziative destinate a modernizzare i suoi canali di informazione e a favorire una migliore comprensione, da parte del pubblico, della sua missione e delle sue attività.

Nuovi social network per una maggiore vicinanza ai cittadini

I social network fanno oggi parte della vita quotidiana dei cittadini e rappresentano un’importante fonte di informazione per molti di loro, in particolare per le giovani generazioni. Per rispondere a questo bisogno e garantire così la diffusione di informazioni attendibili e corrette sulle sue attività avvicinandosi quanto più possibile ai cittadini, la Corte ha diversificato la sua presenza sui social network, attivando nel 2025 degli account su quattro nuove piattaforme: Bluesky, Threads, WhatsApp e Instagram.

Grazie a questi nuovi canali che completano l’offerta informativa della Corte su LinkedIn, X, YouTube e Mastodon, la Corte può raggiungere nuovi destinatari e comunicare – in modo diretto e con modalità rispondenti ai loro bisogni – in merito alla sua attività e all’importanza del suo ruolo nella protezione dei diritti dei cittadini e nel mantenimento di un’Europa fondata sui valori democratici.

In questo modo, il pubblico può accedere facilmente, sempre e ovunque, a informazioni chiare sull’attività giudiziaria attuale della Corte, completate, dall’inizio del 2026, da un’offerta audiovisiva innovativa e arricchita grazie al lancio della nuova piattaforma audiovisiva Curia Web TV.

Assistere alle udienze della Corte da tutta Europa

Momento chiave del procedimento, le udienze davanti alla Corte di giustizia e al Tribunale, che si tengono a Lussemburgo, sono pubbliche e aperte a tutti i cittadini. In un’ottica di trasparenza e accessibilità della giustizia per i 450 milioni di cittadini europei, che sono direttamente interessati dalle decisioni degli organi giurisdizionali dell’Unione, la Corte ha creato uno strumento che consente a ciascuno di loro di assistere alle udienze da remoto, senza doversi recare a Lussemburgo.

A partire dal mese di aprile 2022, l’istituzione ha infatti deciso, in via sperimentale, di mettere a disposizione sul suo sito Internet un servizio di trasmissione in differita delle udienze di discussione della Grande sezione e della Seduta plenaria della Corte di giustizia, parallelamente alla diffusione in diretta delle udienze di pronuncia delle sentenze e di lettura delle conclusioni. Il successo di tale fase pilota ha portato all’integrazione di uno strumento specifico all’interno del regolamento di procedura della Corte di giustizia al fine di rendere stabile detto strumento, ma anche di consentire la diffusione di talune udienze di discussione delle sezioni di cinque giudici quando la causa lo giustifica. Inoltre, per meglio comprendere il contesto della causa e gli scambi che intervengono tra le parti e i giudici nel corso dell’udienza, la trasmissione di un’udienza di discussione è sempre preceduta da una breve spiegazione della causa da parte di un addetto stampa in formato audiovisivo, che viene anch’essa pubblicata sul sito della Corte e sui suoi social network.

Per quanto concerne il Tribunale, la trasmissione delle udienze di discussione, di pronuncia di sentenze o di lettura di conclusioni è stata anch’essa integrata nel suo regolamento di procedura. Posto che le regole e le modalità attuative di detta trasmissione dovevano essere stabilite dal Tribunale, quest’ultimo ha adottato nel febbraio 2025 una decisione sulla trasmissione della pronuncia di sentenze e della lettura di conclusioni. In esecuzione di tale decisione, la prima diffusione è avvenuta a maggio, in occasione della pronuncia in diretta di una sentenza della Grande sezione. Altre due sono seguite nel mese di settembre.

Questo rafforzamento della comunicazione audiovisiva dell’istituzione permette così alla Corte di sfruttare pienamente le potenzialità tecnologiche che hanno conosciuto un’accelerazione in occasione della crisi sanitaria del 2020, ma soprattutto di consentire a tutte le persone interessate alla sua attività giudiziaria – che si tratti di professionisti e futuri professionisti del diritto (giudici nazionali, avvocati, agenti dei governi degli Stati membri e delle istituzioni dell’Unione, professori, studenti), di giornalisti o, più in generale, di tutti i cittadini curiosi di saperne di più sulla funzione dell’istituzione – di seguire le udienze nelle stesse condizioni di chi presenzia fisicamente nelle aule, ovunque si trovino e senza doversi recare a Lussemburgo.

Un dibattito giudiziario più trasparente

Nella medesima ottica di apertura, nel 2025 la Corte ha proseguito nell’attuazione della decisione adottata nel 2024 di pubblicare online, dopo la chiusura della causa, le osservazioni scritte depositate nelle cause pregiudiziali dai diversi soggetti coinvolti nel procedimento pregiudiziale (parti dinanzi al giudice nazionale, istituzioni, Stati membri…), salvo opposizione da parte loro. Al fine di semplificare la loro consultazione, l’accesso a tali osservazioni avviene attraverso il motore di ricerca della Corte sul suo sito Internet, il che consente a tutti gli interessati di venire a conoscenza delle posizioni assunte nel corso della discussione tenutasi dinanzi alla Corte di giustizia o al Tribunale prima dell’adozione della decisione pregiudiziale.

Modernizzare i prodotti di comunicazione per rivolgersi al grande pubblico

In linea con tale obiettivo di rendere la giurisprudenza più accessibile per un pubblico non specializzato, la Corte ha ulteriormente ammodernato uno dei suoi principali prodotti, vale a dire i comunicati stampa. Alla fine del 2023, i comunicati stampa sono stati oggetto di una rielaborazione volta a proporre sintesi più brevi e discorsive, più adatte alle aspettative dei media e del grande pubblico. Questa riforma ha preso slancio nel 2025 con la diffusione di comunicati più chiari, concisi e attrattivi, redatti in un linguaggio più accessibile. Essi sono accompagnati per lo più da una «notizia in breve», vale a dire una sintesi volta ad agevolarne il riutilizzo da parte dei media.

In parallelo, la Corte ha inaugurato un nuovo strumento di comunicazione: dopo la pronuncia delle sentenze più importanti vengono ora pubblicate delle video-pillole esplicative sotto forma di brevi resoconti presentati dai giudici che hanno fatto parte del collegio giudicante. Questo strumento innovativo consente di spiegare in pochi minuti le decisioni che suscitano un forte interesse mediatico, sempre con un linguaggio chiaro e accessibile. La prima video-pillola, pubblicata a giugno, ha riguardato la causa italiana C-460/23 Kinsa: la spiegazione è stata presentata nella lingua processuale della causa, l’italiano, dal presidente della Corte Koen Lenaerts. Sottotitolata nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione, la video-pillola è stata pubblicata online sul sito Curia immediatamente dopo la pronuncia della sentenza ed è stata diffusa contemporaneamente sui social network. La video-pillola ha avuto un grande successo, con quasi 20 000 visualizzazioni su LinkedIn. Nel 2025, 11 video esplicativi di questo tipo riguardanti sentenze della Grande sezione della Corte di giustizia sono stati pubblicati sul sito Internet e sui social network.

Attraverso queste iniziative, nel 2025 la Corte ha proseguito il suo impegno a favore di una giustizia europea più trasparente, più comprensibile e più vicina ai cittadini, adattando i suoi formati di comunicazione alle nuove aspettative del pubblico.

Cooperazione con i giudici in Europa

Il diritto dell’Unione si applica in tutti gli Stati membri e costituisce così un corpus normativo condiviso, fondato sulla comunità di valori che stanno alla base dell’Unione europea. Al fine di rafforzare tale comunità giuridica e di garantire un’interpretazione uniforme del diritto dell’Unione, la Corte di giustizia dell’Unione europea, anche al di là dei procedimenti dinanzi ai suoi due organi giurisdizionali, è impegnata da molti anni in un dialogo aperto e continuo con i magistrati degli Stati membri – organi giurisdizionali costituzionali e supremi degli Stati membri o giudici di primo grado e di appello –, ma anche con le reti giudiziarie e gli organi giurisdizionali internazionali, come la Corte europea dei diritti dell’uomo, con cui intrattiene uno scambio di buone pratiche per rafforzare la qualità della giustizia. Questo dialogo, che si concretizza attraverso conferenze e incontri organizzati sia dinanzi alla Corte che negli Stati membri, è stato particolarmente ricco nel 2025.

«EUnited in Diversity» a Sofia

Organizzata per la prima volta nel 2021 a Riga (Lettonia) e approfondita nel corso della sua seconda edizione nel 2023 a L’Aia (Paesi Bassi), la conferenza «EUnited in Diversity» è arrivata, a fine estate 2025, alla sua terza edizione, sotto l’egida della Corte costituzionale della Repubblica di Bulgaria, a Sofia. Queste conferenze biennali riuniscono rappresentanti della Corte di giustizia e delle corti costituzionali nazionali, con l’ambizione di rafforzare il dialogo tra detti organi giurisdizionali, ma anche di favorire le interazioni tra l’ordinamento giuridico comune dell’Unione europea e i sistemi giuridici nazionali degli Stati membri.

Dedicata al tema del «Ruolo della giustizia costituzionale nell’ordinamento giuridico comune dell’Unione europea», l’edizione 2025 ha esplorato la nozione di «giustizia costituzionale» all’interno dell’Unione, riunendo le corti costituzionali (o che esercitano una competenza costituzionale) di 21 Stati membri. Il programma comprendeva quattro sessioni vertenti sulla ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri retta dal principio di attribuzione di competenza, sulla tutela dell’identità dell’Unione in tempi di crisi, sull’articolazione tra diritto costituzionale nazionale e diritto dell’Unione negli Stati membri e sull’interpretazione e applicazione del diritto dell’Unione nell’ottica di assicurare la coerenza e la costanza dell’ordinamento giuridico comune.

La conferenza ha inoltre reso possibile un incontro tra i responsabili amministrativi di alto livello delle istituzioni partecipanti al fine di agevolare lo scambio di buone pratiche e di discutere di questioni di interesse comune. Il tema principale di tale tavola rotonda, in cui la Corte è stata rappresentata dalla sua direttrice generale dell’Informazione, verteva così sull’«impatto delle tecnologie digitali sul lavoro dei tribunali».

Forum dei magistrati alla Corte

All’inizio di dicembre 2025, il tradizionale forum dei magistrati tenuto alla Corte di giustizia ha riunito 148 magistrati provenienti dalle corti d’appello e dalle corti di primo grado di tutti gli Stati membri. Tra i temi affrontati nel corso delle diverse sessioni di lavoro figuravano i recenti sviluppi del procedimento pregiudiziale, la recente giurisprudenza in materia di asilo e immigrazione, la nuova competenza del Tribunale in materia di rinvio pregiudiziale, nonché la recente giurisprudenza sul mandato di arresto europeo e sulla cooperazione giudiziaria in materia civile.

Questo forum, organizzato per la prima volta dalla Corte nel 1968, mette direttamente in contatto i membri della Corte di giustizia e del Tribunale con i magistrati degli Stati membri. Esso consente di creare legami informali e di favorire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione da parte dei giudici nazionali, giudici ordinari del diritto europeo, di scambiare idee su problemi condivisi e di promuovere la conoscenza e la comprensione reciproca dei diversi sistemi giuridici e la cooperazione tra autorità giurisdizionali.

Riunione della Rete giudiziaria dell’Unione europea a Lisbona

A novembre si è tenuta a Lisbona (Portogallo) la settima edizione della riunione annuale dei corrispondenti della Rete giudiziaria dell’Unione europea (RGUE). Creata su iniziativa della Corte nel 2017, in occasione del forum dei magistrati dedicato al 60º anniversario dei Trattati di Roma, la Rete giudiziaria ha l’obiettivo di rafforzare la cooperazione giudiziaria in Europa al servizio di una giustizia di qualità. Composta da 78 organi giurisdizionali costituzionali e supremi degli Stati membri e dagli organi giurisdizionali supremi di quattro paesi terzi (Islanda, Liechtenstein, Regno Unito e Ucraina), la RGUE rappresenta un forum permanente di condivisione tra i suoi membri. Attuando una cooperazione e un dialogo informali tra i supremi organi giurisdizionali europei, essa va a integrare il meccanismo di cooperazione formale che si concretizza nel procedimento di rinvio pregiudiziale.

Le riunioni della RGUE sono ora organizzate dagli organi giurisdizionali nazionali con il sostegno della Corte; quella del 2025 è stata organizzata dalla Corte costituzionale, dalla Corte suprema e dalla Corte suprema amministrativa portoghesi. Vi hanno partecipato sessanta corrispondenti, provenienti da 20 Stati membri, da uno Stato terzo nonché da altre quattro reti europee. Gli interventi e le discussioni tra i partecipanti hanno riguardato il futuro della cooperazione all’interno della rete e la portata dell’obbligo di rinvio pregiudiziale in capo agli organi giurisdizionali nazionali che si pronunciano in ultima istanza.

Incontri con la Corte europea dei diritti dell’uomo

La Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea sono due delle figure chiave della protezione dei diritti fondamentali in Europa. I due organi giurisdizionali appartengono a due organizzazioni distinte (il Consiglio d’Europa per la prima, l’Unione europea per la seconda), ma perseguono in maniera complementare i medesimi obiettivi fondati su una base comune di valori: la dignità umana, la libertà, la democrazia, la protezione dei diritti umani, il rispetto dello Stato di diritto, la protezione delle minoranze, la tolleranza, la non discriminazione, la solidarietà e il mantenimento di uno spazio di pace e di giustizia in Europa. Essi cercano così di mantenere un rapporto stretto incontrandosi con regolarità nell’ottica di condividere le rispettive evoluzioni giurisprudenziali e di confrontarsi sulle questioni di reciproco interesse nonché sulle sfide comuni. Ogni anno, pertanto, i membri delle due corti si riuniscono, a Lussemburgo o a Strasburgo, per tenere viva tale complementarità e cooperazione a favore della protezione dei diritti fondamentali in Europa.

Quest’anno l’incontro si è tenuto a novembre alla Corte, a Lussemburgo. I membri delle due istituzioni giudiziarie hanno partecipato a numerose tavole rotonde sulla libertà di espressione nell’era digitale, sull’interesse superiore del minore nelle cause di sottrazione transfrontaliera di minori o, ancora, sugli ostacoli giuridici e fisici all’accesso alle procedure di asilo. L’incontro ufficiale ha anche permesso un confronto tra i presidenti di ciascun organo giurisdizionale sulle sfide che la giustizia si trova ad affrontare, che ha dato luogo a una video intervista.

I due presidenti hanno sottolineato, in particolare, l’importanza che i cittadini comprendano, nell’attuale contesto geopolitico e sociale, ciò su cui si basa quanto costruito negli ultimi 75 anni: l’aspirazione a garantire la migliore vita possibile, grazie al ristabilimento della pace, al ripristino della giustizia e al funzionamento democratico della società.

«Ogniqualvolta vi è un concreto attacco all’indipendenza giudiziaria, ogniqualvolta la libertà di espressione si ritorce contro i valori che essa dovrebbe promuovere – il pluralismo, la tolleranza – con i messaggi di odio o di violenza che ne scaturiscono, occorre ricordare ciò che è essenziale, occorre ricordare qual è il cuore da proteggere».

M. Mattias Guyomar

Presidente della Corte EDU

«Lo Stato di diritto protegge i cittadini, ma protegge anche il sistema democratico, che è un sistema che deve poter evolvere di elezione in elezione e tra un’elezione e l’altra, che deve coinvolgere la società civile, che deve coinvolgere i cittadini e i gruppi di cittadini impegnati in politica. Di tutto ciò troviamo espressione in un ampio numero di sentenze della nostra Corte, sovente collegate alle libertà fondamentali».

M. Koen Lenaerts

Presidente della CGUE

C | Rapporti con il pubblico

Visitare la Corte

La Corte lavora per avvicinare l’istituzione ai cittadini organizzando visite e seminari che contribuiscono a una migliore comprensione del diritto dell’Unione grazie a programmi appositamente ideati. Le visite consentono di comprendere meglio il ruolo degli organi giurisdizionali dell’Unione e l’impatto concreto della loro giurisprudenza sulla vita quotidiana dei cittadini, mentre i seminari, rivolti principalmente ai magistrati nazionali, incoraggiano il dialogo tra i giudici nazionali ed europei. La Corte accoglie un pubblico diversificato all’interno dei propri edifici, ma propone anche visite virtuali, in particolare un programma pedagogico online che consente agli studenti delle scuole superiori di scoprire la giustizia dell’Unione dalla propria aula. Nel 2025, 412 studenti hanno partecipato a tale programma.

15 987
visitatori di cui
4 647
professionisti del diritto
Visitatori in formato virtuale:
4,2 %
2 557
visitatori in occasione della Giornata Porte aperte

Comprendere la giustizia dell’Unione

Gli addetti stampa della Direzione della comunicazione, giuristi di formazione, hanno il compito di spiegare le sentenze, le ordinanze e le conclusioni, ma anche le cause pendenti, ai giornalisti e agli altri interessati. Redigono comunicati stampa per informare in tempo reale giornalisti e professionisti in merito alle decisioni della Corte di giustizia e del Tribunale. Inviano, alle persone che ne hanno fatto domanda al servizio stampa della Corte, newsletter periodiche che annunciano gli eventi importanti del calendario giudiziario (udienze di discussione, pronunce delle sentenze e letture delle conclusioni) e istituzionali, oltre a «info rapide» sulle cause non coperte da comunicati stampa. Rispondono, inoltre, alle e-mail e alle telefonate dei cittadini alla Corte sui diversi aspetti della sua attività (informazioni di carattere processuale, spiegazione di una sentenza, ruolo della Corte, supporto con il sito Internet, ecc.).

2 080
comunicati stampa
593
newsletter
469
«info rapide»
12 181
risposte a richieste di informazioni da parte dei cittadini (telefonate ed e‑mail)

Restare informati sui social network della Corte

Al fine di diffondere informazioni in maniera diretta e istantanea, la Corte è attiva sui social network con i suoi account LinkedIn e Mastodon, i suoi due account X (uno in francese e l’altro in inglese), e con i suoi account Bluesky e Threads. Essa dispone inoltre di un canale WhatsApp e di un canale YouTube che diffondono contenuti audiovisivi di varia natura nelle 24 lingue ufficiali, in particolare animazioni rivolte al grande pubblico per spiegare l’impatto della giurisprudenza della Corte sulla vita quotidiana dei cittadini e i programmi di Curia Web TV. Su YouTube, la Corte ha pubblicato nel 2025 due nuove animazioni:


Trasparenza della giustizia

Cosa accade quando un paese non rispetta il diritto dell’Unione?

Aperto nel 2025, l’account Instagram della Corte si rivolge a un pubblico più ampio e giovane, valorizzando le sue attività attraverso una comunicazione visiva e accattivante.

Il numero di iscritti a tutte le piattaforme della Corte continua a crescere, testimoniando l’interesse del pubblico per le sue attività.

384 185
iscritti a LinkedIn
+29% rispetto al 2024
5 271
iscritti a Mastodon
3 465
iscritti a Bluesky
2 606
iscritti a Instagram
145
iscritti a Threads
164 725
follower su X
120 000
iscritti su YouTube
+33% rispetto al 2024

Seguire in tempo reale le udienze e le decisioni

Per agevolare l’accesso alla sua attività giudiziaria, la Corte mette a disposizione un servizio di trasmissione delle udienze.

La pronuncia delle sentenze della Corte di giustizia e la lettura delle conclusioni degli avvocati generali sono diffuse in diretta. Lo stesso vale per talune sentenze e conclusioni del Tribunale. Le udienze di discussione della Corte sono trasmesse in differita, in linea con i requisiti previsti dal regolamento di procedura. Si tratta delle udienze della seduta plenaria, della Grande sezione o, eccezionalmente, di una sezione di cinque giudici. La registrazione video di un’udienza di discussione resta disponibile sul sito Curia per un mese.

Per le sentenze più importanti, un giudice che ha fatto parte del collegio giudicante presenta la decisione della Corte di giustizia in una video-pillola esplicativa di qualche minuto, con un linguaggio chiaro e accessibile (per maggiori informazioni, si veda il capitolo «Rendere la giustizia europea più trasparente»).

Prima della trasmissione delle udienze di discussione viene pubblicata sul sito della Corte e rilanciata sui social network una presentazione esplicativa della causa nelle lingue dell’udienza.

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